Covid-19: la dieta del lockdown, tra vecchie abitudini e nuove tribù alimentari

Riceviamo e pubblichiamo
Studio del CREA pubblicato su “Nutrients”.

È stato appena pubblicato su “Nutrients” lo studio, condotto dai ricercatori OERSA (Osservatorio sulle Eccedenze, sui Recuperi e sugli Sprechi Alimentari)  del CREA Alimenti e Nutrizione, che elabora i risultati del questionario appositamente messo a punto in pieno lockdown (aprile – maggio 2020), con l’intento di documentare i mutamenti intercorsi nell’alimentazione quotidiana durante la quarantena.
L’applicazione della cluster analysis, ossia una metodica analitica che permette di raggruppare gli individui in gruppi caratteristici è un elemento di novità che, rispetto ad altri studi simili, condotti nello stesso periodo, ha permesso di identificare quattro gruppi, in base agli andamenti dei consumi durante il lockdown paragonati a quelli abituali: gli “usual eaters”(51,4%), che non hanno modificato le loro abitudini, seguiti dai “more eaters”(41,4%) che, al contrario, hanno incrementato i consumi di quasi tutte le categorie alimentari investigate; vi sono poi gli “healthy eaters”(26,8%), che, invece, hanno incrementato il consumo di alimenti salutari come legumi, cereali integrali e frutta secca, ma al tempo stesso anche quello di dolci-; chiudono, infine, i “less eaters”(7,5%), caratterizzati da coloro che hanno ridotto i consumi. La relazione dei quattro gruppi con diverse variabili, ha permesso di sottolineare che chi possiede un’elevata aderenza alla Dieta Mediterranea ha continuato a migliorare le proprie abitudini alimentari anche durante il lockdown, mentre chi ha un’aderenza bassa non ha apportato miglioramenti.

Nel periodo analizzato inoltre, si sono manifestate difficoltà socio-economiche, soprattutto tra i gruppi più vulnerabili come gli anziani. D’altra parte, però, due aspetti positivi sono emersi in tutti i quattro i gruppi: maggior tempo speso a consumare i pasti insieme alla famiglia (circa nel 50% dei casi) e marcata attenzione al tema dello spreco alimentare (circa 80%).
I risultati
Durante il lockdown, una parte degli intervistati sembra aver seguito adeguatamente le raccomandazioni degli esperti aumentando il consumo di frutta (24,5%), verdura (28,5%), legumi (22,1%), frutta secca (12%) e pesce (14%). Contemporaneamente però è aumentato il consumo di comfort food (22,7%) e dolci (36,9%) che insieme ad un’attività fisica non adeguata -più della metà degli intervistati infatti non ha praticato alcun tipo di attività o ne ha fatta meno di quanto indicato dalle raccomandazioni-, potrebbe essere stata la causa di un aumento di peso da parte di un gran numero di intervistati (circa 35%).

Il campione
Hanno risposto 2768 persone, provenienti da tutte le regioni di Italia, di cui il 52 % costituito da femmine e il 48% da maschi. L’82% vive in famiglia e, di questi, il 20 % con bambini di meno di 12 anni, mentre l’16% vive da solo. La fascia di età più rappresentata è quella di 30-49 (32%) e 50-69 (33%) anni. I giovani tra i 18 e i 29 anni sono il 15%.  Gli intervistati sono caratterizzati da un elevato livello di istruzione – il 69% è laureato e il 27% diplomato – e da una scarsa aderenza alla dieta mediterranea per il 62%.

Il commento
Nonostante una parte degli intervistati abbia seguito le raccomandazioni per mantenere abitudini alimentari e stili di vita sani, rispondendo dunque positivamente a questa situazione emergenziale – afferma la coordinatrice dello studio Laura Rossi, ricercatrice del CREA Alimenti e Nutrizione – un’altrettanta parte non vi si è conformata adeguatamente, portando ad esacerbare condizioni presenti in Italia già prima del lockdown, come l’alta prevalenza di individui con sovrappeso o obesità e la scarsa aderenza alla Dieta Mediterranea”.
Inoltre – conclude Federica Grant autore principale dello studio – considerando che la pandemia è ancora in corso, queste evidenze dovrebbero essere il punto di partenza per la formulazione di future raccomandazioni e linee guida”.

