In bilico, come un funambolo

di Jacopo Scafaro

Ci sarà un caffè amaro al mattino che dirotterà la tua giornata. L’umore incerto come il cielo alle prime luci dell’alba e la voglia di rimboccare le coperte sui pensieri dal polo negativo, per soffocarli nel buio di un sonno ristoratore.

Ci sarà il treno affollato e tu stipato in un angolo, aggrovigliato a sagome incerte, circondato da volti ignoti. E ci sarà la sensazione di oppressione e, insieme, solitudine quando, impigliato in una rete di braccia e cuori, ti sentirai stretto nella morsa della tua diffidenza che come un muro divide il tuo mondo da chi mai conoscerai.

E ci sarà chi, con fare distratto, strattonerà lo zaino che porti in spalla da tutta una vita e proteggi da mani curiose e idee sporche. La tua borsa rattoppata dalla zip guasta che fai fatica ad aprire, la Tua, che ad ogni gomitata estranea senti il bisogno di stringere. E la schiena ingobbita per il peso dei sogni che nascondi al suo interno, accartocciati nel fondo e mischiati insieme a tutte le cose di cui hai bisogno ma che hai dimenticato di aver riposto al suo interno.

Ci sarà l’inadeguatezza dei tuoi anni. Il fastidioso disagio inferto delle sedie troppo basse per raggiungere le tue ambizioni. E ci sarà la vista annebbiata, le ciglia umide, le guance rigate quando la resa avrà il sopravvento. E poi ci sarà la paura a farti da balia e da guida quando aggirerai gli ostacoli della vita, oltre i quali si cela il tuo infinito e la tua meta.

E ci saranno i muscoli che bruciano, i crampi e le contratture durante la tua personale corsa alla felicità. Ci sarà l’affanno a rimbombare nelle orecchie e la gola secca ad importi il silenzio. E ci sarà il dolore e la voglia di mollare. Ci sarà l’acido che si insinua e scorre nelle fibre del tuo cuore.

Ed il tempo per te stesso che si allontana tagliando il traguardo per primo. Ed il tempo per le responsabilità che ti semina. E tu troppo indietro per entrambi.

Ci sarà il tuo volto senza veli davanti ad una platea di sguardi nascosti dietro ad un burqa. E ci sarà una nuova era e l’impotenza davanti alla tirannia dello specchio, dello schermo – di un display, di una bilancia. E il ribrezzo per te stesso per l’incapacità di conferirti un titolo, pur essendo pieno zeppo di etichette.

Ci sarà la voglia di infliggerti colpe che non hai per far da scherno agli indici puntati contro, ai pollici di pixel alzati a tuo favore. Ci saranno i giudizi affilati come artigli a graffiarti il cuore. E le esistenze come mura di cinta che proteggeranno le proprie opinioni dalla potenza del dialogo.

E la nostalgia. Ci sarà, a ferire.

E l’influenza nel weekend. La pioggia a ferragosto. Il gelo senza guanti. La lingua scottata dalla cioccolata calda. I chilometri che separano, la distanza che divide, l’assenza che assorda. La notte senza stelle. Un istante senza sogni. II buio.

Ma ci sarà, a lenire.

La voglia di fare. Il coraggio dietro alla paura. Lo spirito agonistico a sfidare le lancette e le avversità del domani. L’amore per se stessi e verso gli altri.

Un grazie di troppo. Una risata.

Il sì a sostituire il no, il tu dopo l’io, Il mare dentro, che con la risacca, prende lo sconforto e restituisce pace. E l’impeto di un’onda che nasce dall’interno e spazza via i frammenti di dolore che inquinano la giornata che uno avrà.

E poi ci sarà sempre una penna, a disegnare curve su un foglio e, insieme, ad inciderne una sul viso.

Con un tratto fugace, all’insù.

Roby Sing&Song: mixed play

di Roberta Pelizer 
Torniamo a raccontare del programma che va in onda su RadioVertigo1. 

Ciao carissimi amici del web, come ogni giovedì che si rispetta non è mancato l’appuntamento in diretta da Radiovertigo1 (la web radio numero uno in Italia) del mio programma Roby Sing & Song come sempre dalle 16,00 alle 17,00 .

