Italiani in astinenza da sport, cercano in rete le vecchie partite che fecero la storia del calcio

Riceviamo e pubblichiamo
Dall’analisi effettuata da SEMrush, le partite dei mondiali 1982 e 2006 sono le più cercate online, Italia-Argentina del 1978 e Bayern-Inter del 2010 quelle con il maggior tasso di crescita a marzo 2020.

Gli italiani sono in astinenza da sport, in particolare da calcio. Questo è quanto emerge dall’ultimo studio di SEMrush, piattaforma SaaS per la gestione della visibilità online, che ha analizzato la media mensile delle digitazioni sui motori di ricerca nel nostro paese durante la quarantena.
Il lockdown ha imposto la sospensione di tutte le competizioni sportive, lasciando un Italia-campione-del-mondo-2006-1536x864vuoto nel cuore di moltissimi italiani, che, non volendo rinunciare alla propria passione, hanno optato per una ricerca online di quelle vecchie partite che fecero la storia del calcio italiano.
Ai primi posti della classifica delle partite più cercate in questi giorni, non sorprende trovare i campionati mondiali vinti dalla Nazionale Italiana, quelli del 1982 e del 2006. La partita che in assoluto sta suscitando maggior interesse è Italia-Francia del 2006, che a marzo 2020 è stata digitata sui motori di ricerca ben 40500 volte, il 2.032% in più rispetto al mese precedente. Posto d’onore per la storica Italia-Argentina del 1982 (18100 ricerche a marzo, + 4.541%), mentre sul terzo gradino del podio troviamo Germania-Italia 2006 (18100 ricerche a marzo, + 2.968%), la semifinale del mondiale che vide la vittoria della nostra nazionale contro i padroni di casa.
Quarta posizione, invece, per un altro storico match, quello della finale che fece vincere all’Italia i mondiali del 1982 contro la Germania Ovest, consegnando alla nostra nazionale la coppa più ambita dopo 44 lunghissimi anni senza riuscire a vincerne, dopo 2 vittorie consecutive (l’Italia vinse nei campionati del 1934 e del 1938). La partita è stata rivista nel mese di marzo 14800 volte, il 1.380% in più rispetto al mese precedente.
Lo scontro che, invece, ha visto le sue ricerche in rete crescere con il maggior tasso percentuale è Italia-Argentina 1978, campionato del Mondo vinto proprio Italia-campione-del-mondo-1982dall’Argentina, che segna un incremento di interesse del 7.018% (12100 ricerche). Un mondiale controverso, nel quale la nostra nazionale dovette accontentarsi del quarto posto, che è tornato a destare interesse un paio di anni fa, con alcune affermazioni di giocatori, che dichiararono fosse stato truccato.
Crescono del 4.789% le ricerche della partita Bayern-Inter 2010 (4400 in totale), finale di Champions League disputata a Madrid tra i tedeschi del Bayern Monaco e il club neroazzurro nostrano, che si aggiudicò il primo posto. Questa partita si piazza al secondo gradino del podio per crescita percentuale, ed è l’unico scontro non legato ai mondiali che riesce ad entrare nella top 5 delle partite più cercate online. Per trovare un’altra voce extra Mondiali, dobbiamo scendere fino alla decima posizione, con il match Milan-Liverpool 2007, altra finale di Champions League, che si tenne ad Atene, cercata online 12100 volte (+1.110% rispetto a febbraio).

Inter –Milan: l’emozione indescrivibile 

di Raffaele C.
Oggi per l’angolo del tifoso raccogliamo la testimonianza di un tifoso che ha assistito al derby della Madonnina, versione nerazzurra.

Il giorno dopo sembra di essere ancora lì dentro, in quella curva, ad abbracciare qualcuno che nemmeno conosci e che sta provando le tue stesse emozioni. Emozioni che IMG_8316-10-02-20-03-37forse in 25 anni di curva avevo provato allo stesso modo solo al Santiago Bernabeu in quella lunghissima notte del 10 maggio. Emozioni che solo lo stadio ti può dare e proprio per questo è difficile descrivere la carica di adrenalina che ti entra dentro e l’eccitazione generale: non si è in salotto ma dentro al campo, non ci sono quindi 11 giocatori ma siamo 12 con me li in mezzo, non sono seduto sul divano ma salto, urlo, gesticolo, mi arrabbio, tifo, piango e gioisco allo stesso tempo.
Il derby poi, il derby di Milano, come puoi descrivere quello che senti a chi non c’è? Basta vedere la marcia di avvicinamento alla scala del calcio: bambini, ragazzi, uomini, donne, famiglie intere… tutti insieme, con i loro colori e i propri vessilli senza un insulto, senza una parola fuori posto, come dovrebbe essere sempre per una partita di calcio in Italia e nel mondo. Poi passi i tornelli, entri nella pancia dello stadio e li capisci, ancora una volta, che qualsiasi cosa accada ne uscirai comunque con un’emozione in più, qualcosa che sicuramente non dimenticherai. Vedi lo spettacolo del IMG_8315-10-02-20-03-37tifo… le curve… e capisci che c’è gente che vive il Derby ogni giorno dell’anno e per far sì che la propria coreografia sia migliore dell’altra o semplicemente più emozionante. E vi assicuro che anche domenica l’emozione delle coreografie è stata magnifica come ogni derby che si rispetti. La curva rossonera ha proposto un “interista zabetta” che in dialetto milanese vuol dire pettegolo e che sembrerebbe un messaggio rivolto ai cugini accusati di collaborare con le forze dell’ordine in riferimento a situazioni o episodi successi in passato mentre la curva interista ha preso spunto dalla storia con un “vipereos mores non violabo” che significa non Violerò le usanze dragonesche, frase che fa riferimento al Biscione dei Visconti, da sempre simbolo dell’Inter.
Ecco… anche stavolta le due curve hanno vinto, sia la nord sia la sud, perché con la loro passione, il lavoro di mesi e la fatica per far sì che tutto sia perfetto non può aver un solo vincitore.
Dopo tutte queste emozioni, ci sarebbe anche la partita… anzi, le due partite perché domenica, incredibilmente, sembra come se ne fossero giocate due. La prima, da quarantacinque minuti, ha visto una sola squadra in campo, il Milan, capace di 5003-10-02-20-03-37dominare in lungo e in largo una squadra che aveva 19 punti in più in classifica e portarsi meritatamente in vantaggio 2-0. Al rientro dagli spogliatoi invece, inizia la seconda partita. Perché l’orrore generale del primo tempo della squadra che ha 19 punti in più si trasforma in orgoglio: l’Inter la ribalta, vince e aggancia la vetta della classifica dimostrando di essere una squadra che non è per nulla perfetta ma che non si arrende mai. Mai. Quindi termina 4-2 uno dei derby più belli della storia, lo vince l’Inter sul campo ma, forse, Non lo perde Nessuno perché le emozioni provate vanno a prescindere dal tifo, dai colori e dalla fede.
E le emozioni si sa, ti restano dentro comunque sia andata.

