Mercoledì Rai: Giorgio Gaber e Pio IX

Riceviamo e pubblichiamo
Giorgio Gaber nei filmati Rai per la serie “Cantautori”. Si parla di Pio IX, l’ultimo papa re, a “Passato e Presente”.

Cantautori:  c’è Giorgio Gaber
Una raccolta firmata dl regista Michelangelo Romano dei brani del Signor G, cantautore e attore eclettico fra i più innovativi nella scena musicale italiana. Romano ha utilizzato esibizioni tratte dalle teche Rai dai primi anni 60 fino al 1990 e il risultato è un viaggio attraverso il mondo di Gaber. In “Cantautori”, in onda mercoledì 16 giugno a partire dalle 22.45 su Rai5, le canzoni ironiche, “Perdo i pezzi”, quelle più commerciali, “Te quiero mucho” e i primi successi “Milanesi”, “Trani a gogo””, “La ballata del Cerrutti”. Infine, Gaber incontra Mina. I due danno vita a una coppia di grande successo, prima in teatro e poi in televisione.

“Passato e Presente” racconta Pio IX, l’ultimo papa re
Quello di Pio IX, ultimo papa re, è stato il pontificato più lungo della storia della Chiesa. Ne parlano Paolo Mieli e il professor David Kertzer nell’appuntamento con “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda mercoledì 16 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Nel corso del suo lungo regno, dal 1846 al 1878, papa Mastai Ferretti ha attraversato numerose e complesse stagioni. Indicato inizialmente come un campione del Risorgimento, grande riformatore e possibile federatore d’Italia, è passato poi, con incredibile rapidità, a essere considerato un traditore degli ideali nazionali e acceso avversario di ogni innovazione istituzionale. È l’uomo del Sillabo, nel quale condanna il modernismo, e della infallibilità del papa, solennemente proclamata nel corso del Concilio Vaticano I, ma allo stesso tempo è stato capace di dare grande impulso missionario all’azione della Chiesa, valorizzando enormemente il ruolo e il valore dei laici. Ha aperto le porte del ghetto di Roma, consentendo agli ebrei di praticare professioni fino a quel momento a loro precluse, ma si è anche reso protagonista del famoso “caso Mortara”, la sottrazione cioè di un bambino ebreo, ma battezzato da una governante cattolica, con l’intento di educarlo nella fede cristiana. Ha infine assistito, impotente, alla fine del millenario regno temporale dei papi, dichiarandosi prigioniero dello stato italiano, e considerando il Risorgimento una “una oppressione morale, civile e religiosa”.

Mercoledì Rai: la diplomazia di Metternich e la poesia di Fabrizio De André

Riceviamo e pubblichiamo
Domani, mercoledì 9 giugno, tra i programmi Rai: a “Passato e Presente si parla di Metternich e della sua arte diplomatica. Altra arte quella di Fabrizio De André in una nuova puntata di “Cantautori”.

A “Passato e Presente” l’arte della diplomazia: un ritratto di Metternich
Per oltre tre decenni, tra il 1815 e il 1848, Clemente di Metternich è stato il signore d’Europa, l’artefice di un ordine, la Restaurazione, che resta sostanzialmente immutato per un secolo e di un’epoca. A “Passato e Presente”, in onda mercoledì 9 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli rievoca la sua figura con il professor Luigi Mascilli Migliorini. Nonostante sia stato il trionfatore nel Congresso di Vienna, e l’abilissimo statista capace di sconfiggere Napoleone e di garantire all’Europa stabilità ed equilibrio, di Metternich prevale comunque una valutazione negativa: carceriere dei popoli, custode dell’assolutismo, difensore dell’Ancien Regime fondato sull’ingiustizia e il privilegio. Soprattutto, Metternich resta sgradito all’Italia per la quale conia la famosa definizione di espressione geografica. Ma è una lettura storicamente esatta? Oppure di Metternich si può offrire una descrizione meno negativa e perentoria? 

Cantautori: Fabrizio De André 
La produzione musicale di Fabrizio De André come documentata dalle sue apparizioni televisive, non numerosissime. “Cantautori”, in onda mercoledì 9 giugno alle 22.45, su Rai5, propone le migliori “perle” tratte dagli archivi della Rai, tra le quali una delle sue prime canzoni antimilitariste, “Girotondo”, in un raro bianco e nero, e due classici scritti nei primi anni ’60: “Bocca di Rosa” e “Via del Campo”. Non mancano “Fiume Sand Creek” sul massacro etnico, “Una storia sbagliata” sulla morte di P.  Pasolini e “La guerra di Piero”, la più celebre tra le sue canzoni antimilitariste.

