Martedì Rai: Tintoretto e “Money Art”

Riceviamo e pubblichiamo
Domani, martedì 26 gennaio, tra i programmi Rai: documentario dedicato a “Tintoretto, il primo regista” e l’ultimo episodio di “Money Art”.

Tintoretto, il primo regista: un pittore irrequieto
Tintoretto
, il grande artefice del Rinascimento italiano, ha segnato in maniera profonda il volto artistico di Venezia. Pittore irrequieto, era capace di sbalordire i suoi committenti con trovate sorprendenti, anche grazie alla gran velocità con cui eseguiva le sue opere. A lui è dedicato il documentario di Erminio PeroccoTintoretto, il primo regista” in onda martedì 26 gennaio alle 19.30 su Rai5. Il filmato ripercorre la biografia dell’artista e descrive le innovazioni tecniche della sua pittura che hanno esercitato un’influenza profonda e costante sulla storia dell’arte, e lasciato tracce tangibili nelle opere di artisti come Peter Paul Rubens, El Greco, Max Beckmann e Jackson Pollock. Paul Cezanne, a nome di tutti, lo ha definito l’idolo della pittura: “La sua opera è immensa, include ogni cosa dalla natura morta fino a Dio. È un enorme arca di Noè; io mi sarei trasferito a Venezia soltanto per lui!”. Il documentario non lascia dubbi sulla modernità̀ del Tintoretto, sulla audacia delle sue pennellate, sulla complessità delle storie narrate nei suoi quadri giganteschi, sulle sue strategie che oggi definiremmo da marketing. Con la regia di Erminio Perocco, fotografia di Giovanni Andreotta, musiche di Teho Teardo, prodotto da Kublai Film.

“Money Art”: mecenati, artisti e finanza
Da Gaio Cilnio Mecenate al crowdfunding. L’ultimo episodio di  “Money Art”, in onda martedì 26 gennaio alle 20.30 su Rai5, indaga il rapporto tra la creazione artistica e la nuova finanza rievocando le figure e le forme più esemplari di mecenatismo. Partendo da Mecenate, primo filantropo della storia, la puntata introduce la figura del protettore delle arti, che nasce sotto Augusto, per arrivare a descrivere il mecenate moderno con storie come quella di Peggy Guggenheim, collezionista americana di chiara fama, e di George Costakis, l’uomo che negli anni immediatamente seguenti la Seconda Guerra Mondiale, sfidando i divieti e gli ostracismi del regime stalinista, decise di raccogliere a casa sua, a Mosca, testimonianze dell’avanguardia sperimentale russa d’inizio secolo, salvando dalla distruzione e dall’oblio “il grande esperimento” dell’arte del XX secolo. Oggi, però, per sponsorizzare iniziative e restauri, molti musei ricorrono al crowdfunding, una pratica di finanziamento collettivo resa possibile grazie a piattaforme internet. E proprio sulla rete corre l’ultima innovazione finanziaria dei nostri tempi, il bitcoin, la valuta virtuale che ha esordito nel 2009 e che, a differenza della maggior parte delle valute tradizionali, non fa uso di un ente di emissione centrale.

Martedì Rai: Tintoretto e Isabella Bird, la fanciulla del west

Riceviamo e pubblichiamo
Domani, martedì 3 novembre, sui canali Rai Tintoretto il grande pittore artefice del Rinascimento e Per “Lady Travellers” si parla di Isabella Bird, la fanciulla del west.