Gli 11 brani che ho scelto ci hanno fatto fare il nostro consueto viaggio dagli anni 80 sino ai giorni nostri toccando un po’ tutti i generi pop, disco, dance rock; diciamo che in prevalenza questa play è con impronta femminile e abbastanza allegra, infatti, in apertura abbiamo ascoltato la potentissima voce di Aretha Franklin seguita da Murray Head con “ One night in Bangkok “ pezzo che ho ascoltato molto volentieri perché è la prima che ho scelto quando ho deciso di iniziare ad organizzare le sfilate ed è stata proprio la canzone di apertura quindi sono molto legata a livello affettivo e lavorativo a questo brano.

La bellezza e la dolcezza di Olivia Newton Jonn ci ha fatto iniziare a ballare quindi non poteva mancare la regina della dance anni 70,80’ Diana Ross.

Per quanto riguarda gli anni 90 ‘ è stata la volta del rock firmato da Billy Idol e gli Ultra , la dance è proseguita con il dj francese Bob Sinclair per la decade 2000 , verso la chiusura c’è stato anche il momento soft cantato da Zayn ft. Sia.

Per terminare in bellezza ed in allegria ho scelto Bruno Mars ft. Mark Ronson ed infine l’ultimo brano “Ode to oi” di TJR ha letteralmente mandato in delirio tutti i presenti compresa la sottoscritta ovviamente!

L’appuntamento è sempre per la prossima settimana stesso posto stessa ora, un abbraccio dalla vostra Roby .

SKY ARTE | THE SQUARE. SPAZIO ALLA CULTURA | 6° puntata | giovedì 26 gennaio ore 20.40

A cura della Redazione 
La trasmissione di Sky Arte che racconta la cultura contemporanea in tutte le sue forme, attraverso le voci di numerosi ospiti, racconti di mostre e musei italiani, animazioni, performance musicali e… molto altro. SESTA PUNTATA: GIOVEDÌ 26 GENNAIO 2023 con Giovanna Forlanelli, Monica Loffredo, Sara Drago, Massimo Di Carlo, Francesco Tedeschi, Francesca Rossi, Vincenzo Vasi. Ogni due settimane alle 20.40 su Sky Arte e streaming su NOW e on demand. 

Da giovedì 10 novembre alle 20.40 va in onda ogni due settimane su Sky Arte la terza stagione di THE SQUARE. SPAZIO ALLA CULTURA, la trasmissione realizzata da TIWI e condotta da Nicolas Ballario che racconta la cultura contemporanea in tutte le sue forme. Attraverso le voci di tanti ospiti, servizi speciali su mostre e musei di tutta Italia, animazioni che approfondiscono temi attuali della cultura contemporanea e una ricca agenda di appuntamenti, THE SQUARE è uno strumento per essere sempre aggiornati sul panorama artistico del nostro Paese. Gli episodi sono visibili anche in streaming su NOW e ondemand.

Dopo il successo della prima e della seconda stagione del programma, in cui artisti, musicisti, registi, attori, danzatori e lavoratori del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’arte hanno trovato palcoscenico privilegiato per i loro progetti, la terza edizione arriva con alcune novità, tra cui la direzione artistica delle performance musicali affidata a Rodrigo D’Erasmo, musicista, storico membro degli Afterhours, direttore d’orchestra e produttore discografico, e la rubrica in animazione Di cosa parliamo quando parliamo, che spiega il significato di alcune espressioni legate all’attualità o al mondo dell’arte, in modo leggero, ironico ma mai banale. Tra le conferme invece la rubrica La Cura Ludovico, con Ludovico Pratesi, un minuto per raccontare i significati che si celano dietro i capolavori dell’arte moderna e contemporanea.

Ospiti delle puntate precedenti sono stati: la produttrice musicale, polistrumentista, cantante, nonché musicista della band di Vasco Rossi Beatrice Antolini, Emiliano Pagani e Daniele Caluri, autore e disegnatore del fumetto Don Zauker, il cantautore, polistrumentista, produttore discografico, fondatore e frontman del gruppo Afterhours Manuel Agnelli, le ideatrici del progetto editoriale dedicato al turismo culturale Travel On Art e autrici di Street Art in Italia Anna Fornaciari e Anastasia Fontanesi, il chitarrista e fondatore dei Bud Spencer Blues Explosion e degli I Hate My Village Adriano Viterbini, l’artista e direttore artistico della Quadriennale di Roma Gian Maria Tosatti, il musicista Paolo Angeli, la storica e curatrice di design Domitilla Dardi e la cantante e produttrice discografica Meg.