Lunedì  Rai: Lincoln, le donne di Augusto, Afrodite e i musei in fondo al mare

Riceviamo e pubblichiamo
Domani, lunedì 7 giugno, tra i programmi Rai: a “Passato e Presente” Lincoln e l’abolizione della schiavitù. Le donne di Augusto per le “Cronache dall’impero”. Afrodite protagonista delle “Cronache dal mito”. “Italia. Viaggio nella bellezza” ci racconta i musei in fondo al mare.

A “Passato e Presente” la scelta di Lincoln: l’abolizione della schiavitù 
Quando Lincoln viene eletto alla presidenza degli Stati Uniti d’America, nel novembre del 1860, la questione della schiavitù – del suo possibile rafforzamento o della sua graduale estinzione – divide il paese da anni e il nuovo presidente è a capo dello schieramento che si oppone all’estensione territoriale della schiavitù. A “Passato e Presente”, in onda lunedì 7 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli nel parla con la professoressa Raffaella Baritono. Sebbene quella di Lincoln sia una posizione moderata, che non mette in discussione l’esistenza costituzionalmente garantita dello schiavismo negli stati che già lo praticano, larga parte del Sud del Paese respinge la sua vittoria come una minaccia esistenziale e sceglie la secessione. La guerra è inevitabile ma, tanto per Lincoln quanto per la maggioranza del Nord, si tratta di una guerra da combattere per ripristinare l’unione, non per abolire la schiavitù. Sarà la logica interna al conflitto a imporre una radicalizzazione degli obiettivi bellici che, nel gennaio del 1863, porterà al proclama di emancipazione e, tre anni più tardi, alla ratifica del XIII emendamento della Costituzione americana, quello che vieta la schiavitù nell’intera giurisdizione degli Stati Uniti. 

In “Cronache dall’impero” le donne di Augusto: il fallimento di un patriarca 
Dalla sobrietà ambigua di Augusto, all’ascesa dei Flavi, alla gloria di Traiano fino allo scatenato Elagabalo. Il doppio volto di Adriano, l’ambizione di Agrippina, la complessità di Tiberio, i dubbi di Marco Aurelio: scandagliando le fonti antiche ed esplorando i luoghi dell’azione, Cristoforo Gorno cerca di mettere in luce i pensieri e le emozioni che hanno determinato i destini della corte imperiale. La serie di Rai CulturaCronache dall’Impero”, in onda da lunedì 7 giugno alle 21.10 su Rai Storia, racconta in otto puntate due secoli di storia di Roma indagando, più che i grandi eventi, la personalità degli uomini e delle donne al centro della scena. La grandezza politica di Augusto è indiscutibile, ma la sua storia familiare, piena di scandali, intrighi e morti sospette, dipinge un ritratto diverso e più fosco del primo imperatore. Visitando l’Ara Pacis, la casa di Augusto e quella di sua moglie Livia, Cristoforo Gorno racconta  il fallimento di un patriarca.

“Cronache dal mito” racconta Afrodite, la dea dell’amore
Afrodite
, Venere per i romani, è la dea dell’amore e della sessualità nata dalla spuma del mare. Capricciosa e frivola da una parte, profonda e universale dall’altra, Afrodite incarna le energie della vita: per questo è adorata con nomi diversi in tutto il Mediterraneo e in Oriente. Una divinità raccontata da Cristoforo Gorno nell’appuntamento con “Cronache dal Mito”, in onda lunedì 7 giugno alle 21.40 su Rai Storia. Gli amori e le imprese della dea sono ripercorsi dalla Domus Aurea e dal tempio di Venere Genitrice a Roma, costruiti dalla dinastia Giulio-Claudia, che da Venere discendeva.

