Roby Sing & Song: band o solista?

di Roberta Pelizer
 Torna Roberta Pelizer raccontarci del suo programma radiofonico, che va in onda su RadioVertigo1. 

Ma “Salve” cari amici! Come diciamo sempre il direttore ed io, in realtà la parola esatta è “Scialve “ e risale esattamente ad una vecchia gag che facevamo nei primi anni in cui abbiamo iniziato a collaborare seguito da un “Come state??” Ed è così che ho esordito anche nella puntata di giovedì scorso del mio programma “Roby Sing & Song“ in diretta dalle 16,00 alle 17,00.

Tema della giornata? Cantanti da prima in una band e poi solisti , anche in questo caso la scelta dei pezzi è stata ardua dal momento in cui avevo un cambio abbastanza ampio tra canzoni Italiane e straniere. Il gruppo a fare da apripista sono stati i Genesis con “ I can’t dance “ seguiti dai Eurythmics , i Pooh , gli Wham! ed infine i Lunapop dei quali non potevo che scegliere “50 Special” un brano che mi ricorda un periodo molto bello e spensierato dei miei vent’anni circa ed oggi è ancora bello ascoltarla perché trasmette leggerezza ed allegria.

Nella seconda parte dedicata ai solisti abbiamo sognato assieme a Phil Collins ed Annie Lennox passando ad un moderno è completamente cambiato George Michael, tornado invece alla musica italiana l’unico elemento che si è staccato sai Pooh è Riccardo Fogli del quale adoro tutte le sue canzoni , in conclusione Cesare Cremonini ha chiuso la puntata con “ Chimica “ un brano che racchiude tutta la maturità di scrittura che l’artista ha acquisto in questi anni di carriera .

L’appuntamento naturalmente è sempre per giovedì prossimo , mi raccomando vi aspetto in tantissimi tutti puntuali ! Un abbraccio dalla vostra Roby.

AperiBlonde al 78 di Tortona

A cura della redazione 

Grande successo per la prima serata che si è svolta giovedì 27 ottobre 2022 presso il bar “Al 78” di Tortona.

Il bar fashion e di tendenza gestito da Efrem Saggia che ci spiega l’importanza di fare un qualcosa di diverso e di qualità da offrire ai propri clienti, partendo dalle prime colazioni, passando alla pausa pranzo ed infine agli aperitivi creando eventi unici ed accattivanti in provincia di Alessandria.

L’evento ha dapprima ospitato Stefania Rocco con la presentazione di alcuni nuovi prodotti di Herbalife, dopo di che è partito il ricco aperitivo accompagnato da cocktail eccellenti (il tutto realizzato dallo staff del locale) accompagnato dalla musica di Dona Dj e “La Roby” Vocalist: la parola d’ordine è stata stile e buon gusto con l’intento di portare una ventata di novità nel panorama musicale, che è anche il motto del nuovo progetto che vede, appunto, Dona Dj abbinata a Roberta Pelizer in veste di vocalist.

La prima è già una nota artista live da molti anni in provincia e non solo, la seconda invece è una speaker della web radio “radiovertigo1“ e presentatrice di eventi.

Il progetto tutto al femminile del duo si è rivelato vincente e per essere la prima tappa del progetto delle due “Bionde“ ha riscontrato l’approvazione dei clienti presenti al locale, quindi come si suol dire se “Chi ben comincia è già a metà dell’opera” e sicuramente le prospettive sono molto buone per questo duo appena nato ma con basi molto solide.

L’estate addosso..

di Jacopo Scafaro 
Il nostro caporedattore ci racconta, in modo nostalgico le sensazione che lascia l’estate in ognuno di noi. 

Nell’ultima sera della propria estate il rintocco delle lancette scandisce i battiti del cuore e ogni secondo, come per magia, prende forma e colore, vestendosi delle più belle emozioni. Così nell’ultima sera della propria estate, il tempo è un padrone tiranno. L’orologio che fino ad allora si era indossato come accessorio da sfoggiare, in quell’ultima notte davvero per sé, ricorda agli animi liberi che la vita scorre in fretta e nulla può impedirglielo. Allora si cerca conforto nel blu della notte, si contempla il cielo, con la speranza, che non si riaccenda più.

