Villa Bogdano 1880: i vini per l’estate 2021

La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Oggi per la sua rubrica la Capra Enoica vi propone due bianchi e due rosati custodi della biodiversità prodotti da Villa Bogdano 1880.

Per l’estate ormai alle porte, Villa Bogdano 1880 propone due vini bianchi e due rosati: Prosecco Rosé Brut millesimato, Pinot Grigio Ramato DOC, Pinot Grigio DOC Venezia, Lison Classico DOCG.
Quattro vini che in comune non hanno solo la possibilità di essere un perfetto aperitivo o l’abbinamento ideale per i piatti di pesce, ma anche il fatto di nascere nell’area vinicola di Lison, all’interno di Tenuta Planitia, un sito di interesse comunitario per la tutela della biodiversità, comprendente anche un bosco planiziale del 1200.
I rosé sono rappresentati dal Prosecco Rosé Brut millesimato e dal Pinot Grigio Ramato DOC, quest’ultimo tra le novità della cantina. 
“Il Pinot Grigio ramato – spiega Domenico Veronese, co-fondatore di Villa Bogdano 1880 insieme a Lucio Tessari, enologo – ha un’antica tradizione nella Repubblica di Venezia: durante la vinificazione il mosto resta a contatto con le bucce, da qui il colore rosato. È un rosé fresco e sapido, con profumi di pesca e albicocca, insieme a note fresche di melone, anguria e fragoline selvatiche. Una combinazione di gusto che lo rende perfetto come vino per l’estate”. 

Il Prosecco Rosé nasce invece con uva Glera al 90% e un 10% di Pinot Nero, ha il profumo di frutti rossi, lamponi, ribes rosso e ciliegia e con la sua freschezza è un compagno perfetto soprattutto per frutti di mare, crostacei e risotti.
I vini bianchi scelti come proposta estiva sono invece il Lison Classico DOCG e il Pinot Grigio DOC Venezia, una bella coppia che gioca con i vitigni di casa.  
“Il Lison Classico DOCG è il vino simbolo della nostra area enologica – racconta Tessari – e il nostro, in particolare, si ottiene da vecchie vigne di Tocai Friulano del 1943. Nell’etichetta abbiamo scelto di riprodurre la corteccia dell’Orniello, una pianta presente nel bosco planiziale, per raccontare il nostro impegno nella difesa della sostenibilità del paradiso ambientale in cui coltiviamo i nostri vigneti”. 
Chiude il cerchio dei vini per l’estate di Villa Bogdano 1880 il Pinot Grigio Doc Venezia. Un vino che nel bicchiere è fresco e delicato, con aromi che ricordano il caprifoglio, la pesca, il melone e il lime. Ottimo anche con prosciutti crudi, formaggi freschi e delicati.
www.villabogdano1880.it

Da 60 anni Santa Margherita firma lo stile del Pinot Grigio Italiano

La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Oggi per la rubrica “Il ritorno della Capra Enoica” ospitiamo il Pinot Grigio Santa Margherita che compie i sessant’anni dal suo debutto e, oggi come ieri, ci troviamo di fronte a un vino nuovo, elegante e moderno. Buon compleanno!

