FICO: riapre a Bologna la “Fabbrica del Grana Padano”

Riceviamo e pubblichiamo
FICO apre al pubblico da giovedì 22 luglio. Per il Consorzio di Tutela Grana Padano sarà l’occasione per tornare a raccontare la storia del prodotto DOP più consumato al mondo.

La Fabbrica del Grana Padano all’interno di FICO, il parco tematico di Bologna dedicato al settore agroalimentare e alla gastronomia, è pronta a riaprire i battenti. L’appuntamento è per la serata di mercoledì 7 luglio con la prima visita riservata a giornalisti e blogger, mentre il pubblico potrà tornare a riempire gli spazi del ex centro agroalimentare petroniano a partire da giovedì 22 luglio nei seguenti orari: dal giovedì alla domenica dalle 11:00 alle 22:00, sabato fino alle 24:00.

Per il Consorzio di Tutela Grana Padano sarà l’occasione per tornare a raccontare la storia, dalle origini a oggi, attraverso la filiera sostenibile, del prodotto DOP più consumato al mondo, con un video proiettato sulle vetrate del Caseificio.  Riprenderanno gli educational aperti a visitatori e scolaresche su prenotazione, dove verrà fornito anche il materiale promozionale di Grana Padano.
In occasione della riapertura di FICO, nei pressi della Fabbrica, è stata posizionata l’installazione di una forma di formaggio, metà Grana Padano DOP e metà Parmigiano Reggiano, dove all’interno un breve percorso racconterà ai visitatori le fasi di creazione più importanti per ottenere i formaggi italiani più celebri al mondo.

Bologna: da FICO gemellaggio Bologna – Valencia dedicato a paella e sangria

Riceviamo e pubblichiamo
Lo sapevi che le città di Bologna e Valencia sono gemellate? Sabato 12 e domenica 13 Settembre sbarca a FICO Eataly World l’unica e inimitabile paella valenciana di carne e di pesce. Ed è quella che potrai gustare solo da FICO, il parco del cibo di Bologna, in partnership con Grandi Riso e il Consorzio della Paella di Valencia.

FICO riparte con la celebrazione del riso, l’alimento presente in tutte le culture del mondo e che può essere cucinato in tantissimi modi diversi.
In questo periodo particolarmente sfidante per due Paesi culturalmente molto affini come l’Italia e la Spagna, è importante ancora di più unire le forze. E dato che andare a Valencia di questi tempi non è facilissimo, Valencia viene a Bologna!
E così nel parco del cibo italiano più grande del mondo, proprio per festeggiare questo bel gemellaggio, sabato 12 Settembre dalle 18.00 alle 23.00 e domenica 13 Settembre dalle 11.00 alle 16.00, sarà possibile avere un assaggio del piatto più conosciuto della gastronomia spagnola, la paella, accompagnato dall’immancabile sangria, bevanda apprezzata e bevuta in tutto il mondo. Un viaggio in collaborazione con i grandi chef valenciani, per regalarti momenti spensierati da condividere con gli amici o la famiglia, in cui potrai:
Assistere alla preparazione tradizionale, all’aperto, della vera e unica paella valenciana, preparata con il riso “Arroz de Valencia D.O.” (tra i più importanti prodotti certificati spagnoli ed essenziale per la buona riuscita del piatto) e le verdure tipiche del piatto, introvabili in Italia, che provengono direttamente dalla Spagna.
Scegliere il tuo piatto tradizionale di paella di carne o di pesce, cucinato nei tipici padelloni.
Mangiare comodamente nel frutteto di FICO.

