Simone Gianlorenzi: passione rock!

di Roberta Pelizer
Roberta Pelizer ha intervistato Simone Gianlorenzi, chitarrista moderno e versatile che spazia tra rock, blues, funk e fusion ma con una naturale propensione e attitudine maggiormente orientata verso il Pop-Rock. 

Giovedì scorso all’inizio della mia trasmissione in diretta su Radiovertigo1 Roby sing e song ho avuto l’onore e il piacere di intervistare un’eccellenza della musica italiana: Simone Gianlorenzi.

Classe 1976, originario di Orvieto,Simone rappresenta a tutti gli effetti un artista completo perché è musicista, compositore, produttore ed anche insegnante di chitarra rock al conservatorio di Milano.

Insegnare non è una cosa da tutti perché spesso succede che non tutti vogliano donare al prossimo la propria sapienza. Simone invece è l’esatto opposto e questo a mio avviso lo rende una persona ancora più speciale rispetto ad un artista qualunque.

Simone vanta anche collaborazioni a livello internazionale come ad esempio con l’artista Anastacia con la quale peraltro, mi ha raccontato Simone, ha lavorato benissimo perché la cantante è una persona che, nonostante la fama mondiale, è rimasta umile ed alla mano.

In radio abbiamo ascoltato il brano “Viola” scritto qualche anno fa, ovvero, nel 2015 e portato alla luce di recente; il pezzo completamente fatto a chitarra rock è veramente emozionante perché fa percepire tutta l’intensità e e la grande passione di Simone per quello che fa.

In questo momento è in tour in tutta Italia con il Musical “Mamma Mia” che sta facendo il Sold Out in tutti i teatri da nord a sud confermando la professionalità di tutto il cast impegnato in questo lavoro.

Roby Sing & Song: che puntata!

di Roberta Pelizer 
Torna Roberta Pelizer a raccontarci del suo programma che va in onda su RadioVertigo1. 

Buongiorno carissimi amici del web, anche la scorsa settimana tutti puntuali ci siamo trovati in diretta a radiovertigo1 con la mia trasmissione Roby Sing & Song sempre dalle 16,00 alle 17,00.

Come avete letto dal titolo è stata una vera e propria “puntatona“ perché ho subito iniziato con l’ intervista al grandissimo chitarrista italiano Simone Gianlorenzi (del quale potete trovare l’intervista sempre sul nostro giornale) la playlist naturalmente dagli anni 80’ sino ai giorni nostri è decisamente frizzantina con l’apertura di Rockwell con “Somebody whatching me” seguiti da Chaca Khan , Irene Cara con l’indimenticabile “ Fame” che ovviamente ha fatto ballare tutti ma soprattutto, ci ha fatto ricordare quando noi ragazzi nati intorno agli anni 70 non aspettavamo nient’altro che di finire i compiti in fretta al pomeriggio per poter guardare l’omonimo telefilm, ovvero, Saranno Famosi che è stato di fatto l’apri pista per chi come me poi intrapreso il mondo della danza.

A metà trasmissione ho intervistato, invece, un cantante della scuderia della Clarissa D’Avena (anche di lui potete leggere l’articolo) e quindi in chiusura ho concluso con un po’ di pezzi anni 90’ direi “tamarri “perché so che piacciono tantissimo ai miei ascoltatori , ovvero , RUN DMC, Sash e Bomfunck MC’S , il re il bello ed anche una delle particolarità di questa decade sono stati i video clip perché hanno lasciato un po’ il discorso fashion e glamour per sfociare nel trash.

L’appuntamento è per la prossima settimana ma data da destinarsi visto che giovedì 8 è festa quindi andate a sbirciare nei social le News della settimana… Un abbraccio dalla vostra Roby

Roby Sing & Song: un giovedì super Mix

di Roberta Pelizer 
Torna Roberta Pelizer, che ci racconta la puntata del suo programma che vai in onda su RadioVertigo1.