Sessant’anni fa faceva il suo debutto il Pinot Grigio Santa Margherita: un vino nuovo, elegante e moderno che diede avvio a una vera e propria rivoluzione del gusto e del piacere enologico. In questi primi sessant’anni di storia il Pinot Grigio è diventato il varietale simbolo del vino bianco italiano nel mondo e il Pinot Grigio Santa Margherita continua ad esserne l’emblema: un vino che ha contribuito fortemente allo sviluppo dell’enologia italiana, rivoluzionandone sia il mercato nazionale che internazionale. Ogni giorno, sono più di tremila le bottiglie di Pinot Grigio Santa Margherita stappate nel mondo; una grande storia di successo targato Made in Italy che affonda le sue radici nel secolo scorso.
Tutto cominciava verso la fine degli anni Cinquanta quando, in anticipo sulle future tendenze, il visionario e lungimirante Conte Gaetano Marzotto si mise alla ricerca di una nuova tipologia di vino che uscisse dal cliché, capace di distinguersi per originalità, peculiarità sensoriali e forte richiamo al binomio vitigno-territorio e capace al contempo di favorire un approccio diverso al vino, diventando vero protagonista del convivio moderno. Le ricerche del connubio perfetto tra terroir e vitigno condussero il Conte e il suo team di enologi in Trentino-Alto Adige: il terroir ideale per la produzione di uve che contenessero in potenza il carattere fresco e fruttato con cui si desiderava caratterizzarne il profilo. Fu la sapienza degli enologi a individuare il varietale che potesse esprimere al meglio le caratteristiche pedo-climatiche del territorio, ma la vera rivoluzione fu l’intuizione brillante quanto rivoluzionaria del Conte: la vinificazione in bianco delle delicate uve Pinot Grigio, eliminando ogni contatto tra mosto e bucce, trasformando così un vino dal colore ramato in un vino bianco brillante, elegante ed intenso, unico nel suo genere.

Correva l’anno 1961 e il Pinot Grigio Santa Margherita faceva il suo debutto sul mercato italiano: il favore del pubblico fu sorprendente quanto immediato. Abituata fino a quel momento a fare una semplice distinzione tra vini bianchi, rossi e rosati, l’Italia apprezzò fin da subito la straordinaria bevibilità e la fragranza di questo vino-novità, che si distingueva per un nuovo modo di interpretare non solo le uve Pinot Grigio ma anche il vino bianco in genere. Grazie al Pinot Grigio Santa Margherita si diede così avvio a un cambiamento radicale nelle abitudini di consumo, dal vino-alimento al vino-piacere. Il processo favorì la democratizzazione del vino, permettendo a nuovi consumatori – come le donne – di avvicinarsi a questo mondo, scommettendo su un pubblico che nelle decadi a seguire avrebbe giocato un ruolo sempre più determinante nelle scelte di acquisto. Il Pinot Grigio Santa Margherita è stato il primo, l’originale, l’apripista che ha saputo conquistare il favore dei consumatori, parlando di futuro e innovazione.
Lo strepitoso successo lasciava intravedere ottime opportunità anche oltre confine, dove venne sapientemente esportato a partire dagli anni ’70: il Pinot Grigio Santa Margherita dimostrò al mondo intero che l’Italia poteva offrire vini sexy, perfettamente coerenti con l’evoluzione delle società e del gusto moderno.
Il 1979 fu l’anno della grande svolta: con l’incoronazione a ‘vino bianco migliore d’Italia’ in una degustazione alla cieca gli vennero spalancate le porte del grande mercato statunitense dove si affermò nel giro di pochi anni, diventando un vino icona e alimentando una fedeltà al marchio senza precedenti. A conquistare i winelover furono la freschezza, la bevibilità e la sua straordinaria capacità di abbinamento.
Oltreoceano il Pinot Grigio Santa Margherita è ancora oggi il vino bianco italiano maggiormente importato e apprezzato, anche dalle star. Non è raro infatti trovarlo in compagnia di celebrities del calibro di Rihanna o Kylie Jenner, Jon Bon Jovi o Drake, che gli dedica perfino alcune rime nei testi delle sue canzoni più celebri.
Il Pinot Grigio Santa Margherita è entrato a pieno titolo nella Hall of fame, presentandosi oggi in tutta la sua moderna duttilità: il colore giallo paglierino, il profumo pulito e intenso, le inaspettate note floreali, i richiami di agrumi e frutta a polpa bianca, la freschezza e la sapidità sempre perfettamente equilibrate, che preludono a un approccio gustativo delicato e stimolante al tempo stesso.
Grazie alla sua armonia, il Pinot Grigio Santa Margherita si rivela un vino di grande carattere, estremamente versatile per abbinamento a cibi e situazioni diverse:. dall’aperitivo, al brunch, al tutto-pasto e, in particolare, con tantissimi piatti della tradizione culinaria italiana ed internazionale, di mare ma anche di terra.
Un sogno, quello del Pinot Grigio, reso grande in primis da best practice adottate sia in vigna che in cantina, come la tutela della biodiversità, la riforestazione e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, nella convinzione che tutto ciò che deriva da un ambiente salubre, condotto con saggia misura nel rispetto dei cicli vitali, porti con sé un valore unico.