Gustarti un bicchiere rinfrescante di Sangria Lolea, preparato secondo tradizione fatta con buon vino e ingredienti naturali. Ogni famiglia in Spagna ha la sua ricetta sangria e in Casa Lolea hanno la propria miscela segreta, completamente artigianale, una perfetta combinazione di vino e frutta con un tocco frizzante.
Il gemellaggio di Grandi Riso con il Consorzio di Valencia nasce dal pensiero comune di garantire al consumatore un prodotto autentico e controllato che nasce in un territorio incontaminato. Grandi Riso è una riseria italiana con sede a Codigoro, in provincia di Ferrara, dove il riso viene coltivato in maniera artigianale e dove i chicchi crescono in un terreno ricco di sostanze naturali come lo iodio e i minerali. L’azienda detiene la certificazione IGP per 4 varietà: Carnaroli, Arborio, Baldo e Volano. Il riso Bomba del Consorzio di Valencia si sposa perfettamente con l’idea di utilizzare i giusti ingredienti e la materia prima di qualità per la realizzazione delle pietanze regionali. Come l’originale risotto richiede un riso autentico italiano anche la vera paella richiede la varietà di riso corretta.
Per maggiori informazioni e/oper acquistare subito il tuo pranzo o la tua cena: https://www.eatalyworld.it/it/paella-day

Ma quando e come nasce la paella?
A Valencia, nel Parco Naturale dell’Albufera, si coltiva riso da più di 1200 anni.12 secoli di coltivazione hanno dato vita a un paesaggio unico attorno al riso e una gastronomia molto particolare, la cui protagonista è la paella.
Si sa poco o nulla del momento in cui è nata. Gli arabi introdussero il riso a Valencia nell’VIII secolo ma fino alla fine del XVIII secolo non c'era alcun riferimento scritto alla paella, dato che anche a quei tempi non si presentava come paella ma come riso valenciano.
Una cosa sembra ovvia. Il recipiente ha dato forma al piatto. La paella è un piatto unico perché il riso è cotto in eccesso di liquido ma rimane asciutto una volta finito. Per ottenere ciò è fondamentale cuocerlo nel tipico padellone, che favorisca l'evaporazione del brodo. Si può quindi intuire che sia arrivato prima il contenitore e poi la paella.
In tutta la Spagna, e principalmente a Valencia, è un piatto da festa. Non si cucina la paella il martedì mattina per nutrire i propri figli. È un piatto che i valenciani preparano la domenica, senza fretta e in compagnia dei propri amici. In questi festosi raduni la paella è la protagonista. Tutto ruota intorno a lei. La preparazione della paella è un rito a cui si uniscono tutti gli ospiti che circondano il cuoco e danno il loro parere sul piatto, sorseggiando nel frattempo un bel bicchiere refrigerato di sangria.
Eh sì perché non dobbiamo dimenticarci della sangria, parte integrante della storia e del turismo del paese, soprattutto d'estate, poiché si tratta di una bevanda rinfrescante, sinonimo di spiaggia, sole e un bel bar sulla spiaggia. È la bevanda per eccellenza simbolo di festa e di gioia con gli amici e la famiglia.
Per quanto riguarda la ricetta, in ogni città, in ogni famiglia, ci sono variazioni che la rendono diversa.

Bologna: FICO Eataly World fa cin cin ai sapori di settembre

Riceviamo e pubblichiamo
Nel mese del vino il parco del cibo offre attività, spettacoli e degustazioni per grandi e piccoli: come il gioco della bottiglia e quello della raccolta e pigiatura, per vivere in mini-trattore la festa della vendemmia.

Una ripartenza piena di sorprese, per un mese di settembre all’insegna del divertimento, che unisce esperienza e conoscenza di come nasce il gusto del cibo italiano.

A FICO Eataly World, il grande parco del cibo di Bologna, settembre sarà il mese del vino, per “brindare” ai sapori italiani tutti i weekend, con eventi pensati sia per grandi che per piccini.
Sabato e domenica, ad ogni ora della giornata, si può partecipare al Gioco della Bottiglia in Arena, un quiz aperto a appassionati e non per conoscere insieme il mondo del vino. Il tutto accompagnato da deliziosi assaggi di questo grande protagonista della buona tavola italiana.
Per i più piccoli c’è invece il Gioco della raccolta e pigiatura, per vivere in prima persona l’emozione di un gesto millenario della nostra tradizione. La gara vede fronteggiarsi due alla volta i bimbi nella raccolta, trasporto con dei trattorini e pigiatura degli acini, per vivere insieme la gioia e la festa della vendemmia.