Eccoci qui carissimi amici del web, puntuale come “la morte e le tasse“ come dice il mio amico lo Zar (altro speaker di radiovertigo1) anche giovedì scorso ho condotto in diretta la mia trasmissione Roby Sing & Song e dalle 16,00 alle 17,00 dallo studio 1 di , appunto, Radiovertigo1.

Per questa playlist ho scelto una carrellata di dieci pezzi dagli anni 80’ sino ai giorni nostri pop, dance e rock così ho accontentato tutti gli amici che mi seguono affezionati e che puntualmente dopo ogni puntata mi fanno richieste di pezzi specifici o generi ben precisi. Quindi mi sono detta scegliamo un po’ di tutto e soprattutto mettiamo in campo i mostri sacri della musica così ho creato una puntatona veramente indimenticabile e così è stato; che forte me la suono e me la canto da sola!

I Queen con “I Want it all” hanno dato il via alle emozioni che ci hanno accompagnato durante tutta l’ora, seguiti da David Bowie, Michael e Janet Jackson, the Cars, the Beloved e gli Aerosmith nella prima parte dopodiché ho intervistato per Narciso uno degli artisti della scuderia di Clarissa D’Avena del quale abbiamo ascoltato l’inedito intitolato “make-up” e con lui abbiamo ufficialmente aperto la stagione invernale del mio programma ma soprattutto il via ad una nuova collaborazione tra il brand RP e Clarissa .

In conclusione ho inserito una chicca degli Evanescence, Bruno Mars, Adele ed infine Lorenzo fragola dato che siamo in clima X-Factor live ho scelto un artista che ha vinto qualche edizione fa. L’appuntamento è sempre per giovedì prossimostesso posto stessa ora un abbraccio dalla vostra Roby.

Vivere: un’emozione speciale

di Jacopo Scafaro 

Sto riflettendo sul significato dei Momenti Speciali che si verificano nella vita di ognuno di noi.

E mi chiedo perché alcuni momenti li consideriamo Speciali e altri no?
Si è portati a credere che il Momento Speciale debba essere necessariamente Straordinario, Super.

Effettivamente quando vivi un esperienza intensa, una forte emozione, un sentimento inaspettato, quando vivi quegli attimi in cui l’adrenalina è alle stelle e tutto intorno vibra e vibra ad alte frequenze, credi che quella sia la Vita…
l’Essenza della Vita, e guardi a quell’evento come ad una splendida ‘Eccezione’.
Quando questi ‘momenti speciali’ però passano, finiscono, ti sembra che senza di essi la vita non sia più così straordinaria.


La senti banale, quotidiana, abitudinaria e ahimè lasci spazio alla pigrizia e alla noia.
Credo che nel viaggio della vita, i momenti speciali siano quel ‘bastone’ che ti sorregge quando la strada si fa più impegnativa,
quella panchina che ti dà riposo quando le tue gambe sono stanche, quell’acqua fresca che ti disseta quando il cammino porta arsura,
quell’albero che ti offre ombra o riparo quando il sole scotta o la pioggia scende copiosa.
Il segreto per permettere all’energia pulsante del ‘momento speciale’ di nutrire e dare sempre nuovo vigore alla tua vita è RICONOSCERE consapevolmente quel ‘MOMENTO’ e custodirlo dentro di te come uno dei doni più preziosi.
Il ‘battito del cuore’ quando incontri ed entri in empatia con una persona particolare,
la ‘passione’ che respiri mentre fai l’amore, gli sguardi si incontrano e con la dolce carezza dell’abbandono il tuo corpo si offre all’altro nell’accoglienza reciproca,
la ‘gioia intensa’ che ti pervade quando inaspettatamente chi ti conosce bene passandoti accanto si ferma e ti abbraccia,
quella ‘intensa sensazione di non essere solo’ quando stringi forte un amico e condividi tra le lacrime una notizia fantastica.


