“Restauri d’Arte”: Chiesa di San Pietro in Vincoli di Cavoretto (TO)

Riceviamo e pubblichiamo
Nuovo reportage sui “Restauri d’Arte”, la serie promossa dalla Città Metropolitana di Torino.

La nuova serie di reportage che la Direzione comunicazione e rapporti con i cittadini e il territorio della Città Metropolitana di Torino dedica ai  “Restauri d’Arte” viene messa in onda a partire dalla scorsa settimana dall’emittente televisiva locale GRP sul canale 13 del digitale terrestre, il venerdì alle 19,45, il sabato alle 13,30 e la domenica alle 22,30. I reportage sinora pubblicati sono dedicati alla chiesa della Misericordia di Torino, al complesso che a Carmagnola comprende la chiesa e il convento di Sant’Agostino, ai lavori in corso nella sede dell’Accademia di Medicina di Torino e, ultimo in ordine di tempo, alla chiesa di San Pietro in Vincoli di Cavoretto.
Per visionare la playlist dei reportage video sinora pubblicati sul canale YouTube della Città Metropolitana di Torino e le fotogallery basta accedere al portale Internet della Città Metropolitana di Torino, alla pagina
www.cittametropolitana.torino.it/speciali/2021/riflettori_restauri_arte/

SAN PIETRO IN VINCOLI: LA CHIESA DI UN PAESE CHE DIVENNE UN QUARTIERE DI TORINO
Quando ci si lascia alle spalle il Po e si inizia a risalire la collina torinese verso Cavoretto è facile dimenticarsi di essere in città: ancora di più se si attraversa il Parco Europa, impegnato in questi giorni a fiorire in tutta la sua bellezza. A Cavoretto – fino al 1889 Comune autonomo e oggi quartiere fluviale e collinare di Torino – si trova la chiesa di San Pietro in Vincoli. Realizzata tra il 1750 e il 1790 fu ampiamente riplasmata a fine Ottocento, mentre la facciata fu completata in gusto neobarocco nel 1914. L’edificio, lievemente danneggiato dai bombardamenti nel 1943 e interessato dall’incendio di alcuni locali negli anni Sessanta, necessitava di diversi interventi.
I lavori sono stati finanziati dalla Conferenza Episcopale Italiana con il contributo della Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT e con il sostegno concreto dei fedeli della comunità cavorettese. Sono stati affidati agli architetti Cristina Marietta dello studio Stilò, Antonello Loi e Matteo Negri della società Archinout. Il restauro della parrocchia di Cavoretto è frutto di un lungo percorso iniziato da diversi anni (quantomeno dal punto di vista burocratico) e fortemente voluto dal parroco, don Maurizio De Angeli. Il primo intervento è consistito nella messa sicurezza della copertura, in cui sono state sostituite l’orditura primaria e secondaria e tutta la tegolatura.

Si è intervenuti anche sulle pitture che si stavano danneggiando, per poi concentrarsi su altre parti strutturali importanti, come quelle impiantistiche e la pavimentazione, su cui si sta lavorando proprio in questi giorni.
Un altro intervento ha riguardato l’impianto elettrico e la centrale termica, prima alimentata a gasolio e ora sostituita da una centrale a condensazione alimentata a metano. Conclusi gli interventi edilizi, i restauratori si occuperanno di ricollocare la parte pittorica, che sarà valorizzata dai nuovi corpi di illuminazione, studiati appositamente per evidenziare le tele attualmente in restauro. Ad ottobre la chiesa sarà restituita alla comunità cavorettese.

“Restauri d’Arte”: Accademia di Medicina a Torino in via Po

Riceviamo e pubblichiamo
Un nuovo reportage sui “Restauri d’Arte” in onda da questo fine settimana. Iniziativa della Città Metropolitana di Torino.

La nuova serie di reportage che Direzione comunicazione e rapporti con i cittadini e il territorio della Città Metropolitana di Torino dedica ai “Restauri d’Arte” viene messa in onda a partire da questa settimana dall’emittente televisiva locale GRP sul canale 13 del digitale terrestre, il venerdì alle 19,45, il sabato alle 13,30 e la domenica alle 22,30. I reportage sinora pubblicati sono dedicati alla chiesa della Misericordia di Torino, al complesso che a Carmagnola comprende la chiesa e il convento di Sant’Agostino e ai lavori in corso nella sede dell’Accademia di Medicina di Torino, con la ristrutturazione dell’androne e il recupero di un ciclo di affreschi di Bartolomeo Guidobono. Quest’ultimo reportage sarà il primo ad essere messo in onda da GRP.
Per visionare la playlist dei reportage video sinora pubblicati sul canale YouTube della Città Metropolitana e alle fotogallery basta accedere al portale Internet della Città Metropolitana di Torino, alla pagina www.cittametropolitana.torino.it/speciali/2021/riflettori_restauri_arte/