Per i bimbi ci sono anche gli spettacoli pensati per loro, nel piccolo e accogliente teatro della Bottaia, e le 15 giostre di Luna Farm, il luna park al coperto ambientato nella strampalata fattoria del contadino Gianni e i suoi amici animali. 
Per scoprire la storia dietro alla bevanda per eccellenza del territorio italiano, e svelarne i segreti, continuano anche le Emozioni del gusto, sei itinerari enogastronomici per tutti i palati e le età, fra cui proprio il percorso Vino al Vino. Dalla vigna alla botte e poi alla bottiglia, con in mezzo tanto divertimento. Percorrerai la strada dell’uva con convivialità e allegria; dai 60 vitigni di FICO, alle domande che hai sempre voluto fare ad un sommelier. Vivrai il viaggio dell’uva per diventare vino e poi aceto balsamico. Il percorso dura circa 45 minuti e finisce con un assaggio.

IL GIOCO DELLA BOTTIGLIA
Si comincia sabato 5 e domenica 6 con il Quiz in Arena, che prevede la degustazione di un calice di vino per ogni partecipante. Ma quali sono le modalità di gioco?
50 partecipanti ogni ora per 10 appuntamenti giornalieri tutti i sabati e le domeniche di settembre, un quiz ogni ora dalle 12.00 alle 21.00. L’iscrizione si fa direttamente in loco.
Chi vince il quiz vince una bottiglia di vino.
Alle ore 16.00 edizione speciale Il Gioco del Bottiglione, con in palio una cassa da 6 bottiglie di vino.
Ai giocatori verranno fatte domande sulle fasi di produzione del vino, su curiosità del vino e ultima domanda «impossibile» per avere un solo vincitore: «Quanti tappi sono all’interno delle boule?»

IL GIOCO DELLA RACCOLTA E PIGIATURA
Tutti i weekend di settembre
, sia il sabato che la domenica, dalle 12.30 alle 17.30, i bambini possono trasformarsi in veri e propri vignaioli di altri tempi.
Inizia il countdown su uno schermo, sali sul trattorino, raggiungi la cantina, carica l’uva e pigia più succo d’uva che puoi. Sfida un tuo amichetto e diventa il miglior giovane vignaiolo di FICO!
Tutta l’attività è presentata da uno speaker che commenta e intrattiene il pubblico e lo incita a fare il tifo.
FESTA DELLA PAELLA E DELLA SANGRIA
Sabato 12 Settembre dalle 19.00 alle 23.00 e domenica 13 Settembre dalle 12.00 alle 15.00 sbarca l’autentica Paella valenciana di carne e di pesce. Di imitazioni ne vengono proposte tante, ma di Paella con la P maiuscola ce n’è solo una. Ed è quella che potrai gustare da FICO, in partnership con Grandi Riso e il Consorzio della Paella di Valencia, preparata direttamente dallo chef Santos Ruiz.
Verrà cucinata nei tipici padelloni all’aperto nel frutteto di FICO, allestito con tavoli per mangiare nel prato.
E da ottobre si cambia “nettare”: il mese sarà dedicato alla birra, per concludersi con gli appuntamenti di Halloween.
Maggiori informazioni e programma degli appuntamenti di FICO: www.eatalyworld.it

Bologna, FICO. Luna Farm: ti diverti, sicuro. A 5 euro

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Riapre il 3luglio il luna park a tema contadino a FICO Eataly World con un’offerta pensata per dare a tutti i bambini e alle famiglie la possibilità di tornare a divertirsi senza pensieri. Prevista anche un’iniziativa per ringraziare il personale del Sistema Sanitario Regionale.

Venerdì 3 luglio riapre Luna Farm, il luna park a tema contadino a FICO Eataly World a Bologna. Tante le novità che si accompagnano alla riapertura assieme ai protocolli adottati per offrire agli ospiti un’esperienza di divertimento sicura e senza pensieri.

