SKY ARTE | THE SQUARE. SPAZIO ALLA CULTURA | 6° puntata | giovedì 26 gennaio ore 20.40

A cura della Redazione 
La trasmissione di Sky Arte che racconta la cultura contemporanea in tutte le sue forme, attraverso le voci di numerosi ospiti, racconti di mostre e musei italiani, animazioni, performance musicali e… molto altro. SESTA PUNTATA: GIOVEDÌ 26 GENNAIO 2023 con Giovanna Forlanelli, Monica Loffredo, Sara Drago, Massimo Di Carlo, Francesco Tedeschi, Francesca Rossi, Vincenzo Vasi. Ogni due settimane alle 20.40 su Sky Arte e streaming su NOW e on demand. 

Da giovedì 10 novembre alle 20.40 va in onda ogni due settimane su Sky Arte la terza stagione di THE SQUARE. SPAZIO ALLA CULTURA, la trasmissione realizzata da TIWI e condotta da Nicolas Ballario che racconta la cultura contemporanea in tutte le sue forme. Attraverso le voci di tanti ospiti, servizi speciali su mostre e musei di tutta Italia, animazioni che approfondiscono temi attuali della cultura contemporanea e una ricca agenda di appuntamenti, THE SQUARE è uno strumento per essere sempre aggiornati sul panorama artistico del nostro Paese. Gli episodi sono visibili anche in streaming su NOW e ondemand.

Dopo il successo della prima e della seconda stagione del programma, in cui artisti, musicisti, registi, attori, danzatori e lavoratori del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’arte hanno trovato palcoscenico privilegiato per i loro progetti, la terza edizione arriva con alcune novità, tra cui la direzione artistica delle performance musicali affidata a Rodrigo D’Erasmo, musicista, storico membro degli Afterhours, direttore d’orchestra e produttore discografico, e la rubrica in animazione Di cosa parliamo quando parliamo, che spiega il significato di alcune espressioni legate all’attualità o al mondo dell’arte, in modo leggero, ironico ma mai banale. Tra le conferme invece la rubrica La Cura Ludovico, con Ludovico Pratesi, un minuto per raccontare i significati che si celano dietro i capolavori dell’arte moderna e contemporanea.

Ospiti delle puntate precedenti sono stati: la produttrice musicale, polistrumentista, cantante, nonché musicista della band di Vasco Rossi Beatrice Antolini, Emiliano Pagani e Daniele Caluri, autore e disegnatore del fumetto Don Zauker, il cantautore, polistrumentista, produttore discografico, fondatore e frontman del gruppo Afterhours Manuel Agnelli, le ideatrici del progetto editoriale dedicato al turismo culturale Travel On Art e autrici di Street Art in Italia Anna Fornaciari e Anastasia Fontanesi, il chitarrista e fondatore dei Bud Spencer Blues Explosion e degli I Hate My Village Adriano Viterbini, l’artista e direttore artistico della Quadriennale di Roma Gian Maria Tosatti, il musicista Paolo Angeli, la storica e curatrice di design Domitilla Dardi e la cantante e produttrice discografica Meg.

La sesta puntata di The Square, in onda giovedì 26 gennaio, si apre con il racconto della Fondazione Luigi Rovati a Milano, museo d’arte che ha aperto le porte al pubblico lo scorso settembre e che ospita una collezione permanente di arte etrusca, in dialogo con le opere di diversi artisti contemporanei. La presidente della Fondazione, Giovanna Forlanelli, e la direttrice, Monica Loffredo, ci conducono alla scoperta delle opere permanenti e temporanee del piano ipogeo e del piano nobile.

In studio Nicolas accoglie la prima ospite della puntata, l’attrice Sara Drago, che ha interpretato il personaggio di Lea nella serie Call My Agent – Italia, in onda dal 20 gennaio su Sky Serie. Attraverso la sua intervista scopriamo cosa c’è dietro al lavoro dell’attore, le differenze tra lavorare nel cinema e nel teatro, e quali sono le caratteristiche che non possono mancare per fare questo mestiere… State a vedere come le sfrutta anche Nicolas!

A seguire, è il momento della rubrica in animazione Di cosa parliamo quando parliamo, dedicata in questa puntata all’intelligenza artificiale Text to Image, TTI.

Ci spostiamo a Verona dove la Galleria dello Scudo e la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti ospitano la mostra di uno dei maggiori rappresentanti dell’astrattismo europeo, Piero Dorazio, la nuova pittura. Le voci di Massimo Di Carlo, Francesco Tedeschi e Francesca Rossi, mettono a fuoco la produzione artistica di Dorazio in un periodo, quello tra il 1963 e il 1968, cruciale per la sua arte e per il suo stile.

Un suono fantasmagorico ci accompagna dentro il momento live di questa puntata: Vincenzo Vasi, artista, compositore, polistrumentista, suona il primo strumento elettronico della storia, il theremin. La casa dei fantasmi è il titolo del brano tratto dal suo album Braccio elettrico di cui è appena uscita la ristampa in edizione vinile. Durante l’intervista ci racconta la storia di questo strumento e mostra il suo funzionamento attraverso le onde elettromagnetiche.

Prima di concludere, Nicolas segnala i principali appuntamenti dal mondo dell’arte e della cultura nella sua agenda.

Buona visione!

SKY ARTE | THE SQUARE. SPAZIO ALLA CULTURA | Episodio 5 | giovedì 27 gennaio, ore 20.40

La trasmissione che racconta la cultura contemporanea in tutte le sue forme. SECONDA STAGIONE, IN ONDA OGNI DUE SETTIMANE ALLE 20.40 ANCHE ON DEMAND E IN STREAMING SU NOW. EPISODIO 4: GIOVEDÌ 27 GENNAIO con Marta Ferina, Massimo Zamboni, Cristiano Roversi, Jean-Marc Caimi, Valentina Piccinni e Gabriele Di Luca. Disponibile inoltre in streaming gratis per tutti su https://arte.sky.it/video

Da giovedì 25 novembre 2021, ogni due settimane alle ore 20.40, va in onda su Sky Arte The Square. Spazio alla cultura, la serie realizzata da TIWI e condotta da Nicolas Ballario che racconta la cultura contemporanea in tutte le sue forme, attraverso servizi, ospiti, approfondimenti in animazione e appuntamenti da non perdere.