Pane iposodico di grano duro: gustoso e buono per 90 giorni

Riceviamo e pubblichiamo
A ridotto contenuto di sodio, ma gustoso come il tradizionale e buono per 90 giorni: dal CREA un nuovo tipo di pane iposodico di grano duro. Pubblicati sulla rivista “Foods” i risultati dell’innovativa ricerca.

Il pane è, a livello internazionale, l’alimento più consumato con frequenza giornaliera e il prodotto da forno  che  apporta nella nostra dieta il 75% di cloruro di sodio (NaCl), il tradizionale sale da cucina.  Facile, pertanto,  consumandolo, superare la dose giornaliera pari a  5 g, con possibili conseguenze negative per la nostra salute. Quello iposodico – ottenuto cioè dalla semplice riduzione del sale da cucina nell’impasto – oltre ad avere  effetti tecnologici, microbiologici e sensoriali negativi sul prodotto finale, spesso non incontra il favore dal consumatore italiano. 

La sfida  che si è posto il progetto “Impiego e valutazione di fibre e sostanze nutraceutiche per l’ottenimento di prodotti da forno salutistici“, finanziato dalla Regione Siciliana, è quella di ottenere un pane povero di sodio, ma ricco di gusto.Il team di ricercatori coordinato da Alfio Spina, ricercatore del CREA Cerealicoltura e Colture Industriali, in collaborazione con il CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, le Università di Catania e Palermo e il panificio industriale “Cooperativa Agricola Valle del Dittaino” di Assoro (Enna), ha sperimentato una soluzione tecnologica innovativa che prevede l’impiego di un sale marino sotterraneo, proveniente dal deserto cileno di Atacama e contenente una bassa percentuale di sodio (il 35% in meno del sale tradizionale), il 30% di KCl (cloruro di potassio) e tracce di altri sali e minerali che conferiscono sapidità.Il risultato è un pane di grano duro, con un contenuto di sodio molto limitato, che  però mantiene intatte le caratteristiche chimico-fisiche, sensoriali e addirittura di shelf-life, durante l’intero periodo di conservazione (90 giorni).È, a pieno titolo, un alimento funzionale salutistico, che può fregiarsi dei claims “a ridotto contenuto di sodio” e “a ridottissimo contenuto di sodio”, in quanto rispetta le specifiche europee previste in etichetta. 

“Si tratta – spiega Alfio Spina, ricercatore CREA e responsabile scientifico di diverse fasi  del progetto – di un’importante innovazione di prodotto nel settore della panificazione industriale del frumento duro: un pane sufficientemente sapido e gustoso da gratificare il palato dei consumatori, ma con il 35% di cloruro di sodio in meno. Un risultato tale da far quasi dimezzare il contenuto di sodio nel pane prodotto con la percentuale di sale normalmente impiegata (1,70%) e da far rientrare i pani ottenuti con le percentuali inferiori di sale (0,35% e 0,15%), fra i prodotti alimentari che possono riportare in etichetta indicazioni nutrizionali, rispettivamente ‘a ridotto contenuto di sodio’, cioè inferiore allo 0,12%, e ‘a ridottissimo contenuto di sodio’, ossia inferiore allo 0,04%”.Lo studio rientra nell’ambito del progetto “Impiego e valutazione di fibre e sostanze nutraceutiche per l’ottenimento di prodotti da forno salutistici ”, finanziato dal Programma Operativo Regionale del PO-FESR “Regione Siciliana” 2007–2013, Asse IV, Obiettivo 4.1.1, Linea di Intervento 4.1.1.2 (decreto n. 5787/3 del 14/12/2011) ed è stato pubblicato sulla rivista “Foods” il 5 giugno scorso. 

Covid-19: come sono cambiate le nostre abitudini alimentari durante il lockdown?

Riceviamo e pubblichiamo
Tutte le risposte nel questionario OERSA (Osservatorio sulle Eccedenze, sui Recuperi e sugli Sprechi Alimentari) del CREA Alimenti e Nutrizione.

