Quando si diventa veramente modelle… una riflessione

di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event
La rubrica “aspiranti modelle” porta oggi a una riflessione importante sull’essere modella oggi, un ragionamento necessario per capire se si vuole essere professionali o semplice ragazze che si fanno fotografare.
foto Sergio Di per RP Event

foto Sergio Di – RP Event per Colorificio 2.0 – models: Roberta Pelizer, Asia Rodrigez e Valeriya Novokhatskaya – art director: Fabrizio Capra

Oggi più che consigli vorrei intavolare una riflessione sull’essere (o non essere) modella oggi.
L’argomento l’avevamo già introdotto nei primissimi articoli di questa rubrica ma, ogni giorno che passa, è un qualcosa che da sempre ci deve far riflettere.
Navigando sui social ci si imbatte in decine e decine di modelle, indossatrici, fotomodelle o presunte tali ma non si diventa modelle dopo aver posato per qualche scatto (spesso malfatto e magari in mutande)  con qualche improvvisato fotoamatore o per aver calcato la passerella in raffazzonate sfilate organizzate alla va la che va bene.
Non sono nemmeno i mi piace sulle foto di Facebook e Instagram a dire che siete modelle, soprattutto popolari e riconosciute tali.
Cosa sono 200 mi piace nei confronti del numero di iscritti attivi di Facebook?  Lo 0,0000090909% sul totale. Una nullità.
Altresì non vi deve far credere di essere modelle qualche commento che vi esalta, vi fa complimenti, che vi lusinga: non sono questi i pareri che contano, soprattutto dove la maggior parte dei commenti sono solo di facciata perché molti non sanno distinguere una foto professionale da uno scatto molto amatoriale, sovente mal fatto.

foto Sergio Di - Elisabetta Molinino

foto Sergio Di – Elisabetta Molinino – “Moda e Musica per AFeVA” – organizzazione RP Event di Roberta Pelizer- direttore artistico Fabrizio Capra

Quindi fare foto per trasformarvi in cacciatrici di like non fa di voi una modella.
Così come partecipare a concorsi senza alcuna prospettiva o futuro: se avete fatto la scelta di percorrere la strada dell’attività di modella bisogna sapere selezionare bene dove esserci e dove non esserci.
Fare la modella è a tutti gli effetti un lavoro e come tale deve essere retribuito e, pertanto, valorizzato.
Se non si valorizza il proprio lavoro si rischia di non valorizzare se stesse: se il vostro lavoro vale zero anche voi come modella valete zero (fatte salve qualche rare eccezioni).
Non esiste il “cambio merce”: se un lavoro è di natura commerciale, ovvero porta un vantaggio economico al committente, non ha senso che la modella non sia pagata per il proprio lavoro.
E altrettanto non ha alcun senso il cosiddetto “scambio di visibilità”.
Sono rarissime casi dove lavorare in tf è veramente scambio di visibilità (leggete qui articolo su tf) tutto il resto non serve a nulla.
Questa è solo una riflessione, le scelte sono vostre come la credibilità di modella.

Aspiranti Modelle: come comportarsi nel backstage di una sfilata

di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event
 Affrontiamo oggi per la rubrica dedicata alle “aspiranti modelle” come ci si deve comportare nel backstage affinché il tutto possa svolgersi nel modo più regolare possibile.
foto Francesco Barilaro 2

foto Francesco Barilaro

La passerella davanti al pubblico è solo l’atto finale (o quasi) di un lavoro enorme che, ai più, rimane un qualcosa di invisibile.
La modella è solo una tessera, seppur importante, di questo puzzle che è la sfilata di moda.
Abbiamo avuto modo di parlarne in un articolo della rubrica “RP Event” e pertanto non voglio tornarci sopra anche perché l’impegno della modella è collocato in un lasso di tempo ben preciso.
Innanzitutto la modella selezionata per la sfilata deve garantire la sua disponibilità: dalla prova abiti alle prove della sfilata, dall’accettare quanto viene abbinato a lei alle scelte coreografiche e di regia.

foto Inna Galash 2

foto Inna Galash

La modella è il “mezzo” utilizzato per portare in visione alle persone interessate, siano esse i grandi compratori (parliamo quindi di sfilate mirate a far conoscere le tendenze future) siano esse potenziali clienti (parliamo di sfilate per negozi che intendono portare a conoscenza cosa hanno da vendere) le proposte della moda.
Pertanto diventa necessario “adeguarsi” alle esigenze del committente, sia esso stilista sia negoziante.
Detto questo ci sono alcuni aspetti che rivestono una certa rilevanza affinché tutto possa funzionare al meglio.

foto Francesco Barilaro 1

foto Francesco Barilaro

In primis la puntualità nel rispetto delle altre persone che lavorano nel realizzare la sfilata e delle colleghe che resterebbero in attesa per iniziare le varie attività collegate alla sfilata.
Detto della puntualità, di cui ho già rimarcato l’importanza in altri articoli, bisogna saper gestire il proprio spazio nel backstage per evitare confusione nel momento dei cambi.
Sovente gli spazi sono quelli che sono e il gestirsi in modo metodico aiuta a rispettare i tempi.
Le scarpe ben allineate in modo di non dover perdere tempo nel cercarle quando si fa il cambio d’abito.