Dopo il successo della prima stagione, in cui artisti, musicisti, registi, attori, danzatori e lavoratori nel campo della cultura, dello spettacolo e dell’artehanno trovato un palcoscenico per i loro progetti, quest’anno lo spazio di The Square amplia i suoi orizzonti e diventa anche un magazine, che racconta le proposte del mondo dell’arte e dei suoi protagonisti a 360°. Oltre ad accogliere e intervistare gli ospiti nel suo studio-cantiere Nicolas introduce servizi speciali dalle mostre e dai musei di tutta Italia.

Gli ospiti delle prime puntate sono stati Roberta Tenconi, curatrice di Pirelli Hangar Bicocca, il Direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi Arturo Galansino, la performer Magdalena Mitterhofer insieme a Filippo Andreatta, regista teatrale, curatore e fondatore del gruppo OHT – Office for a Human Theatre di Trento, il duo Canarie composto da Paola Mirabella e Andrea Pulcini, l’artista Francesco Vezzoli e il controtenore Pere Jou insieme al coreografo vincitore del Leone d’oro alla Carriera alla Biennale Danza Alessandro Sciarroni.

Tra le novità, la rubrica in animazione Crazy Times. Gli anni più pazzi della storia dell’arte, che racconta gli anni più curiosi del Novecento attraverso la lente dell’arte, della cultura e della storia e descrive lo scorrere del mondo durante la creazione dei più grandi capolavori.

La quinta puntata di The Square in onda il 27 gennaiosi apre con una mostra, quella di Tania Bruguera al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, dal titolo più che mai suggestivo La verità anche a scapito del mondo. La responsabile delle attività didattiche del PAC, Marta Ferina, ci racconta della prima personale dell’artista e attivista cubana e di questo allestimento che chiama in causa il pubblico, attraverso installazioni attivate da performer, accompagnandolo nell’esplorazione della verità.

II primo ospite in studio è il cantautore Massimo Zamboni, che ci regala in anteprima la performance live de La mia patria attuale, title track dell’album in uscita il 21 gennaio, eseguita per noi insieme al tastierista Cristiano Roversi. Zamboni viene poi intervistato da Nicolas e ci racconta del suo percorso artistico con la musica, con i CCCP e i CSI, ma anche con la scrittura confluita nel suo ultimo romanzo La trionferà, uscito per Einaudi Editore.

È la volta della rubrica in animazione Crazy Times. Gli anni più pazzi della storia dell’arte che ci porta al 1940, un anno attraversato da venti di guerra ma significativo per la storia dell’arte e la pop culture: dal “grande dittatore” a Winston Churchill, da Lucio Fontana a Bugs Bunny.

I secondi ospiti della puntata sono una coppia di fotografi, Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni, che ci racconta di un progetto lungo 6 anni dedicato alla terra pugliese e a un virus, la Xylella, che ne sta distruggendo gli uliveti.

Ci spostiamo in teatro per seguire il racconto di uno spettacolo in tour in tutta Italia, Miracoli Metropolitanidella compagnia Carrozzeria Orfeo. L’autore e co-regista Gabriele Di Luca ci offre il racconto di una società sull’orlo di essere invasa dalle fogne e schiacciata da un sistema sempre più inaffidabile e meschino.

Infine, come di consueto, Nicolas consiglia gli eventi più interessanti del mondo dell’arte delle prossime settimane.

Buona visione!

Pietro Castellitto e Francesco Totti: prima clip di “Speravo de morì prima”

Riceviamo e pubblichiamo
Il Capitano apprende che sarà Pietro Castellitto, che è mancino, a interpretarlo nella serie su Francesco Totti a marzo su Sky e NOW TV.
SPERAVO DE MORÌ PRIMA - LA SERIE SU FRANCESCO TOTTI
Una serie Sky Original prodotta da Mario Gianani per Wildside, del gruppo Fremantle, con Capri Entertainment di Virginia Valsecchi, The New Life Company e Fremantle
Diretta da Luca Ribuoli
Tratta dall’opera “Un Capitano”, di Francesco Totti e Paolo Condò edita da Rizzoli Libri S.p.a.
#SperavoDeMoriPrima

«M’hanno preso, interpreto te», comunica Pietro Castellitto a Francesco Totti nella clip rilasciata oggi di SPERAVO DE MORÌ PRIMA, la serie sul Capitano della Roma che arriverà su Sky e in streaming su NOW TV a marzo. E se Castellitto è mancino, mentre il destro di Totti è stato uno dei più letali di sempre in campo, basterà «girare la TV, ribaltando le immagini».
LA CLIP: https://ql.mediasilo.com/ql/6005fa36e4b0d796d7236e16

Cresciuto col poster di Totti in stanza, Pietro riceve l’investitura ufficiale da parte del fuoriclasse giallorosso in questa clip, prima di una serie che accompagnerà al debutto la produzione Sky Original, dramedy in sei episodi sugli ultimi due anni di carriera del leggendario numero 10 della Roma tratto dall’opera “UN CAPITANO” di Francesco Totti e Paolo Condò, edita da Rizzoli Libri S.p.A.
Diretta da Luca Ribuoli (La mafia uccide solo d’estate) e prodotta da Mario Gianani per Wildside, del gruppo Fremantle, con Capri Entertainment di Virginia Valsecchi, The New Life CompanyFremantleSPERAVO DE MORÌ PRIMA – LA SERIE SU FRANCESCO TOTTI racconterà la fine del lungo percorso del Capitano della Roma con la maglia giallorossa, rimasta sempre la stessa per 27 anni, includendo le immagini d’archivio dei momenti più esaltanti della sua carriera e unendo l’epica sportiva da vero fuoriclasse del calcio italiano e mondiale, raccontato nel tormentato periodo prima del ritiro, e la vita privata di un uomo coraggioso, semplice e autoironico, legato da sempre al calcio e a una città, Roma, di cui è diventato negli anni simbolo e bandiera.