Il lockdown ha inciso radicalmente sulle nostre scelte e sui nostri comportamenti. Ma, oltre ad impastare di più, come sono cambiate le abitudini alimentari? Per rispondere a queste domande l’OERSA (Osservatorio sulle Eccedenze, sui Recuperi e sugli Sprechi Alimentari)  del CREA Alimenti e Nutrizione ha condotto un’indagine nazionale, mediante un  questionario appositamente messo a punto, con l’intento di documentare ed analizzare i mutamenti intercorsi nell’alimentazione quotidiana durante la quarantena.

Il campione – Hanno risposto circa 2900 persone, provenienti da tutte le regioni di Italia, di cui il 75 %  costituito da femmine e il 25% da maschi. L’85% vive in famiglia e, di questi, il 22 % con bambini di meno di 12 anni, mentre l’11% vive da solo. La fascia di età più rappresentata è quella di 30-49 (38,6%) e 50-69 (36%) anni. I giovani tra i 18 e i 29 anni sono il 24%.  Gli intervistati sono caratterizzati da un elevato livello di istruzione – il 68%  è laureato e il 28,5% diplomato – e da una scarsa aderenza alla dieta mediterranea per il 60%.

I risultati – Durante la quarantena, gli intervistati hanno dichiarato di aver aumentato il consumo di alimenti sani: verdura ( il 33%), frutta ( il 29%), legumi ( il 26,5%), acqua (il 22%), olio extravergine d’oliva (il 21,5% ). Ma parallelamente, ben il 44,5% ha ammesso di aver mangiato più dolci e il 16% di aver bevuto più vino. Questo periodo è stato, inoltre, l’occasione per sperimentare nuovi cibi (40%) e nuove ricette (31%), migliorando le proprie abitudini alimentari (24%) e maturando abitudini ecosostenibili (fare la raccolta differenziata 86%, conservare e consumare alcuni alimenti acquistati in eccesso 83%, oppure mangiare tutto, inclusi gli avanzi 80%).
Il 44% degli intervistati, infine, è aumentato di peso per il maggiore apporto calorico, correlato ad una minore attività fisica, che ha riguardato il 53% del campione. Dato che viene confermato dall’esigenza di mettersi a dieta, espressa in oltre il 37% dei casi.

Il commento – “Pur con i limiti di un questionario auto-riferito e con un campione opportunistico – spiega Laura Rossi, ricercatrice CREA Alimenti e Nutrizione e coordinatrice OERSA –  si può osservare che le limitazioni imposte dalla quarantena non hanno avuto effetti totalmente negativi sulla alimentazione e sullo stile di vita del campione in esame. A fronte dell’aumento di comfort food (dolci), abbiamo però anche maggiori quantità di frutta, verdura e soprattutto legumi. Si tratta in realtà di dati che  sono in linea con quelli sulla spesa degli italiani nel primo trimestre del 2020. E che indicano che il tempo trascorso in cucina è stato orientato alla preparazione di piatti con ingredienti salutari. Tutto ciò ha favorito  momenti di convivialità e di condivisione del pasto e ha portato inevitabilmente – complice l’ assenza di attività fisica – ad un impatto sul percezione del peso”.

Più in generale  – continua la Rossi – si conferma l’attenzione degli italiani ad una gestione attenta del cibo che va da evitare gli sprechi all’impegno nel fare la raccolta differenziata. L’approvvigionamento di cibo non sembra essere stato un problema e l’attitudine alla spesa si è rivolta anche verso alimenti nuovi, con un occhio fisso ai costi troppo alti. I bambini sono stati più coinvolti nelle attività della cucina, mentre per gli anziani si evidenzia una percezione di difficoltà nel fare la spesa”.

#Restiamoacasa: il CREA sul portale INDIRE porta la ricerca a scuola

Riceviamo e pubblichiamo
Il CREA è sul portale INDIRA per studenti, famiglie e insegnanti. I migliori contributi del mondo della ricerca pubblica italiana da oggi online in un’unica piattaforma.