foto Inna Galash 3

foto Inna Galash

L’intimo da utilizzare tenuto a portata di mano: non è una scena edificante vedere ragazze che iniziano a tirare fuori dalla borsa qualunque cosa non trovando il capo di abbigliamento intimo da indossare adatto al capo che da li a poco dovranno portare in passerella.
L’abbigliamento che si è usato per giungere sul luogo della sfilata non gettato a casaccio ma riposto in modo ordinato dentro la borsa.
Consiglio di adottare l’utilizzo di un trolley: agevole da portare e che garantisce una gestione migliore di quanto bisogna portarsi dietro.
Chi opera nel backstage fa di tutto per agevolare i tempi dei cambi soprattutto se, anche da parte della modella, si tengono conto di questi piccoli accorgimenti che sembrano banali ma aiutano tantissimo.
Ci sono poi alcuni comportamenti da tenere presente che, a livello locale spesso si tollerano ma che a livelli più importanti sono assolutamente da rispettare.
Da quando la modella arriva nel backstage e iniziano le prove:
– ci si deve dimenticare di avere cellulari, smartphone, tablet, ecc. (solo in alcuni momenti di pausa è possibile consultarli ma durante le prove, la preparazione e la sfilata non devono proprio esistere;

foto Inna Galash 1

foto Inna Galash

– fatte le prove e fatte le dovute pause quando ci si ritrova è assolutamente vietato (tranne cause di forza maggiore) abbandonare il backstage, tanto più quando si è già indossato il capo di abbigliamento da portare in passerella;
– è vietatissimo fumare nel backstage: il fumo rischia di impregnare gli abiti.
Infine un suggerimento: tra modelle bisogna cercare di raggiungere il miglior rapporto possibile, rispetto e correttezza, evitando di criticare altre colleghe, non è un comportamento professionale e rischia di mettere in cattiva luce la ragazza creando disarmonia.

foto Francesco Barilaro 3

foto Francesco Barilaro

Poter sfilare in armonia è una delle armi vincenti per far si che una sfilata abbia successo.
Porto ad esempio, nel suo piccolo, l’esperienza con un gruppo fantastico che sono le modelle che sfilano per l’agenzia RP Event di cui mi onoro di farne parte come direttore artistico.
Probabilmente non siamo ancora al vertice della piramide (però poco ci manca) nel modo di affrontare questo impegno ma nel corso di questi anni sono stati fatti importanti e positivi passi avanti e tutte le modelle, sfilata dopo sfilata, stanno dimostrando attaccamento, impegno, professionalità e correttezza, tutti valori che fanno si che le sfilate si rivelino sempre un grande successo.

Modelle alternative: una forma d’arte dove esprimere se stesse

di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event
Oggi per la rubrica dedicata alle “aspiranti modelle” ci occupiamo di modelle alternative, particolarmente rivolte al mondo della fotografia. Questo genere non è solo foto ma arte.
ALEcomics - foto Massimo Pitorri 1

ALEcomics – foto edizione precedente di Massimo Pitorri

I generi alternativi sono numerosi e vari, nel sceglierne uno bisogna porre molta attenzione.
Tra i generi alternativi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, possiamo annoverare, in ordine sparso: gotich, dark, noir, suicide girl, burlesque, shibari, kinbaku, bondage, cosplay, pin up, fetish, fantasy, ecc. ecc.
Erroneamente si crede che a cimentarsi in questi generi alternativi sono ragazze che “non possono” fare altro genere. Niente di più sbagliato!
Chi sceglie di fare la modella di generi alternativi lo fa perché quello è uno stile di vita consono al proprio personaggio.
Mentre il “fashion” e il “glamour” sono una questione d’interpretazione, posare per generi alternativi significa essere tutt’uno con il “proprio” genere e diventarlo diventa difficile.
Le “modelle alternative” sono un mondo a parte, hanno loro particolarità e posano prevalentemente per fotografi che stimano e che riescono a esaltare, appunto, queste caratteristiche.
A differenza dal mondo della moda e del fashion quello che conta molto è l’impatto visivo che scaturirà dal servizio fotografico, un’immagine che deve avere come fine il “trasporto emotivo”.
Il risultato finale non è quello che indossano (o non indossano) ma ciò che la fotografia trasmette, perché la modella alternativa in ogni scatto, alla fine, si pone come obiettivo quello di trasmettere un qualcosa di se stessa.

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Sharin Manni – foto Angelo Scarpino

Il risultato finale, quindi, che si vuole ottenere è prevalentemente di natura artistica e questo porta al fatto che, normalmente, le modelle alternative sono cercate da fotografi che vogliono proporre loro idee creative o sviluppare progetti tematici proprio perché il loro posare è arte.
Il primo passo che deve compiere una ragazza che intende diventare “aspirante modella alternativa” è quello di individuare lo stile che la rispecchia, che la fa sentire sicura, che vuole sfoggiare, che la ispiri: in parole povere che rispecchi al meglio la propria personalità.
Non è essenziale rispecchiare i classici canoni della bellezza, bisogna invece essere dotate di grande personalità a livello d’immagine.
È possibile posare per stili diversi, ammesso che sino nelle corde della propria personalità: per fare un genere “alternativo” l’aspirante modella deve, soprattutto, essere se stessa.
Qualcuna pensa che per fare generi alternativi sia necessario tatuarsi o farsi dei piercing. Questo non è vero, non è necessario.
Se è intenzione tatuarsi è necessario pensare sempre al futuro che ci si prospetta e, una volta deciso di farlo, che sia un qualcosa di veramente personale, che rispecchia il proprio stile.

Poi se si vuole prendere ad esempio modelle alternative già affermate non è necessario seguire i loro passi e volerle copiare in tutto: ognuna ha la sua “bellezza” e questa non può essere cambiata ma solo valorizzata.
Un primo consiglio che si può dare è: farsi notare.
Sicuramente se si segue un certo stile di vita, si frequentano concerti, spettacoli, feste, eventi, inaugurazione di mostre fotografiche e non, ecc. ecc. inerenti al proprio modo di essere: in questo caso è bene ricordarsi di presentarsi sempre a posto (abiti, trucco, capelli, ecc.) perché qualche fotografo specializzato potrebbe notarti e allora si aprirebbero veramente interessanti scenari professionali.
Frequentando questi eventi bisogna cercare di essere sempre “socievole” e parlare delle proprie passioni, della propria attività e delle proprie aspirazioni: ogni contatto è importante per allacciare nuove amicizie e nuovi rapporti lavorativi. Più ci si fa notare, più si diventa popolari, più vi è la possibilità di essere cercata per servizi.
A livello fotografico come comportarsi?
Innanzitutto iniziare a creare un portfolio con buoni scatti originali chiedendo a qualche amico fotografo che vuole cimentarsi nel tuo genere.
Evita scatti scontati o non attinenti al tuo genere.
Se si apre una pagina sui social, Facebook in primis, è bene tenere presente queste piccole regolette:
adottare un nome d’arte, ponendo molta attenzione che non sia già usato da altre fotomodelle o artiste del settore, uno pseudonimo che deve risultare accattivante e che rispecchi il tuo stile;
inserire nella pagina solo le foto dei tuoi servizi evitando di mischiare foto professionali con quelle fatte con amici, parenti, in vacanza, ecc. ecc. ;
non pubblicare mai sulla pagina foto fatte con i cellulari o in webcam, fatto che denota scarsa professionalità;
taggare le foto che pubblichi con i nomi delle persone che hanno partecipato al servizio fotografico, un modo rapido per farti conoscere da più persone e ampliare il proprio giro;