Italia. Viaggio nella bellezza: un museo sul fondo del mare
Le meraviglie della città sommersa di Baia. La storia della nave di Albenga, la più grande nave oneraria romana rinvenuta nel Mediterraneo. Il satiro danzante di Mazara del Vallo, capolavoro della statuaria in bronzo greca, rinvenuto nelle profondità del Canale di Sicilia. E l’incredibile scoperta dei rostri navali della battaglia delle Egadi, nell’isola di Levanzo, dove i romani sconfissero i cartaginesi ponendo fine alla prima guerra punica. Tappe del viaggio alla scoperta del “museo liquido” del nostro patrimonio sommerso ripercorse da “Italia. Viaggio nella bellezza”, in onda lunedì 7 giugno alle 22.10 su Rai Storia. In primo piano, la grande avventura dell’archeologia subacquea, disciplina che proprio in Italia ha visto la sua nascita negli anni ’50 del secolo scorso, grazie al lavoro di un pioniere come Nino Lamboglia. E che ha trovato nell’archeologo siciliano Sebastiano Tusa, scomparso nel marzo del 2019 nel tragico incidente aereo dell’Ethopian Airlines, un altro grande interprete di caratura internazionale. Tra coloro che sono intervenuti in puntata: Fabio Pagano, direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Giuliano Volpe, archeologo, ordinario di Metodologia della ricerca archeologica all’Università di Bari, Valeria Li Vigni, Soprintendente del Mare della Regione Sicilia, Barbara Davidde, archeologa (Istituto Centrale per il Restauro), Simonluca Trigona, archeologo subacqueo – Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona. 

Mercoledì Rai: la nascita della Repubblica e il film “Una stagione da ricordare”

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Domani, 2 giugno, tra i programmi Rai: a “Passato e Presente” si parlerà della nascita della Repubblica. Dramma, sport e sentimenti nel film “Una stagione da ricordare”.

A “Passato e Presente” la nascita della Repubblica con Paolo Mieli e la professoressa Insolvibile
È dal 1944, a guerra ancora in corso, che in Italia si discute della questione istituzionale: se il Paese, cioè, debba continuare a essere una monarchia o diventare una repubblica. Pagine di storia rilette da Paolo Mieli e dalla professoressa Isabella Insolvibile a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 2 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. I partiti che formano il Comitato di Liberazione Nazionale chiedono al re Vittorio Emanuele III di abdicare, per la troppa contiguità avuta con il regime fascista durante il ventennio. A sorpresa è Palmiro Togliatti, appena tornato in Italia dall’Unione Sovietica, a proporre di rimandare la questione istituzionale a dopo la fine della guerra. È la cosiddetta “svolta di Salerno”. Al termine del conflitto si discute se a decidere tra monarchia e repubblica debba essere un referendum a suffragio universale o l’Assemblea costituente, il primo parlamento dell’Italia libera che ha il compito di redigere la nuova Costituzione. Alla fine, prevale l’idea di De Gasperi, che vuole un referendum da tenersi nello stesso giorno in cui si elegge l’Assemblea costituente. La data scelta è il 2 giugno. Quel giorno l’89 per cento degli italiani aventi diritto si reca alle urne per votare. Lo spoglio delle schede è lungo e tormentato, ma alla fine la repubblica prevale con oltre 12 milioni e 700 mila voti, due milioni più della monarchia. Una contestazione sul meccanismo di conteggio dei voti crea un contrasto tra la monarchia e il governo; e rischia anche di esasperare le forti divisioni presenti nel paese, soprattutto tra nord e sud. Il 13 giugno, per evitare ulteriori lacerazioni, il re Umberto II decide di lasciare il paese per l’esilio, senza però riconoscere formalmente la repubblica.

“Una stagione da ricordare”. Dramma, sport e sentimenti con Helen Hunt e William Hurt
Una stagione da ricordare” è il film diretto da Sean McNamara, tratto da una storia vera, in onda in prima visione su Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre) mercoledì 2 giugno alle 21.10. La pellicola racconta di come un’intera squadra di pallavolo, le Trojans della Iowa West High School, cerchi di trovare la forza per continuare a giocare, dopo che la loro capitana e leader Caroline “Line” Found muore tragicamente in un incidente stradale. L’obiettivo delle ragazze è quello di vincere il campionato per omaggiare la loro amica e compagna di squadra, ma è dura rimettersi in piedi quando il pezzo più importante delle fondamenta è andato perduto. A motivarle e guidarle in questa missione sarà la loro allenatrice, interpretata da Helen Hunt, vero mentore della squadra che le aiuterà a uscire da uno stato di profonda crisi esistenziale. Nel cast anche Erin Moriarty, Danika Yarosh, William Hurt, Nesta Cooper e Jason Gray-Stanford. A seguire, il magazine “MovieMag” dedicherà al film un approfondimento.

Mercoledì Rai: Giuseppe Verdi e Paolo Conte

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Domani, mercoledì 26 maggio, tra i programmi Rai due appuntamento con la Musica: a “Passato e Presente” si parla di Giuseppe Verdi mentre per “Cantautori” il protagonista è Paolo Conte.