La scienza e la ricerca per la scuola: fisica e astrofisica, spazio, ambiente, natura, tecnologia, matematica, scienze umane e sociali, innovazione e risparmio energetico e banner_indire_DEF_CREAtutto quanto può essere compreso nella definizione di ricerca scientifica a disposizione di insegnanti e studenti che in questo periodo si sono organizzati con la didattica a distanza, ma anche delle famiglie che li supportano.
L’iniziativa è di tutti gli enti pubblici di ricerca italiani, che hanno fatto fronte comune per riunire contenuti, video e contributi interattivi in un’unica piattaforma, quella dell’Istituto Nazionale di Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE).
Il materiale, continuamente aggiornato e che fa riferimento alla migliore produzione di comunicazione del mondo della ricerca, è organizzato per temi, tag e ente di appartenenza e diventa non solo strumento didattico e di approfondimento, ma anche stimolo per allargare gli orizzonti della conoscenza.

Anche il CREA ha dato il suo contributo, con una serie di risorse in grado di declinare l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente con un approccio multi ed interdisciplinare, il rigore scientifico e lo sguardo rivolto alle grandi sfide del ventunesimo secolo, dalla sostenibilità ambientale ed economica, all’evoluzione tecnologica a quella del cibo per tutti, senza dimenticare la nostre tradizioni enogastronomiche, le eccellenze dei nostri territori e la mission di educare il consumatore, grande o piccolo che sia, a scelte alimentari sane e consapevoli.
L’offerta messa in campo dal CREA è in grado di soddisfare alunni di ogni ordine e grado di scuola, insegnanti e famiglie. Per i bambini dai 6 ai 14 anni ci sono app Formazione-GPU-image-e1562575393754interattive  ludico-didattiche  e ebook sull’educazione alimentare (in arrivo anche dei cartoni animati). Per i ragazzi più grandi, i ricercatori hanno pensato a vere e proprie videolezioni, su temi caldi, in cui l’agricoltura incrocia la genetica, la biologia, la storia e la nutrizione. Per gli Istituti Agrari, sono a disposizione video relativi a progetti specifici, in grado di mostrare plasticamente come sta cambiando la nostra agricoltura. Per tutti, numerosi video divulgativi, che raccontano le tante attività della ricerca CREA  e le loro implicazioni in ambiti differenti della vita quotidiana, dall’arte all’alimentazione, dai boschi alle stalle all’acquacoltura ai cavalli Lipizzani di cui il CREA è il custode italiano. Infine, Dedicata a tutta la famiglia, da guardare insieme, la webserie “sapermangiare”, per imparare a mangiare sano, divertendosi, attraverso le buffe avventure vissute da una famiglia normale, in una giornata alimentare.
Online su http://www.indire.it/gli-enti-pubblici-di-ricerca-a-supporto-degli-studenti