Un’attenzione al territorio che FICO Eataly World ha espresso anche attraverso alcune iniziative per ringraziare chi, in questi mesi, si è speso senza riserve per la salute di tutti. E Luna Farm alla sua riapertura coglie occasione per unirsi con forza a questo ringraziamento. Fino alla fine di luglio il personale del Servizio Sanitario dell’Emilia Romagna (amministrativo, professionale, sanitario o tecnico), potrà andare a Luna Farm, quante volte desidera, per divertirsi con la propria famiglia godendo di giri illimitati gratuiti per una coppia bambino e adulto. Per loro è inoltre previsto anche uno sconto del 10% sulle feste prenotate.
PAGHI SOLO SE SALI IN GIOSTRA
Tra le novità di Luna Farm, si diceva, la nuova formula senza biglietto di ingresso, con possibilità di acquistare singole corse in giostra a partire da 3 euro, oppure anche solo godersi qualche minuto nell’ambiente da favola del parco o uno spuntino. E per chi non sa scegliere tra la monorotaia sospesa a bordo di una gallina, i maiali che volano, i tori che si scontrano, sono previsti i braccialetti corse illimitate, che fino alla fine di luglio saranno in promozione a 5 euro. Una novità interessante per le famiglie che potranno scegliere di godere del parco per il tempo che hanno a disposizione nella loro quotidianità: solo qualche giro in giostra tornando a casa da scuola, dopo i compiti, oppure in intero pomeriggio di divertimento sfrenato con gli amici. E chi non sale in giostra? Con l’accesso libero, genitori o nonni che preferiscono restare con i piedi per terra o fratellini troppo piccoli potranno godere l’atmosfera spensierata di Luna Farm, o un bicchierone di popcorn, senza biglietto di ingresso. Un’opportunità interessante anche per chi non ha ancora dato un’occhiata al mondo di Luna Farm, e che ora potrà soddisfare la sua curiosità senza impegno.

COSA C’È A LUNA FARM?
A Luna Farm si possono provare le emozioni di 15 giostre a tema che portano la firma del gruppo Zamperla, che ha scelto Bologna per realizzare il suo primo parco a tema in Italia, dopo avere seguito la rinascita di un luna park celebre in tutto il mondo come quello di Coney Island a New York. All’ombra dei fichi e degli alberi da frutto di Luna Farm, ci si può lasciare cullare dal Riciclondolo. La ruota del mulino monta buffi carrettini che l’hanno trasformata in una ruota panoramica. E nel bel mezzo dell’aia un inedito assoluto, realizzato per questo mondo a misura di bambino: Formula Farm, ovvero un ottovolante progettato per essere “la prima montagna russa di ogni bambino”. A Luna Farm, tutti potranno esprimere la propria creatività disegnando sui muri grazie a uno speciale painting wall interattivo, oppure sfidarsi all’ultima piuma con i classici giochi da luna park. Ma il fiore all’occhiello è il Toroscontro, installato in anteprima nel parco di Bologna: un autoscontro di ultima generazione che non solo coinvolgerà gli ospiti con sfide basate su proiezioni interattive sulla pista, primo caso mondiale per questo genere di attrazione, ma prevede anche una vettura adattata per persone con esigenze speciali di accessibilità. Anche gli abitanti del vicino paese, contagiati dal clima bizzarro della fattoria, hanno allestito una Sagra dell’Arcade permanente nella piazzetta vicino al mercato, pensata anche per giovani e adulti. Nell’area del borgo, antistante l’ingresso del Parco, gli appassionati di arcade potranno infatti sfidarsi su videogiochi di ultima generazioneo vivere un’avventura multidimensionale nel Cinema 4D.
RISTORO, NEGOZIO E FESTE
Tra recinti degli animali, cortile, mulino e fabbrica del miele Gianni ha allestito anche uno spazio di ristoro dove è possibile fare una merenda o una cena in compagnia, e un Emporio dove vende i suoi prodotti “realizzati in collaborazione con i migliori designer del pollaio”. All’insaputa di Gianni hanno anche addobbato alcune stanze segrete dove trascorrono le ore a bere spremute di rose, giocare a freccette e cantare (stonati) il karaoke. Ma le cedono volentieri ai bambini e ai bambini un po’ cresciuti, per festeggiare con i loro amici compleanni o qualsiasi altra occasione meriti di essere celebrata.

