Buon Anno da RPFashion & GlamourNews

A cura di Roberta Pelizer e Jacopo Scafaro 

Tutta la redazione di RPFashion & GlamourNews augura un buon Anno nuovo ai nostri lettori, con la speranza che il 2023 sia veramente un anno migliore.

Non so se anche voi provate la stessa sensazione, ma a me il Capodanno fa sempre un po’ impressione, perché è allo stesso tempo la fine e l’inizio di un ciclo. È difficile lasciarsi qualcosa alle spalle: è un’azione che prevede un salto nel buio, un tuffo a occhi chiusi verso nuove esperienze, che potranno rivelarsi positive o negative. È un’occasione per ricominciare da zero o per continuare quel che abbiamo iniziato e vale la pena portare avanti. È un modo – scrive il Caporedattore Jacopo Scafaro – per stabilire nuovi obiettivi o per rivalutare quelli vecchi, cercando di capire se ci stanno portando proprio dove vogliamo arrivare. È anche una sfida con noi stessi, il momento giusto per metterci in discussione e capire cosa ci piace di noi e cosa vogliamo cambiare. A tutti auguri per un anno spettacolare”.

Roberta Pelizer, Direttore Editoriale del nostro giornale ci dice: “Eccoci qui, alla fine di questo lungo e complicato 2022, come sempre accade il 31 dicembre tiriamo sempre le somme di quello che è successo nei 365 giorni appena trascorsi, alla famiglia, il lavoro, i soldi, gli amici, alle occasioni perse e a quelle colte. Per ognuno di noi c’è qualcosa che non vorremmo più ritrovare mentre per altri la speranza è che resti tutto così com’è, siamo tanti e tutti diversi ma l’augurio che ci accomuna tutti e’ quello che sia più bello per tutti sotto tutti i punti di vista. Abbiamo lottato contro una pandemia che ci ha colpiti tutti per vari motivi, ad alcuni ha causato danni ingenti ad altri un po’ meno ma questo non ci deve abbattere, ma rafforzare. Il mio augurio è quello di poterci affacciare al 2023 con la forza e la speranza, la grinta e la giusta cattiveria per realizzare i nostri desideri e sogni.”

La vita umana è bella e va vissuta in pienezza anche quando è debole ed avvolta dal mistero della sofferenza” diceva Papa Benedetto XVI. Buona vita e buon anno e tutti.

Il Piemonte del vino unito contro la crisi

Riceviamo e pubblichiamo
Covid -19. Le richieste di Piemonte Land per aiutare il vino piemontese a superare la crisi: distillazione d’emergenza, stoccaggio, riduzione delle rese e promozione.