Attenzione particolare è stata rivolta al chilometro zero, che vede oggi la produzione di oltre il 90% delle bottiglie nella vetreria a pochi passi dal cuore della vinificazione e al programma di “carbon neutrality”, che certifica da sette anni l’azzeramento dell’impronta carbonica di quasi 2 milioni di bottiglie di Pinot Grigio prodotte annualmente.
Coniugare artigianalità, tradizione ed innovazione tecno-enologica ha permesso così a Santa Margherita di valorizzare al meglio il binomio vitigno-territorio e di proporre un Pinot Grigio che eccelle oggi sulle tavole di oltre 90 Paesi in tutto il mondo. Un vino che ha inventato un nuovo approccio al vino, da sempre in grado di stare al passo con i tempi e che, anche nell’anno di celebrazione dei suoi primi sessant’anni di successi, già punta a tracciare nuove rotte del gusto e del piacere enologico.

SANTA MARGHERITA GRUPPO VINICOLO
Fondato nel 1935 dal conte Gaetano Marzotto, Santa Margherita Gruppo Vinicolo raggruppa dieci diverse tenute in alcune tra le regioni più belle dell’enologia italiana: Veneto Orientale, Conegliano-Valdobbiadene, Trentino-Alto Adige, Lugana, Franciacorta, Chianti Classico, Maremma, Sicilia e Sardegna. Attraverso i brand Santa Margherita, Torresella, Kettmeir, Ca' del Bosco, Cà Maiol, Lamole di Lamole, Vistarenni, Sassoregale, Terrelíade e Cantina Mesa, rappresenta uno dei poli più significativi dell’enologia italiana, con oltre 22 milioni di bottiglie vendute nel 2019 in 94 Paesi del mondo. Il Gruppo è di proprietà dei quattro fratelli della 3a generazione della famiglia: Gaetano Marzotto alla Presidenza del Gruppo, Stefano Marzotto alla Presidenza di Zignago Holding, Luca Marzotto alla Vice Presidenza del Gruppo, e Nicolò Marzotto, membro del Consiglio di Amministrazione. La guida operativa è affidata all’Amministratore Delegato Beniamino Garofalo. I prodotti sono distribuiti nei 5 continenti con particolare focus su Italia, Canada, Australia, Germania e Stati Uniti, dove opera la società d’importazione e distribuzione Santa Margherita USA Inc., con sede a Miami. https://santamargherita.com

A Cormòns, nel Collio: le 30 vendemmie di Ronco dei Tassi

La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Oggi per la rubrica vi proponiamo il portabandiera della migliore enologia del Friuli Venezia Giulia: Ronco dei Tassi. L’azienda è stata fondata da Fabio Coser, ora affiancato dai figli Enrico e Matteo. Da 20 anni i suoi vini sono premiati con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Simbolo della cantina è il Fosarin Collio Bianco, che anche nella Guida 2021 si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento.
Enrico e Matteo Coser

C’è sul Monte Quarin, nel cuore del Collio Goriziano terra di grandi vini in Friuli Venezia Giulia, un posto magico, dove vigneti, bosco, radure si intrecciano e si compenetrano. La natura fa da protagonista, le vigne sono coltivate con passione, amore, sapienza antica uniti a tecniche colturali moderne ma estremamente rispettose dell’ambiente, il ronzio delle api che lavorano nelle arnie disposte sul limitar del bosco è l’unico lieve rumore (quasi una musica) che interrompe il silenzio.
È Ronco dei Tassi, l’azienda che Fabio e Daniela Coser hanno fondato 31 anni fa sopra Cormòns, in località Montona, ed ora conducono con i figli Enrico e Matteo. Era il1989 quando Fabio (noto enologo, consulente di importanti aziende) e la moglie decisero di acquistare un podere di circa 9 ettari, di cui 4 a vigneto, ai limiti del Parco naturale di Plessiva, zona di tutela ambientale ricca di flora spontanea e di numerosa fauna selvatica.