Tintoretto, il primo regista: si racconta il grande pittore
Tintoretto
, il grande artefice del Rinascimento italiano, ha segnato in maniera profonda il volto artistico di Venezia. Pittore irrequieto, era capace di sbalordire i suoi committenti con trovate sorprendenti, anche grazie alla gran velocità con cui eseguiva le sue opere. A lui è dedicato il documentario di Erminio PeroccoTintoretto, il primo regista” in onda martedì 3 novembre alle 19.30 su Rai5. Il documentario ripercorre la biografia dell’artista e descrive le innovazioni tecniche della sua pittura che hanno esercitato un’influenza profonda e costante sulla storia dell’arte, e lasciato tracce tangibili nelle opere di artisti come Peter Paul Rubens, El Greco, Max Beckmann e Jackson Pollock. Paul Cezanne, a nome di tutti, lo ha definito l’idolo della pittura: “La sua opera è immensa, include ogni cosa dalla natura morta fino a Dio. È un enorme arca di Noè; io mi sarei trasferito a Venezia soltanto per lui!”. Il documentario non lascia dubbi sulla modernità̀ del Tintoretto, sulla audacia delle sue pennellate, sulla complessità delle storie narrate nei suoi quadri giganteschi, sulle sue strategie che oggi definiremmo da marketing. Con la regia di Erminio Perocco, fotografia di Giovanni Andreotta, musiche di Teho Teardo, prodotto da Kublai Film.

Le “Lady Travellers”: Isabella Bird
Libertaria, appassionata, amazzone instancabile. Isabella Bird è la fanciulla del West, colei che in sella a un purosangue attraversa in solitudine l’oasi selvaggia delle Montagne Rocciose. Prima donna a essere ammessa alla Royal Geographical Society, non si stancherà mai di viaggiare, valicando i confini dell’estremo Oriente. È lei la protagonista dell’appuntamento con “Lady Traveller” in onda martedì 3 novembre alle 22.40 su Rai Storia. Figlia di un pastore Anglicano dello Yorkshire, Isabella soffre sin da bambina di crisi nervose e di una grave malattia alla schiena. Il padre le insegna a cavalcare e la sprona a vivere in simbiosi con la natura. Nel 1873, a 42 anni, rimasta orfana, abbandona la sorella Henrietta e si imbarca alla volta delle isole “dell’estate senza fine”, le Hawaii, ma dopo pochi mesi, tutto questo non le basta più: il suo sogno è attraversare le Montagne Rocciose. Dopo essersi imbarcata alla volta della West Coast, raggiunge la Sierra Nevada dove si procura un cavallo, soprannominato Birdie: il suo obiettivo è raggiungere Estes Park, in Colorado. Dorme in una capanna di tronchi di legno, beve latte appena munto e si improvvisa mandriana, portando al pascolo decine e decine di capi di bestiame, sempre in sella al suo cavallo. Dopo 3 mesi trascorsi in Colorado, Isabella fa rientro in Inghilterra. I suoi scritti faranno il giro del mondo.

Este (Pd): la Presentazione della Vergine al Tempio, una riscoperta di forme e colori

Riceviamo e pubblichiamo
Dopo il restauro la grande tela di Antonio Zanchi, La Presentazione della Vergine al tempio, torna nella Chiesa della Beata Vergine della Salute a Este (Pd). Domenica 8 dicembre, alle ore 17, il momento di presentazione ufficiale.

6-Antonio-Zanchi-Presentazione-al-tempio-di-Maria-1700-Este-Chiesa-della-Beata-Vergine-della-Salute.Il restauro della grande tela di Antonio Zanchi (Este 1631 – Venezia 1722) raffigurante La Presentazione della Vergine al tempio si è concluso: si tratta della prima opera del ciclo mariano che occupa tutte le pareti della chiesa della Beata Vergine della Salute in Este (Pd), di proprietà dell’Ente comunale, firmata e datata 1700.
L’impegnativo restauro è stato possibile grazie a risorse proprie del Comune, alla compartecipazione economica della Regione Veneto (L.R. n. 45 29 dicembre 2017) e di una ditta del territorio. L’articolo 65 della citata Legge regionale ha infatti previsto contributi per la salvaguardia di beni mobili, di proprietà dei Comuni con popolazione inferiore ai trentamila abitanti, che abbiano particolare valore storico e artistico, risalenti almeno al diciannovesimo secolo, non inseriti in percorsi o raccolte museali.

