a cura della Redazione

Chiudiamo con i Luoghi del Cuore 2018 – FAI della Toscana attraverso le provincie di Firenze  e di Siena.

Pieve di San Pietro a Sillano, Greve in Chianti (Firenze) – 46° posto con 8536 voti
Pieve di San Pietro a Sillano - FirenzeLa chiesa è piccola, ma la storia che racconta è grande. Grande e antica. Seminascosta e dimenticata, al margine della Strada dei Poggi, il percorso di crinale fra la Valle della Greve e quella della Pesa, la Pieve di San Pietro a Sillano si identifica con quella del Chianti fiorentino. La chiesa è citata nelle pergamene della Badia a Passignano già nell’anno 884; un altro, successivo, ci dice che mise a disposizione due dei suoi poderi per la vicina Abbazia di Passignano. La pieve fu poi confermata ai vescovi di Fiesole dai pontefici Pasquale II e da Innocenzo II rispettivamente nel 1003 e nel 1034. Era di patronato della famiglia Gherardini di Firenze. È stata soppressa nel 1986. Ma il nome del luogo, Sillano, ci porta ancora più indietro, al I secolo a. C,quando venne attribuito ai veterani di Silla, il generale romano che aveva sconfitto il rivale Mario. Rimasta ai margini dei nuovi percorsi stradali, la chiesa deve al suo isolamento la conservazione della sua struttura romanica, ma anche lo stato di abbandono attuale,aggravato dal terremoto del dicembre 2014, che ne mette seriamente a rischio la sopravvivenza. Si presenta come un edificio che presenta numerosi collegamenti con il romanico lombardo e ciò si denota soprattutto nelle riseghe e nel coronamento ad arcatelle pensili nell’abside. L’interno è a tre navate suddivise tra loro da cinque valichi di ampiezza diseguale e poggianti su pilastri rettangolari. La navata centrale è sopraelevata rispetto a quelle laterali. Il tetto presenta una copertura a capriate lignee. Sul fianco destro si trova il campanile.

Palazzo del Marchese Bourbon Del Monte, Piancastagnaio (Siena) – 541° posto con 148 voti
Palazzo del Marchese Bourbon Del Monte - SienaIl palazzo Bourbon Del Monte fu costruito nel 1603 ad opera del generale Giovan Battista Bourbon dei marchesi Del Monte. Il Palazzo costituisce un raro esempio di architettura feudale del 1600 ed è una costruzione non comune nell’intero Granducato di Toscana. Nel periodo a cavallo tra il 1500 ed il 1600, infatti, non si osserva la realizzazione di molti edifici di analoghe dimensioni, neppure nelle grandi città. Il progetto è da attribuirsi a Valentino Martelli, membro della corporazione dei “pittori di Perugia”, in gioventù allievo di Michelangelo a Roma. I marchesi conservarono all’Amiata i loro vasti possedimenti anche dopo le riforme dei Lorena del 1749 e del 1786, che avrebbero dovuto portare all’abolizione dei feudi. La residenza dei Bourbon-Del Monte, con tutti i possedimenti di Piancastagnaio, venne venduta, nel 1871, dalla marchesa Maria Maddalena a Mons. Antonio Pellegrini. Il palazzo fu allora trasformato in deposito di derrate agricole e rimase di proprietà dei Pellegrini fino al secondo dopoguerra, quando venne venduto a privati e frazionato in diversi nuclei. Con il frazionamento ebbe inizio una serie di lavori tesi a trasformare le vaste sale in appartamenti e in locali pubblici, nonché in laboratori artigianali e in cantine. Questa è la situazione nella quale rimase il palazzo fino alla fine degli anni ‘80 del secolo passato quando, a causa del manifesto dissesto, fu dichiarato inagibile dalla Pubblica Autorità.