Questi momenti sono i nostri Momenti Speciali.
Ma ci sono anche momenti che potrebbero sembrare più semplici come: la manina tesa di un bimbo a cercare la tua protezione o il suo sguardo brillante mentre ti mostra orgoglioso un suo gioco, il sorriso di uno sconosciuto solo per avergli usato una cortesia,
avere dedicato un po’ del tuo tempo ad una persona cara e percepire la felicità che hai portato nella sua giornata, il ridere a crepapelle per dieci minuti al telefono con un’amico o amica solo perché ci si concede il privilegio di raccontare sane e splendide stupidaggini.


Tutti i momenti speciali anche quelli più semplici se riconosciuti e vissuti profondamente nell’attimo stesso del loro verificarsi, apportano nuovo e intenso vigore al vivere quotidiano.
La loro energia pulsa all’interno di ognuno di noi e pulsa all’esterno di noi in una danza continua.
Il segreto dunque per vivere un esistenza ricca di ‘Momenti Speciali’ è di “ Esserci” in questi momenti, essere presenti al 100%.
Sentirli dentro, fondersi con essi, diventare brevemente essi.
Perché quando ti senti ‘dentro’ qualcosa, questa diventa parte di te portandoti una conoscenza straordinaria.


Il nostro impegno credo, è di sapere ‘vivere consapevolmente’ anche il momento più semplice e scoprirvi in esso il suo ‘lato speciale’.
Wow quanti momenti speciali scopriremmo se solo dedicassimo più attenzione agli eventi.
Se solo il nostro sguardo fosse più ampio, uno sguardo cosmico direi.
Poiché vedere la ‘luce’ nell’evento è percepire la Bellezza di ogni Atto.
Ci sono persone che stanno arricchendo la nostra vita di Momenti Speciali, con la loro vicinanza, con i loro sguardi, con i loro messaggi, con un semplice: ‘Ciao, hai riposato stanotte?’
o con un ‘Buonagiornata’,
‘Buonanotte tesoro’,
‘Ti stringo forte’,
‘Sono con te’.
A loro dovrebbe andare il nostro grazie più sincero per ogni momento speciale che ci sanno donare.
Perché i veri momenti speciali non necessariamente sono quelli “ straordinariamente grandiosi” ma sono quelli che in un breve e preciso momento rendono STRAORDINARIA la vita.

La nostra vita.

Io non sono felice

di Tiziana Ferrari 
Riceviamo e pubblichiamo una riflessione molto sentita su un sentimento che molto spesso tutti noi proviamo. 

Io non sono felice, una frase tanto brutta quanto difficile da pronunciare, agli altri ma soprattutto a se stessi. Se dovessimo prendere a campione dieci persone e gli dovessimo porgere la domanda “sei felice “? Forse un paio potrebbero rispondere si e sarebbe già un buon risultato perché al giorno d’oggi essere felice, ormai, è diventato un lusso, un lusso che purtroppo in pochi si possono permettere e non stiamo parlando di ricchezza in fatto di soldi ma si serenità a livello famigliare.

Al di là della attuale società che ci impone standard in fatto di impatto visivo (e qui si ritorna al discorso denaro ) ultimamente si è perso proprio il rispetto , il rispetto per ogni cosa ed in ogni situazione ; un problema grosso è il non capire quando si vive all’interno di una situazione o relazione tossica e questi sono i casi più brutti quelli nei quali ci ritroviamo spesso a nostra insaputa e soprattutto contro la nostra volontà. Le relazioni tossiche sono le peggiori perché ti logorano dall’interno e ti spengono poco alla volta e le stese persone che ti stanno facendo del male consapevoli di farlo non si possono definire “ Uomini “ o “ Donne “ non sono nient’altro invece che delle povere anime vuote e frustrate che purtroppo devono sfogare la loro rabbia ed insicurezza sugli altri facendogli pagare le colpe che non hanno pensando di poter colmare un vuoto che hanno loro rovinando così la vita al prossimo rendendogli la vita un inferno.

Queste persone vanno allontanate e possibilmente evitate e mai più calcolate , soprattutto bisogna imparare da quello che ci hanno fatto passare a non cadere più in una trappola anche solo lontanamente simile ! questo per far sì di non dover più guardarsi un giorno allo specchio e dirsi “ Non sono felice “ perche questa è la frase più brutta che ogni persona può rivolgere a se stessa .