La sesta puntata di The Square, in onda giovedì 26 gennaio, si apre con il racconto della Fondazione Luigi Rovati a Milano, museo d’arte che ha aperto le porte al pubblico lo scorso settembre e che ospita una collezione permanente di arte etrusca, in dialogo con le opere di diversi artisti contemporanei. La presidente della Fondazione, Giovanna Forlanelli, e la direttrice, Monica Loffredo, ci conducono alla scoperta delle opere permanenti e temporanee del piano ipogeo e del piano nobile.

In studio Nicolas accoglie la prima ospite della puntata, l’attrice Sara Drago, che ha interpretato il personaggio di Lea nella serie Call My Agent – Italia, in onda dal 20 gennaio su Sky Serie. Attraverso la sua intervista scopriamo cosa c’è dietro al lavoro dell’attore, le differenze tra lavorare nel cinema e nel teatro, e quali sono le caratteristiche che non possono mancare per fare questo mestiere… State a vedere come le sfrutta anche Nicolas!

A seguire, è il momento della rubrica in animazione Di cosa parliamo quando parliamo, dedicata in questa puntata all’intelligenza artificiale Text to Image, TTI.

Ci spostiamo a Verona dove la Galleria dello Scudo e la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti ospitano la mostra di uno dei maggiori rappresentanti dell’astrattismo europeo, Piero Dorazio, la nuova pittura. Le voci di Massimo Di Carlo, Francesco Tedeschi e Francesca Rossi, mettono a fuoco la produzione artistica di Dorazio in un periodo, quello tra il 1963 e il 1968, cruciale per la sua arte e per il suo stile.

Un suono fantasmagorico ci accompagna dentro il momento live di questa puntata: Vincenzo Vasi, artista, compositore, polistrumentista, suona il primo strumento elettronico della storia, il theremin. La casa dei fantasmi è il titolo del brano tratto dal suo album Braccio elettrico di cui è appena uscita la ristampa in edizione vinile. Durante l’intervista ci racconta la storia di questo strumento e mostra il suo funzionamento attraverso le onde elettromagnetiche.

Prima di concludere, Nicolas segnala i principali appuntamenti dal mondo dell’arte e della cultura nella sua agenda.

Buona visione!

Io non sono felice

di Roberta Pelizer 
Quante volte abbiamo detto questa frase nella nostra vita? Oggi Roberta Pelizer ci espone il suo toccante pensiero riguardo a questo argomento. 

Io non sono felice, una frase tanto brutta quanto difficile da pronunciare agli altri, ma soprattutto a se stessi.

Se dovessimo prendere a campione dieci persone e gli dovessimo porgere la domanda “sei felice?”, forse un paio potrebbero rispondere si e sarebbe già un buon risultato perché al giorno d’oggi essere felice ,ormai, è diventato un lusso, un lusso che purtroppo in pochi si possono permettere e non stiamo parlando di ricchezza in fatto di soldi, ma di serenità a livello famigliare.

Al di là della attuale società che ci impone standard in fatto di impatto visivo (e qui si ritorna al discorso denaro) ultimamente si è perso proprio il rispetto, il rispetto per ogni cosa ed in ogni situazione; un problema grosso è il non capire quando si vive all’interno di una situazione o relazione tossica e questi sono i casi più brutti, quelli nei quali ci ritroviamo spesso a nostra insaputa e soprattutto contro la nostra volontà.

Le relazioni tossiche sono le peggiori perché ti logorano dall’interno e ti spengono poco alla volta e le stesse persone che ti stanno facendo del male consapevoli di farlo, non si possono definire “Uomini“ o “Donne“ non sono nient’altro invece che delle povere anime vuote e frustrate che purtroppo devono sfogare la loro rabbia ed insicurezza sugli altri, facendogli pagare le colpe che non hanno pensando di poter colmare un vuoto che hanno loro rovinando così la vita al prossimo rendendogli la vita un inferno.

Queste persone vanno allontanate e possibilmente evitate e mai più calcolate, soprattutto bisogna imparare da quello che ci hanno fatto passare a non cadere più in una trappola anche solo lontanamente simile!

Questo per far sì di non dover più guardarsi un giorno allo specchio e dirsi “Non sono felice“ perche questa è la frase più brutta che ogni persona può rivolgere a se stessa .

