a cura della Redazione

Ancora due provincie della Toscana per i Luoghi del Cuore 2018 FAI: Massa Carrara e Pisa.

Pieve di Santo Stefano, Sorano di Filattiera (Massa Carrara) – 643° posto con 43 voti
Pieve Santo Stefano FilattieraLa Pieve romanica di  Santo Stefano a Sorano è situata sul fondovalle della Magra sull’antica via Francigena in direzione di Luni. La pieve di ed è attestata per la prima volta fra le pievi confermate nel 1148 da papa Eugenio III al vescovo della Diocesi di Luni. Però durante i lavori di restauro sono state ritrovate fondamenta di epoche precedenti e tombe ben conservate. Si suppone che una di queste sia di Leodegar, il primo vescovo che arrivò nella valle di Lunigiana e “idola fregit”, ossia distrusse gli dei pagani e introdusse la religione cristiana. Ne dà testimonianza una lapide del 752 d.C. Non a caso tutto il territorio era disseminato di statue steli, alcune conservate ancora nella Pieve. Maestosa e possente è caratterizzata da tre absidi realizzate dai Maestri Comacini. Privato di parte della copertura fin dal XVIII secolo, l’edificio ha impianto basilicale a tre navate (le laterali in parte riadattate a cappelle in epoca moderna). Costruita in ciottoli sbozzati fluviali, è percorsa nell’abside da specchiature includenti rombi definiti da arcate cieche importate su lesene. Agli inizi del XXI sec è stata rifatta la copertura e sono state ritrovate due statue stele, fra cui quella di un guerriero, reincisa con armamento di tipo celtico nel VII secolo a.C.. Controversa è la sua datazione, che viene fatta oscillare attorno all’XI secolo.

Rocca di Ripafratta, Ripafratta (Pisa) – 44° posto con 8922 voti
Rocca di Ripafratta PisaLa Rocca di San Paolino è una fortezza di origine medievale che domina dall’alto il borgo di Ripafratta, nel comune di San Giuliano Terme (PI). Il borgo e la Rocca sorgono sulle rive del fiume Serchio, a ridosso della porzione più occidentale del Monte Pisano. La Rocca è nata come avamposto doganale, essendo il territorio di Ripafratta situato sul confine tra il territorio di Pisa e quello di Lucca. Fondata nell’XI sec. dalla consorteria dei nobili Da Ripafratta, feudatari lucchesi, la Rocca (intitolata per l’appunto a San Paolino patrono di Lucca), è entrata progressivamente nell’orbita della Repubblica di Pisa, che ne acquisì il possesso e la fortificò massicciamente nel XII-XIII secolo, affiancandole due poderose torri di avvistamento sui colli circostanti. Il castello è stato conteso nei secoli dalle due città avversarie, con la costruzione di un vasto sistema di fortificazioni in tutta la valle del Serchio, a guardia proprio del confine “caldo”. Con il dominio fiorentino sul territorio pisano, nel 1504 la Rocca venne ristrutturata da Giuliano da Sangallo con pareri di Leonardo da Vinci, per renderla adatta alle nuove esigenze belliche dettate dalle armi da fuoco. Cimate le antiche torri medievali, vennero costruite possenti scarpe addossate alle mura, due rivellini contrapposti in prossimità dell’ingresso, e un corridoio di accesso “a mano destra”. Con la “pacificazione” fiorentina, la Rocca risulta abbandonata già nel primo 1600. Il complesso ha riacquistato visibilità a seguito di un’intensa campagna di scavi archeologici negli anni ‘80 del ‘900, che ha permesso di riportare alla luce le strutture medievali, dimenticate dal tempo. Ad oggi, è proprietà di privati e necessita di un’importante operazione di consolidamento e messa in sicurezza per poterla rendere nuovamente fruibile al pubblico e alla sua comunità.