Cormons – Ronco dei Tassi – Vigna –
foto Elia Falaschi ©2016

La passione e il continuo impegno riposto in azienda, li ha portati a raggiungere importanti risultati e grandi soddisfazioni.
Sostenuti da tutto ciò, hanno acquistato nuovi vigneti con l’intento di aumentare lentamente la produzione aziendale mantenendo alto il livello qualitativo dei vini prodotti.
Oggi Ronco dei Tassi – che ha tagliato felicemente il traguardo delle 30 vendemmie- si sviluppa su una superficie di 50 ettari di cui 23 a vigneto.
«Il nome della nostra azienda deriva proprio dalla sua collocazione – spiega Enrico Coser“Ronco” per via della disposizione dei vigneti in terrazze ben esposte, denominate appunto ronchi, “dei Tassi” perché qui vivono delle colonie di tassi che quando matura l’uva diventano ghiotti consumatori dei grappoli più dolci e ci avvisano che è il momento giusto per iniziare a coglierla.»
Questo virtuoso rapporto fra bosco e superficie vitata, coltivata con tecniche estremamente rispettose dell’ambiente, consente di sviluppare realmente una viticultura ecosostenibile, a cui i Coser tengono assolutamente, a tutela dei loro consumatori e a garanzia di un futuro per il loro splendido territorio, che contribuiscono a preservare.

«La nostra filosofia di produzione – spiega Enrico – si basa principalmente sulla rigorosa attenzione nella coltivazione e nei sistemi di allevamento del vigneto, con controlli qualitativi e quantitativi che ci permettono di arrivare alla trasformazione dell’uva in cantina nel modo più sano e naturale possibile. Tutto ciò ci consente di conservare nei nostri vini le caratteristiche e la qualità tipiche del frutto e del territorio da cui hanno origine.»
La passione di tutta la famiglia, e il continuo impegno riposto con maestria in cantina, ha fatto raggiungere loro importanti risultati, tant’è che Ronco dei Tassi è oggi conosciuta per l’assoluta eccellenza dei suoi vini, pluripremiati da guide e critici italiani e stranieri. Basti ricordare che l’azienda nel suo complesso, una volta con un vino, una volta con un altro, si aggiudica da 20 anni i prestigiosi Tre Bicchieri del Gambero Rosso.  Di grande carattere e stile è il Fosarin straordinario Collio Bianco a base di Friulano, Malvasia, Pinot Bianco, portabandiera dell’azienda che non teme il tempo, molto apprezzato anche all’estero, che anche nella Guida del Gambero Rosso 2021 ha conquistato i Tre Bicchieri.

Cormons – Ronco dei Tassi – Barricaia
foto Elia Falaschi ©2011

Fra i suoi estimatori, il noto critico James Suckling. Altrettanto unica la pluripremiata Malvasia, fra i 10 migliori vini italiani nella Guida 100 migliori vini d’Italia del Corriere della Sera, che Forbes Speciale Vinitaly 2019 ha inserito fra i 100 migliori vini al mondo. È una spiccata vocazione verso i vini bianchi quella di Ronco dei Tassi: oltre al Fosarin e alla Malvasia, produce Friulano, Ribolla Gialla, Pinot Grigio, Sauvignon. Ad essi si affiancano l’interessante (e di grande futuro) Collio Rosso Cjarandon a base di Merlot e Cabernet, e il prezioso Picolit. Apprezzatissimi sul mercato estero, dove viene esportato circa il 60% della produzione, li si trova in Italia nelle migliori enoteche, ma possono essere acquistati anche direttamente in azienda, dove su prenotazione è possibile fare interessanti degustazioni guidate. Vale la pena di andarci, anche per conoscere Enrico Coser e la sua straordinaria famiglia. E capire, conoscendoli, quanta passione, impegno, maestria c’è dietro un bicchiere del loro stupendo vino.
Ronco dei Tassi
Località Montona 19, Cormòns (GO)
Tel. +39048160155
http://www.roncodeitassi.itinfo@roncodeitassi.it