Indecifrabili emozioni

di Jacopo Scafaro 
Il nostro caporedattore ci propone un introspettiva sull’emozioni interiori di ognuno di noi. 

Come è strano il cuore di un uomo, così avviluppato in una matassa di emozioni confuse, difficile da districare, da sciogliere. Fatto di tanti microscopici nodi complessi, come quelli che si formano ai fili delle collane, impossibili, senza soluzione apparente, che al massimo ti puoi rigirare tra le dita.

Mi sfugge un sorriso che avrei voluto contenere.

Verso dell’altro caffè nella tazza e contemplo il paesaggio fuori dalla finestra. I raggi del sole si fanno largo tra le piante piantate in giardino. Provo a distrarmi, guardo verso il parcheggio. Vedo il giardiniere di fronte a casa che abbevera le piante.

Chissà se questa mattina riceverà il suo compenso e riuscirà a calmare le ansie di sua moglie, afflitta dalle spese che sembrano moltiplicarsi. Chissà se al posto delle cesoie, si immaginava una ventiquattro ore, se in tempi più leggeri, sognava una vita migliore, una casa più grande, un cane, un‘auto sportiva, invece queste siepi son tutto ciò che ha.

Non riesco a fare a meno di pensarci. Rido un po’ di mo stesso.

Non dovrei affatto pensarci.

Bevo il mio caffè, mi ustiono il labbro inferiore.

Sento il vapore che sgorga dalla tazza e mi accarezza il viso, un’alitata calda, come quella che precede un bacio.

Sorrido.

L’odore del caffè invade la stanza. Da questa mattina, un pensiero mi tormenta e come un’emicrania rimbomba nella mente. Penso che, in fondo, sarebbe più semplice se potessi scambiare, come il doppione di una figurina, il mio cuore con quello di altri.

Non sono mai stato un tipo di molte pretese, mi accontenterei di un cuore qualunque, purché diverso dal mio. Se potessi scegliere, di certo vorrei un cuore libero, gioioso, spensierato, leggero. Un cuore piumato. Di quelli che se ci piove addosso, scivola tutto. Di quel modello che, se cade, danza sospeso nell’aria per un po’, si fa ammirare ed atterra con maestria. Di quel modello che non si spezza mai.

Sorseggio il caffè, è un po’ amaro – come i pensieri che mi infestano e sento appiccicati addosso – ma si è freddato abbastanza da poterlo bere senza ustionarmi. Avverto in lontananza il gracchiare di uno stormo di cornacchie, ricorda un coro di risate. Forse vogliono prendersi gioco di me, dei miei pensieri e del mio destino.

Invidio le loro risate. Indosserei il loro cuore.

Mando giù tutto d’un sorso e poso la tazza nel lavello. La laverò più tardi. O magari dopo pranzo, insieme alle altre stoviglie.

Insieme alla mia coscienza.

Mi guardo intorno alla ricerca di un diversivo. La cornice in argento sulla credenza intarsiata mi cattura. Risplende nell’ombra della stanza. Le due figure immortalate sorridono, lo faranno per sempre.

Sembrano divertirsi. Sembrano complici. In quello scatto, lo saranno per sempre.

Come sono strani i legami, quel groviglio di intrecci e nodi che si instaura tra la gente, quella matassa che imprigiona il cuore. Uno scarabocchio che sembra disegnato da un bambino impertinente, che mischia e attorciglia colori differenti, per puro divertimento.

Come è strano il cuore di un uomo. E’ il risultato di un pasticcio, un disegno indecifrabile, una rete vischiosa di fili colorati a cui si appiccicano, come insetti, volti, sorrisi e sguardi, e non c’è verso di liberarli. Guardo la fotografia e sorrido. Ho il cuore che è una trappola. Sono un bracconiere, un cacciatore, pronto a piazzare l’esca, bramoso di catturare la preda di turno.

Le cornacchie gracchiano con più intensità.