Questi gli Enti pubblici di ricerca e i loro contributi
Area Science Park
Dalla genomica alla nutrizione, dall’Internet of Things alle tecnologie per esplorare lo spazio e non solo. Area Science Park racconta, attraverso una serie di video, in che modo la ricerca e l’innovazione trovano riscontro e applicazione nella vita quotidianità di tutti noi.
ASI
Il racconto dello Spazio per l’Agenzia Spaziale Italianapassa attraverso 19 video (alcuni vere lezioni virtuali): esplorare l’Universo, scoperte della fisica fondamentale, esperimenti e vita degli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale.
CNR
La multidisciplinarietà del Consiglio Nazionale delle Ricerche si riflette nella multimedialità dei contenuti forniti: video, fumetti e cartoon, software, mostre, webinar, news, articoli sull’attualità e l’attività della rete scientifica.
CREA
Videolezioni, ebook, app e una webserie vera e propria: per far scoprire a grandi e piccoli l’agricoltura, dal gene alla tavola, sempre all’insegna della sostenibilità, senza dimenticare i consigli per mangiare sano dei nostri esperti.
CREF
Visita virtuale al museo dell’Istituto sulla vita e le opere di Enrico Fermi e del gruppo di dei ragazzi di Via Panisperna. Videointerviste di divulgazione scientifica sui temi della complessità, propagazione di fake news sui social network.
ENEA
L’Ente propone un ‘pacchetto’ di 10 lezioni online su efficienza e risparmio energetico e 10 dirette Facebook con i suoi esperti, dedicate ai temi delle puntate dell'Info-reality sull’efficienza energetica realizzato per la campagna “Italia in Classe A” in collaborazione con il MiSE. Vi è poi una selezione di video su clima, ambiente, economia circolare, energia da fusione e innovazione tecnologica.
INAF
Le proposte dell’Istituto raccolgono materiali dedicati agli insegnanti nelle classi, ma anche video rivolti direttamente agli studenti e mostre virtuali da visitare online per tutta la famiglia. Dal Sistema Solare ai buchi neri, dalla Luna agli esopianeti, tra passato e futuro delle scienze dell’universo.
INDAM
L’Istituto ha ben chiaro quanto conti la scuola e che non ci può essere Alta Matematica senza un’educazione matematica di qualità a tutti i livelli scolari. #lascuolaconta: video, lezioni, idee per la DAD e oltre, la comunità matematica per la scuola e con la scuola.
INDIRE
L’Istituto propone una sezione per la didattica a distanza con più di 150 webinar a cui hanno partecipato 25 mila docenti. Offre anche una pagina di tutorial e strumenti innovativi, mostre virtuali e contributi su coding, musica a scuola e tecnologie applicate alla didattica.
INFN
Onde gravitazionali, antimateria, materia oscura, bosone diHiggs sono alcuni dei protagonisti degli approfondimenti propostidall’INFN. La fisica moderna raccontata agli studenti, esperimenti da fare a casa, dirette Facebook, cartoon, conferenze-spettacolo per ragazzi e famiglie e molto altro.
INGV
Una selezione di video, immagini e giochi per entrare nel pianeta affascinante, dalle eruzioni vulcaniche alle passeggiate sui ghiacciai fino alla scoperta del tremore sismico. In un viaggio che da web prosegue “nel” pianeta Terra.
INRIM
Dalla storia della scienza delle misure alle misurazioni nella vita di tutti i giorni: la metrologia e il suo contributo allo sviluppo scientifico, tecnologico e industriale, ma non solo.
INVALSI
L’Istituto presenta un primo gruppo di video utili a focalizzare alcuni aspetti relativi alle prove nazionali e continuerà a proporre specifici contributi per offrire spunti e approfondimenti sulla valutazione del sistema scolastico italiano nel suo complesso, sulle ricerche correlate, sull’utilizzo dei dati e sulle indagini internazionali a cui il nostro Paese aderisce.
Istituto Italiano di Studi Germanici
L’Istituto, l’unico tra gli Enti di Ricerca italiani unicamente dedicato alle discipline umanistiche, con specializzazione nelle culture del Nordeuropa (culture di lingua tedesca, dei paesi scandinavi e dell’area di lingua nederlandese), propone una serie di video di formato uniforme con lezioni di approfondimento sulla filosofia, la storia e la letteratura tedesca, con escursioni nelle letterature nordiche.
ISPRA
L'ambiente insegna: documentari e spot per tutte le età, utili anche per attività didattiche; un viaggio nell’oasi naturalistica di Castel Porziano, i colori profondi del Mediterraneo e il robot sottomarino per studiare i fondali, la plastica in mare e gli impatti sulle tartarughe marine, a caccia di “alieni” tra le nostre specie.
ISS
L’Istituto, oggi in prima linea per contrastare l’epidemia da nuovo coronavirus, mette a disposizione una serie di video per far conoscere e apprezzare il mondo della ricerca visto “da dentro”. Ascolterete la voce di giovani ricercatori e ricercatrici di oggi, per poter condividere le loro scelte e il loro entusiasmo, e ricercatori di ieri, per conoscere le radici del più importante ente di ricerca per la sanità pubblica in Italia.
ISTAT
Attraverso prodotti tipicamente educational – dai giochi alle fiabe statistiche, ai pacchetti didattici fino ai tour virtuali – l’Istat propone un percorso di conoscenza delle statistiche ufficiali che dà conto dell’impegno dell’Istituto per promuovere un approccio consapevole dell’importanza dei dati nella vita di tutti i giorni.
OGS
L’Istituto propone una selezione di materiali di facile fruizione relativi ad alcuni degli ambiti delle Scienze della Terra, del Mare e delle aree polari di cui quotidianamente si occupa. Video, lezioni e contenuti di approfondimento che spaziano dallo studio del clima e delle conseguenze dello scioglimento dei ghiacci polari agli strumenti che vengono utilizzati dai ricercatori per le analisi geofisiche e per lo studio degli oceani, ma anche riflessioni sulle problematiche ambientali, sociali ed economiche.
Stazione Zoologica ANTON DOHRN
I contributi video forniti dalla SZN sono incentrati sulla sensibilizzazione e divulgazione sulle problematiche che interessano l’ecosistema marino.
Tutto il materiale è reperibile al seguente link:
http://www.indire.it/gli-enti-pubblici-di-ricerca-a-supporto-degli-studenti/

