a cura della Redazione

Rimaniamo ancora in Toscana con i Luoghi del Cuore 2018 FAI delle provincie di Livorno e di Lucca.

Acquedotto Leopoldino, Livorno – 547°  posto con 142 voti
Acquedotto Leopoldino LivornoAntico acquedotto settecentesco (conosciuto come Acquedotto Leopoldino, Acquedotto del Poccianti o Acquedotto di Colognole) caratterizzato da maestose strutture architettoniche che si snodano dalle Sorgenti di Colognole (frazione collinare del Comune di Collesalvetti), con tempietti, conserve e casotti di stile neoclassicheggiante, per oltre 18 km di arcate, muraglioni, viadotti, gallerie, in un affascinante percorso dalla centenaria lecceta di Colognole attraverso boschi e torrenti della riserva naturale regionale dei monti livornesi fino alla città di Livorno, dove sono visibili la strutture del Cisternino o Purgatorio di Pian di Rota (alle porte della città) e le strutture di città (Cisternone o Gran Conserva del Riseccoli e Cisternino di città o Piccola Conserva). L’acquedotto, iniziato nel 1793 e terminato nel 1868, rappresenta un rilevante esempio di architettura storica, magnificamente inserita nel contesto naturalistico e paesaggistico dei monti livornesi, fornendo inoltre approvvigionamento idrico per la città di Livorno per l’intero periodo 1816-1912 e tutt’oggi funzionante per le frazioni collinari colligiane. L’acquedotto è meta adorata di appassionati di natura e di storia locale, di fotografi, turisti, scolaresche e gruppi organizzati accompagnati da guide ambientali e necessita da molti anni di interventi di restauro conservativo e messa in sicurezza per salvaguardare questo patrimonio tanto amato dalla collettività. Un luogo magico immerso in una natura rigogliosa, ricco di storia e di sensazioni: un vero luogo del cuore.

Fortezza di Montalfonso, Castelnuovo di Garfagnana (Lucca) – 130° posto con 3573 voti
Fortezza di Montalfonso LuccaLa Fortezza di Montalfonso è situata sulla sommità di un colle da cui si domina tutta la valle del Serchio fino al Passo dei Carpinelli e la valle della Turrite. Sulla parte più alta, a quota 452 m s.l.m., si trovava il paesino di Monti, che per la sua posizione più elevata rispetto all’area cinta da mura, prese successivamente il nome “Rocca di Monti” e, nel 1700, fu completamente ristrutturata destinando le sue case a carceri. Il duca Alfonso II di Ferrara, particolarmente interessato alla costruzione di un sistema di fortificazioni a protezione del proprio territorio, accolse la richiesta degli abitanti di Castelnuovo, presentata più volte ancora prima che l’Ariosto fosse inviato a governare la Garfagnana, di realizzare una fortezza in cui potessero rifugiarsi in caso di attacco nemico. I cittadini, dietro richiesta del Duca, contribuirono con l’ingente somma di 30.000 scudi alla costruzione della Fortezza. I lavori iniziarono nel 1579 e terminarono circa sei anni dopo nel 1585. Il progetto fu redatto dall’ingegner Marco Antonio Pasi. Con la scoperta della polvere da sparo cambiò profondamente il sistema delle fortificazioni. Fino ad allora si era fatto affidamento alle alte mura per contrastare gli attacchi all’arma bianca, ma le prime fortificazioni moderne (1500), dette fortezze, per resistere ai bombardamenti dell’artiglieria avevano mura più basse, ma spesse e con terrapieni, e dal profilo angolato per deviare le palle dei cannoneggiamenti. Il Pasi, dopo aver visitato i luoghi, individuò nel colle del paese di Monti, sito in posizione dominante rispetto al sottostante abitato di Castelnuovo, l’area ideale per costruire una Fortezza. La sommità del colle, anche con adeguati lavori di sbancamento e riporto del terreno di risulta, ben si prestava a realizzare una Fortezza. I suoi bastioni molto prominenti rispetto al tracciato delle mura costituivano una specie di doppia testa di ponte che accerchiava come in una “tanaglia” gli assilitori. La Fortezza per l’estensione del circuito murario, per l’importanza storica e le soluzioni architettoniche militari innovative adottate costituisce il nucleo fortificato più evoluto e più significativo dell’intera Valle del Serchio. Ha una superficie di circa 65000 mq ed è un’autentica porta di accesso alle bellezze della Garfagnana con una vista a 360° che spazia dalle Alpi Apuane con il gruppo delle Panie fino all’Appennino tosco-emiliano. La cinta muraria, con 7 baluardi, ben adattata alla morfologia del terreno, è lunga circa 1120 mt con altezza variabile tra 8.00 e 12.00 mt ed è in muratura a calce con pietra di fiume, parzialmente squadrata. Dentro la cinta muraria, oltre che riutilizzare le vecchie case dell’antico paesino di Monti di cui si hanno notizie sino dal 1045, quando la chiesa, intitolata a San Pantaleone, era sotto la giurisdizione del convento di S. Ponziano di Lucca, vennero costruiti diversi edifici per accogliere la guarnigione, come il “Quartiere del Maggiore”, il “Quartiere del Capitano”, una piccola fonderia per la forgia delle armi, i magazzini, gli alloggi per la guarnigione, l’osteria ed altre costruzioni minori. Con l’Unità d’Italia la Fortezza divenne proprietà del Demanio e alla fine dell’800 fu venduta a privati che trasformarono tutta l’area in terreno agricolo spianandolo e distruggendo così le postazioni dei cannoni. I fabbricati esistenti vennero in parte abbandonati e, dopo la prima guerra mondiale, i proprietari praticamente si disinteressarono di tutto il complesso lasciando andare in rovina le diverse costruzioni colpite anche dal terremoto del 1920. Nel 1980 la Fortezza fu acquistata dalla Provincia che eseguì, a partire dagli inizi del 2000, sotto la Presidenza di Andrea Tagliasacchi oggi Sindaco di Castelnuovo di Garfagnana, il recupero e il restauro delle mura della Fortezza e dei fabbricati esistenti. Sono rimasti da recuperare e restaurare le Carceri e la Casamatta del Baluardo della Forbice e del Capitan Rinaldo Rinaldi.