sharin manni

Sharin Manni – foto Roberto Bramati

cerca di veicolare fotografi e addetti ai lavori solo sulla “pagina”, riservando al “profilo” il tuo spazio privato personale;
cerca di invitare il maggiore numero di contatti, selezionandoli sempre tra fotografi e altri addetti del settore: non conta avere tanti mi piace se poi tra questi sono pochi quelli che ti possono dare occasioni lavorative professionali;
proporsi attraverso network, portali o altri spazi che il mondo internet offre stando attenti alle richieste che ne possono scaturire non sempre totalmente professionali; però queste piattaforme sono sempre vetrine importanti che possono metterti in contatto con fotografi, mua, bodypainter e altre figure di questo mondo;
capita che nell’ambito dei generi alternativi si richiedano anche foto di seminudo e nudo: conviene valutare sempre bene e non prendere mai decisioni affrettate che possono poi rivelarsi dannose;
quando sei su un set fotografico mettici tutta la tua passione rimanendo sempre te stessa.
La passione è sempre la carta vincente per raggiungere presto e bene, ma senza bruciare le tappe, gli obiettivi che ci si pone.

Aspiranti modelle curvy? Si può fare!

di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event
Oggi per la rubrica dedicata alle aspiranti modelle andiamo a scoprire il “mondo curvy”

Beautiful Curvy Calendario 201941578La rubrica dedicata alle “aspiranti modelle” oggi tratti il genere “curvy”.
Un messaggio che circola sul web recita: “Le modelle curvy sono la risposta intelligente alle classiche top model quasi anoressiche che sfilano da sempre in passerella. Per anni è passato il messaggio che per essere belle bisogna essere magre, anzi magrissime”.
Partiamo da questa affermazione per rivolgersi a quelle ragazze che, pur avendo molti dei requisiti, a torto, si sentono penalizzate nel voler intraprendere la strada da modella per via di “qualche curva di troppo”: esiste, anche se in Italia non siamo ancora del tutto aperti mentalmente, ma passi in avanti ne sono stati fatti, una buona richiesta di “Modelle Curvy”,  sia  come indossatrici sia per servizi fotografici purché si rispettino certi canoni che il mondo della moda richiede e, a volte, impone.
Importante è avere ben presente questo concetto: “Se qualcosa ti appassiona, non fermarti e continua per la tua strada lottando per il tuo sogno. Questo è il consiglio più semplice ma più importante”.
Andiamo ora a trattare nello specifico l’argomento.
Quando si parla di modelle curvy, non ci rivolgiamo a modelle di serie B ma ci si riferisce, professionalmente, a quelle modelle che si considerano “taglie forti” ovvero taglie che vanno dalla 44 alla 48 (alcuni marchi cercano anche modelle taglia 50 – 52, in particolare all’estero).
julietaPoi se l’obiettivo è quello di calcare le passerelle, quindi fare l’indossatrice, vi è anche il requisito dell’altezza che deve essere di almeno 173-175 cm.
Le misure corrette dovrebbero essere: 100/110 di seno, 75/85 di vita e 100/110 di fianchi.
Chiaramente sia per sfilare sia per posare oltre alla “stazza” è necessario essere ben proporzionate, avere anche un bel portamento, eleganza, saper camminare in modo leggero e disinvolto, muoversi con grazia ed essere fotogeniche.
Essenziale diventa anche la cura del proprio corpo; è necessario tenersi in forma  e avere sempre una pelle curatissima, anche attraverso una buona attività fisica e una vita sana: sentirsi bene nel proprio corpo, senza esagerare con diete a volte errate e dannose è un qualcosa da seguire.
Il proprio corpo va sempre rispettato, negli eccessi non vanno mai bene ne da una parte ne dall’altra.
Oltre alla bellezza, inoltre, la modella curvy deve avere anche personalità, un carattere forte, pazienza, autodisciplina oltre a essere capace di scoprire e trasmettere i valori positivi che sono tipici di una ragazza bella, sorridente e femminile.
Proviamo, quindi, a sintetizzare alcuni consigli che riteniamo utile per affrontare, da curvy, il mondo delle modelle nel modo migliore, consigli che vertono, in particolare, sulla gestione della propria immagine.
Le occasioni non si materializzano da sole: diventa importante creare l’occasione perché queste si possano realizzare, pertanto è necessario saper comunicare, promuovere nel modo migliore la propria immagine e valorizzare il proprio corpo.