Si illumina lo schermo. Parole.

Così piene. Così vuote.

Come è strano il cuore di un uomo quando è abituato alle parole, quando è assuefatto e non ci crede più. Quando le ama alla follia e ne teme il significato.

Ripenso al potere delle parole che imbroglia i nodi al cuore.

Ai sensi di colpa.

Alla paura.

All’inadeguatezza.

All’insensatezza di essere e alla voglia di essere parte.

Alla verità.

Alla menzogna.

Alla confusione che si manifesta in un’ondata di frasi dette per non pensare.

All’incertezza.

Alla certezza dell’incerto.

Alla fragilità.

Parole. Cura di tutti i mali.

A volte messe a tacere, a volte nascoste negli anfratti più remoti del cuore, al di là dei nodi che si son formati per caso, oltre quelli che tentiamo di creare.

A volte dette per liberarsi.

Dette così.

Poi mi accorgo di quanto siano simili ad un’ematoma. Ad una malattia.

Allora respiro.

Sarà diverso d’ora in poi, mi ripeto.

Sarò diverso.

Una cornacchia sbatte le ali e si posa sul davanzale della finestra. Mi guarda negli occhi. Gracchia, la sua risata è fastidiosa.

Come è strano questo mio cuore. Meglio non pensarci, che a farlo troppo si rischia di impazzire. Lavo via dalla tazzina le macchie incrostate.

Vorrei far lo stesso con la mia consapevolezza della mancanza.

Cry me a river”: il nuovo singolo dei Vocal Blue Trains.

A cura della redazione 

È disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Cry me a river”, il nuovo singolo dei Vocal Blue Trains.

“Cry me a river” è la cover del celebre brano di Justin Timberlake che anticipa il nuovo album dei Vocal Blue Trains e rappresenta una sfida in termini di sonorità; grazie alla tecnica del “cut up”, l’ascoltatore viene trasportato all’interno di un mosaico di ritmi e suoni ordinatamente scomposto.
Il brano viene reinterpretato mescolando toni e ritmi che richiamano al mondo del trip hop e dell’ambient house: gospel elettronica ed un tocco di rap per un versione assolutamente inedita.

“Gospel meets electronic” (Vocal Blue Trains)

I Vocal Blue Trains sono:
SOPRANO 1: Lucilla Fossi, Egle Ihle, Francesca Pieraccini, Giada Secchi
SOPRANO 2: Camilla Barbugli, Silvia Benincasa Kraus, Giulia Papalia, Chiara Santini, Diletta Zipoli
ALTO: Lucia Agostino, Carlotta Cocchi, Bianca De Astis, Alice Pinna, Lucia Sargenti
CONTRALTO: Benedetta Capecchi, Sofia Gori, Nadia Koski, Carmen Piritore, Giovanna Russo
TENOR 1: Marco Biagioli, Andrea Innocenti, Gianni Sarchi, Sandro Toncelli
TENOR 2: Matteo Benci, Gianluca Gabriele, Lorenzo Pacini, Archimede Pii, Alessandro Zanini
BARITONE: Lorenzo Braus, Pietro Cuppoloni, Daniele Melaccio

Con la partecipazione di: Giovanni Cilio, Yuna Kashi Zadeh, Filippo Musenga, Alexandra Ronca
ELECTRONIC DRUMS: Duccio Bonciani
KEYS: Stefano Silano
GUITAR, BASS, SYNTH : Lorenzo Ruggeri
CHOIR DIRECTOR & ARRANGER: Alessandro Gerini