LAVORI IN CORSO ALL’ACCADEMIA DI MEDICINA DI TORINO
La chiesa parrocchiale di San Francesco da Paola, che interrompe il ritmo porticato di via Po a Torino, è uno di quegli edifici sacri preesistenti al nuovo tracciamento viario voluto e rispettato dai Duchi di Savoia e da Maria Cristina di Francia, così come conferma il grande stemma di Vittorio Amedeo I affiancato dai gigli francesi posto all’ingresso. Chiesa e convento furono edificati a partire dal 1632: la prima, che sorgeva sulla vecchia strada della calce, rimase intatta durante la costruzione della nuova arteria, mentre il convento dei Minimi – ordine istituito da San Francesco da Paola – dovette allinearsi. L’occupazione francese nel 1796 e la successiva  soppressione delle congregazioni religiose, costrinsero i Minimi a lasciare il convento e la chiesa conventuale fu trasformata in parrocchia, alla cui canonica oggi si accede da via Po 16. In seguito, i locali dell’ex convento, ospitarono diversi Istituti universitari e per dare ad essi accesso, Carlo Alberto fece praticare un’apertura in via Po all’attuale civico 18, incorniciata dal Talucchi in stile neoclassico.
È qui che da quasi un secolo si trova la sede dell’Accademia di Medicina, dove sono in corso i lavori di ristrutturazione dell’androne e di un ciclo di affreschi di Bartolomeo Guidobono.

Si tratta di lavori molto attesi che sono il punto di partenza di un progetto di recupero più ampio come ha raccontato nell’intervista per la rubrica “Restauri d’Arte” il professor Giancarlo IsaiaPresidente dell’Accademia di Medicina. Per rendere possibile l’avvio di questi lavori, l’Accademia ha dovuto affrontare importanti spese, coperte grazie al sostegno di varie istituzioni tra cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e grazie a una sottoscrizione pubblica e libera rivolta ai soci, agli amici dell’Accademia e a chiunque volesse e potesse contribuire.
È in corso la ristrutturazione dell’androne che aggetta su via Po e del cortile cinquecentesco negli anni rimaneggiato e nel quale si sta riportando un po’ di ordine architettonico. È anche in programma la costruzione di un ascensore che possa eliminare le barriere architettoniche oggi presenti. Importante, soprattutto dal punto di vista artistico, il recupero di un ciclo di affreschi di Bartolomeo Guidobono (Savona 1654 – Torino 1709) conosciuto come “il prete di Savona”, attivo presso la corte sabauda tra il 1685 e il 1688 e poi nuovamente dal 1705, anno in cui si trasferì a Torino insieme al fratello Domenico. Questi tre affreschi, già in restauro da molti anni, riassumono episodi della vita di San Francesco da Paola e, grazie al reperimento di fondi adeguati, saranno inaugurati insieme all’androne ristrutturato e al recupero di una parte del cortile verosimilmente tra pochi mesi. 

Sempre del Guidobono, a metà dello scalone che porta ai locali dell’Accademia di Medicina, come sfondo al pianerottolo, è possibile ammirare “La Crocifissione”, un altro splendido affresco già restaurato negli scorsi anni e, soprastante ad esso, una cupola con tamburo ottagonale.
Al termine dei lavori, la Città di Torino avrà a disposizione uno spazio che l’Accademia,  come  conferma il Presidente Isaia, metterà a disposizione per incontri e conferenze, soprattutto in questo momento in cui, almeno nei mesi estivi, si predilige riunirsi all’aperto per motivi legati alla pandemia.
Proprio nella prospettiva del ripristino di un pezzo importante della città, è stato costituito un Comitato di scopo, organismo ufficiale di cui fanno già parte o faranno presto parte i commercianti di via Po, l’Università, la parrocchia di San Francesco da Paola e forse il Comune. La missione del Comitato non è quella di raccogliere fondi direttamente quanto piuttosto disensibilizzare istituzioni, Enti e Fondazioni per arrivare a ristrutturare tutto il quadrilatero.
È infatti in arrivo un progetto di massima che riassume tutti gli interventi da fare nel tempo: la ristrutturazione del tetto, il rifacimento della facciata lato cortile e altri interventi interni.