Oltre a Pietro Castellitto (I predatori,  Freaks Out, Non ti muovere, La profezia dell’armadillo) nei panni di Francesco Totti, nel cast Greta Scarano  (Suburra,  Squadra antimafia – Palermo oggi, In Treatment, Il nome della Rosa) che sarà Ilary Blasi, sua moglie; Gianmarco Tognazzi (A casa tutti bene, Romanzo Criminale) sarà Luciano Spalletti, ultimo allenatore della sua carriera; Monica Guerritore (Un giorno perfetto, La Bella Gente) interpreterà la madre di Francesco Totti, FiorellaGiorgio Colangeli (L’aria salata, La doppia ora) interpreterà il padre di TottiPrimo Reggiani (Baciami Ancora) nel ruolo di Giancarlo Pantano, amico storico di Totti, e Alessandro Bardani (Ti stramo) nel ruolo di Angelo Marrozzini, cugino del Capitano.

Gabriel Montesi (Il Primo Re,  Favolacce, Romulus) e Marco Rossetti (Il cacciatore) saranno rispettivamente Antonio Cassano e Daniele De RossiMassimo De Santis  interpreterà Vito ScalaEugenia Costantini  (Boris,  Maraviglioso Boccaccio) e Federico Tocci (Suburra – La serie) interpretano invece i genitori di Totti da giovani
La serie è scritta da Stefano Bises, Michele Astori e Maurizio Careddu. Fremantle è il distributore internazionale.

Enrico Fusi: la cucina è la mia adrenalina quotidiana

di Jacopo Scafaro
Proseguono le interviste che il nostro redattore Jacopo Scafaro sta realizzando con i partecipanti alla seconda edizione dell'Antonino Chef Academy. Oggi è il turno di Enrico Fusi.

C’è chi sogna di indossare camice e “toque blanche”, magari apparire in televisione e “impiattare” raffinatezze di tutti i tipi, Enrico Fusi ci è riuscito partecipando alla seconda edizione dell’ANTONINO CHEF ACADEMY, produzione originale Endemol Shine Italy per Sky, le cui puntate sono sempre disponibili on demand.

Ma Enrico è soprattutto un giovane ragazzo determinato, preparato e diligente che ha deciso di puntare sulla ristorazione per costruire il suo futuro lavorativo.
Con lui abbiamo parlato della sua esperienza all’interno del programma e della sua dedizione alla cucina.
Enrico, raccontaci un po’ di te...
Sono un ragazzo di 22 anni, abito a Rimini, ho una smisurata passione per il cibo e per la cucina che è quasi tutta la mia vita. Per il resto, mi definisco un ragazzo normale, vivace e innamorato della vita in tutte le sue sfumature.
Da cosa nasce la tua passione per la cucina?
La mia passione per la cucina nasce da piccolo. I miei genitori gestiscono un hotel e io da bambino passavo la maggior parte delle mie giornate lì, anche se il mio posto preferito era senza dubbio la cucina. Lì, spesso, mi andavo a rifugiare, complice anche la mia timidezza da bambino. Gli anni passavano e io trascorrevo sempre più tempo in cucina, mi sedevo su un bancone e stavo lì svariate ore, rimanendo affascinato da quel mondo così diverso da tutto il resto. Così, quando ho dovuto scegliere l’indirizzo superiore, mi sono detto “voglio fare il cuoco”.
Che emozioni ti trasmette cucinare?
La cucina mi ha sempre trasmesso varie emozioni. All’inizio mi dava conforto stare in cucina, era un posto accogliente. Poi chiaramente negli anni le emozioni e le sensazioni cambiano, ma quella sensazione iniziale è rimasta. Adesso provo anche molto amore e tanta adrenalina, due cose per me vitali.
La prima sensazione che hai provato trovandoti faccia a faccia con lo Chef Antonino Cannavacciuolo?La prima sensazione quando ho visto lo chef era un po’ influenzata dalla mia non consapevolezza, nel senso che mi sembrava un sogno e non ho realizzato subito quello che stava accadendo. Quando però me lo sono ritrovato di fianco a chiedermi come volevo svolgere il piatto, ricordo di aver provato un po’ di timore, che però si è subito trasformato in carica positiva e in energia, oltre che alla gratitudine che provavo ad avere un maestro come lui al mio fianco. 
Cosa ti ha insegnato questa esperienza e qual è il ricordo più bello che porterai sempre con te?
Questa esperienza mi ha insegnato tanto, tantissimo in pochissimo tempo, ma forse l’insegnamento più grande è stato la pazienza. Ho imparato ad aspettare e a ragionare molto di più sui dettagli. Inoltre, ho capito che spesso “meno è meglio”. 
In tre parole descrivici lo Chef
Maestria , Armonia e Onestà 

Sei stato uno dei tre finalisti della seconda edizione: Villa Crespi, lavorare in una cucina stellata, come hai vissuto tutto ciò?
Per me è stato un sogno poter entrare nella cucina di Villa Crespi anche solo per un servizio, è stato un onore che non si può spiegare. Ho vissuto bene soprattutto le fase finali perché mi sembrava tutto un grande regalo e volevo godermelo, ero spinto dall’entusiasmo e anche se non sono riuscito a vincere, questi momenti me li ricorderò per sempre. E’ ovvio che la tensione c’era, perché la posta in palio era alta, ma non avevi tempo per comprenderla, e io pensavo solo a vivermi il momento.
Progetti per il futuro?
I miei progetti sono quelli di fare esperienze importanti a livello nazionale e internazionale per continuare a crescere e in futuro poter dire la mia in mezzo ai maestri che ho avuto l’onore di incontrare.
Un tuo motto?
Direi: lavorare, lavorare e ancora lavorare sempre più duramente per continuare a crescere sempre di più, la vera partita inizia ora.
Enrico è un sognatore appassionato e dedica il duecento per cento delle sue energie per migliorare e progredire in questo percorso professionale.
È vero, quello della cucina è un settore, molto spesso, catalogato sulla base di stelle acquisite.
Ma col tempo e la grinta che lo contraddistingue, questo ragazzo di Rimini arriverà lontano.