UN PARCO INCLUSIVO
Da oltre un decennio, il gruppo Zamperla sostiene progetti di ricerca e sviluppo in ambito ingegneristico, tecnologico e medico-scientifico per dare risposte di inclusione e fruibilità a persone con esigenze particolari di accessibilità. Luna Farm rappresenta un’applicazione concreta dei migliori risultati ottenuti in questo ambito, e insieme un nuovo sfidante orizzonte: oltre a ospitare 7 giostre con accessibilità agevolata, Luna Farm punta a diventare un ambiente sempre più inclusivo. Un percorso in continua evoluzione, con il contributo di Gianni Chiari (coordinatore del progetto “Una giostra per tutti”) e della cooperativa Accaparlante (centro bolognese di ricerca e documentazione sulla disabilità), e che ha previsto anche una sessione di formazione ad hoc per lo staff del Parco.
INFO UTILI
Luna Farm si trova a Bologna, all’interno di FICO Eataly World. Uno spazio coperto e climatizzato di 6500 metri quadrati che ospita scenografie, attrazioni e videogiochi. Un’esperienza immersiva di divertimento per le famiglie che non ha eguali in Italia.
Le attrazioni di Luna Farm sono adatte a bambini da 90 cm in su (Toroscontro da 100 cm; Fuga dal mulino, Cocò Dance e Labirintolo da 105 cm; VR Box da 120 cm) e fino a 105 cm (o 120 cm per alcune), per ragioni di sicurezza, è obbligatorio un accompagnatore adulto.
Il parco è apertotutto l’anno e non solo il weeekend. A Luna Farm ci si può divertire giovedì dalle 14 alle 19, venerdì dalle 14 alle 20, sabato dalle 11 alle 21 e domenica dalle 11 alle 20. Per scoprire tutte le attrazioni, i servizi e altre informazioni su Luna Farm si può visitare il sito www.lunafarm.it

DICHIARAZIONI
Non vediamo l’ora di accogliere nuovamente bambini e famiglie – così Andrea Caldonazzi, CEO Luna Farm - Durante questi mesi di sospensione abbiamo lavorato cercando modi alternativi per essere in contatto con loro. Ci siamo confrontati con mamme e istituzioni mettendoci a disposizione e in ascolto, pronti anche a ripensare l’esperienza del parco per adattarlo alle circostanze eccezionali che stiamo vivendo. Da questo percorso nasce innanzitutto la nuova formula di accesso al parco: senza biglietto di ingresso, sarà possibile entrare e acquistare singole corse in giostra oppure anche solo godersi l’ambiente e un po’ di popcorn. Ma soprattutto da qui nasce la promozione di riapertura con la quale ci auguriamo di offrire prima di tutti ai bambini e alle famiglie bolognesi la possibilità di tornare a divertirsi senza pensieri. Fino alla fine di luglio si potrà girare su tutte le giostre di Luna Farm, a piacimento,con soli 5 euro. Siamo il parco divertimenti con il prezzo più basso d’Italia? Di sicuro abbiamo fatto tutto il possibile per tenere conto delle mutate condizioni economiche di molte famiglie”.
Un impegno sfidante quello di garantire la sostenibilità di questa offerta, tenuto conto anche dell’investimento altrettanto importante per garantire un’esperienza in piena sicurezza. È Stefano Onori, General manager Luna Farm, a illustrare protocolli e soluzioni adottate: “La sicurezza è da sempre la nostra priorità. Già nelle prime settimane di lockdown, con il supporto del Gruppo Zamperla, abbiamo iniziato a ragionare su come il distanziamento sociale avrebbe influito sull’esperienza del parco e delle giostre. Così, appena pubblicati i protocolli regionali previsti per la riapertura dei parchi divertimento, li abbiamo applicati alla lettera trovando – ci auguriamo – soluzioni operative che non intaccano la spensieratezza e il divertimento”. Così, per esempio, a Luna Farm hanno contingentato il numero di presenze contemporanee nel parcoe sulle attrazioni e, oltre a sanificazioni periodiche, ogni giorno si procede a ripetute pulizie e disinfezione con particolare attenzione alle superfici di contatto comune. Conclude Onori: “Agli ospiti consigliamo di acquistare i biglietti online prima di venire al Parco e, se hanno più di 6 anni, portare con sé e indossare sempre la mascherina. Per tutte le altre regole e per aiutarli a rispettarle senza difficoltà abbiamo previsto un sistema di segnaletica orizzontale e verticale che li accompagnerà in piena scurezza nella loro esperienza”.
“FICO è proprio il luogo ideale per i bambini e per le loro famiglie, a cui rivolgiamo le nostre numerose iniziative – dichiara Tiziana Primori, AD di FICO Eataly World - FICO offre ai bambini l’opportunità, unica e possibile solo in 100.000 mq di parco, di fruire di esperienze attive per imparare divertendosi in totale sicurezza negli ampi spazi interni ed esterni a diretto contatto con la natura, con le coltivazioni, i frutteti e con gli animali delle stalle. Una location che offre l’opportunità di fruire di esperienze attive per entrare in contatto con la conoscenza delle principali filiere agroalimentari italiane e l'arte della trasformazione della materia prima in prodotto finito. Luna Farm è una grandissima attrazione per i bambini che parte da giochi che ci riconnettono con le nostre radici e le nostre tradizioni”.
"Accogliamo con soddisfazione la riapertura di Luna Farm - dichiara il Direttore Generale CAAB Alessandro Bonfiglioli, Segretario Generale di Fondazione FICO - Il parco torna quindi alla sua completa attività, l'auspicio è che nel corso dei prossimi mesi possa essere visitato da molti bambini che hanno purtroppo sofferto il lockdown della primavera 2020, e che i giovani abbiano nuovamente la possibilità di divertirsi, e al tempo stesso di imparare all'interno di FICO a Bologna".