alimentinutrizione.it: il portale del CREA per scelte alimentari consapevoli e stili di vita sani

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È online il portale che il CREA ha presentato per le scelte alimentari consapevoli e stili di vita sani. On line anche l’aggiornamento delle Tabelle di Composizione degli Alimenti.

Quanto le scelte che compiamo a tavola sono realmente consapevoli o piuttosto frutto di logo_AlimentiNutrizioni_1mode del momento? E cosa può fare la scienza per promuovere comportamenti più corretti? A queste domande si è cercato di rispondere oggi, in occasione della presentazione del portale AlimentiNUTrizione (www.alimentinutrizione.it), a cura del CREA Alimenti e Nutrizione, sviluppato nell’ambito del progetto SIAGRO, Sistema Informativo sui prodotti AGROalimentari italiani, finanziato dal MiPAAF.
Si tratta di un importante strumento informativo e conoscitivo, nato con l’intento di 001guidare anche il semplice cittadino, oggi sempre più disorientato e bersagliato dalle troppe informazioni disponibili e verificabili sul web, verso stili di vita più sani, equilibrati e sostenibili.
Il portale raccoglie, elabora ed organizza le migliori conoscenze in materia prodotte e validate dal Centro Ricerca Alimenti e Nutrizione del CREA, il più importante Ente di ricerca italiano dedicato all’agroalimentare ed offre una visione d’insieme delle diverse conoscenze relative al settore, tutte di grande utilità per un consumatore attento alla propria alimentazione.  Gli utenti possono navigare in sei sezioni distinte, così articolate:
Tabelle di Composizione degli Alimenti: con i dati di composizione degli alimenti degli 002ultimi dieci anni, aggiornati al 2019 e consultabili, ed una revisione totale dei dati precedentemente pubblicati e validati, realizzati secondo le attuali indicazioni e standard internazionali. Qui sarà possibile, in pochi semplici clic scoprire l’energia e il contenuto nutrizionale dei principali alimenti che assumiamo;
Consumi: con il monitoraggio dei prodotti alimentari maggiormente consumati, registrando cambiamenti e variazioni del mercato italiano;
Etichettatura: un prezioso data base con numerose etichette nutrizionali di prodotti 003alimentari attualmente in commercio, commentate dai ricercatori del CREA Alimenti e Nutrizione, che spiegano, inoltre, come leggere l’etichettatura dei prodotti alimentari;
Atlante virtuale della qualità sensoriale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali Italiani per comunicare le chiavi per la comprensione delle proprietà qualitative e sensoriali dei prodotti selezionati oggetto di studio (PAT), presenti in alcune regioni italiane;
Linee guida per una sana alimentazione (prodotte al di fuori del progetto SIAGRO), sezione dedicata al documento italiano di riferimento per una alimentazione equilibrata, rivolto ai consumatori, che raccoglie e aggiorna periodicamente le migliori evidenze scientifiche, fornendo una serie di consigli e indicazioni alimentari, elaborati da 006un’apposita commissione scientifica, con l’obiettivo prioritario di prevenire l’eccesso alimentare e l’obesità in Italia.
Focus specifico sulla carne bovina presente sul mercato italiano, con lo studio chimico-nutrizionale di tagli di razze allevate in Italia e di alcuni salumi, per verificare i cambiamenti intervenuti nel tempo, nel profilo compositivo.
Inoltre, sono disponibili l’analisi del profilo compositivo e la valutazione del valore nutritivo delle più diffuse preparazioni alimentari a base di carne bovina.
Ed un ricettario per il consumatore.