Lorenzo Pozzi: in cucina metto amore e passione

di Jacopo Scafaro
Proseguono le interviste che Jacopo Scafaro realizza con i ragazzi che hanno partecipato alla seconda edizione dell'Antonino Chef Academy. Oggi è la volta di Lorenzo Pozzi.

Fin da subito si vede che per Lorenzo la cucina è passione e amore prima di un lavoro, requisiti necessari per poter trasmettere agli altri il valore che la cucina ha nella nostra quotidianità.
Gli è sempre piaciuto mettere le mani in pasta e fin da piccolo ha amato trafficare tra le pentole; questa sua vocazione la dimostra senza nessuna presunzione, ne pretesa; semplicemente riesce a trasmettere a tutti la sua dedizione.

Lorenzo Pozzi è uno dei ragazzi che ha partecipato alla seconda edizione dell’ANTONINO CHEF ACADEMY, le cui puntate sono una produzione originale Endemol Shine Italy per Sky e sempre disponibili on demand.
Scambiare due parole con lui mi ha fatto molto piacere in quanto è un vulcano di energia positività ed idee.
Lorenzo riesce a farti davvero capire cosa vuol dire l’amore per la cucina.
Lorenzo, raccontaci un po’ di te 
Ho 20 anni e frequento la facoltà di Scienze gastronomiche di Parma. Amo la cucina e il mondo del food alla follia, mi piace tantissimo il mondo dei lievitati, soprattutto il panettone. Sono un ragazzo solare, direi che mi piace vedere il bicchiere sempre mezzo pieno. Ho scelto di frequentare l’Università perché ritengo che lo studio sia la carta in più da potersi giocare in questo settore in cui i professionisti di alto livello sono davvero tanti. Avere un asso nella manica può far sempre comodo. Mi piace moltissimo correre perché mi rilassa, quando corro riesco sempre a svuotare la testa dai pensieri.
Da cosa nasce la tua passione per la cucina?
La mia passione per la cucina nasce sin da piccolo. Ero una buona forchetta e mangiavo tanto. I miei genitori ricordano spesso di quando venivano a prendermi al nido e sulla mia scheda delle attività giornaliere avevo segnato sempre il bis , alle volte tris, alla voce dei pasti. Il primo amore è stato mangiare, la passione per la cucina è arrivata in seguito. Subito i miei genitori e i miei nonni hanno notato questa mia inclinazione, così sono arrivati i primi regali di mini-cucine. Molte semplici, ma credo abbiano contribuito molto a far sbocciare questa passione. Poi l’input alla cucina vera e propria me lo ha dato mia nonna. Come in tante cucine di casa, la nonna comanda e così anche nella mia famiglia. Anche mia madre è un’ottima cuoca, ma la nonna non la batteva nessuno. I primi trucchi del mestiere me li ha tramandati lei.
Che emozioni ti trasmette cucinare?
Le emozioni che mi suscita sono indescrivibili. È davvero qualcosa che non posso spiegare a parole. Forse l’emozione che più si avvicina a ciò che sento è la pace. Pace totale dei sensi, sono in armonia con tutto il processo di produzione dal primo taglio all’impiattamento. Sono fortunato perché ho trovato la mia strada e spero il mio lavoro.
La tua prima sensazione che hai provato trovandoti faccia a faccia con lo Chef Antonino Cannavacciuolo?
Hai presente quando a scuola la prof interroga a sorpresa e non hai studiato? Ecco, la sensazione è stata quella. Poi certamente adrenalina pura e orgoglio. Nella testa frullava la frase “Cavolo, sono davvero davanti a questa icona della cucina italiana?” Paura e timore c’erano sempre, ma con il senno di poi posso dire “CHE FIGATA!”
Cosa ti ha insegnato questa esperienza e qual è il ricordo più bello che ti porterai sempre con te?
Antonino Chef Academy mi ha insegnato tanto e sarò sempre riconoscente a questa opportunità. Sicuramente insegna a capire cosa sia l’alta cucina, quella fatta da professionisti di altissimo livello. Una cosa che per me è stata importante, e che ho ribadito anche allo Chef al momento della mia eliminazione, è l’attitudine ad andare sempre avanti, senza mollare alle prime difficoltà. Altro elemento di cui ho fatto tesoro è stata l’attenzione ai dettagli, ai piccoli particolari che in cucine stellate fanno davvero la differenza.Ciò che porterò sempre con medi questa esperienza è un gruppo di persone speciali che mai dimenticherò. Parlo soprattutto dell’amicizia nata con Macchia, Stabile e Corridori. Con tutti ho avuto un bel rapporto ma con loro siamo costantemente in contatto. Li conosco da poco tempo in fin dei conti, ma è come se avessi passato una vita con loro: sono speciali!

In tre parole descrivici lo Chef.
Gentile, esigente, grande professionista.
Progetti per il futuro?
Sicuramente voglio portare a termine l’Università. Nel futuro prossimo, sto progettando di aprire un e-commerce così da poter sfruttare il piccolo laboratorio che ho a casa e iniziare a farmi conoscere. Mi servirà anche per avere dei feedback immediati sui miei prodotti e affinarmi sempre di più. In un futuro, che però vedo un po’ più lontano, vorrei aprire diverse attività legate al mondo della cucina e, perché no, legate alla pasticceria. Vedremo cosa mi riserverà il destino.
Per concludere: un tuo motto?
Il mio motto è cucinare pensando che lo si stia facendo per una persona cui teniamo particolarmente. In questo modo aggiungiamo un ingrediente speciale: l’amore.
La cucina di Lorenzo è attenta alla tradizione ma è anche capace di rielaborarla con creatività, inserendo quindi sempre un elemento innovativo che conquista tutti.
Lorenzo crede in ciò che fa, e crederci veramente, e lottare, lottare sempre per conseguire ciò che sta a cuore, è il passe-partout per raggiungere con successo lo scopo desiderato!
Tanti giovani oggi non intraprendono questo mestiere perché molto, molto faticoso ma Lorenzo agisce in controtendenza, per seguire la sua passione: la cucina.
Sono sicuro di raccontare nel prossimo futuro i traguardi ragguardevoli del nostro giovane chef milanese.
Good Luck!