Calendar 2019 BeautifulCurvy

Calendar 2019 BeautifulCurvy

È necessario impegnarsi in modo serio e professionale nel gestire la propria immagine affinché il sogno diventi realtà.
Proseguire nel gestire la propria immagine, in particolare sui social e su internet in generale. È bene pubblicare foto che rispecchiano la vostra volontà di intraprendere un percorso come modella: sempre più si viene notate attraverso questi canali.
Altresì bisogna saper distinguere sempre quella che è l’attività di modella e dalla vita privata: mischiare questi due momenti non sempre rende.
Importante è trasmettere positività, la vostra voglia di posare o sfilare.
Un altro consiglio che ci sentiamo di dare è quello di leggere le riviste di moda sulle quali si possono trovare interessanti spunti per migliorare il proprio modo di proporsi.
Se si ritiene di avere le caratteristiche di “modella curvy” consigliamo di rivolgersi ad agenzie specializzate (in Italia pochissime) e ai casting per alcuni brand che richiedono appunto modelle taglie forti.
Anche per la modella curvy, pertanto nell’ottica di proporsi, è utile avere un proprio book o un buon portfolio fotografico da inviare per posta o via mail all’agenzia insieme ai propri dati e a una presentazione. Ci si può presentare anche di persona ma normalmente serve solo per lasciare la busta con il proprio materiale.
Sulla scelta delle agenzie vale il discorso fatto più volte su queste pagine in merito alla serietà o meno di alcune di loro, importante è non farsi “far su” da  false agenzie che chiedono solo soldi in cambio di nulla.
Oltre alle agenzie non bisogna dimenticarsi la potenza del web, quindi diventa essenziale cercare annunci inerenti a casting o alla richiesta di modelle curvy per proporsi.

julieta foto Valerio Costantini

finale Miss Curvyssima – foto Valerio Costantini

Importante è non abbattersi: ci sono persone che si stanno battendo affinché le “modelle curvy” possano avere anche in Italia un proprio spazio: spesso, purtroppo, vengono preferite modelle dalla taglia “normale” anche per promuovere o sfilare abiti che non sono nel loro target.
Consiglio il libro scritto da Elisa D’Ospina, top model e impegnata da tempo nella sensibilizzazione sui problemi dei disturbi alimentari, in primis anoressia e bulimia, ha scritto un libro, “Una vita tutta curve” (Giunti editore): offre interessanti e utili spunti su come una donna può e deve accettare il proprio corpo.
Vi lascio con un aforisma: Afrodite aveva le tette piccole, le cosce grosse e i fianchi larghi, eppure era la dea della bellezza. (Anonimo).

I valori dietro a uno shooting: da una esperienza con Roberta e Giuseppe tanti spunti per evolversi

di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event
Oggi per la rubrica dedicata alle aspiranti modelle un qualcosa di differente, un esempio che scaturisce da uno shooting che poteva essere normale e invece non lo è stato e può diventare, per alcuni versi, un esempio per chi vuole muoversi in questo settore.

shooting Parco Borsalino 1Quando Roberta Pelizer mi chiama e mi annuncia l’idea di uno shooting mi si rallegra il cuore, mi si illumina il viso e davanti mi si apre un universo da scoprire, un qualcosa da imparare, un qualcosa, anche se piccolo da trasmettere.
Ogni shooting è uno scambio di idee e di energie… e il fotografo non può che sentirsi coinvolto, avvinghiato, preso tra i tentacoli di questa voglia di fare fotografia “ben fatta” che nel giro di poco si ritrova, in modo più o meno consapevole, all’interno di questo meccanismo non come una “particella” che vaga alla ricerca della sua collocazione ma come un ingranaggio essenziale alla riuscita di quanto ci si prefigge di ottenere.
shooting Parco Borsalino 3Questo è il sunto di un pomeriggio di scatti nato, ufficialmente, senza idee di fondo e sviluppatosi con tante idee che si sono concretizzate man mano che si procedeva con gli scatti.
Collaborare con Roberta è un “Do ut des” ovvero “io do affinché tu dia”, ma non da intendere come facevano i latini ma un qualcosa di molto più etereo, spontaneo, tacito perché, anche se a volte può sembrare impossibile (in particolare da parte di qualcuno che crede di essere nato “imparato”) c’è sempre da imparare e, a questo punto vi aspetterete che scriva di insegnare, ma voglio stupirvi nel dire che in questi casi il contraltare dell’imparare è sapersi confrontare, saper condividere un’idea per migliorarla, e, nel caso fotografico, trovare la giusta soluzione per ottenere il risultato auspicato.
Tutte queste parole per dire che nel vedere il risultato dello shooting organizzato da Roberta Pelizer con un mago dello scatto come Giuseppe Momentè (anche se lui dall’alto della sua modestia tende sempre a minimizzare) e pubblicato in Facebook mi ha aperto veramente il cuore.
shooting Parco Borsalino 2Ho rivissuto, attraverso quegli scatti, quelle ore trascorse con una rapidità inaspettata, perché quando un qualcosa si fa con passione si perde la cognizione del tempo e si pensa solo a realizzare quel qualcosa che possa rimanere e le lancette dell’orologio che corrono non si notano nemmeno.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti, scatti bellissimi, ben interpretati, ben realizzati che trovano il riscontro in una solo concetto: complicità professionale, quella che è nata tra Roberta e il sottoscritto, quella che riusciamo a trasmettere a chi collabora con noi.
Questo è alla base per ottenere il risultato.
Ecco perché nell’articolo di oggi ho voluto parlare di un’esperienza, quella che si protrae da alcuni anni, un’esperienza che si basa su alcuni valori come, appunto, la professionalità, il rispetto, la correttezza, l’umiltà nel sapersi confrontare con chi si collabora: spunti da tenere in considerazione per crescere professionalmente, evolversi.
shooting Parco Borsalino 4Non bisogna mai dimenticarsene perché solo con questo spirito si va avanti, si superano gli ostacoli, ci si evolve e ci si avvicina sempre più al traguardo che ci siamo posti, traguardo che, come ho detto in uno dei primi articoli, non deve mai essere considerato un punto di arrivo ma, piuttosto un punto di ripartenza verso nuovi obiettivi.
E l’entusiasmo, la voglia di fare, di cimentarsi, di sfidare di Roberta Pelizer deve fungere da esempio per tutte le ragazze che vogliono iniziare (o proseguire) un percorso in questo mondo.

