FAI – Luoghi del Cuore: Batteria di Candeo (Olbia Tempio) e Romanzesu (Nuoro)

a cura della Redazione

Proseguiamo con i Luoghi del Cuore 2018 FAI della Sardegna, le provincie sono Olbia Tempio e Nuoro.

Batteria di Candeo, La Maddalena (Olbia Tempio) – 289° posto con 769 voti
batterie di candeoLe batterie di Candeo sono un complesso di fortificazioni e vedette, ancora ben conservato, realizzato tra la prima e la seconda guerra mondiale, inserite in un contesto naturalistico di rara bellezza, tra rocce granitiche, macchia mediterranea, arbusti, ginepri e con la visione spettacolare del mare dell’arcipelago maddalenino sul quale si affacciano. Rappresentano un esempio di architettura militare unico ed ardito, con costruzioni in granito perfettamente mimetizzate nelle rocce circostanti, raggiungibile attraverso un sentiero storico e naturalistico. Fortificazione situata nella parte settentrionale dell’isola di Caprera appartenente al terzo periodo di militarizzazione dell’arcipelago di La Maddalena (tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale). L’insediamento militare rimane perfettamente  mimetizzato nella natura, e lo stesso fu edificato in modo tale da ricostruire esattamente la morfologia del granito. Il sentiero è uno dei più interessanti dell’arcipelago e parte non lontano dalla batteria di Arbuticci scendendo verso il mare, lungo una vecchia strada sterrata aperta dalla Marina Militare durante i primi anni del 900.

Area di Romanzesu, Bitti  (Nuoro) – 546° posto con 143 voti
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Su Romanzesu è un bellissimo sito archeologico risalente all’età del bronzo, e situato nel bel mezzo di una splendida sughereta sull’altipiano granitico di Sa Serra, in località Poddi Arvu,  poco lontano dalla sorgente del Tirso. Il tutto è interamente costruito con blocchi di granito, lavorati sapientemente dalle mani degli antichi nuragici, ed era un luogo particolarmente importante per questa civiltà, in quanto vi si svolgevano i riti legati al culto delle acque. Dimensioni, complessità e originalità architettonica delle abitazioni e dei luoghi di culto sono i tratti di un’inestimabile eredità della Sardegna nuragica. Comprende circa cento capanne, molte nascoste dagli alberi, e vari edifici di culto: un tempio a pozzo, con anfiteatro a gradoni, due a megaron, uno rettangolare, uno heeron (con reperti in ambra) e un misterioso labirinto. Il toponimo deriva dall’insediamento romano del II-III secolo d.C. Le prime notizie sul sito sono del 1919: lo scoprì l’archeologo Antonio Taramelli. Sette campagne di scavo a fine XX secolo ci hanno restituito frammenti di oggetti di ceramica, bronzo e piombo. Il cuore monumentale è il tempio a pozzo (XIII-IX a.C.), dalle cui fenditure sgorga l’acqua sorgiva. Presenta una scala d’accesso, una camera con pavimento e un bancone-sedile lungo la parete. È collegato tramite un corridoio di più di 40 metri a una vasca circolare lastricata, bacino cerimoniale dove si raccoglieva l’acqua. Attorno, sei gradoni di un anfiteatro dove puoi immaginare la popolazione del villaggio assiepata e coinvolta in riti collettivi del culto delle acque: abluzioni e cerimonie politico-religiose, incluse ordalie (richieste d’intervento divino per giudicare delitti). Accanto sono stati rinvenuti tre betili in granito simboleggianti la divinità. Vicino a un tempio a megaron, si nota un recinto ellittico, dentro una serie di muri concentrici a spirale, che con un percorso labirintico portano a un vano centrale: qui un basamento sosteneva un oggetto cultuale. Il labirinto, forse capanna del sacerdote stregone, è del XIII-IX secolo a.C., mentre il villaggio è precedente: le ceramiche restituite dalle capanne attestano l’impianto al XVI a.C., perciò in principio la sorgente era usata solo per l’approvvigionamento idrico. Le capanne sono circolari, con pavimento lastricato e sedili posti attorno al focolare. Alcune sono molto spaziose, con nicchie e muri divisori interni, una ha persino tre ambienti aperti su un cortile comune. Ancora oggi è possibile entrare in contatto con l’atmosfera solenne e sacra che permea questo luogo, che come tutti i siti di età nuragica, è impregnato di fascino e mistero.

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