La crisi dovuta alla pandemia da Covid-19, con la chiusura di mercati nazionali ed esteri e la contrazione violenta dei consumi, nonché la cancellazione di  molti img (1)ordinativi, rischia di mettere in ginocchio il mondo del vino piemontese e di avere ripercussioni nefaste e imprevedibili su una filiera agricola che coinvolge molti altri comparti produttivi, dalla tecnologia ai nuovi media.
Per questo Piemonte Land, il superconsorzio che raggruppa e armonizza la comunicazione dei Consorzi di Tutela dei vini piemontesi, ha elaborato una serie di richieste alle istituzioni regionali e a quelle nazionali. Richieste che qui sono presentate in modo sintetico.
La distillazione d’emergenza delle eccedenze vinicole, da avviare eventualmente alla produzione di alcol igienizzante, è proposta principale e va imputata soprattutto img (6)all’incertezza sulla reale capacità del mercato domestico e di quelli esteri di assorbire le produzioni di vino piemontese.
Essa dovrà essere applicata a tutte quelle denominazioni che ne abbiano necessità. La quantità di prodotto da avviare alla distillazione d’emergenza si aggira tra i 250 e i 280 mila ettolitri con un valore stimato attorno ai 43 milioni di euro. Questa soluzione eviterebbe giacenze di prodotto invenduto prima della vendemmia che potrebbero generare dannose speculazioni.
Lo stoccaggio entra a buon titolo tra le opzioni per arginare la crisi attuale.
I numeri che arrivano dai Consorzi di Tutela, infatti, parlano di una quantità di vini da stoccare che sfiora i 600 mila ettolitri, tra sfuso, imbottigliato e prodotto da avviare alla img (5)conservazione refrigerata. Gli aiuti, attraverso l’attivazione di opportuni impianti e disposizioni logistiche, riguardano un volume di prodotto pari a un controvalore di poco superiore ai 21 milioni di euro.
La riduzione delle rese, sia in vigneto sia in cantina, deve essere considerata come una delle soluzioni che possono limitare i danni della crisi da Covid-19. I rapporti nazionali ed internazionali di scambio avranno una ripresa lenta, lo scopo è quello di diminuire la produzione di uva e di vino in modo da evitare pericolosi surplus che inciderebbero in maniera negativa sui prezzi. Gli ettari interessati, in tutte le aree viticole piemontesi, sono circa 34 mila, per un volume attorno ai 731 mila quintali di uva e un valore di 58 milioni di euro.
Piemonte Land chiede con forza di dare un impulso significativo alla promozione delle Denominazioni regionali sui mercati interno e internazionale. I Consorzi di Tutela, infatti, concordano sull’importanza strategica di un grande sforzo futuro finalizzato a riconquistare e le quote di mercato perse durante la pandemia e img (7)garantire un reddito dignitoso ai viticoltori ed a centinaia di famiglie. Per questo ritengono indispensabile rivedere i bandi OCM e PSR, consentendo variazioni in materia di investimenti e paesi target.
Vi sono anche altri strumenti che Piemonte Land, d’intesa con i Consorzi di Tutela suoi associati, intende proporre. Essi sono:
– L’incremento della percentuale ammessa al taglio d’annata, attualmente pari al 15%, che offrirebbe un utile strumento per gli anni a venire, rimandando l’immissione sul mercato di importanti quantitativi di prodotto.
– Il posticipo delle scadenze relative agli impianti, vista la difficoltà a recuperare la manodopera necessaria.
Infine alcune considerazioni di Filippo Mobrici, presidente di Piemonte Land:  «La chiusura del canale Horeca (hotel, ristoranti, bar, enoteche) ha causato un’insostenibile contrazione delle vendite per molte aziende, solo in parte attenuata dai flussi in GDO, la grande distribuzione organizzata. Il rischio concreto per il vino piemontese è di non img (8)riuscire a sopportare lo stress finanziario causato dal Coronavirus. Per questo ci stiamo attivando in tutte le sedi opportune per chiedere misure straordinarie utili a superare questo periodo e preparare il terreno per il futuro rilancio del comparto. Fin da ora – continua Mobricidobbiamo pianificare una grande azione promozionale per rilanciare i nostri vini da sempre ambasciatori della nostra regione nel mondo. Lancio un appello a tutti gli operatori del territorio, affinché mostrino la solidarietà indispensabile a gettare il seme della ripresa. In questo momento è fondamentale stringersi attorno alle nostre Denominazioni, dalla cui salute passa l’economia e la salvaguardia del nostro territorio».

#iorestoacasa e, nonostante tutto, brindo a una Pasqua di rinascita!

La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Ecco i suggerimenti per accompagnare un pranzo rigorosamente a casa.

Una bottiglia di vino implica la condivisione; non ho mai incontrato un amante del vino che fosse egoista” così affermava l’intellettuale americano Clifton Fadiman.
brindisiCondivisione? In questo periodo la condivisione non può che essere virtuale e molto virtuale sarà anche la Pasqua.
Ogni anno arriva un giorno speciale che ci ricorda di festeggiare la rinascita della natura e dei suoi splendidi colori… la Pasqua. Il tempo, infatti, va avanti anche se a noi pare che tutto si sia fermato; un messaggio che, in questo momento, risulta rassicurante in un momento di incertezza. Per celebrare la Pasqua, il 12 aprile brindiamo insieme alle giornate primaverili, sempre più lunghe e calde, un momento speciale per ricordarci di ammirare la bellezza e la semplicità delle piccole cose, anche se solo a distanza.Ecco una selezione di bottiglie che idealmente ci porteranno in Lombardia, Veneto, Piemonte e Toscana per alzare il bicchiere e festeggiare con un brindisi laPasqua!

Franciacorta Brut 2011 CruPerdu DOCG– Castello Bonomi
4.Bonomi CruPerdu_rend MillesimatoIl CruPerduè il Franciacorta emblema di Castello Bonomi. Ottimo come aperitivo e ideale a tutto pasto. Un Franciacorta longevo, che esprime tutta la sua potenza e mineralità, frutto di una maturazione lenta, accompagnata passo passo ed accudita secondo i dettami della Viticoltura ragionata. Un vino dal colore paglierino luminoso, con riflessi verde oro e dal fine perlage. Al naso si presenta avvincente e complesso, con profumi che rimandano a frutti tropicali, lieviti e note tostate, mentre al palato è morbido e avvolgente con note sapide e agrumate.Il Franciacorta CruPerdu Castello Bonomi accompagna in modo sublime piatti delicati a base di pesce. Ottimo con i crostacei e crudité di mare. Da provare anche con la tartare di manzo.

