Libertas est potestas vivendi ut velis ?

La libertà è la potestà di vivere come vuoi ?! La campagna vaccinale, i no al green pass ed una parola, libertà. 
Il nostro Vice Capo Redattore Jacopo Scafaro ci propone una sua profonda riflessione.
di Jacopo Scafaro 

Anche ad Alessandria Venerdì 25 settembre 2021 si è svolta la manifestazione organizzata per dire no al Green pass.
Durante il corteo è stata gridata più volte a gran voce la parola libertà, una parola potente che ha scaturito in me la voglia di approfondire questo argomento attuale.
L’uomo è cosciente di cosa sia la libertà?


Ma cosa significa essere davvero liberi? Per molti lo si è quando non si hanno capi e non si è costretti a lavorare per potersi permettere il pane e sopravvivere, ma in realtà non si ferma solo alla sopravvivenza, bensì all’essenza della vita stessa e a molte delle sue sfumature.
I grandi filosofi illuministi come Voltaire, Kant, Rousseau e non solo, scrissero moltissimi testi che trattano di questa libertà, ponendo le basi del pensiero odierno.Dovremmo sapere, o almeno aver intuito dalla nostra storia, quanto essa sia importante: tollerare gli altri è alla base della convivenza e se non riusciamo ad abbracciare questo grande valore e qualità, che dovrebbe albergare dentro ognuno di noi, non potremo mai raggiungere questa libertà.
Questa doverosa premessa serviva per introdurre un argomento molto, molto complicato che farà sicuramente discutere: la liberà di scelta sul vaccinarsi o non farlo.
Io mi sono vaccinato e sono per farlo, ma questo non mi arreca il diritto di etichettare, giudicare o sentenziare contro chi non lo vuole fare. Posso pensare e sostenere che vaccinarsi, sia la soluzione migliore per uscire da questo incubo in cui siamo finiti da due anni a questa parte, ma allo stesso tempo debbo cercare di capire le ragioni che spingono tanti italiani, amici, colleghi, parenti a non farlo e fare in modo che essi non vengano trattati come reietti dal sistema.


Il vaccino contro il Covid ha dato il via alle più gargantuesche tesi: alcuni dicono che il Governo utilizzi la scusa del vaccino per inoculare un microchip per controllare tutti i cittadini, di contro, sono in molti ad arrivare addirittura a chiedere una norma per sanzionare i no vax. Su questo ultimo punto apro un quesito: perché in pieno covid molti posti di lavoro non essenziali, hanno continuato a lavorare a pieno regime (quando c’erano pochissimi rimedi e molti contagi) ed ora quelli stessi posti di lavoro dovrebbe non accettare o addirittura licenziare?!.
La libertà di scelta e La libertà di esprimere il proprio pensiero: scegliere se vaccinarsi o meno (salvo che questo non sia imposto da una legge), così come la libertà di esprimere il proprio pensiero sono per me principi indiscussi.
E’ giusto vaccinarsi? Si, senza ombra di dubbio. Perché proteggi te e le persone che ti stanno accanto.
Ma al contempo è giusto obbligare, tramite “ricatti” soprattutto andando a toccare il lavoro, quando la stessa costituzione dice “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un‘attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”?, dal mio punto di vista no.

Come si garantisce il rispetto di tutti i criteri fondamentali di sicurezza, universalità e gratuità del vaccino è nel contempo giusto che sia garantito il principio di libertà (sul non vaccinarsi) di scelta dei cittadini.
“Non sono d’accordo con quello che dici ma darei la vita affinché tu possa dirlo” è la famosa citazione di Voltaire (in realtà nata dalla penna della scrittrice Evelyn Beatrice Hall, che la utilizzò nel suo libro The Friends of Voltaire del 1906 e che spiegò più volte, in seguito, come quella citazione fosse sua -?- e non del francese), che faccio mia; perchè pur essendo favorevole alla vaccinazione, non posso restare in silenzio vedendo amici, colleghi e parenti trattati come reietti.

Essere liberi vuol dire poter vivere e rincorrere i propri sogni, le proprie idee e convinzioni, senza essere schiavi di colpe e vergogne per ciò che si è o si fa, e senza puntare il dito verso chi non era da incolpare: noi stessi.

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