Crediti foto
Shooting Parco Borsalino – Alessandria
Model: Roberta Pelizer
Fotografo: Giuseppe Momentè
Art director: Fabrizio Capra
Hair stylist: Gerta Hyka by Très Chic 
Abiti:  Patrizia Ferretti ( Ferretti spose) & Fuego

Moda – Disabilità una sfida da vincere. Un segnale di rottura nei confronti di un tabù

di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event
Che rapporto c’è tra modelle e disabilità. Sicuramente un rapporto difficile dovuto a ostacoli soprattutto mentali. Essere una donna disabile non significa precludersi il desiderare di essere belle, di curare il proprio aspetto, di farsi ammirare. Qualcosa sta cambiando ma Moda – Disabilità rimane una sfida ancora da vincere.

Modelli disabili sfilano in passerella alla New York Fashion WeekProseguono i nostri articoli dedicati alle aspiranti modelle: oggi tratteremo un argomento particolare ovvero il rapporto tra modelle e disabilità.
Essere una donna disabile non significa precludersi il desiderare di essere belle, di curare il proprio aspetto, di farsi ammirare. Moda – Disabilità purtroppo è un rapporto ancora poco frequente e difficile, anche se qualcosa sta cambiando nella mentalità sia degli addetti del settore sia dell’opinione pubblica sempre più sensibilizzata su queste tematiche.
Le caratteristiche per queste donne devono rispondere ai seguenti requisiti: coraggio, essere pronte a sfilare sulla passerella, uscire fuori dagli schemi e saper dimostrare di essere belle e attraenti anche in presenza di un handicap.
Lo sfilare o il posare per queste donne deve portare inevitabilmente al superamento dello stereotipo della modella con corpo mozzafiato e sorrisi smaglianti.
Sfilare con la sedia a rotelle o realizzare uno shooting fotografico è un segnale di rottura nei confronti di un tabù: anche una donna disabile può essere attraente, e su questo bisogna arrivare a creare un alto livello di consapevolezza.
La grande forza deve essere quella di saper superare le discriminazioni e i pregiudizi  ancora presenti nonostante che l’interesse per le modelle disabili sta crescendo sempre più scoprendo anche in queste donne bellezza e sensualità.
È già da qualche tempo che da entrambe la parti c’è l’impegno nel sensibilizzare su questi argomenti  affinché anche una donna disabile possa avere le sue occasioni sia fotografiche sia sulle passerelle: l’obiettivo principale da perseguire è quello di integrare le persone con disabilità in questo mondo difficile e, a volte, settario.
modella sedie rotelle shootingAll’estero i pregiudizi sulla disabilità stanno pian piano cadendo e sono stati fatti grandi passi avanti; auspichiamo che anche in Italia ci si possa muovere in questa direzione, non lasciando a poche e sporadiche occasioni il coinvolgimento di modelle disabili.
Se una ragazza disabile vuole iniziare a posare o a sfilare la prima cosa a cui non deve assolutamente pensare è di non essere all’altezza, realizzando nella propria mente inutili paragoni che possono solo frenare entusiasmo e opportunità.
Purtroppo è anche vero che molti colgono l’occasione di inserire nei propri lavori (servizi fotografici, campagne pubblicitarie, sfilate, ecc.) modelle disabili per una pura opportunità legata alla visibilità e all’opinione pubblica.
Così si corre il rischio che quella che è la possibilità di rappresentare un mondo, far diventare “normale la diversità”, si trasforma, invece, in un fatto di puro opportunismo, dove si pensa esclusivamente a un ritorno d’immagine, a far parlare di loro.
Diventa pertanto importante, accettando di fare servizi fotografici o sfilate, di capire se è solo un interesse di facciata oppure se veramente c’è un progetto serio dietro e in questo può essere utile affidarsi a una persona fidata del settore.
Quindi, se per una ragazza che vuole fare la modella è un requisito essenziale, la determinazione lo è ancora di più per una ragazza disabile: il posare o lo sfilare può essere molto più faticoso, l’accessibilità a set o a passerelle può risultare difficoltosa, certi movimenti e pose possono essere preclusi… ma tutto ciò non deve abbattere perché, se da un lato ci deve essere la giusta forza di volontà, dall’altro la persona che è di fronte, fotografo o regista o coreografo, deve avere la capacità di capire e adattare, saper trasmettere fiducia con il proprio incoraggiamento e la propria professionalità.
modella disabile shootingRispettando tutto ciò i problemi e le difficoltà diventano tutte risolvibili e si possono raggiungere risultati e traguardi a volte insperati.
Una volta che si decide di fare questo passo vuol dire che ci si sente pronte per affrontare questo mondo da un punto di vista differente rispetto alle altre modelle, di voler accettare la sfida per dimostrare che certe caratteristiche possono coesistere con l’essere disabile.
Poi ognuna deve scegliere il genere, proprio come devono fare tutte le modelle. Il genere è un qualcosa che ognuna sente proprio.
Il consiglio è quello di non fare quello che non vi convince: c’è sempre tempo a provare nuove situazioni.
Una affermata modella disabile, Jillian Mercado, ha affermato: “Non ci si dovrebbe vergognare del proprio corpo, spero che nella mia vita avrò l’occasione di vedere una modella disabile sfilare per Victoria’s Secret, perché è questo il tipo di cosa che la gente considera sexy”.
migliaccioConsiglio alle ragazze disabili che vogliono lanciarsi in questo mondo di andare a cercare su internet la Mercado, perché incoraggia chi vuole seguire il suo esempio, un qualcosa che dovrebbero, però, vedere tutti per comprendere che la vera diversità è nella testa delle persone e non nei fatti.
Essere disabili e modelle significa fare delle proprie debolezze il proprio punto di forza, un qualcosa che capita a pochi, un qualcosa che deve essere affrontato senza pietismi, senza ipocrisia, senza falsi moralismi ma con la volontà di trasmettere emozioni, belle emozioni.