Franciacorta Brut Millesimato DOCG – Lo Sparviere Franciacorta 
Brut Millesimato_Lo SparviereIl Franciacorta Brut Millesimato DOCG di Lo Sparviere racchiude in un bicchiere l’eleganza discreta della sua terra d’origine.
Uno Chardonnay in purezza dal perlage fine e continuo caratterizzato da un color giallo paglierino brillante.
Al naso la nota biscottata in apertura si evolve verso la dolcezza del miele d’acacia, della frutta candita e della cera d’api.
Al palato è fresco, equilibrato e leggermente agrumato con una buona persistenza. Ottimo per gli amanti dell’aperitivo ma adatto ad accompagnare anche l’intero pasto.

Zero Alta Langa DOCG – Metodo Classico riserva PasDosé- Enrico Serafino
Enrico Serafino_zeroLa Enrico Serafino festeggia la Pasqua con ZERO riserva PasDosé, lo spumante che meglio rappresenta la linea Alta Langa.
La complessità del terroir si esprime appieno grazie alla meticolosa esecuzione di ogni passaggio dalla vite al vino.Dal colore giallo paglierino chiaro, presenta un fine e persistente “perlage”.
Al naso è ampio, complesso, profondo con sentori di fiori di tiglio, miele, frutta bianca matura, agrumi e crosta di pane. Al palato giunge poliedrico, corposo, elegante e intenso, con una struttura vibrante e un retrogusto minerale molto lungo.

Refosco dal Peduncolo Rosso Riserva Roggio dei Roveri – Bosco del Merlo
Refosco Roggio dei Roveri_Bosco del MerloLa cantina Bosco del Merlobrinda alla Pasqua con un Refosco inpurezza, vitigno autoctono friulano, patrimonio della biodiversità del territorio.
Refosco dal Peduncolo Rosso Riserva Roggio dei Roveri, nasce da uve selezionate nei vigneti più vecchi e perfettamente adattati al territorio, vendemmiate a mano e selezionate attraverso una cernita qualitativa.
Un vino riserva dal color rosso deciso con sfumature avvolgenti che portano all’olfatto note di frutti di bosco. Al palato è elegante, in perfetta armonia e con una solidastruttura. Un regalo perfetto per i palati più esigenti: austero ma caldo. Si accosta alla perfezione a piatti di carni rosse e arrosti.

Teste Dure – Buglioni
Teste Dure_BuglioniL’Amarone della Valpolicella Classico Riserva DOCG Teste Dure viene prodotto dalla CantinaBuglioni unicamente in annateeccellenti. Un vino da meditazione, protagonista, che rappresenta al meglio tutti coloro che sanno aspettare per avere l’eccellenza.
Dal color rosso rubino intenso con sfumature granate, conquista con il suo profumo elegante di amarena, frutta matura e spezie, con sentori di vaniglia, tabacco e liquirizia. Il suo gusto pieno e vellutato è ideale per accompagnare selvaggina e formaggi. Gli amanti del cacao potranno provarlo in abbinamento al cioccolato fondente per un’esperienza sensoriale particolare.

Asolo Prosecco Superiore DOCG Brut – Giusti Wine
Asolo Prosecco BrutLe migliori uve Glera provenienti dai vigneti situati in Veneto, tra le dolci colline del Montello e dei Colli Asolani, regalano questo Prosecco DOCGBrutGiusti Wine che si presenta di colorgiallo paglierino scarico con riflessi verdognoli.
Il suo profumo è intenso, fruttato, con sentori di mela acerba e limone; la nota floreale dominante è quella del glicine in fiore e dell’acacia.
Il suo gusto fresco e la buona struttura arrivano al palato in modo gradevole e armonico.Ottimo sia da aperitivo che da tutto pasto; sempre all’altezza delle occasioni più importanti.

Integral Millesimato 2018 Prosecco Superiore DOCG– Merotto
Integral 18Integral è l’ultimo nato in casa Merotto, un vino ottenuto per sottrazione che risponde ad una nuova sfida: mantenere intatti struttura e carattere eliminando quasi totalmente l’apporto zuccherino, portato a soli 3 g/l.
Integral nasce da un singolo vigneto di 40 anni situato a Col San Martino (frazione di Farra di Soligo, TV) che, nel tempo, ha dimostrato la sua particolare qualità. È ottenuto con una rifermentazione lunga, prolungata per 60 giorni sui lieviti, per giungere a una certa struttura pur in assenza di zuccheri aggiunti.
Alla vista di presenta di colore giallo paglierino con riflessi cristallini, con spuma brillante a grana sottile e perlage fine e persistente. Il suo profumo è fresco e minerale, con spiccate note di frutti a pasta bianca. Dal gusto agile, scattante, sapido e asciutto è un brut sincero, fresco ed elegante.