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prima del restauro

L’Amministrazione comunale ha programmato per domenica 8 dicembre 2019, alle ore 17.00, il momento ufficiale di presentazione dell’opera; nell’occasione sarà distribuita una brochure che testimonia l’importanza del dipinto e degli esiti del restauro.
«La cura del nostro patrimonio di beni culturali è impegnativa e complessa – afferma l’assessore alla Cultura della Regione Veneto, Cristiano Corazzari. – Aiutare gli Enti locali in questo compito è lo scopo di questa misura di finanziamento specificamente adottata per concorrere fattivamente alla manutenzione e al recupero di un patrimonio storico e artistico che, per natura e tipologia, difficilmente avrebbe trovato altre fonti di sostegno. Ciò ci gratifica per l’ottenimento di un risultato eccellente e ci induce a formulare l’auspicio di avere avviato un processo virtuoso per promuovere e favorire la conservazione di un retaggio prezioso ricevuto dal passato che abbiamo il compito di trasmettere integro a chi verrà dopo di noi».
3-dettaglio-dopo-restauro.La Chiesa della Beata Vergine della Salute, gioiello del patrimonio artistico-religioso comunale, venne eretta nel 1639 sull’area donata da Giovanni Antonio Capovino alla Magnifica Comunità Atestina, affinché lì venisse costruito un oratorio da dedicare alla Beata Vergine dei Miracoli.
È tra gli esempi più singolari di architettura seicentesca della zona, e conserva al suo interno lo straordinario ciclo pittorico realizzato tra il 1649 e il 1721, testimonianza della fervida cultura pittorica estense dell’epoca, tra cui spiccano i teleri dell’atestino Antonio Zanchi: la Presentazione di Maria al Tempio, lo Sposalizio della Vergine e l’Annunciazione. Il ciclo può essere considerato a buon diritto un unicum nel panorama artistico veneto, una rassegna dell’arte seicentesca che non ha eguali.

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durante la pulitura

Chi visita la chiesa si ritrova in una vera e propria pinacoteca del primo ‘700. Assieme alle opere di Pietro Libero e di Federico Cervelli, collocate nell’abside, e a quella di Giovanni Brunelli, il ciclo pensato unitariamente dallo Zanchi annovera infatti anche opere di Bartolomeo Litterini, Tommaso Formenti, Ludovico Lamberti, Giovanni Antonio Fumiani. La tela con Presentazione è non solo il primo dipinto realizzato ma rappresenta l’apice artistico del ciclo mariano.
Il restauro della tela ha permesso di valorizzare quest’opera e di indagarne meglio la storia: un dipinto importante, riscoperto nell’originale colore, che si colloca tra le migliori prove zanchiane presenti in città, confermando al pittore il ruolo di protagonista della corrente dei cosiddetti ‘tenebrosi’ e di ‘ponte’ tra il ‘500 e ‘700. Vi si ritrova il forte contrasto chiaroscurale dei ‘tenebrosi’, derivato dal genovese Giambattista Langetti, ma è in particolare lo studio iconografico che ha assicurato le più interessanti novità.
5-dettaglio-dopo-stuccatura.Innanzitutto si è dimostrato come sia sempre Jacopo Tintoretto il punto di riferimento (con la sua Presentazione per la chiesa veneziana della Madonna dell’Orto), ma mediato attraverso la lezione di Luca Giordano. Il pittore napoletano eseguì, infatti, per la chiesa della Salute a Venezia una pala d’altare con la Presentazione al Tempio di Maria che costituisce il vero modello per la nostra tela. Identica è l’intonazione solenne, la composizione organizzata in modo diagonale, la caratterizzazione dei diversi personaggi che assistono alla scena con un molteplice registro di gesti ed espressioni oltreché di costumi, rendendo percepibile la carica emotiva suscitata dall’evento in atto. Non mancano le riprese dirette di alcuni brani e figure: si vedano le rispettive figure in piedi in primo piano a destra, o l’apparizione angelica nella parte alta delle tele.

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prima del restauro

Il restauro del dipinto segna l’inizio del recupero del ciclo pittorico del pittore atestino, e ha permesso di riportare alla luce le caratteristiche tinte armoniose e squillanti del pittore (rossi, verdi, azzurri, gialli, violacei e bruni) che hanno sempre contraddistinto la sua produzione, ridando dignità e valore alla fase artistica estrema.
«La storia, l’arte e l’archeologia restano tra i valori più importanti del nostro patrimonio culturale, nonché tra i più grandi fattori di attrazione turistica – dichiara il sindaco di Este, Roberta Gallanalo sguardo è rivolto al 2022, quando ricorreranno i 300 anni della morte del pittore atestino. Vogliamo continuare il restauro del ciclo pittorico della Chiesa della Salute e magari celebrare questa ricorrenza con una degna mostra monografica».