Le “modelle d’arte”: i consigli per posare per pittori e scultori. Terza parte

a cura di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event

Terza parte

In questa terza e ultima parte dei consigli alle modelle che intendono posare per pittori e scultori andremo ad analizzare alcuni aspetti di questa branca d’attività.

modelle per arte 1POSE – Alle modelle di nudo artistico solitamente viene richiesto di assumere quattro pose di base durante una seduta: in piedi, seduta, stesa in posizione prona o supina.
Quando stai in piedi o seduta, devi assumere diverse posizioni con le braccia, le gambe, le mani e i piedi. Potrebbero darti degli oggetti da tenere in mano o possono richiederti di comunicare determinate espressioni con lo sguardo.
Quando ti chiedono di assumere una posizione supina, solitamente devi stenderti comodamente su un divano poggiandovi la schiena.
Quando ti chiedono di stenderti in posizione prona, devi appoggiarti sulla pancia e sollevare il torace; immagina di leggere una rivista stesa sulla spiaggia.
Queste sono le quattro pose classiche, ma esiste una gran varietà di movimenti e gesti.
ESPRESSIONE – Pensa a pose interessanti o stimolanti. Qualunque tipo di attività fisica può essere fonte di ispirazione per una buona posa.
Una brava modella deve riuscire a essere espressiva dalle dita dei piedi a quelle delle mani. L’arte è dinamica, e anche le pose dovrebbero esserlo.
Molte modelle si ispirano alle pose raffigurate da opere d’arte classiche.
Le posizioni dello yoga spesso vengono usate perché coinvolgono i muscoli in modi interessanti e dinamici.
TEMPI –  I diversi tipi di posizioni possono essere assunti per periodi brevi o lunghi. È meglio essere pronta a rimanere immobile per il maggior tempo possibile.
I tempi, di solito, sono regolati da tre fattori: gesti, pose brevi e pose lunghe.
I gesti sono pose che durano meno di tre minuti.
Le pose brevi durano dai  tre ai venti minuti, mentre quelle lunghe vengono mantenute in molteplici intervalli da venti minuti con brevi pause intermedie.
Le pose lunghe generalmente sono la norma per la pittura e la scultura. I corsi di disegno richiedono numerose pose più brevi.
In genere, una lezione inizia con qualche gesto di “riscaldamento”.
Se nel bel mezzo di una posa lunga senti la necessità di muoverti, qualcuno dovrà usare del nastro adesivo per segnare la posizione del corpo. Ti basta chiedere all’istruttore o a uno studente di farlo.
il-pittore-e-la-modella-copiaCOSA PORTARE – Bisogna arrivare sempre preparati dimostrando alti standard di professionalità senza infastidire l’artista con troppe richieste.
L’accappatoio è l’articolo più importante da avere a disposizione, da indossare tra una posa e l’altra o per andare in bagno.
È bene portarsi anche un asciugamano o una coperta per sederti. Ti tornerà utile per questioni d’igiene.
Da non dimenticare ciabatte o infradito da mettere e togliere velocemente durante le pause.
Nella borsa devono trovare posto anche acqua e snack., una agenda e una penna (per segnare gli appuntamenti futuri).
CORPO – Bisogna sempre essere puliti e dall’aspetto naturale.
Prima di recarti sul posto, fai la doccia e applica una crema per idratare la pelle secca che potrebbe causare fastidi mentre si posa.
Indossa pochi accessori, a meno che non ti venga richiesto diversamente.
Se non ti viene richiesto, non dovresti esagerare con la lacca o truccarti. Meglio avere un look acqua e sapone.
QUANDO SPOGLIARTI –  Arrivata si saluta l’artista e ci si acclima prima di togliersi i vestiti: con tutta probabilità ci sarà una stanza tranquilla o un paravento.
Questo momento serve anche per concentrarsi e prepararsi alla sessione: una volta spogliata completamente indossa accappatoio e infradito.
Quindi ci si trasferisce nell’area dove si posa (è utile avere dietro un cronometro per calcolare il tempo da una posa all’altra).
Tolti accappatoio e infradito ti dovrai sistemare come richiesto, meglio farlo su un asciugamano o un lenzuolo o una coperta (l’artista potrebbe fornirtene uno, oppure puoi portarlo da casa).
matisse e la modellaISTRUZIONI – Per una sessione di successo è bene ascoltare quello che dice l’artista.
Fissare un punto specifico con lo sguardo è utile. Non guardare negli occhi gli artisti, a meno che non ti venga detto specificamente di farlo.
Rilassati mentre assumi la posa, ma non tanto da modificare la posizione originale.
Potrebbero richiederti di cronometrare le pose, oppure l’artista stesso ti dirà quando avrete finito.
Se non sei sicura di aver capito un’istruzione, non aver paura di chiedere chiarimenti. È decisamente meglio togliersi ogni dubbio che rischiare di assumere la posizione sbagliata.
Se ti viene detto di mantenere una posa che trovi troppo difficile, è meglio dire quello che pensi che provare ad assumerla sbagliando.
L’artista preferirebbe di gran lunga vederti assumere una posa che puoi effettivamente mantenere per tutto il tempo necessario che dover ricominciare il lavoro dal principio.
TERMINE LAVORO –  Dopo aver completato la sessione, metti l’accappatoio e torna nell’area privata in cui ti sei spogliata per rivestirti. Assicurati di non lasciare niente nello studio.
Riponi accappatoio e asciugamano in una busta per poi lavarli una volta tornata a casa.
Prima di andare via saluta l’artista e magari cerca di discutere per eventuali sessioni future.
Sempre utile avere un biglietto da visita.
das-maedchen-und-der-kuenstler-03-jpgCONSIGLIO – Non perdere mai di vista l’artista, per essere nuovamente contattata è bene dimostrare iniziativa ed entusiasmo: mantieni i contatti per confermare date e orari o anche per riproporti per altre sedute.
Ricordati sempre: quando rispondi a un annuncio, che sia su internet o altrove, informati il più possibile prima di accettare il lavoro.
Le sessioni private ti fanno guadagnare di più, però c’è sempre il rischio (seppur minimo) di essere vittima di molestie sessuali o di situazioni sgradevoli e imbarazzanti. Informati bene e procedi con cautela. Meglio abbondare con le precauzioni che pentirti di un lavoro accettato alla leggera.