Bologna: da FICO sono “Tempi di recupero”… iniziativa contro lo spreco alimentare

di Novellus Apicio

fico bolognaArte Culinaria” non è una rubrica di sole ricette ma risponde al tentativo di “condire” quello che si porta in tavola con cultura, storia, territorio e tanto altro.
Ecco perché oggi ci soffermiamo su una lodevole iniziativa di FICO Eataly World di Bologna che vede protagonisti gli avanzi del giorno prima, le frattaglie e il “quinto quarto” di carni e pesci e verdure, i piatti della tradizione e della memoria.
Ricette con le quali si recuperavano gli avanzi o scarti commestibili e che rischiano di sparire dalla memoria delle persone in un momento dove lo “spreco alimentare” tende a ricoprire uno spazio di rilievo.
Infatti sono gli ingredienti semplici e “poveri” che, preparati in modo sapiente, possono diventare protagonisti di una cucina squisita e sostenibile.Sarà questo il filo conduttore del progetto “Tempi di recupero”, in programma a FICO Eataly World di Bologna dal prossimo 22 gennaio.
Ideato da Carlo Catani, tra i fondatori dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, “Tempi di recupero” coinvolgerà grandi chef, osti e “azdore”, protagonisti insieme ai ristoranti di FICO di un ciclo di cene ispirate alla filosofia del mangiare bene e senza sprechi, con la collaborazione di Slow Food Emilia-Romagna e Fondazione FICO.

sella di cefalo marinato_chef paolo raschi_ristorante 'da guido'

sella di cefalo marinato chef Paolo Raschi – ristorante ‘da guido’

Nel 2018 infatti Slow Food ha lanciato Food for Change, una campagna internazionale con lo scopo di influenzare le nostre scelte alimentari per diminuire i disastrosi effetti del cambiamento climatico, riducendo lo spreco alimentare, promuovendo la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente, anche a tavola.
Il ciclo di cene “buone e sostenibili” prende il via il 22 gennaio, con un duo di cuochi stellati: Alberto Bettini, chef del ristorante Amerigo dal 1934 di Savigno che, nel suo spazio Pasta Bologna a FICO, ospiterà Massimo Spigaroli, cuoco dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (Pr), ristorante primo classificato in Italia e quarto in Europa nella Top 100+ European Heritage Restaurants 2018. Insieme proporranno quattro portate ispirate alla filosofia di “Tempi di recupero”: “Tutto in natura ha il suo valore e merita il nostro rispetto. La cultura del recupero è un viaggio in cui abbiamo l’ennesima opportunità di apprezzare il valore delle nostre tradizioni, anche il giorno dopo”. Nel secondo appuntamento, il 19 febbraio lo stellato “Il mare di Guido” di FICO presenterà il Benso di Forlì con lo chef Pier Giorgio Parini e il fondatore Simone Zoli. Il 19 marzo al Teatro della carne di Sergio Capaldo e Aldo Zivieri ospiterà la cucina tosco-romagnola a chilometro zero dell’Osteria La Campanara di Pianetto di Galeata. I prossimi appuntamenti sono in programma il terzo o quarto martedì del mese, in aprile e maggio (info e prenotazioni su http://bit.ly/FICO-Tempi-di-Recupero).

