Buon Anno da RPFashion & GlamourNews

A cura di Roberta Pelizer e Jacopo Scafaro 

Tutta la redazione di RPFashion & GlamourNews augura un buon Anno nuovo ai nostri lettori, con la speranza che il 2023 sia veramente un anno migliore.

Non so se anche voi provate la stessa sensazione, ma a me il Capodanno fa sempre un po’ impressione, perché è allo stesso tempo la fine e l’inizio di un ciclo. È difficile lasciarsi qualcosa alle spalle: è un’azione che prevede un salto nel buio, un tuffo a occhi chiusi verso nuove esperienze, che potranno rivelarsi positive o negative. È un’occasione per ricominciare da zero o per continuare quel che abbiamo iniziato e vale la pena portare avanti. È un modo – scrive il Caporedattore Jacopo Scafaro – per stabilire nuovi obiettivi o per rivalutare quelli vecchi, cercando di capire se ci stanno portando proprio dove vogliamo arrivare. È anche una sfida con noi stessi, il momento giusto per metterci in discussione e capire cosa ci piace di noi e cosa vogliamo cambiare. A tutti auguri per un anno spettacolare”.

Roberta Pelizer, Direttore Editoriale del nostro giornale ci dice: “Eccoci qui, alla fine di questo lungo e complicato 2022, come sempre accade il 31 dicembre tiriamo sempre le somme di quello che è successo nei 365 giorni appena trascorsi, alla famiglia, il lavoro, i soldi, gli amici, alle occasioni perse e a quelle colte. Per ognuno di noi c’è qualcosa che non vorremmo più ritrovare mentre per altri la speranza è che resti tutto così com’è, siamo tanti e tutti diversi ma l’augurio che ci accomuna tutti e’ quello che sia più bello per tutti sotto tutti i punti di vista. Abbiamo lottato contro una pandemia che ci ha colpiti tutti per vari motivi, ad alcuni ha causato danni ingenti ad altri un po’ meno ma questo non ci deve abbattere, ma rafforzare. Il mio augurio è quello di poterci affacciare al 2023 con la forza e la speranza, la grinta e la giusta cattiveria per realizzare i nostri desideri e sogni.”

La vita umana è bella e va vissuta in pienezza anche quando è debole ed avvolta dal mistero della sofferenza” diceva Papa Benedetto XVI. Buona vita e buon anno e tutti.

AREA SANREMO 2021: i 4 giovani artisti che parteciperanno alla serata finale di “SANREMO GIOVANI” sono DESTRO, LITTAMÈ, SENZA_CRI e VITTORIA

Riceviamo e pubblichiamo. 

DESTRO (Leverano – LE), LITTAMÈ (Terrassa Padovana – PD), SENZA_CRI (Brindisi) e VITTORIA (Villafranca di Lunigiana – MS) sono i 4 giovani artisti dell’edizione 2021 di AREA SANREMOche parteciperanno alla serata finale di “Sanremo Giovani”!

La Commissione Artistica della RAI ha infatti selezionato i 4 artisti dopo aver ascoltato i 21 vincitori di Area Sanremo, dando loro la possibilità di esibirsi il 15 dicembre in diretta su Rai1, in prima serata, dal Teatro del Casinò di Sanremo.

Area Sanremo è una manifestazione organizzata e gestita dalla Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo,presieduta dall’Avv. Filippo Biolè. La Direzione Artistica di Area Sanremo è a cura di Massimo Cotto.

I 21 vincitori di Area Sanremo sono stati selezionati dalla Commissione di Valutazione, composta da Franco Zanetti(Presidente)dal Maestro Giuseppe Vessicchio (Presidente), Piero Pelù, Mauro Ermanno Giovanardi e Marta Tripodi. Il Presidente Onorario della Commissione di Valutazione è stato Vittorio De Scalzi. Il commissario supplente è statoMaurilio Giordana. Il garante di questa edizione è stato Massimiliano Longo. 

Sono state assegnate 10 borse di studio dal valore di 2500 euro ciascuna, offerte grazie alla sponsorship con KNTNR, startup che si occupa di sostenere nuovi talenti in campo artistico. I vincitori della borsa di studio sono BEART (Riccione – RN), EMANUELE CONTE (Povegliano – TV), CRICCA (Riccione – RN), ETTA (Sparanise – CE), GOBBI & LUCREZIA (Bologna),JOSUE’ (Messina), NAMIDA (Porto Viro – RO), NOE (Terracina – LT), ULISSE SCHIAVO (Padova) e VIRGINIA (Piazzola sul Brenta – PD).

È stato assegnato anche il Premio Speciale “Vittorio De Scalzi” a SALVAT (Palermo), che ha ricevuto la targa direttamente dal Presidente Onorario.

RP FASHION & GLAMOUR NEWS: ci siamo rifatti il look!

di Roberta Pelizer 
La proprietaria e direttore editoriale di Rp Fashion & Glamour News, ci illustra il nuovo percorso editoriale che intraprenderà il nostro giornale. 

È con grande piacere che vi presentiamo il nostro nuovo sito web. Riteniamo che per il giornale sia fondamentale essere presente online con contenuti chiari ed esaustivi sul proprio operato e sugli argomenti che offre, consentendo in tal modo agli utenti di leggere notizie specifiche e sempre interessanti. Abbiamo perciò cercato di arricchirlo di informazioni utili, pur mantenendo una navigazione semplice e intuitiva, oltre che esteticamente accattivante. La necessità di rinnovarci è scaturita perché il sito e la linea editoriale presa nell’ultimo anno, non rifletteva più con le nostre esigenze e i nostri obiettivi, perciò come proprietaria ho deciso di dare una ventata d’ossigeno fresca a tutta la struttura del giornale.