 

Le “modelle d’arte”: i consigli per posare per pittori e scultori. Seconda parte

a cura di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event

Seconda parte

Oggi proseguiamo con i consigli di chi vuole cimentarsi nel posare per pittori e scultori, ovvero la cosiddetta “modella d’arte”.

l Pittore con la Modella
 - Francesco BedaSull’aspetto fisico, rispetto alla fotografia, c’è meno pretese anche perché a volte pittori e scultori preferiscono soggetti normali.
Come dicevamo non si cercano solitamente stereotipi da passerelle: la modella d’arte sono a supporto per aiutare gli artisti a disegnare il corpo umano studiandone le caratteristiche, approfondirne sfumature e struttura, a volte solo per fornire l’ispirazione.
Gli artisti o le scuole sono alla ricerca di modelle di varie taglie, forme ed etnie.  Molto ricercati anche i corpi unici e asimmetrici.
Importante è avere un buon rapporto con il proprio corpo, sia che si posi vestita o nuda.
Vediamo ora alcuni passi da fare per entrare in questo mondo.
Importante è creare un curriculum: non tutti gli artisti o gli insegnanti di arte te lo richiederanno, ma è bene averne uno. Anche se non si è mai svolta questa attività bisogna provare a inserire esperienze che possano dare l’idea delle tue capacità: fotomodella, performance, scuole d’arte, corsi di recitazione, danza, yoga o altre attività a cui ti sei dedicata e che ti hanno preparato a questo lavoro.
Il curriculum consente a chi ti deve offrire la possibilità di posare di farsi un’idea: posare per un artista o in un’aula è un qualcosa molto intimo, sia per chi posa sia per chi disegna, quindi è necessario istituire nel più breve tempo possibile un rapporto di fiducia.
Henri-Matisse-e-una-sua-modellaTi sei preparato il curriculum e ti sei decisa a intraprendere questo genere? Allora devi iniziare a cercare opportunità lavorative.
Mettiti in contatto con l’istituto d’arte o la facoltà di belle arti della tua città o di qualche città vicina per sapere se assumono modelli.
Puoi iniziare con il dipartimento d’arte, ma chiedi se c’è una persona in particolare che ha l’incarico di assumere modelli per tutte le lezioni. A volte, i singoli insegnanti li scelgono personalmente.
Anche i siti che pubblicano offerte di lavoro spesso presentano opportunità per modelle artistiche.
Innanzitutto, dovresti cercare lavoro in una scuola vera e propria oppure con chi organizza corsi. Solo una volta che avrai acquisito una conoscenza più solida di questo mondo professionale e sarai sicura di poter collaborare con un artista serio potrai considerare le sessioni di posa private.
Quando vieni assunto, è meglio chiarire subito tutti i dettagli e in particolare il metodo di pagamento, la durata del lavoro e i giorni in cui devi posare.
Le sessioni solitamente durano tre ore circa. In una seduta, vengono incluse diverse pause e una varietà di pose da mantenere per cinque, dieci o venti minuti.
Informati sulle tipologie, la durata e il numero medio di pose; inoltre, chiedi quante pause sono previste.
mfront_tony_cassanelli_madonna_00jParla con l’artista per discutere del compenso totale o della tariffa oraria, che può oscillare non poco. Con un fotografo, generalmente è possibile guadagnare di più.
Tra i pittori, comunque, si sta diffondendo lo scattare delle foto nelle varie pose richieste per poi lavorare anche senza la presenza della modella in studio. In questo caso bisogna trattare bene le condizioni e il compenso, chiedendo garanzie che le foto non vengano pubblicate.
Sicuramente le modelle che fanno nudo artistico sono le più richieste per questo lavoro: prima di posare nuda, dovresti sentirti abbastanza a tuo agio da farlo senza arrossire, coprirti o cercare di mostrare solo le parti migliori del corpo.
Mercoledì prossimo andremo ad analizzare le caratteristiche collegate a questa attività.

Le “modelle d’arte”: i consigli per chi vuole posare per pittori e scultori. Prima parte

a cura di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event

Prima parte

Nelle quarantuno uscite precedenti abbiamo elargito consigli di vario genere e suddiviso le modelle in indossatrici e fotomodelle. Esiste, però, una terza categoria di modelle: quelle che posano per artisti, pittori e scultori. E alcune di queste modelle sono anche indossatrici e/o fotomodelle. Nelle prossime uscite andiamo a conoscere questo settore.