Gli Indifferenti di Leonardo Guerra Seragnoli da oggi è on demand

Riceviamo e pubblichiamo
foto Angelo Turetta
Il film, liberamente, ispirato da “Gli Indifferenti” di Alberto Moravia e diretto da Leonardo Guerra Seragnoli è disponibile su varie piattaforme on demand. Tra gli interpreti Valeria Bruni Tedeschi, Edoardo Pesce, Vincenzo Crea, Beatrice Grannò e Giovanna Mezzogiorno. 

È disponibile da oggi, martedì 24 novembre, on demand il film “Gli Indifferenti” liberamente ispirato dal romanzo omonimo di Alberto Moravia e diretto da Leonardo Guerra Seragnoli.
Tra gli attori Valeria Bruni Tedeschi, Edoardo Pesce, Vincenzo Crea, Beatrice Grannò e Giovanna Mezzogiorno.
Gli Indifferenti” è disponibile ON DEMAND su Sky Primafila, Apple Tv, Google Play, Chili, Rakuten, TimVision, Infinity, Miocinema, Iorestoinsala, CG Digital e The Film Clun.
SINOSSI
Roma oggi.

Valeria Bruni Tedeschi

Qualche scossa d’assestamento per un terremoto in centro Italia rende il clima sospeso. Mariagrazia Ardengo (Valeria Bruni Tedeschi) e i suoi due figli, Michele (Vincenzo Crea) e Carla (Beatrice Grannò), non hanno più soldi. Negli ultimi tre anni, Leo Merumeci (Edoardo Pesce), un manager tuttofare, divenuto nel frattempo amante di Mariagrazia, le ha fatto dei prestiti permettendole di ripagare alcuni debiti e continuare a fare la vita agiata di sempre.

Giovanna Mezzogiorno e
Vincenzo Crea

Michele, appena tornato da un viaggio all’estero, intuisce, anche grazie alla sua relazione con Lisa (Giovanna Mezzogiorno), un’amica di famiglia, che dietro l’apparente generosità di Leo, si cela un piano meditato a lungo per ottenere l’unico bene che è rimasto alla famiglia Ardengo: l’attico in cui vivono. Mariagrazia è troppo innamorata di Leo per dare ascolto al figlio e allora sta a Carla – che appena diciottenne riceve delle attenzioni morbose dallo stesso Leo – tentare di scuotere la sua famiglia dall’indifferenza in cui si era rifugiata.

Leonardo Guerra Sagnoli

NOTE DI REGIA
LEONARDO GUERRA SAGNOLI

Moravia è un autore che ho letto molto fin dal primo incontro con Agostino quando ero al liceo. L’idea di un adattamento de Gli Indifferenti è nata inizialmente dalla sensazione che i temi trattati nel romanzo fossero particolarmente attuali. Poi dall’urgenza di raccontare una storia che, con la concisione della tragedia aristotelica, potesse smascherare dall’interno una classe sociale capace di tollerare anche l’abuso pur di continuare a vivere alienata dalla realtà. Abbiamo scelto una trasposizione contemporanea perché ci interessava sottolineare come nonostante i tanti anni passati e una società che si è apparentemente evoluta, la famiglia Ardengo, Leo Merumeci e Lisa, siano ancora qui tra noi. Volevamo lavorare sulla frustrazione e l’inquietudine generate da una coazione a ripetere atavica che è radicata e dannosa per la nostra società; utilizzare la valenza politica attribuita al romanzo a posteriori come riflessione provocatoria sulla nostra condizione socio-politica attuale.

Beatrice Grannò e
Edoardo Pesce

Partendo da questi presupposti e cercando di seguire l’ossatura del romanzo, abbiamo aggiornato la storia per vedere se l’adattamento potesse, organicamente, avere un punto d’arrivo nuovo, un movimento in avanti e non sul posto. Lavorando sul testo, ci è parso che Moravia lasciasse nelle mani di Carla il destino della propria famiglia, ma che alla ragazza dinoccolata di fine anni venti mancassero i mezzi per opporsi alla tracotanza di Leo Merumeci e emanciparsi dall’indifferenza del proprio nucleo famigliare. In linea con questa interpretazione e studiando le figure femminili nella letteratura di Moravia ci è sembrato naturale che in un contesto di accresciuta consapevolezza e di strumenti concreti di difesa, fosse Carla a interrompere l’ipocrisia asfissiante degli Ardengo e il delirio d’onnipotenza di Merumeci. In sceneggiatura abbiamo cercato di trovare una forma che consentisse al romanzo di permeare le scene e i dialoghi senza creare sovrastrutture letterali. Ci siamo orientati verso una leggerezza narrativa che controbilanciasse la densità psicologica delle relazioni tra i personaggi per trovare un punto di equilibrio, un ponte tra passato e contemporaneità. Gli Indifferenti mi ha messo davanti a una sfida nuova e complessa fatta di personaggi che si muovono su un unico palcoscenico senza mai uscire di scena, indossando maschere drammatiche ingombranti, ma anche ironiche e parossistiche. Mi ha messo davanti a tanti riferimenti culturali impegnativi che ho cercato d’assorbire e integrare con un lungo lavoro di preparazione che mi aiutasse a definire una visione d’insieme armonica.

L. Guerra Seràgnoli
B. Yoshimi – B. Grannò

Questo percorso di ricerca mi ha portato a due scelte principali. La prima, quella che mi sembrava aggiungesse una maggiore universalità e, possibilmente, una dimensione simbolico-allegorica alla storia, era di fare un film corale; costruire una narrazione fruibile attraverso l’intreccio crescente e vorticoso delle pulsioni emotive dei quattro protagonisti. La seconda era di sostituirmi con la regia al punto di vista di Michele nel romanzo, mettendomi al centro del palcoscenico. Da questa posizione privilegiata, cercando di muovermi solo quando necessario, utilizzando le scenografie e i costumi per dialogare con l’immaginario moraviano e i tagli a 90 o 180 gradi come metafora spigolosa dell’anima di questo ambiente sociale, volevo seguire i personaggi dall’interno della loro intimità e mostrarli senza filtri, per quello che sono realmente. Per riuscirci, avevo bisogno di di attori coraggiosi. Attori che avessero voglia di indossare le bruttezze e le morbosità di questi personaggi negativi, obbligati a fingere per sopravvivere.