Ciao come stai?

di Anonimo 
Per il pensiero del giorno ospitiamo anonimo, che ci offre un suo pensiero . 

Ciao come stai? Purtroppo è troppo tempo che non ti faccio questa domanda, questo tempo che passa inesorabilmente e non mi lascia spazio e modo per poter vivere come vorrei, ma soprattutto mi sta schiacciando in un limbo che sembra senza uscita.

Non passa giorno, ora e minuto nel quale non ti penso e ripenso a noi, a quello che abbiamo vissuto, a come siamo stati e sogno ad occhi aperti riguardo a come potremmo ancora essere perché adesso; che siamo più grandi, più maturi e più consapevoli tutto sarebbe ancora più bello di prima.

Io so che non amerò mai più nessuno perché il mio amore per te è infinito e non potrò mai più, oltre sì, guardare una persona negli occhi, e dirle “ ti amo” perché è impossibile, non lo potrei mai fare non ci riuscirei proprio.

Non passa giorno nel quale appena apro gli occhi e prima di addormentarmi non penso a te, non ci sarà mai un “A domani per sempre “ se non detto a te.

Roby Sing&Song: new season

di Roberta Pelizer 
Torna Roberta Pelizer che ci racconta la nuova puntata del suo programma che va in onda su RadioVertigo1. 

Eccoci qui! Siamo tornati in diretta con la nuova stagione 2023 del mio programma Roby Sing & Song più carichi e motivati che mai.

Come vuole la “tradizione“ abbiamo fatto un viaggio dagli anni 80’ attraverso la playlist che ho scelto partendo con “You are a Woman” dei Bad Boys Blue seguita da “The clapping Song” e “ West and Girls” della band Pet Shop Boys per quanto riguarda la decade, appunto, inerente agli anni 80 e diciamo che ho risvegliato un sacco di ricordi a tantissime persone, perché puntualmente gli ascoltatori connessi poi mi scrivono in boxe live o per chi mi conosce e quindi ho in confidenza su WhatsApp ringraziandomi di averli risvegliato lontani e bellissimi ricordi.

Successivamente ho cambiato totalmente stile con gli anni 90’ decisamente più rap e dance con i brani “U can’t touch this “ di MC Hammer“, “I’ts a rainy Day” e “ Run to me” per gli affezionati delle estati spensierate passate nei locali che hanno fatto letteralmente la storia e che ora purtroppo non esistono più.

Passando al tema Pop è stata la volta di Shakira (della quale abbiamo fatto anche un leggero gossip visto la sua recente separazione dal calciatore PQ che ci ha lasciati tutti sbalorditi) con “Loka” inversione completamente Latina e per concludere Black Eyed Peas con l’indimenticabile “Shut up“ e “Bloody Mary” di Lady Gaga che in questo momento sta impazzendo su tutti i social perché viene abbinato all’ormai famosissimo balletto di Mercoledì della famiglia Addams nella versione ultima in onda su Netflix e super copiata soprattutto su TikTok.

L’appuntamento è sempre per giovedì prossimo stesso posto stessa ora, un abbraccio dalla vostra Roby

Lorella Cuccarini in Rapunzel: fino al 29 gennaio a Milano

A cura di Jacopo Scafaro 
Le favole non smettano mai di far sognare il pubblico: Rapunzel, ed il suo trionfo, ne sono la conferma.

Rapunzel è la fiaba dei fratelli Grimm scritta nel 1812, un classico che chiunque di noi conosce.

Come tutte le fiabe la narrazione è molto tradizionalista: la bella principessa, il principe azzurro un po’ furfante ma dal cuore tenero , la famiglia reale e la strega cattiva.

Appunto la strega cattiva.

Già nella versione del cartone Disney la trama aveva subito qualche variazione, qua invece, il brillante regista Maurizio Colombi fa la vera magia: ci fa vedere la storia attraverso gli occhi della cattiva: la “strega” Gothel.

E qui arriva il bello, perché il personaggio è interpretato dalla meravigliosa Lorella Cuccarini, che con una freschezza teatrale, canta, recita e balla in modo magistrale.

Gli anni non sembrano passare su di lei, perché ogni sua performance è formidabile.

Su di lei il registra costruisce lo spettacolo e il lavoro viene premiato.