San Siro è un’emozione… parola di Jacopo!

di Jacopo Scafaro
Oggi "L'angolo del tifoso" raddoppia... solo dopo che l'articolo è andato on line ci siamo accorti che la seconda parte dello stesso non era pubblicata. Segno del destino? Allora abbiamo deciso di raddoppiare. Dopo il racconto di Roberta Pelizer vi proponiamo quello di Jacopo Scafaro.

Chi parla di demolizione in nome del progresso calcistico gode di tutta la comprensione possibile.
Chi asserisce che, per tornare ai vertici del calcio internazionale, le due squadre della ridottoMadonnina abbiano necessità di uno stadio di proprietà, ha completamente ragione.
Chi trova che il calcio si stia trasformando in un prodotto che deve avere sempre maggior vendibilità, ha letto con criterio e competenza l’evoluzione che questo sport ha già intrapreso e inarrestabilmente proseguirà.
Forse, però, coloro che senza batter ciglio vorrebbero far sparire San Siro in nome di tutte le succitate, (sacrosante) ragioni, hanno dimenticato qualche piccolo particolare.
Forse, non conoscono gli occhi dei ragazzi che mettono piede per la prima volta in quella struttura.
Quell’accozzaglia di metallo che, come per incanto, non appare più come tale: cambia la dimensione, il sogno diventa realtà, l’emozione ti fa strappare un sorriso prima della foga dell’incontro, l’atmosfera sembra diversa da tutti gli altri posti del mondo.
Ti senti al centro.
Forse, i cultori delle pay-tv non ricordano che questo stadio porta il nome di un’icona del calcio mondiale, di un atleta che nessun mezzo tecnologico potrà riportarne le gesta, ma che solo i resoconti di chi all’epoca lo ha visto o ne ha solo sentito parlare IMG_8073-02-02-20-09-09possono farci immaginare quanto leggendario sia stato.
Forse, che è stata la casa del Milan di Nereo Rocco, che ha reso Milano una delle capitali del calcio internazionale, non è stato ritenuto importante.
Forse, la memoria ha fatto brutti scherzi e non si ricordano che è stato il teatro delle galoppate di Maldini; della fierezza di Baresi; delle giocate da stropicciarsi gli occhi di Sheva e di Inzaghi; degli attaccanti da urlo alla Weah; dell’estro troppo grande per concentrarsi solo su una parte del Naviglio ieri come oggi di Ibrahimovic.
Sì, perché San Siro, per tutti gli amanti del calcio e non solo, è amore.
Se ci sono cose nella vita che appartengono all’irrazionale queste sono certamente i sentimenti.
E tra questi quello probabilmente più irrazionale, quello ci riporta ad essere bambini tra gli adulti e che annienta, in un attimo, tutte le differenze tra le classi sociali cui si appartiene, è il tifo per la propria squadra di calcio. Credo che ognuno di noi possa aver abbia cambiato idea politica, moglie, fede religiosa, ma squadra di calcio no. A parte Emilio Fede, ma lì è un’altra storia.
Io sono milanista.
Tornare oggi a vedere il Milan allo stadio dopo qualche mese d’assenza è stata una boccata d’ossigeno.
È vero sul campo la squadra da qualche anno singhiozza, alterna grandi partite a prove incolore – come successo ieri – ma questo non può da parte mia non farmi smettere di IMG_8070-02-02-20-09-09amore quei colori, che ho tatuato sulla pelle.
Siamo Ibra dipendenti – oggi ne abbiamo avuto la prova – ed è un peccato perché in questa terza giornata di ritorno si poteva dare un’accelerata alla pazza rincorsa per un posto Champions.
Però che spettacolo mentre ero seduto al primo anello rosso, vedere uno stadio così; sempre pieno di persone, famiglie, amici e perché no anche gli avversari, tutti li. Penso che poche squadre possano avere un seguito così, anche in questi anni di sofferenza il popolo rossonero non ha mai mollato i ragazzi ed i colori rossoneri.
Ma è normale, perché il Milan, per tutto quello che ho detto, è qualcosa che non attiene alla razionalità ma alla sfera più innocente e vera dei sentimenti.