Nell’ultima sera della propria estate l’aria è dolciastra. Di tanto in tanto una folata di nostalgia solletica i nasi ed il prurito fa lacrimare un po’. Le perle liquide di malinconia bagnano i dorsi di qualche valigia, che non ingannerà l’addetto ai controlli e di certo finirà in stiva all’aereo, perché troppo pesante.

L’ultima sera della propria estate i bagagli sembrano essersi ristretti, anche se la quantità degli indumenti non è cambiata. Ma il viaggiatore sa che l’ultima notte della propria estate ci si porta dietro il ricordo di serate umide, musica e sorrisi, e che le borse traboccano dell’aria di salsedine, rimasta incollata ai costumi, e di volti, quelli di sempre ed altri nuovi. E magari è complice il peso di qualche vasetto di troppo, nascosto con cura dalle mani nodose di una nonna gentile, di una mamma premurosa che ha il cuore più stretto, in quella sera che sa di saluti.

L’ultima sera della propria estate rappresenta la sola chance che si ha per vivere il momento come solo e irripetibile. Come sola occasione per cercare, per cercare di ripararsi dentro, per non pensare, per seguire l’istinto, per esaudire il desiderio espresso la notte delle stelle, che però l’ultima notte d’estate sembrano non voler cadere, come a suggerire “adesso sta a te, fautore del tuo destino”.

L’ultima sera della propria estate si organizzano incontri. I caffè non sono mai abbastanza e le granite, i coni gelato, le fette d’anguria e qualche thè ghiacciato al limone fanno da contorno e riempiono l tavolino del bar per ritardare i saluti, ancora di un po’. Quell’ultima e memorabile sera, non si è mai sazi, lo stomaco, ormai allenato chiede di più, e cosi anche il cuore, affamato di sguardi e sorrisi. Ed è proprio nell’ultima sera d’estate che avverti il rammarico di non averne avuti abbastanza, di volerne ancora.

L’ultima sera d’estate si gettano le chiavi della propria anima in fondo al mare. E da quel momento ha inizio lo sciabordio che accompagnerà l’umore del viaggiatore nelle ore di ritorno a casa.

Ma in fondo, l’ultima notte della propria estate, è la prima di una nuova stagione. E’ la primavera dell’uomo che sa osare e che dalle ceneri di un inverno freddo e pungente, ogni giorno fiorirà.

Roby Sing & Song: videoclip e coreografie.

di Roberta Pelizer 
Roberta Pelizer ci racconta l’appuntamento settimanale del suo programma che va in onda su RadioVertigo1. 

Buongiorno cari amici del web, puntuali come le tasse siamo tornati in onda con il mio programma Roby Sing & Song giovedì alle 16,00: tema del giorno videoclip e coreografie passate alla storia.

Anziché fare il viaggio dagli anni 80’ sino ai giorni nostri mi sono concentrata sulla decade dei 90’. Il primo pezzo della playlist “Macarena” dei Los del Rio ha fatto subito ballare allegramente anche chi era in studio, questa canzone, tra l’altro, è legata all’ultimo grande evento che ho organizzato con la RP EVENT e precisamente il capodanno 2019 durante il quale dovevamo fare un flash mob per il quale avevamo lavorato tutto il mese di dicembre; peccato che la scaletta è stata modificata e ci hanno chiesto gentilmente di prolungare di 20 minuti il nostro spettacolo che poi sono diventati 40 e grazie all’idea di Jacopo che con il mio cellulare si è collegato al service abbiamo messo una serie di canzoni improvvisandoci animatori come nei villaggi.

A seguire non potevano mancare le mitiche Spice Girls e la loro indimenticabile, ma soprattutto inimitabile, “ Wannabe“ il brano che le ha consacrate nel panorama mondiale della musica e poi i Five ( riguardo ai quali ho dato il via alla caccia al sosia di uno dei componenti svelando già il primo indizio).

Unica nel suo stile, la mia amatissima Britney Spears nonché principessa del Pop doveva per forza entrare nella playlist assieme hai Backstreet Boys, Jennifer Lopez, Cristina Aguilera ed infine gli *NSING.

Come sempre l’ora a mia disposizione è volata quindi l’appuntamento è sempre per giovedì prossimo tutti puntuali dalle ore 16,00 in diretta, un abbraccio dalla vostra Roby

E noi giovani? Protagonisti o comparse?

di Valerio Pisanelli 
Oggi ospitiamo Valerio Pisenalli detto il “Pisa” che ci descrive, in modo molto accurato,        come sono i giovani d’oggi. 

