di Fabrizio Capra
Sara Colonna
Sara Colonna

Sara Colonna è la protagonista delle “tre domande” di “A tu per tu”.
Piacentina di nascita e parmigiana di adozione, Sara Colonna è laureata alla Bocconi con un bel “110/110 cum laude”. Collabora con la rivista Food (mensile di riferimento del management di settore) e con Edoardo Raspelli; si occupa anche di moda e bellezza.
Sara l’ho conosciuta casualmente nello scorso mese di marzo nella sala stampa di CosmoProf a Bologna ed è subito scaturito una ottima feeling professionale.

Sara Colonna conduttrice
Sara Colonna conduttrice

Sara che idea personale ti sei fatta dell’attenzione che oggi le persone hanno di quello che gli viene proposto nel piatto?
Le persone seguono abbastanza consapevolmente una moda nel campo dell’abbigliamento, ma quasi sempre inconsapevolmente in campo alimentare. Il cibo, in questo senso, è anche il solo bene di consumo che noi ingeriamo e quindi dobbiamo fare molta attenzione. Le persone desiderano essere più consapevoli degli ingredienti che hanno nei loro piatti. Questa è la sintesi estrema che posso fare di questi anni trascorsi al fianco di Edoardo Raspelli come collaboratrice e co/conduttrice e come giornalista di marketing del Food. Molto è stato fatto per facilitare la comprensione del consumatore rispetto alla qualità, anche nutrizionale dei prodotti. La prima e più importante azione in questo senso è stata la completa informazione: il consumatore che legge in etichetta ‘olio di Palma’ invece che ‘grassi vegetali’ sa di assumere grassi saturi e sa di dover ponderare quella fonte con altre concomitanti fonti di grassi saturi. In questa direzione dobbiamo leggere l’emergere di un vero e proprio fenomeno salutistico: i consumatori vedono il cibo come fonte di benessere e si approcciano alla propria alimentazione in modo più selettivo, con una crescita d’interesse verso i prodotti biologici. Il progressivo aumento dei consumi di prodotti appartenenti al mondo ‘Benessere & Salute’, come l’ultimo rapporto Nielsen ha opportunamente sottolineato, non è un fenomeno solo italiano ma globale. I guru americani del marketing della food experience hanno un termine per descrivere questo cambiamento di paradigma: ‘Health is the new Wealth’, loro dicono, cioè, il salutistico è la nuova fonte di ricchezza”.

Sara Colonna un brindisi con Raspelli
Sara Colonna un brindisi con Edoardo Raspelli

Il patrimonio enogastronomico italiano cosa ha bisogno oggi perché diventi una componente dello sviluppo turistico della nostra nazione?
“L’italia è il paese con la maggiore biodiversità al mondo e in Europa è la nazione che vanta il maggior numero di D.O.P. precedendo la Francia che ne ha 45 mentre noi ne abbiamo 48. Questa ricchezza è indubbiamente una fortuna da valorizzare. Come? In quale direzione? Molto é stato fatto nella direzione della valorizzazione dei riconoscimenti Unesco legati al cibo come la Dieta Mediterranea, la Vite ad alberello di Pantelleria, i paesaggi della Langhe Roero e Monferrato, Parma Città creativa della gastronomia e all’Arte del pizzaiolo napoletano, l’ultima recentemente iscritta. Avviata è la candidatura per il Prosecco. Non sono irrilevanti tutte le iniziative volte a evidenziare lo stretto legame tra cibo, arte e paesaggio. Penso, a titolo di esempio, le promozioni volte a far conoscere, anche in termini turistici, i paesaggi rurali storici, per il coinvolgimento delle filiere, perché il patrimonio enogastronomico fa parte del patrimonio culturale e dell’identità italiana a tutti gli effetti
”.

Sara Colonna a FICO Eataly World
Sara Colonna a FICO Eataly World

Il tuo lavoro ti porta a girare l’Italia: ti è mai capitato di percepire il rischio di perdere il nostro patrimonio enogastronomico sacrificato nel nome della internazionalizzazione della cucina e all’appiattimento dei gusti?
I nostri ristoranti si stanno muovendo nella direzione del rispetto della tradizione gastronomica italiana e, detto ciò, di fronte ai rischi di esperimenti troppo arditi di contaminazione, la consapevolezza è la principale forma di difesa. Alcuni comportamenti alimentari, inizialmente nati per una motivazione etica, come la dieta vegetariana e vegana, o filosofica, come la macrobiotica, sono diventate alla fine mode. Con il tempo si sono, infatti, diffuse considerazioni sugli effetti salutari di tali regimi. Quindi seguiamo queste diete perché sappiamo che ci fanno bene anche se non ci piacciono oppure perché abbiamo un credo filosofico che ce lo chiede, anche a sacrificio del principio del piacere alimentare”.