Vengono poi inseriti personaggi inediti come gli esilaranti fiori parlanti Rosa e Spina (secondo me la vera sorpresa e parte comics dello show) e il cane Segugio, al posto del cavallo presente nel cartone animato.

La freschezza dello spettacolo è nel creare la scenografia, i dialoghi in salsa contemporanea ma credibili, lasciando ai costumi lo stile e la ricercatezza che ricordano atmosfere fiabesche.

Rita Pivano, con le sue coreografie dona vivacità ed armonia.

Il cast è una di una qualità sopraffina: coordinati, freschi e belli che si muovono a loro agio sulle musiche originali di Davide Magnabosco, Alex Procacci e Paolo Barillari. Le musiche del cartone animato vengono sostituite da nuovi motivi e ritornelli, che tornando a casa finito lo show, canterete di continuo. Tutti gli attori in scena danno prova del loro talento e della loro bravura con interpretazioni che privilegiano la mimica e la gestualità sul modello del cartone animato.

“Se il Teatro non ci fosse stato, lo avrei inventato io per sopravvivere” così diceva Mario Scaccia e mai frase fu più azzeccata.

Il teatro è vita, è sogno, è spensieratezza.

Tutte cose che potete trovare andando a vedere Rapunzel.

Ps: non perdetevi alla fine la Rapunzel Dance.

A Teatro Nazionale di Milano fino al 29.01.2023

Biglietti: http://www.ticketone.it/artist/rapunzel

Cast 2022/23:

LORELLA CUCCARINI Gothel

SILVIA SCARTOZZONI Rapunzel

RENATO CRUDO Phil

MAURIZIO SEMERARO Re/Polifemo/Popolano

ROSSELLA CONTU Regina/Guardia

MATTIA INVERNI Segugio/Macellaio/Popolano

GIACOMO MARCHESCHI Cantastorie/Igor/Popolano/Guardia

ANDREA SPATA Capitano/Milord/Popolano

MARTINA LUNGHI Rosa/ Locandiera/Popolana/Guardia

MATILDE PELLEGRI Spina/Nutrice/Popolana

ALFONSO MOTTOLA Nobile/Popolano/ Guardia/Brigante

JONATHAN GUERRERO Bambino/Gamba Di Legno/Ciambellano/Popolano

ELEONORA PELUSO Bambino/Popolana/Guardia

CARLOTTA SIBILLA Bambina/Popolana/ Brigante/Guardia

YLENIA TOCCO Bambina/Popolana/Guardia

ERIKA MARINIELLO Popolana

IVAN TRIMARCHI Druido/Popolano/Guardia

ELEONORA SEGALUSCIO Nobile/Popolana

TERESA MORICI Rapunzel Bambina

LA TRAMA
Gothel, principessa di un regno, a causa di una salute compromessa, comincia a vivere nell’ombra della sorella Gretel che, bella e sana, viene designata regina al suo posto. Sentendosi rifiutata e dominata dall’ossessione per la bellezza e la giovinezza, con le sue arti magiche crea un fiore dallo straordinario potere: un raperonzolo capace di donarle nuovo splendore.
Gretel, divenuta regina, non riesce ad avere figli e il re chiede alla sorella un rimedio che aiuti la moglie a procreare. Gothel prepara così un filtro con il fiore, in cambio di una promessa: la figlia dovrà essere allevata e cresciuta da lei.
Nasce una bambina chiamata Rapunzel, dai lunghi capelli biondi che posseggono lo stesso potere magico del fiore. Rapita e richiusa in una torre da Gothel, la bimba cresce senza alcun contatto con il mondo esterno. Ma nel giorno del suo diciottesimo compleanno, un ladro scanzonato di nome Phil, si imbatte nella torre e i due scappano inseguiti da Gothel. Durante la fuga, tra battaglie, inganni e briganti, Rapunzel scopre il mondo al di fuori.
Quando la storia sembra volgere al peggio l’amore trionfa per volgere ad un lieto fine.
Gothel è l’antagonista della storia e si potrebbe definire la protagonista negativa; è una donna dominata dalla vanità e dall’assillo della giovinezza (tema sempre attuale), che si dedica alla stregoneria e allo studio delle erbe officinali per assicurarsi l’eterna giovinezza.
Tale ossessione non è frutto di malvagità fine a se stessa, come spesso accade nelle storie di pura fantasia, ma ha un’origine ben precisa: a causa di una salute malferma, vive all’ombra della sorella minore, bella e sana, che viene designata regina al suo posto.
E così che i capelli magici di Rapunzel, diventano la sua medicina per restare eternamente giovane. “La mia vita è lei” è il pezzo che canta Gothel esprimendo il suo sentimento materno ma nello stesso tempo maligno e morboso, verso la principessa.