Chianti Classico Gran Selezione DOCG Vigna il Corno- Castello di Radda
CR-SELEZIONE141500Castello di Raddaporta al pranzo di Pasqua il Chianti Classico Gran Selezione DOCG Vigna il Corno, un Sangiovese in purezza.
Di colore rubino limpido con riflessi granati, si presenta all’olfatto intenso con note di frutta a bacca rossa e sentori di spezie e vaniglia.
Ha un gusto persistente ed equilibrato, con un finale fresco e piacevolmente sapido e una trama tannica ben integrata e complessa. Ideale abbinato con carni rosse, cacciagione, brasati e formaggi stagionati.

Vin Santo del Chianti Classico DOC 2009 – Castello di Meleto
VinSanto_MeletoDall’antica tradizione vinicola della Toscana arriva il Vin Santo di Castello di Meleto. Di colore giallo ambrato ha tipici sentori di frutta secca, miele, albicocca, con note di vaniglia e spezie.
Ha un gusto pieno e vellutato ed è un vino di grande struttura e rotondità. Il lungo finale persistente mantiene una piacevole nota di acidità.
Adatto non solo per accompagnare i soliti cantuccini ma anche perfetto da abbinare a fois gras e patè, ideale per accompagnare i formaggi stagionati.

Cantagrillo – La Leccia
canta grilloLa cantina La Leccia, situata sui colli della Val di Botte vicino Montespertoli, è un’azienda di dimensioni a misura d’uomo che festeggia la Pasqua in famiglia con il suo Cantagrillo, di colore giallo paglierino acceso con intriganti riflessi dorati. Un vino al cui profumo si denota uno spiccato carattere minerale su uno sfondo di note fruttate fresche, di agrumi e di mela Golden nonché di delicati sentori vanigliati e tostati.
Gradevoli sentori di erbe officinali ed essenze aromatiche mediterranee ne completano l’espressione olfattiva. Al palato ci sono vivacità e freschezza supportate dalla rotondità del sapore con un finale intenso e sapido, tipico del territorio Chiantigiano. Ideale come aperitivo, per accompagnare tutti i piatti di pesce e frutti di mare, ma anche con carni bianche e antipasti leggeri.

Il 28 di Via San Nicolao – Amaro d’Erbe – Distillerie Berta
il-28-di-via-san-nicolaoIl 28 di Via San Nicolaodi Distillerie Bertaprende il nome dalla via dove è nata la prima distilleria di famiglia e nasce da un segreto mix di zucchero, aromi, infusi e distillati di erbe e radici aromatiche che derivano dal parco botanico di casa Berta. Dal colore caldo e intenso, il 28 di Via San Nicolao si caratterizza per uno straordinario sentore di erbe tra cui spiccano il rabarbaro, la genziana e la liquirizia. Rimane in bocca a lungo in un’esplosione di note fruttate tra le quali predominano l’arancia, la pesca e i frutti di bosco con sentori di tabacco e vaniglia.Ideale per il consumo puro ma perfetto anche nella mixology, per creare un cocktail dal sapore ricco e avvolgente. Ecco la ricetta: miscelare Il 28 di via San Nicolaocon acqua tonica, aggiungereangostura bitter e una fetta di cetriolo. Nasce così un drink singolare, ricco di personalità, un modo unico per concludere il pranzo pasquale!

AIS e la degustazione si fa social

Riceviamo e pubblichiamo
Il distanziamento sociale non ferma l’attività dell’Associazione Italiana Sommelier: il vino si degusta su Facebook e Youtube con campioni e relatori professionisti.