Parma: la fortuna della Scapiliata di Leonardo da Vinci alla Pilotta dal 18 maggio

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Il 2019 è l’anno di Leonardo Da Vinci e anche Parma non si sottrae da questo anniversario con una mostra molto particolare con capolavori del grande artista esposti nel Complesso Monumentale della Pilotta. Si tratta di una mostra che rientra nelle manifestazioni ufficiali del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

Galleria della PilottaÈ una sequenza strepitosa di capolavori, a partire da ben quattro opere di Leonardo, quella che offre la Galleria Nazionale di Parma con la mostra La fortuna della Scapiliata di Leonardo da Vinci (18 maggio – 12 agosto 2019), a cura di Pietro C. Marani e Simone Verde. Accanto a quelle di Leonardo, il pubblico vi potrà ammirare opere di altissimo livello di Gherardo Starnina, Bernardino Luini, Hans Holbein, Tintoretto, Giovanni Lanfranco…, tutte riunite intorno alla affascinante Scapiliata, patrimonio del Complesso Monumentale della Pilotta di Parma.
La mostra, organizzata dal Complesso Monumentale della Pilotta e Fondazione Cariparma, rientra tra quelle ufficiali del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

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Leonardo da Vinci – testa di Leda – Castello Sforzesco – 1510 c.

Nessuna cuffia, nessuna crocchia o velo intorno al volto, bellissimo ed intenso. Ma capelli liberi, lunghi, scarmigliati da un vento che irrompe violento in scena.
Lei ha gli occhi rivolti in basso, pudica e quasi solenne. Ma, grazie alla sua chioma libera e selvaggia, appare intensamente seduttiva. La Scapiliata di Leonardo è forza, libertà, femminilità.
In questa tavoletta Leonardo dipinge esattamente ciò che lui stesso ha suggerito, a proposito della raffigurazione della chioma della figura femminile, nel Trattato sulla pittura: «Fa tu adunque alle tue teste gli capegli scherzare insieme col finto vento intorno agli giovanili volti, e con diverse revolture graziosamente ornargli». «Qui Leonardo non realizza semplicemente una icona di bellezza femminile ma molto di più. Con uno sperimentalismo unico nel suo genere, riesce a riassumere la complessità divina della realtà», sottolineano i due curatori, il professor Pietro Marani e il Direttore della Pilotta, Simone Verde.
Quattro le sezioni in cui si articola la rassegna. La prima include alcune antichità e i primi passi di una ricerca pittorica rinascimentale che troverà in Leonardo la sua massima espressione. La seconda, annovera alcuni dipinti e disegni originali di Leonardo o di ambito fiorentino, precedenti o contemporanei all’artista, in cui viene trattato il tema dei capelli scomposti, come fiamme ondeggianti nell’aria a causa del vento, tra cui la celebre Leda degli Uffizi. Vengono poi riunite derivazioni antiche del tema leonardesco, a testimonianza della precoce fortuna critica di questo soggetto iconografico, scegliendo opere di Giovanni Agostino da Lodi e Bernardino Luini. In particolare nel confronto con l’opera di Luini, la Salomé con una serva che riceve dal boia la testa di san Giovanni Battista degli Uffizi, la tavoletta parmense pare ripresa quasi letteralmente nel volto della protagonista. Nella successiva sezione ad essere proposto è un excursus sul pittore e scultore Gaetano Callani (Parma, 16 gennaio 1736 – 6 novembre 1809) che nella sua collezione accolse la Scapiliata di Leonardo. Allo scopo di documentare la politica di acquisizioni della Galleria Palatina fra 1820 e 1840, quindi al momento dell’ingresso dell’opera nelle sue collezioni, la mostra si sofferma anche sulla figura di Paolo Toschi, all’epoca direttore delle Gallerie dell’Accademia di Belle Arti di Parma, che definì la Scapiliata «cosa rarissima da trovarsi ai giorni nostri». Tra le sue acquisizioni, opere provenienti dalle collezioni Callani Sanvitale e Baiardi, acquisite rispettivamente nel 1834 e nel 1839, anno in cui le Gallerie si arricchirono del capolavoro di Leonardo a seguito dell’acquisizione della collezione Callani.

