a cura della Redazione

Prosegue il nostro viaggio tra i Luoghi del Cuore 2018 FAI e rimaniamo ancora in Lombardia, nelle provincie di Bergamo e Brescia.

Monastero del Carmine, Bergamo – 88° posto con 4881 voti
monastero del carmine bergamoNel cuore di Bergamo Alta si trova il monastero del Carmine, definito “bene culturale” per il valore architettonico e per la ricchezza delle attività che ospita. Al suo interno è attivo il TTB Teatro tascabile di Bergamo, storico gruppo internazionale (fondato nel 1973 da Renzo Vescovi), a sua volta definito “bene culturale vivente” da uno dei più grandi studiosi di Storia del teatro, il Prof. Ferdinando Taviani. L’edificazione del monastero inizia a metà del XIV secolo con l’acquisizione da parte dei Carmelitani di terreni e presistenze nella contrada di Arena; vede il periodo di massima attività tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo con la costruzione vera e propria del monastero; si conclude nel XVII secolo con la realizzazione delle stalle, della sala capitolare e della nuova libreria. L’architettura si articola attorno a un chiostro definito da Angelini “fra i più tipici e forse il più caratteristico per eleganza di forme architettoniche ed armonia di misure”. Il chiostro è caratterizzato al piano terra da un porticato con archi a tutto sesto, sostenuti da colonne impostate su di un basso muretto. Le colonne sono coronate da capitelli di tipo composito sormontate da pulvini. Il primo piano è costituito da logge architravate. Attorno al Chiostro si articolano diversi corpi di fabbrica. A nord, impostato su una sequenza di arconi (forse parte del perimetro difensivo tardo-romano della città) si trovano il corpo di fabbrica eretto a partire dal 1511 (data realizzazione del chiostro) e quello con affaccio su via Boccola (1605-1620). A sud, caratterizzato da un porticato che congiunge la chiesa del Carmine, il chiostro e il settore orientale del convento, si trova la sezione che comprende alcuni tra i locali più antichi del complesso, realizzati alla fine del XV secolo. L’ala orientale, completata per la maggior parte nel 1514, ospitava un suggestivo locale ipogeo e il refettorio voltato e decorato con affreschi.

Pieve di Santa Stefania, Nuvolento (Brescia) – 262° posto con 1002 voti
pieve santa stefania nuvolento bresciaL’attuale complesso romanico è formato dal campanile e dalla chiese che si presenta a pianta rettangolare con una sola abside semicircolare a est, semplice facciata a capanna a ovest, e coperta con coppi e da un’area cimiteriale. Nessun particolare decorativo caratterizza gli esterni, conferendo così alle forme architettoniche di questo massiccio monumento quell’aspetto di essenzialità che caratterizza tanti edifici romanici di periferia dei secoli XI e XII, costruzioni rustiche e compatte, volute dalle popolazioni della campagna, povere ma devotamente cattoliche. Il primo documento in cui si parla della chiesa è una documentazione dell’inizio del XII secolo, quindi il complesso di edifici doveva già esistere in quel periodo storico. Le strutture hanno subito diverse trasformazioni durante i secoli ma sono rimasti inalterati, rispetto al periodo romanico, il campanile e l’abside semicircolare. La chiesa, costruita in pietra, si presenta come un edificio con facciata a capanna, portale in pietra, una feritoia ed una lunetta con oculo (del XVI e XVII secolo), copertura in coppi e pianta a navata unica terminante con abside. Il campanile è una massiccia torre a base quadrata, costruita con diversi materiali e tessiture murarie, segno di differenti periodi costruttivi. La struttura risulta priva di aperture, fatta eccezione per le finestre ad arco a tutto sesto presenti nella cella campanaria. Internamente la chiesa si presenta come un edificio ad aula unica con grandi archi poggianti su pilastri che dividono la struttura in quattro campate. Sono visibili, lungo le pareti della chiesa, diversi lacerti di affreschi, mentre nella copertura della seconda campata si possono notare raffigurazioni che rimandano alla figura di Cristo accanto a simboli religiosi e popolari. Altri affreschi sono visibili nella cappella di sinistra, tra cui la “Lapidazione di S. Stefano”, “S. Lorenzo” ed i busti dei Profeti e sulla parete sud, dove gli affreschi sono più antichi e si individuano, tra gli altri,  Maria Maddalena e un santo. Nell’area presbiteriale si individuano poi i dipinti di “S. Rocco”, “S.Antonio Abate”, “S.Bernardino da Siena” e una “Madonna con Bambino”.