“Restauri d’Arte”: reportage televisivi e fotografici. La “Misericordia” a Torino e “Sant’Agostino” a Carmagnola

Riceviamo e pubblichiamo
Una nuova serie di reportage televisivi e fotografici sui “Restauri d’Arte del territorio della Città Metropolitana di Torino. Si inizia con la Chiesa della Misericordia a Torino e la Chiesa di Sant’Agostino a Carmagnola.
Chiesa Misericordia

In Piemonte, a Torino, in tutti i Comuni del territorio della Città Metropolitana l’arte è di casa.
Molte opere necessiterebbero di restauri, altrettante sono state oggetto di interventi importanti.
La Direzione comunicazione e rapporti con i cittadini e il territorio della Città Metropolitana di Torino sta presentando alcune buone pratiche, per avviare una riflessione sul tempo, la cultura, la creatività nel corso dei secoli.

Chiesa Sant’Agostino

I reportage sinora pubblicati sono dedicati alla chiesa della Misericordia di Torino e al complesso che a Carmagnola comprende la chiesa e il convento di Sant’Agostino.
Per visionare la playlist dei reportage video pubblicati sul canale YouTube della Città Metropolitana e alle fotogallery basta accedere al portale Internet della Città Metropolitana di Torino, alla pagina www.cittametropolitana.torino.it/speciali/2021/riflettori_restauri_arte/

L’ARCICONFRATERNITA DELLA MISERICORDIA
La prima puntata della rubrica “Restauri d’Arte” è partita dal cuore di Torino, esattamente da via Barbaroux, dove sorge la chiesa della Misericordia, gioiello barocco dedicato a San Giovanni Battista decollato, che deve il suo nome all’Arciconfraternita che nel 1718 ne prese possesso e la ristrutturò una prima volta. Nel 1726 fu aperta la strada di collegamento con l’attuale via Garibaldi di cui la chiesa costituisce fondale architettonico. L’edificio come lo vediamo oggi è frutto di un progetto dell’architetto di Robilant che risale al 1751. La facciata attuale in stile neoclassico del 1828, opera dei fratelli Lombardi, ripropone quasi fedelmente il disegno di facciata del Robilant, a suo tempo non eseguito per mancanza di fondi. Nel 1753 vennero realizzate le due cappelle laterali con gradini in pietra di Gassino. L’altare maggiore in marmi policromi riccamente decorato è opera dell’artista Francesco Benedetto Feroggio. Dietro all’altare è collocata la “Decollazione di San Giovanni Battista” di Federico Zuccari (1539-1609).

Da non dimenticare l’opera del Beaumont  intitolata “San Giovanni Nepomuceno davanti all’Addolorata, l’Annunciazione e l’Assunta”, una grande pala d’altare con una particolarità che la rende unica: un quadro nel quadro. All’interno della chiesa, con pianta a croce greca che si articola su due cupole, si possono ammirare l’ampio  presbiterio, con eleganti fianchi decorati da coretti e la cupola emisferica di gusto guariniano e vari apparati decorativi settecenteschi. La sala capitolare contiene pregevoli arredi barocchi, preziosi paramenti ed una sorpresa: un grande armadio cela un ascensore, con il quale si scende nell’archivio storico. Qui gli ultimi restauri completano l’importante recupero strutturale sostenuto dalla Compagnia di San Paolo.
Grazie al progetto Edifici Sacri, dal 2001 la Fondazione Compagnia di San Paolo interviene a sostegno del patrimonio religioso, recuperando alcune eccellenze architettoniche della parte più antica della città, come appunto la chiesa della Misericordia. Sono stati investiti oltre 25 milioni di euro in campagne di restauri a favore delle chiese architettonicamente più rilevanti, la maggior parte delle quali concentrate nel centro storico della città, per promuovere un percorso tra le testimonianze religiose d’arte barocca, da affiancare al programma di recupero e valorizzazione del patrimonio museale della città.  

In occasione dell’Ostensione della Santa Sindone del 2015 la Compagnia di San Paolo ha inoltre promosso un progetto per diffondere la conoscenza del patrimonio architettonico religioso di Torino e la consapevolezza dell’importanza che gli edifici sacri e le opere d’arte che vi sono custodite rappresentano per l’offerta culturale della città. Sono state realizzate schede informative a cura dell’Associazione Guarino Guarini, che si possono trovare nelle principali chiese e che offrono al visitatore le informazioni necessarie per costruire un percorso di visita alla scoperta di capolavori d’architettura e arte spesso poco noti.
L’Arciconfraternita della Misericordia si è sempre occupata dei carcerati: un tempo confortando i condannati a morte, accompagnandoli al patibolo, curandone le esequie e facendo celebrare messe in suffragio delle loro anime; oggi curando il loro reinserimento nella società.