C’è un nuovo direttore responsabile, il Dott. Roberto Marzano, che ha sposato in pieno la linea mia e di tutta la Redazione di RPFashionGlamourNews. Roberto oltre ad avere un bagaglio culturale importante, ha un’esperienza ultra trentennale nel mondo del giornalismo e porterà oltre ad un rinnovato entusiasmo, alcune nuove rubriche. Avremo anche nuovi ingressi nella redazione, dove i redattori già presenti, avranno più libertà creativa; anzi colgo l’occasione per dire a chiunque voglia raccontare esperienze personali o emozioni, di contattarci. Jacopo è stato promosso a Vice Coordinatore di Redazione ed appena la situazione epidemiologica lo permetterà tornerà ad emozionarci con il racconto di concerti e spettacoli teatrali, oltre ai suoi consueti articoli.

Per quanto riguarda la sottoscritta, cercherò di raccontare la moda sia maschile, che femminile, ma anche le emozioni che giornalmente mi vengono raccontare o che vivo in prima persona . Vi preannuncio che intensificheremo la collaborazione con Clarissa D’Avena e la Red&blue music relations, ma di questo vi racconterò più avanti.

È stato un lavoro lungo, ma abbiamo voluto prenderci tutto il tempo necessario per riflettere, progettare, fare e rivedere ogni singolo dettaglio. Ora siamo contenti del risultato, ma l’ultima parola va a voi che ci leggete.

A presto.

Domenica Rai: Maratea, l’Impero Bizantino e Pescara

Riceviamo e pubblichiamo
“Linea Verde Estate” ci porta a Maratea e alla scoperta delle eccellenze lucane. “Passato e Presente”: il professor Alessandro Barbero racconta l'Impero Bizantino. "Pescara, l'estate infinita": il documentario di Giuseppe Sansonna.

Linea Verde Estate. Maratea: “Eccellenze Lucane”
Viaggio a Maratea, in Basilicata, alla scoperta delle eccellenze che rendono unico il più piccolo tratto di costa d’Italia, nella puntata di “Linea Verde Estate”, con Angela Rafanelli e Marco Bianchi, in onda domenica 11 luglio, alle 12.20 su Rai1. Spettacolari spedizioni nei posti più sperduti ed incontaminati affinché, soprattutto, le nuove generazioni si innamorino del mare e imparino a conoscerlo sempre più: in navigazione, record ed imprese di Gianluca Genoni, primatista mondiale di apnea ed ambasciatore scientifico del progetto Gombessa. Scenari meravigliosi, un susseguirsi di grotte e calette inaccessibili pagaiando in kayak, sovrastati dalle montagne, il fascino ed i segreti delle insenature. Un’altezza di 21 metri, un’apertura di braccia di 19 metri, un’eccezionale vista a 360° del magico profilo della costa e delle montagne interne: percorrendo la nuova via ferrata, una spettacolare ascesa al Cristo di Maratea, secondo per dimensioni solo a quello del Corcovado di Rio de Janeiro, ed il progetto Maratea Experience.
L’atmosfera da turismo tranquillo della piazzetta, il centro storico ben curato, qualche bottega di artigianato, una sensazione d’aria un po’ retrò di una piccola pasticceria a conduzione familiare: è tempo di una “dolcissima” tappa per gustare i bocconotti, prelibati pasticciotti di pasta frolla, crema e confettura di amarene. Una lunga distesa di sabbia che si protende sotto la falesia, un’eccezionale schiusa di un nido di tartaruga Caretta Caretta che ha dato alla luce oltre 80 piccoli: nella cornice di una natura rigogliosa, a cavallo sulla spiaggia di Castrocucco, le incredibili potenzialità del patrimonio naturalistico lucano. Una profonda passione per la cucina trasmessa dalle zie sin da bambina, la sapiente commistione di sapori diversi: a Marina di Maratea, con Beatrice, giovane e promettente studentessa dell’istituto alberghiero, le prelibate ricette della tradizione culinaria locale e la prima edizione del progetto la “Francofonia nel piatto.” Un formaggio semiduro, grasso, a breve o media stagionatura, a pasta filata, prodotto tutto l’anno con latte intero di vacche alimentate a pascolo brado, un sapore dolce e aromatico: il meticoloso lavoro di una famiglia locale che da oltre 60 anni si cimenta nella produzione del caciocavallo. 

“Passato e Presente”: il professor Barbero racconta l’Impero Bizantino
Nel 330 d.C. l’imperatore romano Costantino decide di spostare la capitale dell’impero da Roma a Bisanzio, orientando tutto il baricentro politico ed economico a Oriente e facendo prevalere la cultura greco-ortodossa su quella romano-latina. La lunga storia dell’Impero Bizantino – denominazione moderna e quasi dispregiativa dell’Impero Romano d’Oriente – è approfondita dal professor Alessandro Barbero e da Paolo Mieli a “Passato e Presente” il programma di Rai Cultura in onda domenica 11 luglio alle 20.30 su Rai Storia. Se da un lato si assiste al disfacimento dell’Impero Romano d’Occidente, sgretolato dalle continue incursioni dei barbari, fino alla sua caduta avvenuta nel 476 d.C., dall’altro si afferma l’Impero Romano d’Oriente, per lo meno fino a quando la grande Costantinopoli non capitolerà rovinosamente per mano dei Turchi ottomani capeggiati da Maometto II, nel 1453. 