modella in posa 2Analizzeremo in questo e nei prossimi articoli la categoria definita le “modelle d’arte” ovvero le modelle che posano, in particolare, per pittori e scultori e in generale per scuole, accademie e corsi.
Quello della modella è un mestiere antico: quando non c’era ancora la fotografia e il cinema le modelle posavano esclusivamente per pittori e scultori, e ancora oggi in molte scuole artistiche (licei o accademia) sono previste materie che prevedono la presenza della modella in classe.
La definizione che potrebbe da subito chiarire cosa significa fare la “modella d’arte” è “usare il proprio corpo per offrire un’immagine specifica a chi lo guarda”.
Si tratta di un settore vastissimo per cui può succedere che si debba lavorare con artisti (appunto pittori e scultori) o semplici appassionati di disegno e pittura, con studenti d’arte ma anche con accademie, scuole di fumetto, illustrazione, laboratori e associazioni culturali, per progetti, opere o più semplicemente per corsi di disegno e pittura.
dal film La ModellaFin dagli albori della pittura e della scultura l’immagine che veniva riprodotta apparteneva a persone reali che avevano offerto la propria presenza all’occhio di chi voleva riprodurla o ispirarsi.
Se si vuole mettere tre le proprie attività quella della “modella d’arte” bisogna fin da subito sapere che, nei limiti, la disponibilità deve essere totale per arrivare fino al nudo: quando si parla di posare per artisti o per scuole e accademie, è una condizione spesso essenziale (in molti casi non si può disporre di più modelle a tempo).
Così alla fine bisogna essere pronte a passare molto tempo – anche nuda (o quasi) – immobile in una stanza, davanti a persone che disegnano: condizione essenziale è saper superare rapidamente l’imbarazzo ed essere rilassate per offrire il meglio a chi si trova a dipingere o scolpire.
Il fare la modella d’arte significa anche conoscere la propria forza e i propri limiti sia dei muscoli sia di resistenza e, anche, di concentrazione mentale.
Mattia TraversoBisogna allenarsi per sopportare lo sforzo di pose lunghe e per mantenere il corpo elastico al fine di poter far fronte a nuove variazioni, sapere offrire sempre nuove letture del proprio corpo e suggerire nuove idee creative offrendo figure sempre interessanti, ma allo stesso tempo saper eseguire le pose richieste, mantenendole per tempi relativamente lunghi.
La capacità di queste modelle è essere sempre naturali e, soprattutto, il “non muoversi” qualunque cosa succeda: dalla mosca che gira intorno per andare a posarsi la dove da più fastidio al freddo che si può patire in certi ambienti, fino a posizioni che portano a crampi e indolenzimenti.
Tutto ciò significa che bisogna essere capaci di raggiungere la padronanza dei propri arti: a volte lo spostarsi anche di poco mette a rischio il lavoro che si sta svolgendo.
OLYMPUS DIGITAL CAMERACi troviamo, quindi, di fronte a un ambiente del tutto differente da quello della fotografia, un altro modo di adottare una scelta di vita.
Si tratta comunque di un settore con poca concorrenza, dove se si fanno valere bene i propri diritti si guadagna anche bene (non illudetevi, non sempre) anche perché a volte si posa per tre-quattro volte la settimana fino a otto-nove ore al giorno.
Si tratta, sicuramente, di una esperienza costruttiva e impegnativa che può aiutare a conoscersi meglio.

 

Servizio fotografico: i consigli per truccarsi nel modo giusto. Terza parte

di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event

terza parte

Terza e ultima parte di consigli alle aspiranti fotomodelle su come truccarsi per uno shooting fotografico. Oggi andiamo ad analizzare alcune regolette e un consiglio finale.

 ALCUNE REGOLETTE

Benedetta - foto Francesco Barilaro

model: Benedetta – foto Francesco Barilaro

1 – curare la pelle: sarà la cosa più banale al mondo ma una pelle sana ci assicura una
resa fotografica dieci volte superiore rispetto a una pelle trascurata, anche se ben
truccata. Per avere quindi una bella pelle radiosa, che poi ci aiuterà nella realizzazione del make-up, è importante bere molta acqua, detergere e idratare il viso quotidianamente ed esfoliare una o due volte a settimana.
2 – attenzione al fondotinta: una base perfetta è importantissima per avere un bel viso
luminoso e levigato in fotografia ma occhio a non esagerare con le quantità. Spesso,
infatti, può succedere che con il flash della macchina fotografica un viso con molto
fondotinta risulterà sbiancato, anche se dal vivo il colorito appare perfetto. Applicatene
quindi un velo sottilissimo e aiutatevi con un correttore per coprire le discromie più evidenti come brufoletti e occhiaie.
3 – opacizzare alla perfezione: non c’è niente di peggio in foto che vedere sul nostro viso quell’antiestetico effetto lucido sulla zona T per cui utilizzate sempre una buona cipria opacizzante e, se avete la pelle a tendenza un po’ grassa, portatela sempre con voi in modo da poter ritoccare il trucco in un secondo.

Giulia - Francesco Barilaro

model: Giulia – foto Francesco Barilaro

4 – vietati blush e terre troppo scuri: in foto ci fanno apparire il viso spento e oltretutto, se non sfumati alla perfezione, i volumi del viso potrebbero risentirne. Meglio quindi utilizzare tonalità fresche e naturali che ci doneranno sicuramente di più.
5 – no ai glitter: che siano ombretti o illuminanti per guance e zigomi evitate  assolutamente brillantini e pagliuzze iridescenti che con i flash creeranno dei puntini
luminosi sul viso davvero antiestetici. Meglio optare per texture opache o satinate.
6 – sguardo in primo piano: gli occhi sono sicuramente la parte che dona maggior intensità alle nostre foto per cui è importante sottolinearli al meglio. I colori migliori sono il nero, il grigio e il marrone, applicati sul bordo ciliare superiore e inferiore e sfumati bene fanno apparire l’occhio più grande e lo fanno risaltare senza stravolgerlo. In alternativa anche una linea di eyeliner può regalarci uno sguardo magnetico ma attenzione ad essere perfette nell’applicazione. Immancabile inoltre il mascara da applicare con cura partendo dalla radice delle ciglia.

Roberta - foto Francesco Barilaro

model: Roberta – foto Francesco Barilaro

7 – labbra naturali: le labbra vanno valorizzate ma con naturalezza. Evitate di assumere la classica posizione “a bacio” per aumentare il volume delle labbra in fotografia, piuttosto utilizzate un gloss molto lucido e a effetto volume che darà luce e freschezza a tutto il viso oppure un rossetto cremoso e idratante. Niente colori troppo scuri che renderanno la bocca più piccola.

CONSIGLIO FINALE
Nel caso di un trucco fai da te. fate almeno una prova trucco qualche giorno prima del servizio e poi fatevi fotografare (col flash naturalmente):
– se il trucco risulterà ben visibile allora avete fatto un buon lavoro;
– se sembrate bianche allora avete sbagliato prodotti oppure avete esagerato con la cipria;
– se sembrate slavate dovete mettere più prodotto (ma attenzione a non sembrare innaturali nella realtà).

Prima parte
Seconda parte