Noi giovani non siamo onesti. Ci barrichiamo dietro la nostra età per nascondere quanto in realtà siamo corrotti nell’animo e quanto ci sentiamo persi nel mondo degli adulti in cui stiamo entrando. A seconda di quando ci è più conveniente siamo troppo giovani per fare questo o troppo adulti per quello. Pretendiamo che gli adulti ci lascino liberi di sperimentare e testare questa nuova libertà che la maggiore età e, per alcuni, l’indipendenza economica comportano, ma allo stesso tempo abbiamo bisogno della mamma per qualsiasi questione seria.

Viviamo in una società in cui ostentiamo tutti un’apparente spavalderia, ma poi nell’intimità di casa non riusciamo a telefonare al ristorante per ordinare una pizza. Sia beato chi ha inventato le app per ordinare il cibo senza dover più chiamare!Come possiamo pretendere che gli adulti ci considerino in modo serio vedendo tutto ciò? Come possiamo arrabbiarci quando gli adulti non ci considerano seriamente se gli diamo costantemente questo spettacolo?

“Sono giovane, chissene frega del vero amore, del lavoro, voglio solo fare esperienze, divertirmi e diventare ricco sperando di svegliarmi un giorno con il conto in banca pieno. Voglio poter andare a letto con mille persone senza curarmi di perdere amicizie o occasioni lavorative a causa dei miei atteggiamenti, tanto ho tempo e posso risolvere tutto. Viva l’indipendenza! Non ho bisogno di nessuno se non di me stesso, sono io il mio capo, non mi interessa curarmi solo per piacere agli altri e non a me stesso, se a qualcuno non va bene il problema è suo, sarò io a cambiare giri” questo è cio che pensiamo quasi tutti, anche se alla fine ci contraddiciamo perche finiamo sempre per comportarci in maniera tale da essere accettati e piacere agli altri pur rischiando di perdere noi stessi.

Col passare degli anni però ci rendiamo conto di aver perso occasioni in favore di altre che ora ci sembrano sciocche, e rimpiangiamo di non essere andati a lavorare mentre i nostri amici si divertivano, anche se ci sembrava una cosa inconcepibile. Dal punto di vista sentimentale, invece, ci ritroviamo dopo anni a pensare a come sarebbe andata se non avessimo avuto così tanta paura di legarci seriamente a qualcuno perché pensavamo di avere tempo e altre occasioni. Spoiler: non ne abbiamo, o meglio ne abbiamo veramente poche e le sprecheremo tutte finché ci aggrapperemo a questo ragionamento. Il tempo non sistema le cose e non ci fa magicamente raggiungere i nostri sogni senza sforzi. Ci ritroviamo di conseguenza con poco rimasto, fingendo di esserne soddisfatti e felici mentre in realta ci stiamo solo accontenando.

Ci lamentiamo dell’aspetto fisico e delle condizioni salutari quando non sono altro che la conseguenza delle nostre scelte e regimi di vita passati. Critichiamo il comportamento altrui quando in primis non facciamo niente per cambiare il nostro e quindi roviniamo relazioni o amicizie perche – riflettiamo – in esse le nostre insicurezze. Sminuiamo chi sacrificandosi è riuscito a raggiungere obbiettivi perché dobbiamo mascherare una latente invidia nei loro confronti. È lo stesso meccanismo malato per cui ci lamentiamo del fatto che non ci si può fidare più di nessuno mentre siamo i primi a non essere fedeli. Parliamo ma non agiamo, proprio noi che invece su questioni ambientali o umanitarie siamo i primi a scendere in piazza.

Tutto cio non è per vendervi un corso online o farvi un discorso sul mindset – ma per confermarvi – che si raccoglie cio che si semina, bisogna prendere decisioni nel presente in base a come visualizzate il vostro futuro. Ogni cosa ha una reazione ed una conseguenza e questo vale sia per le cose belle che per quelle brutte. Non è da stupidi fermarsi a riflettere e chiedersi se è tutto ok o se è realmente giusto quello che stiamo facendo,basta veramente poco alla fine per essere felici.

Alla fine ciò che conta è essere soddisfatti delle proprie scelte e degli obbiettivi raggiunti. Si vive una volta sola, ma non per questo bisogna fare di tutto senza mai pensare alle conseguenze o pensando di essere indistruttibili.