A “Passato e Presente” l’Italia di Giuseppe Verdi, la “colonna sonora” del Risorgimento
Giuseppe Verdi
è il più grande musicista italiano dell’Ottocento – un artista prolifico che, con i suoi melodrammi, rivoluziona il mondo della lirica. Ma è anche un protagonista del Risorgimento italiano. Di Giuseppe Verdi e degli ideali politici che hanno avvicinato le migliori menti del suo tempo, Paolo Mieli parla in studio con il professor Lucio Villari a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 26 maggio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. La sua musica diventa la colonna sonora di un’epoca e le arie delle sue opere vengono spesso cantate come inni dai popoli in rivolta. La politica entra nei suoi libretti e, nel 1861, anche nella sua vita. In quell’anno, infatti, Verdi accetta la proposta di Cavour e diventa deputato nel parlamento del nascente Regno d’Italia. 

I “Cantautori”: Paolo Conte
Il più “aristocratico” cantautore italiano attraverso la sua storia: “Cantautori”, il programma di Rai Cultura che propone un compendio delle migliori “perle” tratte dalle Teche Rai, in onda mercoledì 26 maggio alle 23.20 su Rai5, porta in scena Paolo Conte. In scaletta, una selezione dei suoi grandi successi da “Fisarmonica di Stradella” ai classici come “Via con me” e “Sudamerica”.

Mercoledì Rai: Sibilla Aleramo e Art of Francia

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Domani, mercoledì 19 maggio, tra i programmi Rai: a “Passato e Presente” si parla di Sibilla Aleramo la scrittrice nata in Alessandria. Art of Francia, la storia francese attraverso le sue sculture, la sua pittura e i suoi palazzi.

Nel “Passato e Presente” con Paolo Mieli il ritratto di Sibilla Aleramo
Sibilla Aleramo
, pseudonimo di Marta Felicina Faccio, detta Rina, nasce ad Alessandria il 14 agosto del 1876. A 16 anni sposa con un matrimonio riparatore un impiegato dell’azienda del padre che l’ha violentata e dal quale avrà un figlio. Una vicenda dolorosa, che sarà oggetto del suo primo romanzo, “Una donna”. Sceglierà poi di lasciare la famiglia nel 1902 per trasferirsi a Roma e seguire i suoi ideali, con un impegno che non si limita alla scrittura, ma si concretizza in battaglie per l’emancipazione femminile e a sostegno dei più deboli. A “Passato e Presente”, in onda mercoledì 19 maggio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli ne parla con la professoressa Alessandra Tarquini. La sua figura è nota anche per le tormentate relazioni con alcuni personaggi in vista dell’epoca, primo fra tutti il poeta Dino Campana. Donna combattiva e dalle grandi passioni, nel 1925, Sibilla Aleramo firma il Manifesto degli intellettuali antifascisti, ma tre anni dopo passa ad appoggiare il fascismo, scrivendo sui giornali di regime. Nel 1943 rifiuta di trasferirsi a Salò e nel dopoguerra si iscrive al Partito Comunista, con il quale collabora attivamente, prestando la sua penna al quotidiano l’Unità fino alla morte, il 13 gennaio 1960. 

Art of Francia. Plus ça change
La storia francese attraverso le sue sculture, la sua pittura e i suoi palazzi: la racconta la serie “Art of Francia”, in onda da mercoledì 19 maggio alle 20.20 su Rai5. In tre episodi, lo storico dell’arte Andrew Graham-Dixon riannoda i fili di questo complesso rapporto: dai Rivoluzionari che decretarono la fine di uno dei Re più potenti d’Europa e degli artisti di corte, ai Rivoluzionari dell’Arte Moderna, giovani artisti arrabbiati che, nei loro bar e cabaret, avrebbero reinventato l’arte di tutto il mondo. Nel primo episodio Dixon traccia lo sviluppo dell’arte francese partendo dall’architettura gotica, prima vera grande rivoluzione artistica, per approdare al Classicismo e all’Illuminismo. Poi arriverà la vera Rivoluzione.

Lunedì Rai: l’imperatore Domiziano e le “ragioni” dell’archeologia

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A “Passato e Presente” si parla dell’imperatore Domiziano e per “Italia. Viaggio nella bellezza” le “ragioni” dell’archeologia.