“Pescara, l’estate infinita”: le anime di una città
Una città sospesa sul mare e tra due anime, legate ai suoi due concittadini più illustri: Gabriele D’Annunzio ed Ennio Flaiano: Pescara è la protagonista del documentario di Giuseppe SansonnaPescara, l’estate infinita”, in onda domenica 11 luglio alle 22.10 in onda in prima visione su Rai5. D’Annunzio è stato il grande immaginifico, il Poeta Guerriero, l’esteta armato, che aveva cantato la sua città nel realismo magico delle novelle da Pescara, mentre l’altra anima pescarese è l’ironia sorniona e cinica di Ennio Flaiano, nato a poche decine di metri da casa D’Annunzio, a quasi cinquant’anni di distanza. Da bambino, guardava la vecchia madre del Vate struggersi di malinconia per il figlio lontano. Lontanissimo dalla retorica dannunziana, Flaiano ha raccontato la provincia balneare e vitellona della sua città, riversandola nel mondo onirico di Fellini.
Alcuni pescaresi, tra ironia, imprenditoria e vocazione all’impresa spettacolare, hanno fatto rivivere il mito di D’Annunzio in pieni anni Ottanta. Gente che si buttava a mare con la motocicletta, a Capodanno, come Eriberto Mastromattei, compianto re della balneazione pescarese. O come Gino Pilota, socio di Benetton, intimo di Ayrton Senna, a cui aveva fatto conoscere e amare Pescara. E c’è anche la città campione d’Europa di pallanuoto, con l’asso spagnolo Estiarte; quella del calcio champagne di Galeone prima e di Zeman poi; e quella vitalissima e notturna degli anni Settanta, con i suoi calciatori talentuosi e nottambuli, come Giorgio Repetto. O come Marco Masoni, talentaccio dal ginocchio friabile, che secondo alcuni ispirò ad Andrea Pazienza la fisicità del suo personaggio più celebre: Andrea Zanardi. Lo stesso Pazienza era stato, insieme a Tanino Liberatore, una precocissima star del liceo artistico pescarese, e insieme avrebbero rivoluzionato il fumetto europeo. E Pescara è ancora un grande centro artistico e la sede del più antico festival jazz italiano, dove passate star come Miles Davis e Petrucciani.

Giovedì Rai: i Vichinghi e la Norma

Riceviamo e pubblichiamo
Il prof. Barbero ad “a.C.d.C.” ci racconta dei Vichinghi. Norma firmata da Giacomazzi e di Gangi dal Macerata Opera Festival.

I Vichinghi per “a.C.d.C.” con il professor Barbero
La storia dei Vichinghi prima che la raccontassero le serie Tv: “a.C.d.C.” e il professor Alessandro Barbero propongono “Il grande viaggio dei Vichinghi”, in onda giovedì 1° luglio alle 21.10 con un doppio appuntamento su Rai Storia. Si comincia con il VI e il VII secolo, quando una serie di eventi climatici colpisce la Scandinavia, provocando carestie e riducendo la produzione agricola e la popolazione. E, nel periodo immediatamente successivo, si afferma in Europa l’immagine dei Vichinghi come barbari massacratori di monaci inermi. Dalla Scandinavia sono in molti ad avventurarsi sul mare alla ricerca di una vita migliore, sviluppando un nuovo, caratteristico tipo di nave a vela. Le prime incursioni vichinghe di cui si hanno notizie sono gli assalti e le razzie ai monasteri e alle zone costiere delle isole Britanniche. Il racconto prosegue, poi, con le difese del regno dei Franchi, organizzate da Carlo Magno, che si rivelano molto efficaci per impedire ai Vichinghi di risalire i grandi fiumi e di avanzare nell’entroterra, ma la situazione di stallo che si viene a creare è anche di grande stimolo per lo sviluppo di relazioni commerciali tra i Vichinghi e le popolazioni della costa inglese e continentale. Le divisioni interne al regno dei Franchi dopo la morte di Carlo Magno lasciano spazio all’avanzata dei Vichinghi. Nell’845 una grande flotta assedia Parigi e si ritira solo dopo il pagamento di un riscatto.

Norma firmata da Giacomazzi e di Gangi dal Macerata Opera Festival con Maria Josè Siri e Michele Gamba sul podio
È andata in scena nell’estate del 2016 nell’ambito del Macerata Opera Festival la produzione della Norma di Vincenzo Bellini che Rai Cultura propone giovedì 1° luglio alle 21.15 su Rai5. Protagonista il soprano uruguaiano Maria José Siri, al suo debutto nel ruolo della sacerdotessa figlia del capo dei druidi. La regia è affidata Ugo Giacomazzi e Luigi di Gangi, siciliani, che mettono in scena un muro che diventa metafora di un mondo ideale distorto, simbolo di divisione e di protezione della propria identità. Il muro ingloba una foresta claustrofobica, intessuta di reti altissime, che sono barriere, protezioni, tanto fitte quanto inutili. Sul podio è impegnato il giovane direttore d’orchestra Michele Gamba, alla testa dell’Orchestra Regionale delle Marche. Completano il cast Rubens Pelizzari, Pollione, Sonia Ganassi, Adalgisa, Nicola Ulivieri, Oroveso, Rosanna Lo Greco, Clotilde e Manuel Pierattelli, Flavio. Il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” è diretto da Carlo Morganti.