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La poesia in musica di Fabio Concato

di Antonio Scafaro
Il nostro redattore ci racconta con una profonda e sentita recensione il concerto del cantautore milanese, in tour con il meglio del suo repertorio, che si è tenuto ad Alessandria al “Teatro Alessandrino”. 

Sabato 26 marzo 2022, al cinema teatro Alessandrino nel calendario della stagione teatrale organizzata da Paolo Pasquale (titolare e amministratore unico del Teatro Alessandrino) e Massimo Bagliani (Direttore Artistico), ultimo tempio depositario di musica, spettacolo, arte e cultura, cioè Il TEATRO, si è esibito Fabio Concato nel suo Musico Ambulante Tour.

Non è facile per me, da sempre amante delle sue canzoni, recensire con obiettività le due ore di spettacolo. L’amore, in tutte le sue forme, limita un atteggiamento privo di personalismo, perché il protagonista è il cuore.

Ma veniamo allo spettacolo. 

Il debutto in scena, introdotto con sicurezza, ironia e maestria non ti può non far pensare alle origini artistiche di Concato,:  “ Il Derby club” di Milano, che ha dato i natali ad Abatantuono, Faletti, Boldi, Teocoli, Iannacci, Porcaro a tanti altri.

I venti brani, con parentesi jazz,  ci accompagnano con dolcezza e malinconia, intervallati, per tutto il tragitto musicale, da interventi cabarettistici e poetici. Il pubblico alessandrino, noto per la poca espansività, in questo contesto volta pagina, merito del grande artista che riesce, senza aggressività, a far salire idealmente sul palco i suoi fan.

– Ho quasi sessantanove anni, a settanta diventerò rocker, dice Concato.

– Ma tu sei il più bello, urla il pubblico

– Concato s’inchina e ringrazia: m’inchinerei di più se non avessi mal di schiena.

E’ questa semplicità, questo prendersi in giro che lo avvicina al pubblico, che lo fa ancora amare dopo quasi cinquant’anni di carriera e oltre 140 canzoni.

“ Ti ricordo ancora, Tienimi dentro, Sexy tango, Guido piano, Troppo vento, Mi innamoro davvero… un susseguirsi di emozioni, di poesia, un desiderio di natura e libertà espresso nel brano “ Guido piano” incollano l’attenzione del pubblico e le mani, spontaneamente, battono per tenere il ritmo, per seguire la sua melodia, per sentirsi sul palco con l’artista.

E non potevano mancare i brani familiari, dedicati al padre “Gigi”  e alla figlia Carlotta “ Fiori di maggio” e volgendo lo sguardo ho visto lacrime scorrere su visi felici del pubblico, un’emozione intensa che può trasmettere solo la PURA POESIA, quella che l’artista ci regala da anni. 

Mi è mancata l’ultima canzone dedicata alla sua prima nipotina Nina, “ L’Aggeggino” che chiude il cerchio delle canzoni familiari, Padre, Figlie, Nipote : “C’è un aggeggino adesso tra le mie braccia… e una speranza così grande non la ricordavo più, c’è un grande amore adesso tra le mie dita…” ma come ha detto ieri sera il cantautore “ in ogni concerto c’è sempre qualche canzone che il pubblico avrebbe voluto ascoltare, ma una scelta di venti canzoni su centoquaranta e più, deve per forza escluderne qualcuna”

Molto apprezzati sono stati anche i brani “ L’Umarell”  per il quale gli è stato assegnato l’Ambrogino d’oro, scritto durante il forzato isolamento pandemico che, racconta Concato, gli è stato suggerito da questa statuetta posta sul pianoforte di casa sua che, sembra gli abbia detto, “ mentre sei qui a oziare racconta di me “ (L’Umarell in milanese è il pensionato che, mani dietro la schiena, passeggia fra i cantieri, dispensando consigli tecnici, non richiesti, ai pazienti operai) e l’altro brano dedicato a Telefono Azzurro  051/222525 (era il numero di telefono di allora) in cui condanna la violenza domestica sui minori e l’indifferenza della gente “ Su babbo smettila di bere e non mi picchiare un’altra volta…E tutti a dire che vergogna, ma tutti a chiudere la porta, in fondo a noi cos’è che importa, il nostro bimbo è qui che sogna “ Semplici parole per una dura condanna in difesa dei più deboli, che solo un animo sensibile, poetico, celestiale ( i proventi della vendita furono devoluti interamente a Telefono Azzurro) poteva scrivere per lasciarle alla storia. 