Felicità: mito o meta?

di Jacopo Scafaro 
Desiderare, sperare, progettare e battere territori sconosciuti: unica terapia per la paura dell'avvenire: ecco una riflessione del nostro Caporedattore. 

“Alla ricerca della felicità” è il famoso film con Will Smith. Profondo, ben costruito, a tratti geniale, sicuramente emozionante. Alla ricerca della felicità, però, non è solo un film. Per molti è una missione, un obiettivo che, almeno nelle intenzioni, è perseguito da tutti

Cos’è la felicità? La parola è talmente semplice da essere estremamente ricca di significato. La felicità è uno stato di emozioni positive e potenti, da farci dimenticare ogni pensiero negativo, ogni preoccupazione e darci una forza che fino a quel momento, forse, credevamo inesistente. La felicità è quando ripensi al passato con entusiasmo e non con rammarico, è quando le tue scelte, anche se fallimentari, ti hanno portato in seguito al successo.

La domanda, però, è: la felicità è un momento o un periodo? Un secondo o una vita? Per qualcuno è un secondo che valga una vita, per altri una vita da vivere a pieno. Il tempo stesso è fatto di piccoli attimi, inesorabilmente veloci e fugaci, continui. Allora è l’attimo che fugge ad avere più valore di un intero tempo che è passato, perché in quell’attimo e nella soddisfazione di esso è racchiusa la verità che vale la pena essere vissuta, perché nella soddisfazione di un attimo non si desidera altro che il perdurare di quella sensazione di potenza e pienezza.

Un bacio, un abbraccio, una carezza, il sorriso di un bambino, lo scarto di un regalo, la vittoria al tiro alla fune, due cuori vicini che si amano. Questi non sono attimi di felicità? Piccole mete raggiunte passo dopo passo? Felicità non è forse anche quell’immenso lucente attimo di una pausa della propria mente, quando gli occhi sono chiusi, gli odori sono profondi, le orecchie sono tese e in piena armonia senti il brivido e il sussurro del vento? E lì capisci che l’attimo è stato vissuto, che in tanto tempo sprecato, c’è stato un momento in cui con certezza hai potuto affermare: ho vissuto.

Allora, cosa deve esserci in una vita piena e felice? La realizzazione di tutti i sogni? Se tutti i sogni sono realizzati, però, non si sogna più e cos’è la vita senza sogni? Allora, forse è la realizzazione della maggior parte di questi sogni, quelli più importanti? E cosa resta dopo se non piccoli effimeri desideri di avidità? Una volta raggiunto il massimo come ci si può accontentare del minimo?

Forse è l’amore? L’amore per cosa? O per chi? Una ragazza? Una donna? La madre? La famiglia? Gli amici? Il lavoro? Amore di sé? Potrebbe avere un senso, se ami te stesso evidentemente sei felice. E allora felicità vuol dire amare se stessi? E come si può amare ciò che è imperfetto e incompleto? Il mito della mela di Platone non si basa proprio sulla ricerca di completezza? Sulla ricerca di quella persona che ti cambi la vita? Allora cos’è l’amore? Chi bisogna amare e perché per essere felici?

Felicità, ma l’uomo può essere felice? Penso che si chiami “ricerca della felicità” per un motivo ben preciso: è uno stato per qualcuno prossimo al compimento per altri perenne e parallelo alla vita evidentemente non vissuta.

E allora la felicità è un mito o una meta? lo credo che esistano delle persone che si possano definire felici, per cui la felicità non è un mito. Penso, però, che le persone felici siano quelle che non hanno fatto della ricerca della felicità il loro obiettivo, la loro meta, ma abbiano semplicemente colto l’attimo, i piccoli momenti di gioia vissuti con serenità. Poi, semplicemente ripensando al passato e ai bei ricordi, si sono rese conto di aver vissuto bene e felicemente.

Tu che ne pensi? Come chiede Aldo: sei felice?