Leonardo da Vinci La Scapiliata Foto di Lorenzo Moreni

Leonardo da Vinci – La Scapiliata – foto di Lorenzo Moreni

Mostra e catalogo (Nomos Edizioni) chiariscono definitivamente il tema della autenticità dell’opera. L’ipotesi oggi più accreditata propone la tavoletta come appartenuta a Isabella d’Este. L’opera rimase a Mantova anche dopo la vendita della collezione Gonzaga a Carlo I Stuart (1626-27) per poi essere sottratta durante il Sacco della città operato dai Lanzichenecchi al soldo di Ferdinando II nel 1630-31. In seguito, la Scapiliata sarebbe confluita nella collezione di Gaetano Callani durante il soggiorno milanese intrapreso dall’artista tra 1773 e 78, forse grazie al tramite dei cognati Agostino e Giuseppe Gerli. Oggi la critica accoglie unanimemente l’attribuzione a Leonardo, riconosciuta come autografa dai maggiori specialisti e dalle recenti mostre su Leonardo: Louvre (2003), Milano (2014-2015), New York (2016), Parigi (2016); Napoli (2018); Louvre (2019).
Per questa occasione, la Scapiliata è stata sottoposta a indagini scientifiche, affidate ad uno dei massimi specialisti del settore, l’ingegner Claudio Seccaroni dell’Enea. L’esperto, sotto una’attenta osservazione di Pinin Brambilla Barcilon e dei due curatori della mostra, ha sottoposto il dipinto a indagini con la fluorescenza a Raggi UV e a luce radente, al fine di rilevare la tecnica pittorica e i pigmenti utilizzati dall’artista nelle varie fasi di esecuzione dell’opera. Le interessantissime risultanze di queste indagini sono rese pubbliche dal catalogo.

LA FORTUNA DELLA SCAPILIATA DI LEONARDO DA VINCI
Parma, Complesso Monumentale della Pilotta, Galleria Nazionale
18 maggio - 12 agosto 2019
Mostra a cura di Pietro C. Marani e Simone Verde.
Orari: da Martedì a Sabato 10.00-18.00. Domenica 13.00-19.00. Lunedì chiuso
Biglietto cumulativo per tutti i musei della Pilotta € 10,00 intero; € 2,00 dai 18 ai 25 anni; gratuito minori di 18. Ingresso mostra € 5,00 (oltre al costo del biglietto).
Sabato 18 maggio, dalle 18.00 alle 20.00 Inaugurazione riservata ad invito.
Dalle 20.00 alle 23.00 in occasione della Notte Europea dei Musei la Galleria Nazionale effettuerà una apertura straordinaria e la mostra sarà già visitabile al pubblico. 
Come previsto dal Ministero l’ingresso ai musei statali per la serata (20.00-23.00) ha un costo simbolico di 1,00 cui va aggiunto il biglietto della mostra a € 5,00 = totale biglietto intero galleria + mostra € 6,00.
Info: http://pilotta.beniculturali.it

Tintoretto. Un ribelle a Venezia. Sky Arte celebra i 500 anni dalla nascita con un docu-film nelle sale dal 25 al 27 febbraio