Passato e Presente: l’imperatore Domiziano
Nel 69 d.C. dopo la guerra civile succeduta alla morte di Nerone, diventa imperatore Tito Flavio Vespasiano, esponente di una gens di origine equestre. Vespasiano inizia una nuova dinastia, quella dei Flavi, il cui epigono è Domiziano. Il suo ritratto è affidato al professor Umberto Roberto e a Paolo Mieli a “Passato e Presente”, in onda lunedì 17 maggio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Domiziano regna per 15 anni, dall’81 fino al 96 d.C. e si distingue per la ripresa di una politica d’espansione ai confini dell’Impero. Consolidato il Limes germanico, Domiziano porta a termine a Roma importanti opere pubbliche. Tra queste c’è lo stadio, una struttura per le gare atletiche capace di accogliere fino a 30.000 spettatori. La celebre piazza Navona ne ricalca ancora le dimensioni. Sul Palatino fa costruire un vero e proprio palazzo dinastico, diviso in tre settori: la domus Flavia, la domus Augustana e lo stadio palatino. Domiziano propone sé stesso come sovrano assoluto, come dominus et deus, conquista il consenso dell’esercito con una politica di elargizioni e il favore del popolo con spettacoli maestosi. Ma, proprio per questa sua politica, si rende inviso al Senato, che ne cancellerà la memoria e lo consegnerà alla storia come tiranno. 

Italia. Viaggio nella bellezza: le “ragioni” dell’archeologia 
Archeologia, industria, agricoltura, lottizzazione edilizia. A partire dagli anni ’60 del secolo scorso le ragioni del patrimonio archeologico sono spesso entrate in conflitto con quelle dello sviluppo industriale, agricolo e urbanistico del nostro Paese. Chi le ha difese? Con quali alleati? E con quali risultati? “Italia, viaggio nella bellezza“, in onda in prima visione lunedì 17 maggio alle 21.10 su Rai Storia, racconta alcune storie simbolo dell’archeologia italiana: la battaglia per la scoperta e la difese delle aree archeologiche della Basilicata; lo scavo dell’antica città di Sibari, che ha preservato il territorio della Piana del Crati dalle conseguenze di un massiccio sviluppo industriale; la difesa del sito archeologico di Paestum assediato dal cemento della speculazione edilizia; e la straordinaria scoperta del santuario-emporio di Gravisca, a Tarquinia, in un’area archeologica salvata all’ultimo istante da una rovinosa lottizzazione. Attraverso il recupero di filmati anche inediti delle Teche Rai, “Italia. Viaggio nella bellezza” ripercorre conflitti, scoperte, e tappe della salvaguardia del nostro patrimonio archeologico, ricordando anche protagonisti di quella importante stagione dell’archeologia italiana, come Dinu Adamesteanu, Mario Napoli, Mario Torelli. Nella puntata intervengono Lucio Fiorini, archeologo, Università di Perugia; Emanuele Greco, archeologo, presidente della Fondazione Paestum; Pietro Giovanni Guzzo, archeologo, accademico dei Lincei; Elena Lattanzi, archeologa, ex soprintendente della Calabria; Roberto Spadea, archeologo; Filippo Demma, Direttore del Parco Archeologico di Sibari.

Martedì Rai: Livia Drusilla e la battaglia di Gettysburg

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Domani, martedì 11 maggio, tra i programmi Rai a “Passato e Presente” c’è la storia di Livia Drusilla mentre per “La Bussola e la Clessidra” si racconta La battaglia di Gettysburg.

A “Passato e Presente” la storia di Livia Drusilla, la prima imperatrice 
Nella storia dell’antica Roma la figura di Livia Drusilla, moglie di Ottaviano Augusto, occupa un posto speciale. Solida donna di potere, condizione straordinaria per i suoi tempi, si è conquistata fama e rispetto e ha lasciato un’impronta decisiva sul futuro di Roma, affidando al figlio Tiberio e alla sua discendenza il controllo dell’Impero creato dal consorte. A “Passato e Presente”, in onda martedì 11 maggio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli e la professoressa Francesca Cenerini – attraverso il racconto delle vicende biografiche della prima imperatrice – ricostruiscono la condizione sociale delle donne nell’antica Roma e il loro ruolo politico nell’impero. Gli storici latini di orientamento filo senatoriale, come Tacito, hanno tramandato un ritratto di Livia pieno di ombre, accusandola di aver tramato contro i naturali discendenti di Augusto per favorire l’ascesa al potere di suo figlio Tiberio, avuto da un precedente matrimonio. Altri storici, come Svetonio, sono più indulgenti sulla sua figura e descrivono l’unione tra Livia e Augusto, non come un affare politico, ma come una lunga storia d’amore. 