Polpette alle erbe aromatiche: una ricetta per recuperare gli avanzi

di Novellus Apicio
Una gustosa ricetta per preparare Polpette alle Erbe Aromatiche utilizzando vari avanzi che si possono avere normalmente in cucina. Ricetta dall’Istituto Alberghiero Pellegrino Artusi di Roma e diffusa dal CREA nella giornata sugli sprechi alimentari.

Venerdì scorso abbiamo pubblicato un articolo sull’iniziativa del CREA in merito agli sprechi alimentari.
polpette-carneNella cartella stampa è stata messa a disposizione una brochure con delle ricette che si basano sul recupero degli avanzi che si possono avere in cucina.
Sensibili a questa necessità di ridurre gli sprechi ogni tanto vi proporremo qualcuna di queste ricette.
Iniziamo oggi con quella delle “POLPETTE ALLE ERBE AROMATICHE
Questa è una ricetta, gentilmente suggerita dall’Istituto Alberghiero Pellegrino Artusi di Roma, che aiuta a riciclare avanzi di carne e pane raffermo, preparando le polpette che sono in genere, e nei loro moltissimi modi di preparazione, molto gradite.

INGREDIENTI PER LE POLPETTE
350 g ritagli di carne mista
170 g pane raffermo
80 g patate lesse
erbe aromatiche tritate (timo, maggiorama)
sale q.b.
pepe q.b.pane raffermo

INGREDIENTI PER LA SALSA
mezzo litro di latte
25 g farina
25 g olio di mais
noce moscata q.b.
maggiorana, timo, dragoncello, coriandolo
sale q.b.
olio extra vergine di oliva

PROCEDIMENTO PER LE POLPETTE
Tritate i ritagli di carne e aggiungere il pane raffermo bagnato con acqua. Aggiungere le patate lessate in precedenza e unire al composto le erbe, il sale, il pepe e amalgamare bene il tutto. Fatte le polpette, passarle nella farina e friggerle in padella.

PROCEDIMENTO PER LA SALSA
Mettere il latte in un pentolino con sale, noce moscata e pochissimo trito di erbe noce moscata(maggiorana, timo, coriandolo e dragoncello). Portare a bollore e aggiungere a poco a poco ad un roux preparato mischiando lentamente 25g di farina e 25g di olio di mais in un’altra pentola. Tirare la salsa e aggiungere le erbe fini. Non è solo un buon secondo piatto.

La proporzione tra i macronutrienti e il contenuto moderato di energia ne fanno un ottimo piatto unico… magari consumato insieme ad una fetta di pane o del riso lesso per aumentare l’apporto di energia proveniente dai carboidrati.

Spreco alimentare: dal CREA tutti i numeri e l’identikit degli “spreconi”

Riceviamo e pubblichiamo
La seconda edizione della giornata della Nutrizione porta a una riflessione sugli sprechi alimentari e a creare un identikit dello “sprecone”.