L’avvocato Alberto Tealdi, generale dell’Arciconfraternita, nell’intervista per la rubrica “Restauri d’Arte”, ha sottolineato che si tratta di “un impegno coinvolgente, per dare un aiuto sia con l’attività assistenziale che con il servizio liturgico”. Costituita nel 1578, l’Arciconfraternita ha ininterrottamente svolto la sua attività di assistenza ai carcerati, coinvolgendo uomini e donne nell’opera di carità. Basti pensare che ha annoverato tra i suoi iscritti anche la marchesa Giulia di Barolo. Nella chiesa della Misericordia le funzioni si celebrano il sabato alle 16 e alle 18 e la domenica alle 10, alle 12,30, alle 16 e alle 18. Nei giorni feriali la Chiesa si può visitare su appuntamento, con prenotazione scrivendo a segreteria@arciconfraternitadellamisericordia.com

LA CHIESA E IL CONVENTO DI SANT’AGOSTINO: UNO SPAZIO DA VIVERE PER CARMAGNOLA
Uno spazio da vivere, nel rispetto della memoria storica: è questa l’idea alla base del progetto di recupero della chiesa di Sant’Agostino a Carmagnola, che si affaccia sull’omonima piazza e, insieme al convento, è il complesso monumentale più rappresentativo della città, da sei secoli fulcro della sua vita sociale, religiosa, artistica e culturale.
Nel gennaio del 2020 è stata avviata la campagna di civic crowdfunding “Riapriamo insieme Sant’Agostino”, per sostenerne il progetto di recupero, mentre il Comune ha presentato una credibile e ben argomentata candidatura al sostegno dell’Unesco.
Nel luglio 2020 sono iniziati i lavori di restauro della facciata e i passi successivi sono la messa in sicurezza degli interni e il restauro del tetto, con il parere favorevole della Soprintendenza per i beni culturali.

Edificata tra il 1406 ed il 1437 con abside, lato est e campanile di marcata connotazione gotica, la chiesa presenta all’interno sovrapposizioni barocche, affreschi del ‘400 e del ‘500, iscrizioni, stemmi nobiliari, un organo del ‘500 con registri a funzione timbrica, un’elegante bifora a sesto acuto, un coro ligneo del 1457 rimaneggiato nel XVI e XVII secolo, una stele funeraria romana del I secolo d.C. e una lastra tombale del ‘400 scolpita da Amedeo di Francesco da Settignano, detto anche Meo del Caprino.
Nell’intervista registrata il 3 marzo per la rubrica “Restauri d’Arte”, il geometra Mario Cordero della Ripartizione tecnica della Città di Carmagnola ha sottolineato il ruolo civico che la chiesa e il convento hanno sempre avuto. Nel convento si tenevano un tempo le riunioni del Consiglio comunale e sul campanile era collocata una campana adibita alla diffusione degli allarmi in situazioni di pericolo per la popolazione. Intorno al 1450 la zona centrale di Carmagnola venne rialzata di un metro, per risanare il concentrico che era circondato da un ambiente allora paludoso.

Per questo i basamenti delle colonne non sono più visibili e lo stile gotico originario ha perso lo slancio iniziale. Anche gli altari originari con gli affreschi quattrocenteschi vennero sostituiti con altri di gusto barocco.
Sul coro ligneo del 1457, che presenta arricchimenti cinquecenteschi e seicenteschi, sono tuttora impressi i nomi dei maggiorenti carmagnolesi dell’epoca. L’idea dell’attuale Sindaca di Carmagnola, Ivana Gaveglio, sarebbe di riportare almeno per una volta i Consiglieri comunali a tenere in Sant’Agostino una riunione simbolica, che sancisca la riappropriazione dell’importante bene culturale e architettonici da parte della città.

L’architetto Renato Crivello, direttore della ripartizione tecnica della Città di Carmagnola, ha sottolineato l’ambizione dell’amministrazione comunale di fare del complesso di Sant’Agostino un polo culturale di rilevanza nazionale. È stato elaborato un progetto suddiviso in cinque lotti funzionali. La copertura è stata messa in sicurezza, per eliminare le infiltrazioni ed evitare ulteriori distacchi di stucchi dal soffitto. Il secondo lotto, candidato al sostegno dell’Unesco, riguarda il restauro e la rifunzionalizzazione della chiesa, con una spesa prevista di 3,9 milioni di euro. Altri lotti riguardano il recupero dell’ex convento, che potrà ospitare l’archivio storico comunale, ma anche le attività delle associazioni locali ed eventi culturali e aggregativi di rilevanza sia locale che regionale.