DEGUSTARE SUI SOCIAL
Le necessarie misure che hanno stabilito l’isolamento degli italiani non impediscono unnamedagli appassionati di vino di bere un bicchiere in casa propria, meglio ancora se a trattare di Bolgheri, Etna o Barolo ci sono i campioni e i relatori della più grande associazione di sommelier del mondo. Così, contre video-degustazioni alla settimana, pubblicate sulla propria pagina Facebook, sul canale Youtube e sul sito ufficiale, l’Associazione Italiana Sommelier ha deciso di rimanere accanto ai propri soci, e di coinvolgere tutti i wine lovers della rete, raccontando le grandi denominazioni del Paese.
CAMPIONI E RELATORI
Protagonisti dei video i vincitori del concorso come ”Miglior Sommelier d’Italia”, e i unnamed (2)relatori dell’Associazione, che si sono prontamente messi a disposizione dai propri schermi. Così, per fare qualche esempio, Nicola Bonera, già campione del 2010, tratterà di Franciacorta e Valtènesi; Valentino Tesi, campione in carica, le variegate zone del Chianti Classico; Eugenio Tropeano, presidente di AIS Basilicata, le sfumature dell’Aglianico del Vulture. Assieme a loro, tanti altri sommelier professionisti, incluso il presidente nazionale Antonello Maietta, pronto a parlare di uno dei vini dolci più apprezzati del mondo: il ligure Sciacchetrà.
LA DISTANZA NON CI DIVIDE
“Abbiamo coniato un hashtag significativo per il nostro progetto: #ladistanzanoncidivideunnamed (1)ha dichiarato il presidente nazionale Maietta – perché la distanza non ci divide dal sodalizio con i nostri soci e con tutti gli amanti del vino. Per un periodo non potremo vederci nelle aule e agli eventi, ma la nostra attività di formazione non si ferma: ci vedremo comunque attraverso i canali della comunicazione AIS. I migliori sommelier d’Italia, i nostri docenti, sono felicissimi di poter condividere argomenti che stanno loro particolarmente a cuore e del quale sono profondamente a conoscenza”.
NON SOLO DEGUSTAZIONI
Le possibilità offerte dalla rete non si fermano alle degustazioni, e si estendono a quelle unnamed (3)dell’ordinaria gestione associativa. Sull’apposita piattaforma didattica, AIS Educational, sono già a disposizione i questionari di autovalutazione relativi al primo e al secondo livello del corso, per tutti i soci desiderosi di ripassare e tenersi in allenamento in attesa di completare il proprio cammino per diventare sommelier. Intanto, adeguando le proprie procedure all’emergenza coronavirus, per la prima volta nella storia di AIS, i membri del Consiglio Nazionale hanno potuto riunirsi tramite videoconferenza, lavorando dallo schermo di casa propria per portare avanti i progetti in corso.

Umbria Top Wines: condivisa la scelta di rimandare il Vinitaly al 2021

Riceviamo e pubblichiamo
Umbria Top Wines condivide la scelta di Veronafiere di annullare e rimandare anche Vinitaly al 2021; il Presidente Sepiacci: “Stop necessario visto lo scenario ancora davanti, per ripartire però con più forza e in un periodo migliore”. Le cantine umbre sono ora pronte a rivedere, con fiducia e in collaborazione con la regione, la loro promozione per il 2020. La situazione del settore, a livello internazionale, mette in difficoltà anche la realtà vitivinicola umbra: le Istituzioni hanno il dovere di attivarsi a supporto delle Aziende.

Condividiamo la scelta di Veronafiere di annullare il Vinitaly, così come la decisione di collocarlo al prossimo anno, per consentire all’Italia del vino di ripartire nel migliore dei modi”. Ad affermarlo è Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top Wines, dopo img vigna_altal’annuncio sullo spostamento del più importante evento nazionale dedicato al mondo del vino a causa dell’emergenza coronavirus. La società cooperativa del vino umbro, che raggruppa la maggioranza delle aziende vitivinicole regionali, aveva infatti programmato da tempo la consueta trasferta a Verona con 60 cantine provenienti da varie aree vinicole regionali.
Il protrarsi della situazione di emergenza anche a livello internazionale, con l’annuncio di pandemia globale, ha portato gli organizzatori a ricollocare l’evento al prossimo anno per assicurare a espositori e visitatori il più elevato standard qualitativo del business. Decisione del riposizionamento di Vinitaly al 2021 quindi giustamente presa d’intesa con i rappresentanti delle associazioni di settore. “Uno stop necessario e ben ponderato e senza dubbio difficile, visto che è la prima volta che succede nella storia di Vinitaly – sottolinea ancora Sepiacci – con l’intenzione però di lavorare fin da ora, ognuno per le sue possibilità, al rilancio dell’immagine internazionale dell’Italia e scommettendo su una rapida ripresa economica nei settori chiave del Paese e, se si pensa all’universo vino, anche per la nostra regione”.
Il 2020 per Umbria Top era iniziato con il piede giusto, con l’Umbria del vino che a febbraio era volata per la prima volta a Parigi al Wine Paris in un contesto di livello internazionale insieme a migliaia di espositori da tutto il mondo. Il mese prima, a gennaio, c’era stata l’ormai consueta esperienza al Bellavita Expo di Amsterdam che per Umbria Top va avanti dal 2016. Per Sepiacci quindi “Ora dobbiamo immediatamente riprogettare il tutto per poter ripartire al più presto, già nei prossimi mesi, con la img tramonto_altapromozione della nostra ‘wine experience’ a livello regionale, nazionale e internazionale”.
Le cantine umbre, sotto l’ala di Umbria Top, non si scoraggiano quindi e sono ora pronte a rivedere la loro promozione dell’Umbria del vino, sia per quello che sarà possibile fare ancora nel 2020 sia con una visione per il 2021, senza naturalmente sottovalutare la difficile ed incerta situazione.
L’Umbria del vino, seppur considerata una piccola regione nel panorama enoico italiano, rappresenta uno dei settori più importanti del sistema agroalimentare locale: si parla di circa 12.200 ettari di superficie vitata. La produzione si aggira intorno ai 700.000 ettolitri, con un sistema regionale che conta 2 Docg, 13 Doc e 6 Igt. In questa regione esistono circa 240 strutture di trasformazione delle uve di cui circa il 20% sono condotte da giovani imprenditori. Un ruolo importante lo svolgono le cantine sociali che rappresentano con il 40%, una quota significativa. Per quanto riguarda l’export, ad oggi, come riporta Wine Monitor, le esportazioni del vino umbro rappresentano una quota di oltre 36 milioni di euro.
In cantina e in campagna il lavoro prosegue e si spera, nei prossimi mesi, in una lenta ma progressiva ripartenza delle vendite; si auspica poi che la seconda parte dell’anno possa essere molto ricca e intensa di appuntamenti per far conoscere sempre più questi vini e il loro territorio d’origine, straordinario patrimonio enologico italiano.