VISION DISTRIBUTION e INDIANA PRODUCTION
presentano
Liberamente ispirato da Gli Indifferenti di ALBERTO MORAVIA
GLI INDIFFERENTI
diretto da LEONARDO GUERRA SERÀGNOLI
con VALERIA BRUNI TEDESCHI,EDOARDO PESCE, VINCENZO CREA,  BEATRICE GRANNÒ, GIOVANNA MEZZOGIORNO
una produzione INDIANA PRODUCTION e VISION DISTRIBUTION
prodotto da FABRIZIO DONVITO, DANIEL CAMPOS PAVONCELLI, BENEDETTO HABIB, MARCO COHEN per INDIANA PRODUCTION
in coproduzione con INES VASILJEVIC, NICOLA LUSUARDI per NIGHTSWIM  
in coproduzione con LE SPECTRE
in collaborazione con SKY
in collaborazione con amazon prime video
Opera realizzata con il sostegno della Regione Lazio
Avviso pubblico Attrazione produzioni cinematografiche
(POR FESR LAZIO 2014-2020)
PROGETTO COFINANZIATO DALL’UNIONE EUROPEA
una distribuzione Vision Distibution

La prima foto ufficiale di “Speravo de morì prima”, la serie su Francesco Totti

Riceviamo e pubblichiamo
Tratta dall’opera “Un Capitano” di Francesco Totti e Paolo Condò (Rizzoli Libri SpA), Pietro Castellitto è Francesco Totti in “Speravo de morì prima”, una serie Sky Original prodotta da Mario Gianani per Wildside, del gruppo Fremantle, con Capri Entertainment di Virginia Valsecchi, The New Life Company e Kwaï. Regia di Luca Ribuoli.

Rilasciata oggi, nell’ambito della presentazione dei nuovi progetti Sky Original, la prima foto ufficiale di Pietro Castellitto – premiato alla 77ª  Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti per la migliore sceneggiatura de “I predatori”, sua opera prima – nei panni di Francesco Totti in “SPERAVO DE MORÌ PRIMA – La serie su Francesco Totti”. Diretta da Luca Ribuoli, una serie originale Sky prodotta da Mario Gianani per Wildside, del gruppo Fremantle, con Capri Entertainment di Virginia Valsecchi, The New Life CompanyKwaï, tratta dall’opera “UN CAPITANO” di Francesco Totti e Paolo Condò, edita da Rizzoli Libri S.p.A. Le riprese sono in corso a Roma. La serie arriverà su Sky e NOW TV nel 2021.

Pietro Castellitto – ph Fabio Zayed

SPERAVO DE MORÌ PRIMA – La serie su Francesco Totti sarà un racconto in sei episodi sugli ultimi due anni di carriera del leggendario numero 10 della Roma, la fine del suo lungo percorso con la maglia giallorossa – rimasta sempre la stessa per 27 anni, un uomo divenuto con gli anni simbolo e bandiera di un’intera città, e non solo. Un dramedy che unirà l’epica sportiva da vero fuoriclasse del calcio italiano e mondiale, raccontato nel complesso periodo prima del ritiro – includendo le immagini d’archivio dei momenti più esaltanti della sua carriera – e la vita privata di un uomo coraggioso e semplice, autoironico e romanissimo, legato da sempre alla sua città e al calcio.
Pietro Castellitto è Francesco Totti. Nel cast anche Greta Scarano è Ilary Blasi, sua moglie; Monica Guerritore è la madre di Francesco Totti, Fiorella; Gianmarco Tognazzi è Luciano Spalletti, ultimo allenatore della sua carriera; Giorgio Colangeli è il padre di Totti; Primo Reggiani nel ruolo di Giancarlo Pantano e Alessandro Bardani nel ruolo di Angelo Marrozzini. Gabriel Montesi e Marco Rossetti sono rispettivamente Antonio Cassano e Daniele De Rossi; Eugenia Costantini e Federico Tocci interpretano i genitori di Totti da giovani.
La serie è diretta da Luca Ribuoli e scritta da Stefano BisesMichele Astori e Maurizio Careddu.
Fremantle è il distributore internazionale.

“We Are Who We Are”: a ottobre su Sky

Riceviamo e pubblichiamo
Sarà trasmessa a partire dal mese di ottobre su Sky  la serie “We Are Who We Are” del candidato al premio Oscar Luca Guadagnino. Prodotta da The Apartment e Wildside, entrambe del gruppo Fremantle, con Small Forward, è una serie Sky-HBO. 
Luca Guadagnino

Il candidato al premio Oscar Luca Guadagnino porta per la prima volta il suo originale stile cinematografico in tv con la serie Sky – HBOWE ARE WHO WE ARE”, composta da otto episodi, il cui debutto è previsto a ottobre su Sky e in streaming su NOW TV. Una storia di formazione con protagonisti due adolescenti americani che, insieme alle loro famiglie composte da militari e civili, vivono in una base militare americana in Italia. La serie parla di amicizia, di primi amori e di tutti i misteri dell’essere un adolescente. Una storia che ogni giorno si ripete in ogni parte del mondo, ma che in questo caso avviene in un piccolo scorcio di Stati Uniti in Italia.

Jack Dylan Grazer
foto Yannis Drakoulidis

Luca Guadagnino è un regista, sceneggiatore e produttore noto per lo stile visivamente  d’effetto e i ritratti psicologici di forte impatto. Tra i vari riconoscimenti ricordiamo quelli per i film Io sono l’amore e A Bigger Splash, entrambi candidati all’Oscar, ai Golden Globe e ai BAFTA, nonché il grandissimo successo al box office Chiamami col tuo nome e, più di recente, il cult Suspiria, ambedue candidati all’Oscar e ai BAFTA.
Jack Dylan Grazer interpreta Fraser, un quattordicenne timido e introverso, che da New York si trasferisce in una base militare in Veneto con la madre Sarah (Chloë Sevigny) e la compagna Maggie (Alice Braga), entrambe in servizio nell’esercito statunitense. Tom Mercier è Jonathan, un assistente di Sarah.