Ornella D’Urbano, Gabriele Palazzi, Stefano Casali, Larry Tomassini, non posso terminare questa recensione senza parlare di loro I MUSICI, come li ha appellati Fabio Concato durante il concerto. 

Dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna, diceva Virginia Woolf, con molta modestia e con rispetto prendo in prestito l’aneddoto per dire che dietro un grande artista ci sono sempre dei grandi musici.

Quattro maestri, quattro nuvole di suoni che mischiati armonicamente ai fumi scenici, hanno accompagnato in modo magico la voce un po’ nasale e l’ironia di Concato.

Il tocco femminile degli arrangiamenti e delle tastiere di Ornella d’Urbano hanno valorizzato ancor di più le melodie, l’estasi in cui il batterista Gabriele Palazzi è sembrato immergersi nei momenti più intimi delle canzoni, il basso di Stefano Casali che ha sostenuto magistralmente le armonie e le melodie, come confermato dall’arrangiamento di Telefono Azzurro, le chitarre di Larry Tomassini eccellenti per tecnica e suoni, con espressività e bending da brivido, quest’arcobaleno di suoni ha avvolto come in una nuvola le poesie canore del grande cantautore e ha fatto sentire il pubblico in simbiosi come un’unica orchestra di cinquecento e più elementi uniti da un unico concetto espresso in precedenza da Fabio Concato: il canto è un farmaco”.

Il pubblico ha lasciato il teatro con una felice malinconia sul volto, i brani hanno risvegliato ricordi, emozioni, ma la simpatia e la bravura dei Musici Ambulanti ha trasformato questi sentimenti, ha aggiunto la consapevolezza che la musica e il canto possono migliorarci e di conseguenza migliorare il nostro mondo…  Senza una radice niente può congiungersi con il cielo…senza una radice non c’è pianta non c’è fiore…senza una radice non c’è terra dove noi andremo…

Mondiale addio: la depressione sovietica sportiva dell’Italia calcistica

di Alessandro Tasso
Il nostro redattore ci racconta le emozioni e ci illustra con razionalità e lucidità una della più brutte pagine dell'Italia calcistica. 

Non so bene da dove cominciare.
In una serata così amara è difficile poter trovare qualche spiraglio in un progetto che,  alla conclusione dei fatti, ha palesato l’inadeguatezza di fondo del sistema calcio italiano.
La sconfitta con Macedonia è la quella di tutti noi italiani, di un popolo che si è sempre identificato con il carattere che la propria nazionale calcistica ha sempre contraddistinto. La quale purtroppo anche questa volta ha deluso le aspettative.


La mia analisi, nonostante la forte pressione emotiva dettata dal momento, cerca di volgere ai motivi di tale catastrofe sportiva senza dover necessariamente puntare il dito su qualcuno, sarebbe troppo facile..
Andando con ordine penso che il sistema progettato dalle giovanili sia completamente incoerente e poco redditizio, poiché l’onta esotica decisamente rilevante negli ultimi anni ha portato i dirigenti italiani a cercare talenti al di fuori dei nostri confini, poiché ritenuti più pronti, più competitivi.


Tutto ciò dettato da un’indifferenza generale da parte di un paese arretrato a 360° che non ha ancora capito, facendo un enorme sforzo mentale, che purtroppo la programmazione e la coesione sportiva partono dal basso, dalle piccole cose e non da obbiettivi raggiunti che fanno da facciata ai tanti danni, costruzioni lasciate a metà o non al passo con i tempi che defirei con un termine prettamente architettonico di “stampo sovietico”, accomunati da quelle “depressione” a dir estenuante.
Gli americani privi di epica, hanno sfoderato l’arma segreta chiamata Sport, che ha formato umanamente uomini e donne rivoluzionarie nel loro piccolo, il vero motore dell’orgoglio nazionale che viene schiacciato da tutte quelle cose a dir poco oppressive ed inutili che albergano nella nostra misera quotidianità.