Sabato Rai: Alberto Angela, Salento, la battaglia di Solferino e via della Conciliazione a Roma

Riceviamo e pubblichiamo
A "Passaggio a Nord Ovest" le cere di Madame Tussaud. "Linea Verde life" sbarca in Salento. A "Passato e Presente" la battaglia di Solferino. Documentari d'autore: Via della conciliazione.

A “Passaggio a Nord Ovest” le cere di Madame Tussaud, con Alberto Angela
Passaggio a nord ovest”, il programma ideato e condotto da Alberto Angela, sabato 26 giugno alle 11.25 su Rai1 sarà interamente dedicato ad una imprenditrice straordinaria, che ha dato vita, grazie alla sua abilità e creatività, ai musei delle cere più famosi al mondo: Madame Tussaud. Bernese, di umili origini, viene iniziata al mondo delle figure di cera dallo zio, che realizzava modelli anatomici. Dopo il trasferimento  a Parigi, zio e nipote aprono una galleria permanente di figure di cera e la giovane Marie inizia ad avere un ruolo sempre più attivo in questa attività. In seguito alla Rivoluzione Francese, però, Marie è costretta a trasferirsi di nuovo, stavolta in Inghilterra, dove comincia ad organizzare una serie di mostre itineranti, spostandosi di città in città. Le sue esposizioni, rivolte quasi esclusivamente ad un pubblico d’élite, iniziano ad avere sempre più successo. Nel 1835, dopo aver trascorso 30 anni a viaggiare per il Regno Unito, Marie decide di fermarsi a Londra insieme ai figli e, visto l’afflusso continuo di visitatori, la sua mostra diventa permanente. All’inizio della rivoluzione industriale, questa “donna d’affari” ha creato un marchio che, ancora oggi, è tra i più famosi a livello mondiale, a metà tra intrattenimento e cultura.

“Linea Verde life” sbarca in Salento con Marcello Masi, Daniela Ferolla e Federica De Denaro
Città e territorio, un binomio indissolubile quello che cuce ad ogni provincia, ad ogni comune, una carta che è non solo geografica ma davvero identitaria. Lecce è questo: città che descrive la sua provincia. Arte, barocco, vento, sole, vicinanza al mare, colore intenso, sapore vivo, suono, sensazione. Sabato 26 giugno alle 12.00 su Rai1Linea Verde Life” con Marcello Masi, Daniela Ferolla e la partecipazione di Federica De Denaro, sarà in Salento, in avvicinamento e in attraversamento del suo capoluogo, la sempre affascinante Lecce. Paesaggio, biodiversità, ricerca, bellezza del territorio, patrimonio artistico, ma anche innovazione, avanguardia e valorizzazione delle risorse. Immancabile la ricetta di Federica De Denaro, ispirata dal meglio che terra e stagionalità offrono.

“Passato e Presente”: la battaglia di Solferino
Il 23 aprile 1859 il presidente del consiglio del Regno di Sardegna Camillo Benso Conte di Cavour respinge l’ultimatum austriaco che intima ai piemontesi di smobilitare l’esercito. L’abile diplomazia del ministro sabaudo ha ottenuto l’appoggio della Francia di Napoleone III, a patto che la guerra sia dichiarata dall’Impero asburgico. Una pagina di storia ripercorsa dal professor Gilles Pécout con Paolo Mieli a “Passato e Presente”, programma di Rai Cultura in onda sabato 26 giugno alle 20.30 su Rai Storia. E così dopo l’ultimatum, quell’alleanza stipulata quasi segretamente a Plombières diventa operante a tutti gli effetti. La seconda guerra di indipendenza è iniziata da circa due mesi, quando all’alba del 24 giugno 1859, su un fronte di circa 20 chilometri compreso tra Medole e San Martino, nel tranquillo scenario delle colline mantovane, l’armata alleata franco-piemontese e l’esercito austriaco si affrontano in una delle battaglie più cruente della storia europea: la battaglia di Solferino. 

Documentari d’autore: Via della conciliazione
La storia, ormai poco nota, della costruzione di via della Conciliazione, tra materiali di repertorio e testimonianze degli ultimi sfollati, è al centro del doc “Via della conciliazione”, di Raffaele Brunetti, Piergiorgio Curzi, in onda sabato 26 giugno alle 23.00 su Rai Storia, per il ciclo “Documentari d’autore”. Nel 1929, con la firma dei Patti Lateranensi, Mussolini riconciliò lo Stato italiano con la Santa Sede. Nacque così il più piccolo stato del mondo: la Città del Vaticano. Papa Pio XI ottenne la promessa di far aprire una via monumentale sulla Basilica di San Pietro e per questo si dovette demolire una parte del rione antistante, conosciuta come la Spina di Borgo. Mussolini inaugurò la demolizione, dando la prima picconata. L’8 settembre 1937, meno di un anno dopo, tutti gli edifici erano stati rasi al suolo. La maggior parte degli abitanti fu trasferita nella borgata di Primavalle, costruita proprio per ospitare “gli sfollati di San Pietro”. Iniziarono così i lavori di costruzione di una nuova grande arteria nel centro di Roma, che prese il nome di Via della Conciliazione proprio per celebrare la riconciliazione tra Stato e Chiesa.