“La Bussola e la Clessidra”: La battaglia di Gettysburg
Uno degli scontri decisivi della guerra di secessione americana: a “La Bussola e la Clessidra”, in onda in prima visione martedì 11 maggio alle ore 21.10 su Rai Storia, Alessandro Barbero analizza la battaglia di Gettysburg, rispondendo anche alle numerose domande inviate dal pubblico. Quando le truppe sudiste del generale Lee invadono la Pennsylvania, tocca alle forze nordiste dell’armata del Potomac arginare l’aggressione confederata. Teatro dello scontro è la piccola cittadina di Gettysburg, che per tre giorni sarà l’epicentro di combattimenti sanguinosi.

Lunedì Rai: il Giro d’Italia e l’Ispettore Jury

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Domani, lunedì 10 maggio, tra i programmi Rai : a "Passato e Presente" gli anni ruggenti della corsa rosa e "Ispettore Jury - La morte di Arlecchino".

A “Passato e Presente” l’Italia del Giro gli anni ruggenti della corsa rosa
Oltre un secolo fa prendeva il via la prima edizione del Giro ciclistico d’Italia, che sarebbe diventato per anni la manifestazione sportiva italiana più celebrata nel mondo. Dalle prime biciclette, pesanti e rudimentali, fino a quelle in fibra di carbonio, il Giro ha accompagnato gli italiani attraverso due guerre, il dopoguerra e il boom economico. Ne parlano il professor Stefano Pivato e Paolo Mieli a “Passato e Presente”, in onda lunedì 10 maggio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Il Giro ha infiammato gli animi attraversando il paese da nord a sud ed entrando nelle case attraverso i programmi della Rai. Dalle strade polverose in terra battuta di un tempo, a quelle più sicure di oggi, il mondo è cambiato. Ma non la passione popolare che per un mese, ogni anno, si stringe intono ai campioni che ancora infiammano la corsa in rosa.

“Ispettore Jury – La morte di Arlecchino”: adattamento televisivo dei best seller di Martha Grimes
La prima serata del lunedì di Rai Premium (canale 25 del digitale terrestre) si tingerà di giallo con l’affascinante e malinconico ispettore di Scotland Yard Richard Jury, interpretato da Fritz Karl, nell’adattamento televisivo dei best seller di Martha Grimes. Aiutato dai suoi colleghi e inseparabili amici, l’eccentrico aristocratico Merlose Plant (Götz Schubert) e il fidato Sergente Wiggins (Arndt Schwering-Sohnrey) è sempre in viaggio per l’Inghilterra con l’obiettivo di far luce su delitti apparentemente perfetti, facendo breccia nei cuori delle persone grazie al suo fiuto infallibile e al suo savoir-faire. Il 10 maggio in prima serata alle 21.20 andrà in onda “Ispettore Jury-La morte di Arlecchino”. A Rackmoor, una pittoresca cittadina portuale nello Yorkshire, viene uccisa una donna mascherata da Arlecchino. La vittima dovrebbe essere Dilly March, scomparsa 20 anni prima e ora sorprendentemente tornata. Sarebbe la figlia adottiva di Titus Crael, un colonnello estremamente ricco; ma c’è chi, tra i Crael, non crede a tale versione e considera la donna soltanto una truffatrice in cerca di una ghiotta eredità da incassare. L’ispettore Jury investiga sul caso, portando alla luce verità sconvolgenti. 

Sabato Rai: Bellitalia, Alberto Angela, Linea Verde in Alto Adige e Trieste, isole Tremiti e i dinosauri

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Domani, sabato 8 maggio, tra i programmi Rai: “Tgr Bellitalia” a San Casciano Bagni. Nuovo appuntamento con “Passaggio a nord ovest” e Alberto Angela. “Linea Verde Tour” va in Alto Adige mentre Trieste è la meta di “Linea Verde Life”. Le isole Tremiti meta di “Linea Blu”. Gli ultimi giorni dei dinosauri a "Sapiens - Un solo pianeta".