Le attività di Umbria Top sono possibili grazie alla MIS 3.2 – Psr Umbria 14/20.
Si ringrazia per l’utilizzo delle immagini di ‘Umbria Wine Experience’ l’Ufficio comunicazione istituzionale della Regione Umbria.
Umbria Top / via della Pallotta, 12 - 06124 Perugia
Tel. 075.5837666 / info@umbriatopwines.it  
www.umbriatopwines.it

#ILVINOCIUNISCE: da elemento sociale a social

Riceviamo e pubblichiamo
Il vino è un elemento di socializzazione ma, in tempi di distanziamento sociale, diventa stimolo social.

Una degustazione virtuale che unisce tutta l’Italia.
Con questa iniziativa ONAV desidera rinnovare lo spirito dell’associazione, promuovendo un’iniziativa virale, aggettivo che di questi tempi suscita paura ma che, bicchiere-di-vinonel web, indica una grande e positiva diffusione.
Ognuno degli oltre 9000 Assaggiatori di Vino ONAV posterà, a partire dal 26 marzo alle ore 12.00 fino al 13 aprile alle 24.00, una degustazione virtuale, realizzata a casa propria, nel pieno rispetto della campagna #iorestoacasa.
«Non vogliamo sminuire la drammaticità del momento che stiamo vivendo ma riteniamo che l’iniziativa possa essere un viatico per pensare positivo e fare passare con sobrietà, questi giorni. In questo modo, inoltre, anche se a distanza potremo proseguire il nostro impegno nella diffusione della cultura del vino». Afferma il presidente Vito Intini.
Seguendo le pagine social di ONAV, infatti, chiunque lo desideri, socio o non socio, potrà downloadseguire le degustazioni.
Ecco le semplici regole per realizzarle:
⁃ presentare il vino, l’azienda, i vitigni, la metodologia di produzione, descrizione organolettica, senza il punteggio;
⁃ indossare un segno di riconoscimento ONAV: logo, spilla, manuale, valigetta, calice ONAV, da mettere nell’inquadratura;
⁃ realizzare un video tra i 90 e 120 secondi e solo formato orizzontale;
⁃ postare il video sul proprio profilo Facebook con questo testo: “#ilvinociunisce #iorestoacasa

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Riscopriamo i buoni vini in attesa di brindare felici

La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Per la sua rubrica La Capra Enoica una breve analisi sulla situazione attuale partendo da un aforisma di Charles Bukowski.

Nella rubrica di oggi voglio partire da un aforisma di Charles Bukowski: “Quando sei felice bevi per festeggiare. Quando sei triste bevi per dimenticare, quando non hai nulla per bicchiere-di-vinoessere triste o essere felice, bevi per far accadere qualcosa“.
Insomma l’importante è trovare qualsiasi scusa per bere un buon bicchiere di vino.
L’importante è bere bene e in modo consapevole.
E questi giorni di reclusione forzata potrebbero, tra le tante attività casalinghe da riscoprire, essere utilizzati per scoprire o riscoprire qualche buon vino.
Sicuramente in cantina o in qualche armadio della sala o della cucina conserviamo qualche bottiglia oppure nelle misurate uscite (mi raccomando giustificate e accompagnate da autocertificazione) per approvvigionarsi dei generi alimentare inserire nella lista della spesa una bottiglia di vino condividendone il piacere con chi vive insieme a noi la “clausura” di questi giorni.
Bukowski ha proprio ragione: bevi per far accadere qualcosa.
E in questi giorni riscopriamo la famiglia, i cari con cui viviamo insieme sotto lo stesso bottiglia bicchieretetto e, perchè no, condividendo questo grande spettacolo che è il vino, il buon vino… naturalmente mantenendo le distanze prescritte, anche in casa, e rispettando tutte le buone norme che ci sono state fornite.
Poi ,sicuramente, ci sarà il tempo per festeggiare, quando tutto sarà finito, e allora alzeremo nuovamente in calici in alto, insieme, forse migliorati da questa vicenda e più consapevoli della nostra vita…
… troppo breve per bere vini pessimi, come diceva Goethe.
#iorestoacasa ma non rinuncio al piacere di un buon bicchiere di vino!