Mercoledì Rai: Giorgio Gaber e Pio IX

Riceviamo e pubblichiamo
Giorgio Gaber nei filmati Rai per la serie “Cantautori”. Si parla di Pio IX, l’ultimo papa re, a “Passato e Presente”.

Cantautori:  c’è Giorgio Gaber
Una raccolta firmata dl regista Michelangelo Romano dei brani del Signor G, cantautore e attore eclettico fra i più innovativi nella scena musicale italiana. Romano ha utilizzato esibizioni tratte dalle teche Rai dai primi anni 60 fino al 1990 e il risultato è un viaggio attraverso il mondo di Gaber. In “Cantautori”, in onda mercoledì 16 giugno a partire dalle 22.45 su Rai5, le canzoni ironiche, “Perdo i pezzi”, quelle più commerciali, “Te quiero mucho” e i primi successi “Milanesi”, “Trani a gogo””, “La ballata del Cerrutti”. Infine, Gaber incontra Mina. I due danno vita a una coppia di grande successo, prima in teatro e poi in televisione.

“Passato e Presente” racconta Pio IX, l’ultimo papa re
Quello di Pio IX, ultimo papa re, è stato il pontificato più lungo della storia della Chiesa. Ne parlano Paolo Mieli e il professor David Kertzer nell’appuntamento con “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda mercoledì 16 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Nel corso del suo lungo regno, dal 1846 al 1878, papa Mastai Ferretti ha attraversato numerose e complesse stagioni. Indicato inizialmente come un campione del Risorgimento, grande riformatore e possibile federatore d’Italia, è passato poi, con incredibile rapidità, a essere considerato un traditore degli ideali nazionali e acceso avversario di ogni innovazione istituzionale. È l’uomo del Sillabo, nel quale condanna il modernismo, e della infallibilità del papa, solennemente proclamata nel corso del Concilio Vaticano I, ma allo stesso tempo è stato capace di dare grande impulso missionario all’azione della Chiesa, valorizzando enormemente il ruolo e il valore dei laici. Ha aperto le porte del ghetto di Roma, consentendo agli ebrei di praticare professioni fino a quel momento a loro precluse, ma si è anche reso protagonista del famoso “caso Mortara”, la sottrazione cioè di un bambino ebreo, ma battezzato da una governante cattolica, con l’intento di educarlo nella fede cristiana. Ha infine assistito, impotente, alla fine del millenario regno temporale dei papi, dichiarandosi prigioniero dello stato italiano, e considerando il Risorgimento una “una oppressione morale, civile e religiosa”.

La seconda stagione di ‘ART RIDER’: da venerdì 18 giugno su Rai 5

Riceviamo e pubblichiamo
In onda, in prima serata, la trasmissione condotta da Andrea Angelucci alla scoperta dei luoghi d'arte italiani meno conosciuti. Prima puntata “Da Ascoli Piceno ad Ancona”. Format originale di Gioia Avvantaggiato e Paolo Fazzini, prodotto da GA&A Productions, in collaborazione con RAI CULTURA.

Al via dal 18 giugno su Rai 5 ogni venerdì in prima serata, la seconda stagione di ‘Art Rider’, format alla ricerca dei luoghi d’arte meno conosciuti d’Italia condotta da Andrea Angelucci, giovane e dinamico archeologo, guida turistica e travel designer. Il format originale di Gioia Avvantaggiato e Paolo Fazzini, prodotto da GA&A Productions, in collaborazione con RAI CULTURA, a seguito del grande successo di pubblico, anche sui social, torna su Rai 5 anche grazie alle repliche della prima stagione, in onda ogni venerdì dal 7 maggio, occupando, quindi, un totale di 3 mesi le prime serate del canale, fino al 23 luglio.

Giunto alla seconda stagione, Art Rider, presentato nell’ambito della  serata Art Night, si configura sempre più come un modello di viaggio e un incentivo per il turismo nazionale volto a valorizzare le bellezze nascoste del nostro Paese. Le mete delle nuove puntate toccheranno  Marche, Toscana, Lazio, Trentino, Piemonte e Veneto. Sei puntate, da 52 minuti l’una, nelle quali Andrea intraprende un viaggio per scovare e raccontare l’arte nascosta che si cela dietro l’angolo, nel piccolo paese vicino casa o fuori dagli itinerari solitamente battuti dai turisti. E come un moderno rider, Andrea Angelucci porta nelle case degli italiani luoghi e capolavori simbolo della magnificenza del nostro Paese.

Le puntate, con la regia di Francesco Principini e i testi di Paolo Fazzini  e Chiara Vannoni e dello stesso  Andrea Angelucci, toccheranno varie location, dall’antica via del sale verso Ascoli alla Toscana, sulle tracce dell’antico Re Porsenna e del tesoro nascosto più antico d’Italia, passando per la (spesso dimenticata) Repubblica Marinara di Gaeta e la sua leggenda della Grotta del Turco. Dal Trentino, tra castelli e splendidi giardini, in un paesaggio dove uomo e natura si fondono al Piemonte prima dei Savoia, seguendo le ambientazioni che hanno ispirato il capolavoro di Umberto Eco “Il Nome della Rosa” fino all’entroterra Veneto, nobile e raffinato delle ville di nobili e ricchi proprietari veneziani, tra tombe di cavalieri templari e la figura di Federico II come poeta e dotto pensatore. Per individuare e raggiungere questi luoghi spesso avvolti da leggende non bastano zaino in spalla e buona volontà, ma conoscenza della storia e del territorio, spirito di avventura, adattamento e un pizzico di fortuna.