Biografia
I Vocal Blue Trains sono un gruppo vocale polifonico di 30 cantanti e musicisti, fondato e diretto da Alessandro Gerini, cantante, vocal coach e arrangiatore Italo-Polacco. Una realtà poliedrica che sposa l’impronta corale del gospel e della polifonia tradizionale con le moderne sonorità della musica elettronica e dell’ambient house.
In cinque anni hanno attirato l’attenzione a livello nazionale e internazionale grazie a importanti collaborazioni con artisti italiani e internazionali come Ultimo, Paul Phoenix componente del gruppo a cappella vincitore dei Grammy King’s Singers, l’attore e presentatore Gigi Proietti, il cantante soul americano Sergio Sylvestre, ed il gruppo Modà.
Il progetto conta oltre 100 concerti in Italia, Europa e Asia, e vanta prestigiose partecipazioni ad alcuni tra i più importanti festival internazionale come il Wien International Festival for Choirs and Orchestras (Austria), il Jeju International Choir & Symposium (Corea del Sud), il Concerto di Gala al Pantheon (Roma, Italia), il Pistoia Blues Festival (Italia) e il Moscow Sounds Festival (Mosca, Russia), dove sono stati il primo coro straniero a vincere il premio “Best Overall Performance”.
“Cry me a river” è il nuovo singolo dei Vocal Blue Train in radio e in digitale dal 28 ottobre 2022.

Instagram: https://instagram.com/vocalbluetrains?igshid=YmMyMTA2M2Y=

Sito web: https://www.vocalbluetrains.com/

Facebook: https://www.facebook.com/vocalbluetrains

YouTube: https://youtube.com/c/VocalBlueTrains

Roby Sing & Song: bis di Rock

di Roberta Pelizer 
Un nuovo appuntamento per il programma condotto da Roberta Pelizer su RadioVertigo1.

Buongiorno cari amici del web, come ogni settimana puntuale ho fatto la diretta del mio programma “Roby Sing & Song” sulla mitica web radio radiovertigo1.

Dopo svariati messaggi da parte degli ascoltatori ma anche dei miei amici che mi seguono assiduamente ho creato la seconda playlist tutta a tema Rock: questa volta ad aiutarmi ci hanno pensato due appassionati del genere.

Devo dire che il viaggio di dagli anni 70 ‘ sino ai giorni nostri è stato davvero emozionante perché essendo partiti già dal primo brano con un pezzo dei Korn, ovvero, Another Brick In The Wall (ossia il rifacimento del celebre brano dei Pink Floyd che è diventata la sigla ufficiale della caduta del muro di Berlino) la pelle d’oca ci ha accompagnati praticamente sino all’ultimo minuto.

Il bello del ricevere “suggerimenti” e’ anche scoprire band che non conoscevo tipo i System of a Down e precisamente di questo gruppo abbiamo ascoltato il brano “Aerlias “ un pezzo veramente da cultore del genere; neutralmente i grandissimi Kiss hanno avuto un posto d’onore a metà trasmissione seguiti dai Led Zeppelin , gli Stratovarius, Billy Idol, i Mötlei Crüe, gli Skid Row ed infine i Queen Of The Stone Age che secondo me sono stati geniali nella produzione del videoclip del brano “ No One Knows” perché in pratica il tutto si svolge all’interno di un’auto con la quale il front Men (mentre la sta guidando ovviamente) investe un alce la quale fa finta di essere morta e poi pronti via zio ruba la macchina e si mette a guidarla!

Che di per sé è un’assurdità però è talmente demenziale che, appunto, lo guardi fino alla fine perché vuoi vedere come va a finire… cantano tutti assieme. Detto ciò l’appuntamento è sempre per giovedì prossimo con tante belle sorprese e novità e nel frattempo mi raccomando seguiteci sempre sui social… Un abbraccio dalla vostra Roby

AperiBlonde al 78 di Tortona

A cura della redazione 

Grande successo per la prima serata che si è svolta giovedì 27 ottobre 2022 presso il bar “Al 78” di Tortona.

Il bar fashion e di tendenza gestito da Efrem Saggia che ci spiega l’importanza di fare un qualcosa di diverso e di qualità da offrire ai propri clienti, partendo dalle prime colazioni, passando alla pausa pranzo ed infine agli aperitivi creando eventi unici ed accattivanti in provincia di Alessandria.