Buon Anno da RPFashion & GlamourNews

A cura di Roberta Pelizer e Jacopo Scafaro 

Tutta la redazione di RPFashion & GlamourNews augura un buon Anno nuovo ai nostri lettori, con la speranza che il 2023 sia veramente un anno migliore.

Non so se anche voi provate la stessa sensazione, ma a me il Capodanno fa sempre un po’ impressione, perché è allo stesso tempo la fine e l’inizio di un ciclo. È difficile lasciarsi qualcosa alle spalle: è un’azione che prevede un salto nel buio, un tuffo a occhi chiusi verso nuove esperienze, che potranno rivelarsi positive o negative. È un’occasione per ricominciare da zero o per continuare quel che abbiamo iniziato e vale la pena portare avanti. È un modo – scrive il Caporedattore Jacopo Scafaro – per stabilire nuovi obiettivi o per rivalutare quelli vecchi, cercando di capire se ci stanno portando proprio dove vogliamo arrivare. È anche una sfida con noi stessi, il momento giusto per metterci in discussione e capire cosa ci piace di noi e cosa vogliamo cambiare. A tutti auguri per un anno spettacolare”.

Roberta Pelizer, Direttore Editoriale del nostro giornale ci dice: “Eccoci qui, alla fine di questo lungo e complicato 2022, come sempre accade il 31 dicembre tiriamo sempre le somme di quello che è successo nei 365 giorni appena trascorsi, alla famiglia, il lavoro, i soldi, gli amici, alle occasioni perse e a quelle colte. Per ognuno di noi c’è qualcosa che non vorremmo più ritrovare mentre per altri la speranza è che resti tutto così com’è, siamo tanti e tutti diversi ma l’augurio che ci accomuna tutti e’ quello che sia più bello per tutti sotto tutti i punti di vista. Abbiamo lottato contro una pandemia che ci ha colpiti tutti per vari motivi, ad alcuni ha causato danni ingenti ad altri un po’ meno ma questo non ci deve abbattere, ma rafforzare. Il mio augurio è quello di poterci affacciare al 2023 con la forza e la speranza, la grinta e la giusta cattiveria per realizzare i nostri desideri e sogni.”

La vita umana è bella e va vissuta in pienezza anche quando è debole ed avvolta dal mistero della sofferenza” diceva Papa Benedetto XVI. Buona vita e buon anno e tutti.

Un classico Sing&Song

di Roberta Pelizer 
Torna Roberta Pelizer a raccontarci l’ultima puntata del suo programma che va in onda su RadioVertigo1, di questo 2022. 

Ben ritrovati carissimi amici del web, per l’ultima puntata dell’anno 2022 di Roby Sing & Song in diretta su radiovertigo1, ho scelto una playlist molto, come dico io “Robertiana”.

Il viaggio nei meandri della musica è partito dagli anni 70 con la stupenda “Dancing Queen“ degli ABBA che come ho spiegato anche in radio ultimamente è tornata di moda sui social in riferimento a svariati video dedicati alla famiglia reale e soprattutto a Lady Diana, che anche a distanza di tanti anni dalla sua morte resta ancora la più amata dal popolo e la regina indiscussa.

Sempre inerente alla fine degli anni 70’ ed esattamente correva l’anno 1978 usciva il film “Grease“ interpretato da Olivia Newton John e John Travolta con una colonna sonora stupenda e che ad oggi è ancora attuale, tant’è che ci sono un mare di compagnie teatrali che ne propongono il musical tutti gli anni, ed in onore dell’attrice che purtroppo quest’anno ci ha lasciati , ho scelto il brano di chiusura nel quale lei si trasforma da liceale bon-ton a Femme fatale con i mitici pantaloni di pelle lucida che hanno fatto impazzire tutte le teenagers dell’epoca.

Per concludere con l’ultima puntata dell’anno non potevano mancare i miei amatissimi Depeche Mode seguiti dai Pink Floyd con una featuring assieme ad Alan Parson Project, per il momento nostalgia invece ho scelto “Gli anni “ di Max Pezzali ex cantante del duo degli 883; seguito poi daMark ‘Oh , Avril Lavigne, le T.aT.u , l’italianissimo Shiva con una dedica ad una coppia di innamorati ed infine ho chiuso con “L’altro Natale “ di Cristina D’Avena.

L’appuntamento è per l’anno prossimo con tantissime nuove puntate, gossip e quant’altro… Un abbraccio dalla vostra Roby