Avvicinarsi a questi tesori nascosti infatti spesso comporta affrontare scalate, tempeste di neve, percorrere sentieri sconosciuti e trascorrere più di qualche notte dentro una tenda. Inseparabile compagno di viaggio è il taccuino di Angelucci, un diario nel quale Andrea disegna e dipinge i monumenti e alcuni dettagli delle opere d’arte che scopre durante il suo itinerario.
Nel primo appuntamento, “Da Ascoli Piceno ad Ancona”, in onda il 18 giugno alle 21.15 su Rai5, Andrea si metterà in viaggio per le Marche, seguendo l’antica via del sale e giungendo sulla costa opposta, fermandosi ad Ascoli e in ultimo ad Ancona.
Sul taccuino di Andrea c’è un particolare della colonna Traiana di Roma dove si vedono l’arco e il porto che l’imperatore costruì ad Ancona. Colto dalla curiosità, il nostro esploratore vuole vedere come arte e paesaggio siano cambiati nel corso di duemila anni.

Si metterà così in viaggio per le Marche seguendo l’antica via del sale e giungendo sulla costa opposta fermandosi dapprima ad Ascoli, splendida cittadina ricca di meraviglie artistiche dove una più di tutte lo colpisce: un quadro di Crivelli, pittore incredibilmente capace ed innovativo che, secondo lui, non gode della fama che merita. Inizierà quindi un percorso alla riscoperta dell’artista e di altre meraviglie inaspettate, fino ad arrivare alla sua meta: la splendida città di Ancona.
Inoltre, a ottobre 2021 uscirà, per Capponi Editore, nelle librerie e online la Guida di Art Rider, che ripercorre gli itinerari delle 12 puntate delle due stagioni del format. Ogni episodio di Art Rider vuole anche essere, infatti, una proposta di itinerario, percorribile interamente – oppure solo in parte – da appassionati di viaggi culturali e avventurosi.

IL CONDUTTORE
Andrea Angelucci è un giovane archeologo, guida turistica e travel designer  con tanti interessi, dagli sport estremi nella natura incontaminata ai concerti con il gruppo rock di cui è frontman. Assieme all’archeologia, la sua più grande passione che lo accompagna sin dall'infanzia, il disegno. Andrea, infatti, non ama soltanto perdersi davanti le opere d'arte ma, come un novello Bruce Chatwin, immortala tutte le meraviglie che scopre durante i suoi viaggi. Il taccuino è il suo inseparabile compagno di viaggio, così ricco dei bellissimi disegni che ha realizzato nelle sue avventure per il mondo. Tra Martin Mystère e Indiana Jones, Andrea è sempre in cerca delle "chiavi" segrete che gli possano aprire tesori dimenticati. Tracce di civiltà millenarie che, ancora oggi, sono un oceano sterminato di storie ed enigmi da svelare.

Trailer: https://we.tl/t-3H091yg5FT

Lunedì  Rai: Lincoln, le donne di Augusto, Afrodite e i musei in fondo al mare

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Domani, lunedì 7 giugno, tra i programmi Rai: a “Passato e Presente” Lincoln e l’abolizione della schiavitù. Le donne di Augusto per le “Cronache dall’impero”. Afrodite protagonista delle “Cronache dal mito”. “Italia. Viaggio nella bellezza” ci racconta i musei in fondo al mare.

A “Passato e Presente” la scelta di Lincoln: l’abolizione della schiavitù 
Quando Lincoln viene eletto alla presidenza degli Stati Uniti d’America, nel novembre del 1860, la questione della schiavitù – del suo possibile rafforzamento o della sua graduale estinzione – divide il paese da anni e il nuovo presidente è a capo dello schieramento che si oppone all’estensione territoriale della schiavitù. A “Passato e Presente”, in onda lunedì 7 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli nel parla con la professoressa Raffaella Baritono. Sebbene quella di Lincoln sia una posizione moderata, che non mette in discussione l’esistenza costituzionalmente garantita dello schiavismo negli stati che già lo praticano, larga parte del Sud del Paese respinge la sua vittoria come una minaccia esistenziale e sceglie la secessione. La guerra è inevitabile ma, tanto per Lincoln quanto per la maggioranza del Nord, si tratta di una guerra da combattere per ripristinare l’unione, non per abolire la schiavitù. Sarà la logica interna al conflitto a imporre una radicalizzazione degli obiettivi bellici che, nel gennaio del 1863, porterà al proclama di emancipazione e, tre anni più tardi, alla ratifica del XIII emendamento della Costituzione americana, quello che vieta la schiavitù nell’intera giurisdizione degli Stati Uniti. 