L’evento ha dapprima ospitato Stefania Rocco con la presentazione di alcuni nuovi prodotti di Herbalife, dopo di che è partito il ricco aperitivo accompagnato da cocktail eccellenti (il tutto realizzato dallo staff del locale) accompagnato dalla musica di Dona Dj e “La Roby” Vocalist: la parola d’ordine è stata stile e buon gusto con l’intento di portare una ventata di novità nel panorama musicale, che è anche il motto del nuovo progetto che vede, appunto, Dona Dj abbinata a Roberta Pelizer in veste di vocalist.

La prima è già una nota artista live da molti anni in provincia e non solo, la seconda invece è una speaker della web radio “radiovertigo1“ e presentatrice di eventi.

Il progetto tutto al femminile del duo si è rivelato vincente e per essere la prima tappa del progetto delle due “Bionde“ ha riscontrato l’approvazione dei clienti presenti al locale, quindi come si suol dire se “Chi ben comincia è già a metà dell’opera” e sicuramente le prospettive sono molto buone per questo duo appena nato ma con basi molto solide.

L’estate addosso..

di Jacopo Scafaro 
Il nostro caporedattore ci racconta, in modo nostalgico le sensazione che lascia l’estate in ognuno di noi. 

Nell’ultima sera della propria estate il rintocco delle lancette scandisce i battiti del cuore e ogni secondo, come per magia, prende forma e colore, vestendosi delle più belle emozioni. Così nell’ultima sera della propria estate, il tempo è un padrone tiranno. L’orologio che fino ad allora si era indossato come accessorio da sfoggiare, in quell’ultima notte davvero per sé, ricorda agli animi liberi che la vita scorre in fretta e nulla può impedirglielo. Allora si cerca conforto nel blu della notte, si contempla il cielo, con la speranza, che non si riaccenda più.

Nell’ultima sera della propria estate l’aria è dolciastra. Di tanto in tanto una folata di nostalgia solletica i nasi ed il prurito fa lacrimare un po’. Le perle liquide di malinconia bagnano i dorsi di qualche valigia, che non ingannerà l’addetto ai controlli e di certo finirà in stiva all’aereo, perché troppo pesante.

L’ultima sera della propria estate i bagagli sembrano essersi ristretti, anche se la quantità degli indumenti non è cambiata. Ma il viaggiatore sa che l’ultima notte della propria estate ci si porta dietro il ricordo di serate umide, musica e sorrisi, e che le borse traboccano dell’aria di salsedine, rimasta incollata ai costumi, e di volti, quelli di sempre ed altri nuovi. E magari è complice il peso di qualche vasetto di troppo, nascosto con cura dalle mani nodose di una nonna gentile, di una mamma premurosa che ha il cuore più stretto, in quella sera che sa di saluti.

L’ultima sera della propria estate rappresenta la sola chance che si ha per vivere il momento come solo e irripetibile. Come sola occasione per cercare, per cercare di ripararsi dentro, per non pensare, per seguire l’istinto, per esaudire il desiderio espresso la notte delle stelle, che però l’ultima notte d’estate sembrano non voler cadere, come a suggerire “adesso sta a te, fautore del tuo destino”.

L’ultima sera della propria estate si organizzano incontri. I caffè non sono mai abbastanza e le granite, i coni gelato, le fette d’anguria e qualche thè ghiacciato al limone fanno da contorno e riempiono l tavolino del bar per ritardare i saluti, ancora di un po’. Quell’ultima e memorabile sera, non si è mai sazi, lo stomaco, ormai allenato chiede di più, e cosi anche il cuore, affamato di sguardi e sorrisi. Ed è proprio nell’ultima sera d’estate che avverti il rammarico di non averne avuti abbastanza, di volerne ancora.

L’ultima sera d’estate si gettano le chiavi della propria anima in fondo al mare. E da quel momento ha inizio lo sciabordio che accompagnerà l’umore del viaggiatore nelle ore di ritorno a casa.

Ma in fondo, l’ultima notte della propria estate, è la prima di una nuova stagione. E’ la primavera dell’uomo che sa osare e che dalle ceneri di un inverno freddo e pungente, ogni giorno fiorirà.