a cura della Redazione

TINTORETTO - UN RIBELLE A VENEZIA 5 12 2018.00_21_54_09.Immagine011I cinquecento anni dalla nascita di Jacopo Robusti detto Il Tintoretto vengono celebrati in anteprima nelle sale cinematografiche italiane con Tintoretto. Un Ribelle a Venezia, un nuovo esclusivo docu-film firmato da Sky Arte dedicato alla figura di un pittore straordinario, mutevole e cangiante, istintivo e appassionato che Jean-Paul Sartre definì “Il primo regista della storia“.
Ideato e scritto da Melania G. Mazzucco e con la partecipazione straordinaria del regista Peter Greenaway, il film è narrato dalla voce di Stefano Accorsi e arriva nelle sale cinematografiche solo per tre giorni, il 25, 26, 27 febbraio 2019, distribuito da Nexo Digital nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema (elenco sale nexodigital.it) in collaborazione con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it.
TINTORETTO - UN RIBELLE A VENEZIA 5 12 2018.00_04_18_13.Immagine005Passato alla storia come Tintoretto, i contemporanei l’avevano ribattezzato “il Furioso”. Un artista spregiudicato, inquieto, che più di tutto ha amato la libertà.
Tintoretto. Un Ribelle a Venezia celebra uno dei più grandi pittori che l’umanità abbia mai avuto.
Attraverso l’inquieta vita di Jacopo Robusti, figlio di un tintore da cui prese il suo nome d’arte, scopriremo anche la Venezia del Cinquecento, quella città così amata dal Tintoretto che non la abbandonò neppure negli anni della temibile peste. Ma questo è innanzitutto il secolo in cui la Serenissima domina incontrastata, affermandosi tra le massime potenze marittime d’Europa e non temendo confronti neppure nell’arte: oltre a Tintoretto, a Venezia è protagonista la pittura di Tiziano e Veronese, i suoi eterni rivali.
Tintoretto_posterLa voce narrante di Stefano Accorsi ci guiderà tra la bottega in cui il Maestro si formò e Piazza San Marco, tra Palazzo Ducale e la Scuola di San Rocco, in questi e tutti i luoghi che ancora oggi custodiscono la memoria e i capolavori senza tempo di Tintoretto.
Ad accompagnarci in questa galleria di immagini di forte impatto e straordinaria carica drammatica saranno anche le parole dell’autrice Melania G. Mazzucco, che ha ideato e scritto il film; l’acclamato regista Peter Greenaway; numerosi esperti come gli storici dell’arte Kate Bryan, Matteo Casini, Astrid Zenkert, Agnese Chiari Moretto Wiel, Michel Hochmann; le restauratrici Sabina Vedovello e Irene Zuliani, impegnate nel restauro dei due capolavori Maria in Lettura (1582-83) e Maria in Meditazione (1582-83) di Tintoretto.
Tra gli esclusivi contributi presenti nel documentario, infatti, figura anche il dietro le quinte di un fondamentale intervento di recupero e conservazione di due capolavori che, grazie al sostegno di Sky Arte, verranno esposti in tutto il loro splendore al termine delle delicate fasi di restauro, all’interno della grande mostra in programma nel 2019 alla National Gallery of Art di Washington.

Torino: a Palazzo Madama dal 28 gennaio corso di storia dell’arte. I grandi maestri