Quindi il sistema sarebbe da ricostruire dalle ceneri di questo disastro, continuando però su alcune particolarità della falsa riga che ha caratterizzato il nostro percorso con il CT Mancini dal giorno del suo incarico, ossia dare lo spazio a quella meritocrazia di fondo che rendere il tutto molto più semplice e coeso.  Quell’impostazione mentale che ha portato la nostra nazionale a stravolgere l’Europa con un gioco a tratti spumeggiante, la quale purtroppo si è persa in queste qualificazioni. Ma si sa con il senno di poi è facile parlare, soprattutto per chi come noi fa questo di mestiere.


In un articolo buttato giù in un particolare momento di difficoltà della mia giovane vita,  scrissi prendendo in uso il sapere di persone più intelligenti ed esperte di me:
“Ricordate non preoccupatevi se non si premia un percorso che ha ottenuto meno di ciò che meritava, l’ingiustizia è molto comune. Ma quando viene premiato come bravo chi non lo è, questo è molto dannoso per tutti”.
Di impressionante attualità, ci pensi chi di dovere.

MYSECRET SPOSA DEBUTTA IN PASSERELLA A SI’ SPOSAITALIA COLLEZIONI

A cura della redazione 
La casa di moda pugliese presenta la Collezione “Flowers” alla Bridal Week di Milano.

Mysecret Sposa sarà presente alla Bridal Week di Milano e sfilerà per la prima volta in passerella al Sì Fashion Show, venerdì 1 aprile alle ore 14.00, l’imperdibile sfilata di Sì Sposaitalia Collezioni 2022. 

Per l’occasione il brand Mysecret Sposa, da sempre sinonimo di classe ed eleganza 100% Made in Italy, presenta la nuova collezione Flowers, un tributo ai fiori e alla loro infinita bellezza, al parterre di esperti ed operatori dell’esclusiva Bridal Week milanese.

“Dopo le donne, i fiori sono la cosa più bella che Dio abbia dato al mondo” disse Christian Dior. Infatti, così come madre natura esprime la bellezza attraverso i fiori, allo stesso modo Mysecret Sposa prende in prestito la loro forma e la loro delicatezza per creare abiti altrettanto unici, dal design sofisticato. 

La collezione 2023 Mysecret Sposa, che porta la firma della fashion designer Linda Pizzutilo, è una collezione dalla leggerezza quasi eterea, che si lascia attraversare da suggestioni floreali, dove gli impalpabili pizzi chantilly incontrano petali di rosa, dove i romantici ricami si poggiano come rugiada sui corpetti e dove raffinati e incantevoli abiti prendono forma. 

Le ampie gonne interpretano la pallida corolla delle peonie, con molteplici strati di soffici tulli, mentre il taffetas dalla mano croccante imita i petali stropicciati del cisto. Infine, l’unione delle morbide gonne con i raffinati body in pizzo francese, dai disegni floreali a volte più classici e a volte più moderni, danno vita a uniche combinazioni. 

Gli elementi caratterizzanti della collezione 2023 sono decisamente le maniche: a sbuffo e dai volumi esagerati, che donano un’impronta moderna all’abito, oppure lunghe in pizzo, o ancora arricciate, che adornano corpetti accollati sul davanti e molto scollati dietro, generando effetti di naturalezza, equilibrio ed armonia. 

“L’importanza di essere qui a Milano per la Bridal Week e di rappresentare per l’occasione la sartorialità artigianale pugliese ci riempie d’orgoglio” – sottolinea la fashion designer Linda Pizzutilo – “Mysecret Sposa nasce come piccola realtà produttiva e certificata che, nel corso del tempo, è diventata centro d’ispirazione e sinonimo di stile e qualità 100% Made in Italy. La cura amorevole che infondiamo con passione in ogni dettaglio dei nostri abiti da sposa, è il segreto che li rende indimenticabili”. 

L’alta artigianalità italiana, lo stile impeccabile e distintivo e la classe di Mysecret Sposa saranno protagonisti, dal 1 al 4 Aprile, di uno degli appuntamenti più importanti della moda sposa internazionale. 

SI Sposaitalia Collezioni, Fiera MilanoCity

1-4 Aprile 2022

Padiglione 4 – Stand B93

Mysecret Sposa

La storia del brand Mysecret Sposa ha origine grazie all’intraprendenza e alla passione dei due titolari, Giorgio Lippolis e Linda Pizzutilo che, dopo oltre 20 anni di esperienza nel settore degli abiti da sposa, decidono di lanciare il loro marchio: Mysecret Sposa.