In “Cronache dall’impero” le donne di Augusto: il fallimento di un patriarca 
Dalla sobrietà ambigua di Augusto, all’ascesa dei Flavi, alla gloria di Traiano fino allo scatenato Elagabalo. Il doppio volto di Adriano, l’ambizione di Agrippina, la complessità di Tiberio, i dubbi di Marco Aurelio: scandagliando le fonti antiche ed esplorando i luoghi dell’azione, Cristoforo Gorno cerca di mettere in luce i pensieri e le emozioni che hanno determinato i destini della corte imperiale. La serie di Rai CulturaCronache dall’Impero”, in onda da lunedì 7 giugno alle 21.10 su Rai Storia, racconta in otto puntate due secoli di storia di Roma indagando, più che i grandi eventi, la personalità degli uomini e delle donne al centro della scena. La grandezza politica di Augusto è indiscutibile, ma la sua storia familiare, piena di scandali, intrighi e morti sospette, dipinge un ritratto diverso e più fosco del primo imperatore. Visitando l’Ara Pacis, la casa di Augusto e quella di sua moglie Livia, Cristoforo Gorno racconta  il fallimento di un patriarca.

“Cronache dal mito” racconta Afrodite, la dea dell’amore
Afrodite
, Venere per i romani, è la dea dell’amore e della sessualità nata dalla spuma del mare. Capricciosa e frivola da una parte, profonda e universale dall’altra, Afrodite incarna le energie della vita: per questo è adorata con nomi diversi in tutto il Mediterraneo e in Oriente. Una divinità raccontata da Cristoforo Gorno nell’appuntamento con “Cronache dal Mito”, in onda lunedì 7 giugno alle 21.40 su Rai Storia. Gli amori e le imprese della dea sono ripercorsi dalla Domus Aurea e dal tempio di Venere Genitrice a Roma, costruiti dalla dinastia Giulio-Claudia, che da Venere discendeva.

Italia. Viaggio nella bellezza: un museo sul fondo del mare
Le meraviglie della città sommersa di Baia. La storia della nave di Albenga, la più grande nave oneraria romana rinvenuta nel Mediterraneo. Il satiro danzante di Mazara del Vallo, capolavoro della statuaria in bronzo greca, rinvenuto nelle profondità del Canale di Sicilia. E l’incredibile scoperta dei rostri navali della battaglia delle Egadi, nell’isola di Levanzo, dove i romani sconfissero i cartaginesi ponendo fine alla prima guerra punica. Tappe del viaggio alla scoperta del “museo liquido” del nostro patrimonio sommerso ripercorse da “Italia. Viaggio nella bellezza”, in onda lunedì 7 giugno alle 22.10 su Rai Storia. In primo piano, la grande avventura dell’archeologia subacquea, disciplina che proprio in Italia ha visto la sua nascita negli anni ’50 del secolo scorso, grazie al lavoro di un pioniere come Nino Lamboglia. E che ha trovato nell’archeologo siciliano Sebastiano Tusa, scomparso nel marzo del 2019 nel tragico incidente aereo dell’Ethopian Airlines, un altro grande interprete di caratura internazionale. Tra coloro che sono intervenuti in puntata: Fabio Pagano, direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Giuliano Volpe, archeologo, ordinario di Metodologia della ricerca archeologica all’Università di Bari, Valeria Li Vigni, Soprintendente del Mare della Regione Sicilia, Barbara Davidde, archeologa (Istituto Centrale per il Restauro), Simonluca Trigona, archeologo subacqueo – Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona. 

Domenica Rai: Calabria, le residenze presidenziali, Carlo VIII e il Molise

Riceviamo e pubblichiamo
Domenica con i programmi Rai. Domani 30 maggio: la Calabria a “Paesi che vai…”. “Linea Verde” ci porta alla scoperte delle residenze presidenziali dal Lazio alla Campania. “Passato e Presente” ci racconta di Carlo VIII. “Di là dal fiume e tra gli alberi” alla scoperta del Molise.

“Paesi che vai…” alla scoperta della Calabria con Livio Leonardi
Nella puntata in onda domenica 30 maggio alle 9.40 su Rai1, “Paesi che vai…” varca i confini della Calabria, una regione del sud Italia che mostra il suo raggiante volto verace, nonché la sua storia millenaria. Con Livio Leonardi si andrà sulle tracce dei Normanni, che nel corso dei secoli si sono resi protagonisti di una vera e propria opera di fortificazione della regione: a fare da guida sarà la storia di Federico II di Svevia e il racconto sarà immerso tra i più stupefacenti castelli normanno-svevi della regione. Si partirà da Cosenza, la cosiddetta “piccola grande Atene di Calabria”, città dal cuore caldo e dalle origini antichissime, che volge lo sguardo all’imponente castello normanno-svevo che la sovrasta: un fiero simbolo cittadino, eretto alla sommità del colle Pancrazio, che sarà tra le suggestive location raccontate.  A seguire si andrà alla scoperta del territorio della provincia cosentina, curiosando tra i castelli di Corigliano Calabro, Rocca Imperiale e Roseto Capo Spulico: quest’ultima località ospita l’incantevole Castrum Petrae Roseti, un gioiello classificato tra i dieci castelli più belli e romantici d’Europa. Spiando fra i sapori di una terra ricca e generosa come la Calabria, inoltre, si scopriranno i segreti di alcuni prodotti tipici, “dialogando” idealmente con un film ambientato a Diamante e con alcuni personaggi d’eccezione. Il film è “L’abbuffata” del regista calabrese Mimmo Calopresti, che vede tra i protagonisti Gérard Depardieu. In chiusura, lo sguardo del pubblico si perderà nella Sila, un’area montana che, a dispetto della sua ubicazione geografica meridionale, mostra scorci dall’inaspettato sapore nordico-scandinavo.