Jordan Kristine Seamón
foto Yannis Drakoulidis

Jordan Kristine Seamón interpreta Caitlin, un’adolescente apparentemente spavalda e sicura di sé che vive da anni con la sua famiglia nella base e parla italiano. Rispetto al fratello maggiore Danny (Spence Moore II), Caitlin ha un rapporto più stretto con il padre Richard (Kid Cudi) che non con la madre Jenny (Faith Alabi), con la quale la comunicazione è più difficile.
Caitlin è la figura cardine del suo gruppo di amici, di cui fanno parte Britney (Francesca Scorsese), una ragazza schietta, arguta e sessualmente disinibita, Craig (Corey Knight), un allegro e bonario soldato di circa vent’anni, Sam (Ben Taylor), il geloso ragazzo di Caitli che è anche il fratello minore di Craig, Enrico (Sebastiano Pigazzi), uno spensierato diciottenne del Veneto che ha un debole per Britney, e infine Valentina (Beatrice Barichella), una ragazza italiana.

We Are Who We Are è una serie Sky Original coprodotta da Skye HBO; Luca Guadagnino è lo showrunner, produttore esecutivo, sceneggiatore e regista; la serie è prodotta da Lorenzo Mieli per The Apartment e Mario Gianani per Wildside, entrambe del gruppo Fremantle, con Small Forward, insieme a Guadagnino, Elena Recchia, Nick Hall, Sean Conway e Francesco  Melzi d’Eril; è scritta da Paolo Giordano e Francesca Manieri insieme a Guadagnino. Distributore internazionale: Fremantle.
We Are Who We Are debutterà in esclusiva per l’Italia a ottobre su Sky e in streaming su NOW TV.

Asti spumante e Moscato d’Asti protagonisti in Tv nel programma di Alessandro Borghese

Riceviamo e pubblichiamo
Dal oggi primo giugno Asti spumante e Moscato d’Asti docg protagonisti nel programma di ricette Alessandro Borghese Kitchen Sound su Sky e NOW TV, disponibile anche on demand.

Partita il 25 maggio su Sky e NOW TV la sesta stagione del programma Alessandro Borghese Kitchen Sound, format televisivo di ricette presentato dallo chef Alessandro Borghese, ospiterà, da oggi, primo giugno, anche l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti docg come eccellenze del Made in Italy.
Del resto il tema del programma è proprio la valorizzazione della cultura gastronomica italiana con piatti che nascono dall’estro creativo di chef Alessandro Borghese e da quello dei suoi ospiti.

È in questo contesto, che dal primo giugno, sono state inserite le puntate intitolate “RuralGlam”, lo slogan che identifica la denominazione dell’Asti spumante e del Moscato d’Asti docg.
L’Asti spumante e il Moscato d’Asti docg saranno dunque abbinati a ricette territoriali in un tripudio di golosità Made in Piemonte che faranno da cornice alle bollicine piemontesi più brindate in Italia e nel mondo.
Le puntate saranno in tutto una ventina: dieci da lunedì primo giugno a venerdì 12 giugno (saltando il 6 e 7 giugno) e altrettante in autunno.

L’appuntamento col programma Alessandro Borghese Kitchen Sound è dal lunedì al venerdì all’ora di pranzo su Sky Uno (canale 108, digitale terrestre canale 455), sempre disponibile on demand, visibile su Sky Go, su smartphone, tablet e PC, anche in viaggio nei Paesi dell’Unione Europea e in streaming su NOW TV. Le ricette della settimana sono poi raccolte in un menu completo, in onda il sabato. Una settimana dopo la messa in onda il programma è visibile anche nelle sezioni video de http://www.ilsole24ore.com, http://www.mixerplanet.com e RDS 100% Grandi Successi, che firma inoltre la playlist e accompagna i menù.

“Ermitage. Il potere dell’arte”: al cinema il museo tra i più amati al mondo

Riceviamo e pubblichiamo
L’Ermitage è uno dei musei più amati al mondo con tre milioni di oggetti d’arte e oltre 4,2 milioni di visitatori ogni anno. Solo il 21, 22, 23 ottobre nelle sale italiane il docu-film dedicato a San Pietroburgo e al suo Museo per raccontare le tante anime che da secoli abitano questi luoghi tra arte,  letteratura, musica e poesia. “Ermitage. Il potere dell’arte con la partecipazione straordinaria di Toni Servillo. La colonna sonora è firmata da un eccezionale nuovo talento russo, il pianista e compositore Dmitry Igorevich Myachin, e con l’elettronica d’ambiente del sound designer Maximilien Zaganelli. Una produzione 3D Produzione e Nexo Digital.