gnocchi di patate con croste di parmigiano_-chef alberto bettini_amerigo dal 1934

gnocchi di patate con croste di parmigiano-chef Alberto Bettini – Amerigo dal 1934

Con “Tempi di recupero”, FICO e Fondazione FICO divulgano un modello di cucina e di alimentazione all’insegna della sostenibilità, che dà valore al cibo e a non sprecarlo, mettendo in pratica le gustose abitudini domestiche che consentono di riutilizzare e non gettare gli avanzi e le parti meno nobili delle materie prime. Una cultura della buona tavola ispirata alle campagne Food for Change di Slow Food e Spreco Zero, ed al modello di Last Minute Market.
Proprio a FICO, dove fino a pochi anni fa aveva sede il Centro Agroalimentare di Bologna e dove ora si trova il parco del cibo più grande del mondo, è iniziata vent’anni fa l’intuizione del Last Minute Market, grazie al recupero della frutta e verdura invenduta avviati per iniziativa del gruppo di volontari guidati da Suor Matilde a favore dei cittadini meno abbienti. “Un format – ricorda Andrea Segrè, presidente Fondazione FICO e CAAB – diventato poi spin off universitario e modello di riferimento a livello internazionale per il recupero degli sprechi alimentari, oggi impresa sociale che presiedo”.

I NUMERI DELLO SPRECO A TAVOLA IN ITALIA
Bologna è la capitale italiana ed europea del movimento Spreco Zero e della campagna di sensibilizzazione che, insieme al Ministero dell’Ambiente e al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna, ha per la prima volta misurato lo spreco alimentare domestico, entrando nelle case degli italiani con il test dei Diari a valore statistico.
“Oggi – afferma Segrè - sappiamo che ogni settimana, in media, ciascuno di noi getta circa 100 grammi di cibo, per un valore annuale pari a 196 euro pro capite. Complessivamente 11.858.314.935 euro, ovvero lo 0,69% del Pil (dati Diari di Famiglia progetto Reduce su Pil 2017 Istat). Come ha influito la campagna di sensibilizzazione di questi anni? Secondo 4 italiani su 10, il 39% dei cittadini, lo spreco nell’ultimo anno è diminuito (Rapporto Waste Watcher/Last Minute Market/SWG 2018). Significa che parecchio resta da fare perché comportamenti virtuosi scattino nei restanti 6 italiani che sono in larga misura consapevoli della questione, ma non hanno ancora adottato abitudini di prevenzione/riduzione dello spreco del cibo a casa loro. Ben vengano quindi, proprio a FICO, le iniziative che ci ricordano il valore del cibo e del suo riutilizzo in chiave di prevenzione dello spreco, per invertire la tendenza: sempre Waste Watcher ci ricorda che il 56% dei cittadini se ha cucinato troppo conserva il cibo che è avanzato; il 46% appena un alimento è scaduto controlla che sia ancora buono prima di buttarlo, e nel caso lo utilizza; il 41% si assicura che il cibo a rischio di guastarsi venga mangiato prima; il 30% compila una lista della spesa per non comprare più del necessario».

Per maggiori informazioni sul progetto “Tempi di recupero” di Carlo Catani: https://www.tempidirecupero.it/
Per maggiori informazioni sulla campagna internazionale Food for Change di Slow Food:
http://www.slowfood.it/food-for-change/
Per informazioni e prenotazioni delle cene di Tempi di recupero a FICO: www.eatalyworld.it