Con “Tgr Bellitalia” a San Casciano dei Bagni tra terme e scavi archeologici. E ancora Alatri, Parco della Maiella e il piccolo borgo di Polino: itinerari d’arte e bellezze ambientali.
Sabato 8 maggio
alle 11 su Rai3  torna l’appuntamento con gli itinerari d’arte di “Bellitalia“, l’approfondimento sul mondo dei Beni Culturali curato dalla redazione della TGR Toscana. Questa settimana il viaggio comincia dalla Valdichiana senese, dove un santuario romano d’epoca augustea è emerso dal fango caldo a due passi dalle vasche d’acqua termale ancora in uso. Una scoperta archeologica sorprendente: gli scavi a San Casciano dei Bagni andranno avanti per tutta l’estate. Dalla Toscana al Lazio: Donatella Ansovini racconta la leggenda delle mura di Alatri. I massi ciclopici che circondano l’acropoli custodiscono, incise nella pietra, nuove sorprese. E ancora, inaspettate sono anche le antiche contaminazioni salentine che si conservano ancora in un piccolo borgo dell’Umbria: le fa conoscere Mino Lo Russo, in un viaggio a Polino, già avamposto dello Stato pontificio e crocevia di viandanti e pellegrini. Infine, con Bellitalia alla scoperta degli ingredienti che hanno permesso al Parco Nazionale della Maiella di diventare Geoparco Mondiale Unesco, un’area protetta dove geologia e biodiversità costituiscono un patrimonio unico. Questo e ancora tanto altro il sabato con TGR Bellitalia.

“Passaggio a nord ovest”: la nascita delle banconote, la storia del Louvre e una visita a Ulan Bator, conduce Alberto Angela
Come nasce una banconota da 50 euro? In quanto tempo? E come si distingue una banconota falsa da una autentica? Insieme ad Alberto Angela, sabato 8 maggio alle 11,25 su Rai1 a “Passaggio a Nord Ovest“, una visita nel cuore della Banca d’Italia, nel Centro Guido Carli, per seguire tutte le fasi della complessa realizzazione e della stampa delle nostre banconote. Sarà un viaggio affascinante nel cuore dell’economia italiana. E poi il racconto della storia del Louvre, a partire dalla sua costruzione nel XII secolo come fortezza medioevale, voluta dal sovrano Filippo Augusto per proteggere Parigi, priva di difese. Durante l’Impero di Carlo V, il Louvre si trasforma in una residenza reale. Successivamente sarà teatro di scontri di natura religiosa e politica e il numero delle sue opere viene accresciuto dai capolavori sottratti da Napoleone ai paesi sconfitti. Infine, nel 1984, il Louvre vedrà la costruzione della piramide di vetro fino a diventare, nel 2012, lo stupendo museo che oggi tutti conosciamo. E infine un viaggio in Mongolia dove, ogni anno nel mese di luglio, si celebra una delle più antiche feste tradizionali, che rimanda al tempo di Gengis Khan: il Naadam. Per tre giorni la capitale, Ulan Bator, compirà un viaggio nel tempo ma con un occhio sulla modernità, fra corse di cavalli, sfilate di costumi tradizionali, gare di tiro con l’arco e incontri di lotta.

Linea verde tour scopre l’Alto Adige. Federico Quaranta segue la strada del vino
Partirà dalle cascate di Salorno in Alto Adige, il viaggio della sesta puntata di Linea Verde Toursabato 8 maggio alle 12 su Rai1, con Federico Quaranta e Peppone. Seguendo la Strada del Vino, i due conduttori andranno alla scoperta di luoghi spettacolari e inaspettati, scoprendo le antiche tradizioni di un territorio enoico incredibile che ha saputo coniugare la passione alle competenze. Il racconto toccherà borghi meravigliosi come Caldaro e siti di interesse nazionale quale la Collina Castelfeder, mostrerà ai telespettatori tante curiosità a cominciare dal vigneto di Müller Thurgau più alto d’Europa e l’artigianalità dei lederhosen, i tipici pantaloni in pelle di cervo altoatesini. Fra scorci mozzafiato e sorprendenti suggestioni, il viaggio di Federico Quaranta e Peppone si concluderà a cavallo fra gustose sorprese gastronomiche, come la tipica polenta di mais accompagnata dalle saporite prelibatezze locali, e la vetta dello spettacolare Castello di Salorno.

Trieste protagonista a “Linea Verde Life” con Daniela Ferolla e Marcello Masi
Trieste è la città con più bar e quella con più caffè bevuti durante l’anno. Non è ancora tutto: piazza Unità d’Italia è la più ampia piazza d’Europa collocata sul mare. “Linea Verde Life”, sabato 8 maggio alle 12,25 su Rai1, torna nella città giuliana scoprendo che c’è molto di più, droni abissali, creature carsiche come lo stupefacente Proteo, sartorie sociali molto glamour e i pendoli geostatici nella Grotta Gigante e naturalmente irrinunciabili golosità.