Pesci nel vino e i ricordi enoici nella Capitale

La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Partendo da una curiosità legata all’antica Roma qualche ricordo dei vini degustati a Roma.

Sfrugugliando tra le curiosità legate al vino e al suo mondo sono incappato in questa curiosità veramente particolare: “Ai tempi dell’Impero Romano i ricchi versavano il vino-bianco-1200x900vino nelle vasche dei pesci per rendere più saporite le carni”.
E lì mi sorge spontanea la domanda : ma così facendo non li facevano morire ubriachi?
Mi viene in mente come Obelix interpretava il SPQR… Sono Pazzi Questi Romani.
Poi… perché sprecare tanto buon vino miscelandolo con l’acqua?
Idealmente passeggiando per le vie di Roma, città che non frequento da parecchi anni, mi ritornano in mente tanti ricordi che ho già raccontato mesi e mesi orsono quando raccontavo dei vini che avevo assaporato.
I vini dei Castelli Romani, il Frascati, l’Est Est Est, dei Colli Albani… quanti bei ricordi!
Abbracciato da secoli di storia era un piacere assaporarli dopo che mi sono immerso tra downloadle bellezze della Capitale… immerso?
Immerso come il vino dentro la vasca dei pesci… perché non riesco a togliermi di mente questa immagine?
E dove li lasciamo i ricordi legati ai cibi degustati nei ristoranti romani… chiaramente annaffiati da questi vini sublimi.
Ancora oggi, ogni tanto, se trovo quello giusto, un vinello delle terre laziali non mi dispiace degustarlo, anche se non c’è l’atmosfera delle piazze romani, delle fontane, dei monumenti… tutto fa.
Ma non parlatemi di mettere nella vasca dei pesci il vino!

Vino, Hammurabi, il suo codice e che pene…

La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Oggi la Capra Enoica si cimenta un po’ con la storia antica e con il Codice di Hammurabi, il sovrano babilonese, che ha previsto pene per chi “tratta male” il vino.

Tanto tempo fa, ma tanto tanto tempo fa, già si poneva attenzione al vino e alla sua “difesa”.
Il Codice di Hammurabi – sovrano babilonese vissuto tra il 1810 e il 1750 avanti Cristo – codice hammurabiè l’esempio più antico di norme per regolare la vita pubblica e la giustizia.
Visto che il “saggio” Hammurabi era un amante del buon vino inserì nel suo codice una pena per chi veniva colto a vendere in modo fraudolento il vino (annacquato e non correttamente conservato).
La pena consisteva nell’annegamento.
In pratica si fregava i clienti con il vino e si moriva nell’acqua, poiché non penso che si sprecasse ottimo vino per annegare un “malfattore”.
Mi sorge un dubbio: se al posto delle leggi italiane e comunitarie che prevedono sostanzialmente pene pecuniarie, sequestro di prodotto, ecc. si applicasse ancora il Codice Hammurabi quante persone oggi rischierebbero di venire condannate all’annegamento?
Ma il Codice Hammurabi in materia di vino era ancora più preciso, da far tremare le hammurabimani, i polsi e tutte le parti del corpo che ritenete più opportune.
Parrebbe che il commercio vinicolo fosse riservato esclusivamente alle donne  che dovevano sostenere pesanti responsabilità e se la punizione per un po’ di acqua aggiunta al vino era l’annegamento non voglio pensare ad altre punizioni.
La condanna a morte era prevista anche nel caso che la venditrice sbagliava il conto oppure se non riferiva alle autorità complotti e illeciti carpiti ai proprietari del suo locale.
Oggi quanti avrebbero la possibilità di sopravvivere se a regnare sull’Italia ci fosse Hammurabi? Non voglio sbilanciarmi, penso ben pochi.
Terribile invece la condanna per una sacerdotessa che avesse osato recarsi a bere in una mescita di vino: veniva arsa viva.
Medesima sorte, per tutti, toccava a chi commetteva gli stessi “sbagli” con la birra, bevanda decisamente più diffusa, mentre il vino, in modo particolare, era utilizzato per scopi religiosi.
E su quest’ultimo passaggio sono abbastanza favorevole.
Ancora oggi un buon vino va sorseggiato in assoluto e religioso silenzio, meditando sulla bontà di un prodotto che ci viene tramandato da millenni.
Allora ti capita come domenica scorsa, impegnato nel girovagare tra gli stand della BIT, la Borsa Internazionale del Turismo, di incappare casualmente nel padiglione siciliano e trovarti a tu per tu con un Passito di Pantelleria che dire regale è ancora poco.
L’addetto allo stand me ne ha versato una dose minima ma sufficiente per chiudere gli passito pantelleriaocchi, per un solo attimo e sentirsi isolato da rumori e persone, godendomi quel fantastico prodotto.
Poi aperti gli occhi mi sono ritrovato davanti alla realtà con il frastuono che ti stordisce e il comportamento delle persone che ti fanno girare gli ammennicoli e a cui vorresti dedicare una canzone di Marco Masini di qualche anno fa, un canzone che inizia per “V” e finisce per “affanculo”, e auspichi che compaia all’improvviso Hammurabi e che codifichi come devono comportarsi le persone quando visitano una fiera.
Però almeno non mi è rimasto l’amaro in bocca, perché in bocca mi era rimasto lo spettacolare sapore del Passito di Pantelleria, quello giusto!