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palazzo madama torino

Torino – Palazzo Madama

L’arte non esiste, esistono invece gli artisti”, sosteneva il noto storico dell’arte Ernst GombrichPalazzo Madama propone dal 28 gennaio all’8 aprile 2019 un nuovo ciclo di lezioni dedicato ai grandi maestri dell’arte europea.
Il corso si svolgerà il lunedì alle ore 17.30 nella splendida cornice del Gran Salone dei Ricevimenti.
L’edizione di quest’anno è realizzata grazie alla collaborazione di nove specialisti che, insieme a Simone Baiocco, conservatore di Palazzo Madama, racconteranno lo sviluppo dell’arte in Italia dal Medioevo all’Ottocento attraverso una selezione di dieci grandi maestri della pittura, della scultura e dell’architettura.
Il corso, che non seguirà un ordine cronologico, sarà inaugurato il 28 gennaio da Simone Baiocco, conservatore Arte del Medioevo e del Rinascimento a Palazzo Madama, che si soffermerà su Antonello da Messina, uno dei massimi artisti del Rinascimento mediterraneo, di cui il museo conserva il celebre ritratto d’uomo; il 4 febbraio Alessandro Morandotti, professore di Storia dell’arte moderna Università di Torino, racconterà la rivoluzione quasi solitaria di Caravaggio di Caravaggio che, seguito da pochi e presto dimenticato, viene riscoperto solo nel corso del Novecento; l’11 febbraio l’indagine di sentimenti individuali e collettivi condotta dal veneziano Francesco Hayez sarà affidata a Lavinia Galli, conservatore del Museo Poldi Pezzoli di Milano; il 18 febbraio Giovanni Valagussa, conservatore dell’Accademia Carrara di Bergamo, racconterà il lavoro di studio che ha permesso di riconsegnare ad Andrea Mantegna una tavola presente da tempo nelle collezioni del museo lombardo; il 25 febbraio celebreremo i 500 anni dalla nascita di Tintoretto con Vittoria Romani, docente di Storia dell’arte moderna all’Università di Padova, mentre, a tre secoli dall’inizio dei lavori di costruzione, il 4 marzo Giuseppe Dardanello, docente all’Università di Torino, rinnoverà lo stupore che sollecitano la luce e il trattamento delle superfici del magnifico avancorpo di Palazzo Madama creato da Filippo Juvarra; il 18 marzo sarà la volta di Aldo Galli, docente all’Università di Trento, che presenterà la prolifica stagione della scultura a cavallo tra il Gotico internazionale e il Rinascimento e il carattere sperimentatore di Donatello, artista abile e curioso nel produrre in legno, terracotta, metallo e pietra; il 25 marzo Alberto Craievich, direttore di Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento veneziano, ci condurrà nei cieli primaverili e nella luminosa pittura di Giambattista Tiepolo che su tela e su muro trasformò chiese, ville e palazzi, diventando ambasciatore presso le corti europee di un gusto di serena eleganza; il 1° aprile Tomaso Montanari, professore di Storia dell’arte moderna all’Università di Siena, restituirà un ritratto inedito di Gian Lorenzo Bernini, personaggio complesso, in lotta contro lo spirito del suo tempo nel nome di una sofferta libertà artistica; l’8 aprile il corso si concluderà con Saverio Lomartire, professore all’Università del Piemonte Orientale, che svelerà i significati racchiusi nell’architettura e nella scultura di Lanfranco e Wiligelmo, chiamati a comunicare attraverso la pietra il rinnovamento spirituale della Chiesa e della società intorno al 1100.

palazzo madama_antonello da messinaProgramma del corso di storia dell’arte 2019
28 gennaio 2019 - Antonello da Messina
Simone Baiocco, conservatore arte del Medioevo e del Rinascimento Palazzo Madama
4 febbraio 2019 - Caravaggio
Alessandro Morandotti, professore di Storia dell’arte moderna Università di Torino
11 febbraio 2019 - Francesco Hayez 
Lavinia Galli, Conservatore Museo Poldi Pezzoli
18 febbraio 2019 - Andrea Mantegna
Giovanni Valagussa, conservatore Accademia Carrara di Bergamo
25 febbraio 2019 - Tintoretto 
Vittoria Romani, professore di Storia dell'arte moderna Università di Padova
4 marzo 2019 - Filippo Juvarra
Giuseppe Dardanello, professore di Storia dell’arte moderna Università di Torino
18 marzo 2019 - Donatello
Aldo Galli, Università di Trento
25 marzo 2019 - Giambattista Tiepolo   
Alberto Craievich, direttore di Ca' Rezzonico, Museo del Settecento veneziano
1 aprile 2019 - Gian Lorenzo Bernini
Tomaso Montanari, professore Storia dell’arte moderna Università di Napoli ‘Federico II’
8 aprile 2019 - Wiligelmo e Antelami 
Saverio Lomartire, professore di Storia dell’Arte Medievale Università Piemonte Orientale

28 gennaio - 8 aprile 2019 (ogni lunedì con esclusione dell’11 marzo 2019)
dalle ore 17.30 alle ore  18.30
Palazzo Madama - Gran Salone dei Ricevimenti
Costo: intero € 120, ridotto € 90 (riservato ad Abbonati Musei, studenti, insegnanti, guide turistiche abilitate, Amici Fondazione Torino Musei, soci Rotary Club e Inner Wheel)
Info e prenotazioni: t. 0114429629; madamadidattica@fondazionetorinomusei.it 
Palazzo Madama - Piazza Castello – Torino
palazzomadama@fondazionetorinomusei.it – 0114433501
www.palazzomadamatorino.it