Ermitage_1Più di tre milioni di oggetti d’arte di epoche diverse, 66842 mq di spazio espositivo, oltre 30 km di percorso di visita e 4,2 milioni di visitatori nel 2018. Sono i numeri di uno dei musei più amati e visitati del mondo: quello dell’Ermitage. È a questo luogo straordinario che è dedicato Ermitage. Il Potere dell’Arte, una produzione originale 3D Produzioni e Nexo Digital, realizzata in collaborazione con Villaggio Globale International e Sky Arte, il patrocinio di Ermitage Italia e il sostegno di Intesa Sanpaolo, che arriverà in anteprima nelle sale italiane solo il 21, 22, 23 ottobre 2019 per essere poi distribuita in tutto il mondo (elenco delle sale breve su www.nexodigital.it).
Diretto da Michele Mally su soggetto di Didi Gnocchi, che firma anche la sceneggiatura con Giovanni Piscaglia, il documentario fa parte del progetto de La Grande Arte al Cinema ed è stato realizzato con la piena collaborazione del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e del suo Direttore Michail Piotrovskij per raccontare il museo in maniera inedita ed emozionante, attraverso i secoli della storia Russa e le vicende culturali che hanno portato allo sviluppo delle sue collezioni nel cuore della città.
ErmitageA guidarci in questo viaggio l’attore Toni Servillo. Sarà lui a farci respirare lo spirito di questi luoghi e delle sue anime baltiche e a presentarci le bellezze dell’Ermitage e di San Pietroburgo, a recitare brani tratti da poesie e romanzi, a narrare le grandi storie che hanno attraversato quelle strade, dalla fondazione di Pietro I allo splendore di Caterina la Grande, dal trionfo di Alessandro I contro Napoleone, alla Rivoluzione del 1917 fino ai giorni nostri. Immagini spettacolari ci porteranno nei grandiosi interni del Museo e del Palazzo d’Inverno, nel Teatro, nelle Logge di Raffaello, nella Galleria degli Eroi del 1812. Visiteremo i laboratori di restauro e conservazione di Staraya Derevna, i suoi tesori archeologici e la sezione di Arte Moderna e Contemporanea dell’Edificio dello Stato Maggiore, che custodisce le straordinarie collezioni Shchukin e Morozov, con la più grande raccolta di Matisse al mondo.
Per raccontarne visivamente lo sviluppo urbano e architettonico, la città verrà presentata nella sua veste diurna e negli splendori delle sue notti: la Prospettiva Nevskij, il lungoneva, i ponti, il complesso dell’Ermitage, il Cavaliere di Bronzo, le statue di Pushkin, Gogol e Caterina la Grande (amica di penna di Diderot e Voltaire), le dimore nobiliari che si affacciano sui canali. I grandi architetti italiani che disegnarono San Pietroburgo – Trezzini, Rastrelli, Quarenghi – sono i progettisti dei palazzi più belli; ma l’anima di San Pietroburgo e della Russia è sfuggente e prova a raccontarla anche una coppia di Roofers, giovani in cerca d’infinito che si arrampicano sui tetti della città offrendo prospettive sorprendenti.
Ermitage_2Hermitage. The Power Of Art, la colonna sonora del docu-film (Nexo Digital/Masterworks), firmata da uno straordinario nuovo talento russo, il pianista e compositore Dmitry Igorevich Myachin, e presentata con l’elettronica d’ambiente del sound designer Maximilien Zaganelli, sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 18 ottobre.
La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital che dal suo debutto ad oggi ha già portato al cinema 2 milioni di spettatori.
Nel 2019 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it.

Era il 1764 quando la zarina Caterina II acquistò a Berlino la collezione da cui sarebbe nato il primo germe dell’Ermitage. Da quel momento prese il via l'arricchimento sistematico di un patrimonio che già dieci anni dopo vantava oltre 2.000 tele e che implementava via via di disegni, pietre intagliate, sculture, capolavori dell'arte decorativa ed applicata. Dentro l’Ermitage si percorre così la grande arte europea, da Leonardo a Raffaello, da Van Eyck a Rubens, da Tiziano a Rembrandt e Caravaggio. Fuori dall’Ermitage, la storia passa per luoghi ricchi di memorie. La Fortezza di Pietro e Paolo è il primo edificio costruito a San Pietroburgo: è teatro di avvenimenti celebri, come la grazia a Dostoevskij davanti al plotone di esecuzione, e ospita le tombe degli Zar. Ma la leggenda di San Pietroburgo passa anche per la grande letteratura con Alexandr Pushkin - primo tra tutti - e il suo fondamentale contributo allo sviluppo della poesia e della lingua letteraria russa. Il docufilm mostra gli ambienti della casa-museo in cui è conservato il divano in cui morì e quelli del Caffè Letterario in cui bevve il suo ultimo caffè. Della vita e dell’opera di Fedor Dostoevskij è ancora testimonianza l’abitazione dalla quale lo scrittore poteva osservare la vita della Neva, ambientazione dei suoi romanzi, tra i quali Le notti bianche, il suo inno d’amore a San Pietroburgo. Dall’Otto al Novecento, da Oriente a Occidente i mondi dell’arte, della letteratura e della musica orbitano intorno all’Ermitage. Da Nikolaj Gogol, citato attraverso brani de La Prospettiva Nevskij, ai poeti e gli scrittori del ‘900: Anna Achmatova e Vladimir Nabokov sono più vivi che mai nei loro luoghi simbolo, mentre l'Hotel Angleterre conserva ancora la camera in cui morì Sergeij Esenin. Rivivremo le difficili condizioni degli intellettuali delusi dalla Rivoluzione e l'assedio di Leningrado, in uno dei momenti più tragici della storia della città. Il capitolo buio del regime di Stalin sarà evocato a partire dalla cessione di importanti opere dell'Ermitage a collezionisti stranieri: capolavori di Raffaello, Botticelli, Van Eyck, Perugino. San Pietroburgo è inoltre la culla della grande musica russa. Da Michail Glinka a Sergej Prokofev, da Piotr Caikovskij a Nikolaj Rimskij-Korsakov a Dimitrij Shostakovich: autori che hanno cercato attraverso la musica il suono autentico della Russia. Le loro note sono interpretate dal soprano Anastasiya Snyatovskaya e dal maestro Dmitry Igorevich Myachin. Infine, le immagini de Il Lago dei Cigni, in programma al Teatro dell'Ermitage, ci porteraranno alle radici del balletto russo. Dentro e fuori dall’Ermitage, scrigno dell’anima russa, scorre l’identità complessa di San Pietroburgo, città giovanissima eppure da subito protagonista della storia. Ad arricchire il suo ritratto composito e sfaccettato così come quello del suo museo c'è Aleksandr Sokurov, che con il film Arca Russa ha interpretato l’Ermitage come un luogo sospeso nel mondo e nel tempo, in perenne navigazione sul mare della storia. Oltre a lui e al Direttore Generale del Museo Statale Ermitage Michail Piotrovskij, intervengono nel docu-film lo scrittore Orlando Figes, il Direttore dell'Accademia Russa di Belle Arti Semyon Michailovsky, la Curatrice del Dipartimento Arte Fiamminga dell'Ermitage Irina Sokolova, lo Storico della Letteratura Evgeniy Anisimov, la Curatrice del Dipartimento di Arte Veneta dell'Ermitage Irina Artemieva, lo Storico dell'Arte Ilia Doronchenkov, il Curatore della Library of Congress di Washington Harold Leich e il Direttore della National Gallery di Londra Gabriele Finaldi.