Sommelier. Quale origine per questo termine…

La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Oggi si parte dall’etimologia di un nome e proviamo a raccontarci qualcosa intorno, se ci riusciamo.

Il “sommelier” è una figura importante del mondo enologico, con il suo carisma di fine intenditore, che a volte può farti pensare di avere davanti una persona snob, è presente downloadin cantine e ristoranti per dirti che il vino va bene o non va bene prima di versartene un assaggio nel calice.
Ma da che cosa deriva il termine Sommelier?
Chiaramente il termine è di origine francese ed è la composizione di due parole: somme e lier.
In pratica, significando, nell’ordine, bestia da soma e legare, il sommelier non è nient’altro che, letteralmente parlando, il conducente di bestie da soma.
Bene, allora mi direte: chi assaggia il vino prima di lavorare in un ristorante accompagnava le bestie (soprattutto gli asini… e quanti ce ne sono) nei tragitti da un luogo all’altro carichi di prodotti?
Diciamo che non è così anche se alcune persone che si fingono intenditori potrebbero tranquillamente tornare a condurre asini.
L’utilizzo di questo termine nasce dall’ abitudine dei soldati napoleonici di legare le botti  sulle  bestie da soma per trasportare il vino; la figura che si occupava di trasportare il vino ha iniziato a seguirlo in altro modo, fino a diventare l’esperto che oggi tutti conosciamo.
Ecco… mi sono dilungato sull’origine di questo nome e mi sono perso.
Mi ricordo di cene di lavoro (beh chiamiamolo lavoro quello del giornalista che va alle download (1)cene per svariati motivi senza dover mettere mano al portafoglio) dove il sommelier, dopo aver attentamente scandagliato il vino che da li a poco avrebbe fatto apparizione sulle nostre tavole, ci versava nel bicchiere una minuscola dose di quel vino.
Vino che andavi ad assaggiare ed era già finito (triste storia) al punto di fissare con quello sguardo da cane bastonato il sommelier per implorarlo di lasciare sulla tavola la bottiglia, invece, di portarsela via, garantendo che ne avremmo avuto cure.
Così, ogni qualvolta vuotavi il bicchiere, lui era lì, pronto per rimettere nel bicchiere lo stesso quantitativo, equivalente a una breve sorsata.
Io solitamente sono ottimista e vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, mai però al cospetto del vino quando, purtroppo, il bicchiere si presenta sempre mezzo vuoto.
E quando ti affezionavi a un vino e iniziavi a percepirne (a piccole dosi, sempre) le sue download (2)caratteristiche ecco che si cambiava tipo di vino e si ricominciava tutto dal principio.
Questa volta mi sono dilungato sulla figura del sommelier, sicuramente importante, anche se personalmente preferisco quelle belle e tradizionali trattorie di una volta, dove la tovaglia è ancora di quelle a quadrettoni bianchi e rossi o bianchi e blu, magari con qualche rammendo che ne dona un ‘aria di autenticità e storicità, e ritrovarmi la bottiglia sul tavolo e potermela gestire a piacimento come succede “Da Vito”, la storica trattoria di Bologna ma di cui vi parlerò, sicuramente, un’altra volta.
Prosit!