“Linea Blu” alle isole Tremiti con Donatella Bianchi
Saranno le isole Tremiti la destinazione della nuova puntata di “Linea Blu”, in onda sabato 8 maggio alle 14 su Rai1. In questo viaggio si racconteranno le ricchezze dell’archeologia subacquea dell’arcipelago. Alle Tremiti sono stati censiti infatti 14 siti archeologici di grande interesse, che possono raccontare più di 2000 anni di storia: dalla Nave Oneraria Romana del I sec a.C. al Piroscafo “Lombardo” utilizzato da Garibaldi per la Spedizione dei Mille, fino ad arrivare al cacciabombardiere B24 della II Guerra Mondiale, solo per citarne alcuni. A seguire, insieme alla Marina Militare, si parlerà di un progetto di bonifica dell’area di Pianosa sulla quale persiste un gran numero di ordigni bellici inesplosi.  Sarà l’occasione poi per affrontare il tema delle microplastiche: Donatella Bianchi ne parlerà insieme al regista Giuseppe Barile che dallo scorso aprile sta girando, in collaborazione col Cnr di Genova e Lesina, un documentario sulla presenza delle micro-plastiche nel mare che circonda l’arcipelago delle Isole Tremiti. L’opera ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le persone in genere a un uso consapevole e sostenibile delle plastiche. Nel suo viaggio, Donatella Bianchi farà conoscere un modo diverso di fare turismo, o meglio “geoturismo”: passeggiate e trekking per andare alla scoperta delle infinite peculiarità geologiche dell’arcipelago, spiegando le cause della loro formazione. In vista dell’estate, infine, “Linea Blu” cercherà di capire come si preparano tutte le isole italiane per diventare effettivamente covid free. Mentre Donatella Bianchi andrà alla scoperta di questa splendide isole, Fabio Gallo andrà a conoscere le bellezze di Termoli.

Gli ultimi giorni dei dinosauri per “Sapiens – Un solo pianeta”
Mario Tozzi
torna in prima serata, a partire da sabato 8 maggio, con la nuova stagione di “Sapiens – un solo pianeta” in onda per sei settimane alle 21.45 su Rai3. Dopo l’appuntamento speciale del 24 aprile scorso dedicata al nucleare, la terza stagione del programma di divulgazione scientifica e ambientale del sabato sera inizia con una puntata dedicata alla cosiddetta Sesta Estinzione, che apparentemente interessa 30.000 specie che scompaiono ogni anno e di cui non sembra importarci granché. Invece ci dovremmo preoccupare delle formiche e dei pipistrelli, oltre che dei lupi e degli orsi, perché tutti compongono un unico grande quadro fondamentale, dato che i sapiens non possono vivere soli, circondati unicamente dagli animali allevati e dalla piante che coltivano. Aria pulita e immagazzinamento di anidride carbonica, acqua pulita, cibo, medicinali, svago e divertimento non dipendono dalla nostra tecnologia, ma dalla natura intatta e dalla ricchezza della vita. Finora la storia della Terra ha conosciuto cinque grandi estinzioni che hanno modificato radicalmente il volto e la vita sul pianeta, portando alla scomparsa di quasi la totalità delle specie esistenti come ad esempio i dinosauri. Ma si è sempre trattato di estinzioni dovute a cause naturali.
La sesta estinzione ha invece due particolarità che la rendono unica: la grande velocità con la quale si sta verificando e la causa scatenante non più rappresentata dalla natura ma dai Sapiens. Quale futuro ci aspetta, se la ricchezza della vita sul pianeta continua a esaurirsi giorno dopo giorno?
Questa la domanda alla quale Mario Tozzi cercherà di dare una risposta nel corso della serata.Se la sesta estinzione è da imputare alle colpe dell’uomo, l’ultima grande estinzione di massa è stata quella dei dinosauri, dovuta invece a cause naturali. Uno straordinario documentario riporterà i telespettatori a oltre 65 milioni di anni fa, all’era del Cretaceo quando un fenomeno naturale portò alla scomparsa di circa il 70% delle specie viventi esistenti segnando gli ultimi giorni di vita dei dinosauri, ricostruiti attraverso recenti scoperte scientifiche. Mario Tozzi all’interno del Parco Nazionale di Lazio, Abruzzo e Molise, analizzerà invece lo stato di salute delle specie che vivono oggi sulla Terra: per molte di esse il tempo sembra essersi esaurito, come nel caso di alcuni rettili giganti che rischiano di scomparire per sempre, ma altre, come l’orso bruno marsicano, il camoscio e il lupo sembrano aver trovato un nuovo habitat naturale proprio nel Parco.