“Linea Verde”, speciale per la Festa della Repubblica: alla scoperta delle residenze presidenziali dal Lazio alla Campania
Domenica 30 maggio
, a partire dalle 12.20 su Rai1, “Linea Verde” andrà a scoprire tutte le residenze presidenziali, il simbolo della “casa” di tutti gli italiani: la Tenuta di Castel Porziano, Villa Rosebery a Napoli e naturalmente il Quirinale. Ingrid Muccitelli e Beppe Convertini dalla spiaggia di Castel Porziano si inoltreranno nella Tenuta Presidenziale, scoprendola come il polmone verde della città di Roma, un bosco fittissimo in cui la natura incontra l’archeologia. Inoltre, all’interno della Tenuta, troveranno gli allevamenti di cavalli e di vacche maremmane e un particolare addestramento di pastori tedeschi dell’arma dei Carabinieri. Da Napoli, invece, Peppone racconterà l’importanza storica di Villa Rosbery, che nel corso dei decenni ha avuto molte vicissitudini, mostrandosi ora in tutto il suo splendore, con un giardino ricchissimo di piante rare e una veduta privilegiata che da Posillipo abbraccia all’orizzonte tutto il Golfo, il Vesuvio e le isole.
Arrivati al Quirinale, mentre Beppe compirà un percorso tra le sale storiche, Ingrid andrà a conoscere i vari laboratori presenti nel Palazzo: da quello in cui si restaurano gli arazzi, a quello degli orologiai e degli ebanisti. Peppone, invece, scenderà nelle cucine, accorgendosi di quanto fondamentale sia al Quirinale il valore dell’accoglienza e la cura di ogni dettaglio, a partire dalla materia prima: solo prodotti italiani, vero biglietto da visita della nostra cultura e delle nostre tradizioni in tutto il mondo.

“Passato e Presente”: Carlo VIII in Italia
Le truppe di Carlo VIII, con la loro formidabile e sconosciuta artiglieria, nel febbraio 1495 conquistano il regno di Napoli. Una conquista che spaventa i potenti d’Italia timorosi di una completa egemonia francese sulla penisola. Una pagina di storia ripercorsa dal professor Alessandro Barbero con Paolo Mieli a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda domenica 30 maggio alle 20.30 su Rai Storia. Carlo VIII rappresenta una minaccia e il 31 marzo 1945 nasce a Venezia la Lega antifrancese. Ne fanno parte Venezia, Ludovico Sforza duca di Milano detto il Moro, il Papato, Ferdinando Il Cattolico re di Castiglia e Massimiliano I d’Asburgo assieme ad altri Stati italiani minori. Il comando è affidato a Gian Francesco III Gonzaga, marchese di Mantova. Il suo mandato è quello di cacciare per sempre i Francesi dall’Italia. A Fornovo, vicino Parma, la battaglia decisiva. Dopo una giornata di scontri violentissimi, che causano tremila morti, re Carlo, nonostante la schiacciante superiorità numerica degli italiani, riesce a lasciare con le sue truppe l’accampamento e a tornare in Francia. Malgrado questo esito, la campagna di Carlo VIII lancia all’Europa un segnale preciso: l’Italia, con tutte le sue ricchezze, è mal difesa, e davanti a un nemico ben armato potrebbe diventare terra di conquista.

Di là dal fiume e tra gli alberi: “Molise, terra di mezzo”
Esiste una terra che si chiama Molise? Pur essendo una delle 20 regioni ufficiali del nostro Paese, da qualche tempo spopola il meme: “il Molise non esiste”. E in effetti la culla dell’antica civiltà sannita, facilitata dalla stessa geografia, vive di una secolare oscurità. Per il suo territorio povero e montagnoso è stato infatti snobbato da sempre: dai Romani, dai Longobardi, dai Normanni e dai Borboni. Una terra protagonista di “Molise, terra di mezzo”, che Rai Cultura propone in prima tv domenica 30 maggio alle 21.15 su Rai5 a “Di là dal fiume e tra gli alberi” Autonoma solo dal 1963, di fatto è la regione più giovane d’Italia e ancora oggi la meno conosciuta, talmente tanto poco conosciuta e bistrattata che un tipico paesino di questa terra, proprio per riscattarla da questo anonimato, ha dato vita al progetto “regalati il Molise” offrendo appartamenti per un soggiorno di una settimana per il puro piacere di far conoscere e condividere la propria terra. Una terra schiva e poetica, piena di amore e orgoglio per la propria storia e fatta di ospitalità, solidarietà e autenticità, dove il tempo sembra essersi fermato e dove la sopravvivenza e l’intenso legame con le tradizioni e la memoria rendono il Molise un “piccolo mondo antico”. È terra di transumanza per eccellenza: i tratturi, le lunghe vie d’erba che fin dai tempi dei sanniti percorrevano i pastori con le loro greggi per lo spostamento stagionale degli animali, sono ancora oggi sentiti come testimoni inestimabili di un passato identitario al quale si è fortemente legati. In questo territorio fantasma, un piccolo fazzoletto di terra stretto tra Abruzzo e Puglia e spinto verso l’Adriatico da Lazio e Campania, si scoprono tanti piccolissimi borghi sulle cime dei monti o adagiati sulle colline, immense distese di verde che costeggiano le strade, paesaggi che si stagliano all’orizzonte. Ma soprattutto conquista e resta nel cuore la gente del Molise: un’umanità nascosta, mai superba, fiera delle proprie origini che ti abbraccia con la propria naturale ospitalità.