La professionalità e la passione nella creazione di indimenticabili abiti da sposa di Linda unita alle capacità manageriali di Giorgio rendono il brand una realtà che porta esperienza e innovazione nel settore degli abiti da sposa sartoriali rigorosamente 100% Made in Italy. 

RP Event: “Evasioni di Moda Fashion Show”

di Roberta Pelizer 
Ritorno in grande stile per il brand RP, che ha regalato una serata di moda ed intrattenimento ad Alessandria. 

Venerdì 18 marzo 2022, dopo uno stop di circa due mesi, la RP è ripartita con la nuova stagione della sfilate e come si suol dire “ chi bene comincia è già a metà dell’opera “.

Foto di Vittorio Destro

Lo devo ammettere è andata proprio così, perché anzitutto la serata l’abbiamo realizzata all’interno del ristorante del “100 Grigio sport Village” che al momento è una delle strutture più belle presenti al nord Italia ed abbiamo fatto sfilare una serie di capi, dallo sportivo all’elegante, del gruppo “Evasioni di moda” che è presente ad Alessandria con due punti vendita, a Mede e Sannazzaro de Burgundi.

In passerella i protagonisti sono state cinque modelle (tra cui una splendida curvy) e quattro modelli dell’agenzia .
Le acconciature sono state curate da Sabrina Martini titolare del negozio Crazy color, quest’ultima ha avuto l’estro di creare per ogni modella uno stile differente, alla moda ed originale, del make-up invece, se ne sono occupate le ragazze del centro estetico Sol del Paraiso di Giusy Ferreri ed anche in questo caso il trucco ha saputo risaltare i lineamenti di tutte noi senza risultare pesante con ogni outfit che abbiano indossato.

Foto di Vittorio Destro


In apertura abbiamo presentato una piccola collezione di borse interamente fatte a mano di “La bottega di Michy “ simpatiche, fresche e soprattutto originali ed uniche, a seguire e’ stata la volta del gruppo Evasioni di moda che ha presentato tre uscite uomo e donna che ha lasciato letteralmente il pubblico a bocca aperta per la bellezza dei capi che i ragazzi hanno indossato. I marchi presenti erano: PDK, Fly girl, Yes Zee e Mark Up.

Partner della serata è stato il gruppo Tecnocasa di Corso Acqui 40/B che per l’occasione ha presenziato con tutto lo staff


Le emozioni come sempre sono state tante grazie anche alle musiche che sono state curate da Simone Camussi e che hanno fatto da corollario alla bellissima coreografia che avevamo creato per esaltare i capi in passerella .

Evasioni di moda si trova in:
– Corso Acqui AL
C/C Coop Archi AL
– Mede Piazza della Repubblica 29
Sannazzaro de Burgundi Via Cairoli 36

RP Event riparte: sfilata di moda ad Alessandria.

di Roberta Pelizer
La RP Event riparte e lo fa in grande stile, organizzando una sfilata di moda al "100 Grigio Sport Village". 
Musica, professionalità, eleganza e divertimento, lo stile RP Event vi farà passare una serata allegra. 

Venerdì 18 marzo 2022 presso il ristorante del “100 Grigio Sport Village” la RP EVENT riparte con la nuova stagione degli eventi, il protagonista della serata sarà “Evasioni di Moda” con sede in Corso Acqui 94 ad Alessandria, che per l’occasione presenterà la collezione primavera 2022 Uomo e Donna.

In passerella sfileranno nuovi modelli dell’agenzia indossando vari cambi di abito: dallo sportivo, fino ad arrivare al casual.

La direzione artistica sarà affidata alla fotomodella e MUA della RP Shpresa Kristina Naci, responsabile backstage Jacopo Scafaro , le musiche saranno curate da Simone Camussi di Radiovertigo1, il make-up da Sol del Paraiso, le acconciature da Crazy color, fotografo ufficiale Vittorio Destro, sponsor ufficiale Tecnocasa con sede in Corso Acqui 40/B ad Alessandria.

E’ prevista la cena con menù pizza a 15 euro o menù ristorante a 25 euro, a seguire prenderà vita l’attesissima sfilata. Durante la serata assisteremo anche ad un piccolo flash di borse fatte a mano, ognuna con una bella storia da raccontare.

Vi aspettiamo numerosi.

Roberta Pelizer