spreco alimentare 1Cosa e quanto sprechiamo a tavola? È possibile fare un identikit degli “spreconi”? E come agire per prevenire efficacemente lo spreco? Di questo si è discusso oggi in occasione della II edizione della giornata della nutrizione, Nutrinformarsi: lo spreco nel piatto, organizzata dal CREA Alimenti e Nutrizione, presso cui è istituito l’Osservatorio sulle eccedenze, recuperi e sprechi alimentari, che realizza studi scientifici, diffonde informazioni e dati e promuove buone pratiche sulla generazione di eccedenze alimentari e sul loro recupero, allo scopo di stimolare innovazione nelle strategie, nelle politiche e nei comportamenti dei cittadini.
In questo ambito, l’Osservatorio sulle eccedenze, recuperi e sprechi alimentari del CREA ha realizzato la prima indagine comparativa, con dati armonizzati, provenienti da diversi paesi europei (Olanda, Spagna, Germania e Ungheria). Lo studio, effettuato nel 2018, ha interessato 1.142 famiglie rappresentative della popolazione italiana, coinvolgendo i responsabili degli acquisti alimentari e della preparazione dei pasti. Il campione è stato selezionato nel rispetto di genere, età, livello di istruzione e reddito e per dimensione della famiglia.
Ne è emerso che il 77% delle famiglie intervistate ha gettato via del cibo nella settimana precedente all’indagine, percentuale che si riduce con l’aumentare dell’età del responsabile acquisti, con il diminuire del reddito e in famiglie che vivono al sud e isole. Lo spreco maggiore si è riscontrato nelle famiglie monocomponenti e nei segmenti di età più giovane. I prodotti alimentari più sprecati sono verdura, frutta fresca e pane, seguiti da pasta, patate, uova, budini, derivati del latte (yogurt, formaggi), per un spreco alimentare 2totale in media di 370 g/settimana/famiglia. Il dato italiano sullo spreco alimentare è allineato con quello olandese (365 g/settimana) e molto inferiore a quello spagnolo (534 g/settimana), tedesco (534 g/settimana) e ungherese (464 g/settimana).
Sempre secondo l’indagine CREA, la crescente attenzione nei confronti del tema dello spreco è, inoltre, ampiamente diffusa in Italia, al punto che più della metà del campione intervistato condanna fermamente la pratica di gettare via il cibo, riconoscendone l’impatto negativo e le ricadute in diversi ambiti: economico (70%), sociale (conseguenze su disponibilità di cibo nel mondo, 59%) e ambientale (55%).
Le famiglie italiane, infine, si dichiarano capaci di gestire le attività in cucina, fattore di rilevante prevenzione: circa due terzi degli intervistati, infatti, dichiara di pianificare gli acquisti e di non fare acquisti di impulso, meno di un quinto afferma di non saper riutilizzare gli avanzi o pianificare le giuste quantità di alimenti da acquistare e solo il 5% sostiene di non finire quello che nel piatto e di non conservare gli avanzi.  Tuttavia solo il 42% decide in anticipo i menù settimanali.
SCHEDA SINTETICA INDAGINE SPRECO    
«Quello a cui siamo assistendo – ha dichiarato Laura Rossi, coordinatore dell’Osservatorio e ricercatrice del CREA Alimenti e Nutrizione – è un vero e proprio cambio di passo per lo spreco alimentare, inteso come tassello fondamentale dello sviluppo sostenibile. Dalle istituzioni internazionali e nazionali, dagli operatori economici e sociali, dai banchi alimentari e perfino da semplici cittadini, che ridistribuiscono a livello territoriale le eccedenze alimentari agli indigenti, arrivano segnali forti di una crescente sensibilità su questi temi: normative specifiche, progetti educativi mirati e nuove modalità di gestione dei prodotti alimentari sia nelle aziende che a casa».
spreco alimentare 3«L’Osservatorio su sprechi alimentari e recupero delle eccedenze è un tassello strategico per il buon funzionamento della legge antisprechi e per poter pianificare di conseguenza politiche di ampio respiro» ha spiegato l’On. Maria Chiara Gadda, Capogruppo di Italia Viva in Commissione Agricoltura Camera e prima firmataria della legge 166/2016. «Ad oggi ci siamo dovuti confrontare con analisi e numeri parziali, mentre per agire in modo mirato sugli anelli della filiera più fragili è necessario monitorare il fenomeno in modo oggettivo. L’osservatorio del CREA sarà un punto di riferimento per il lavoro del Tavolo sulla lotta agli sprechi e sugli aiuti alimentari per le persone indigenti, che la scorsa settimana ha avuto nuovo avvio grazie alla ministra Bellanova. Ringrazio il CREA che oggi, con la presentazione della sua prima indagine, ha confermato che l’Italia è all’avanguardia in Europa su questi temi».
DECALOGO ANTISPRECO

Come mangiano le donne italiane in gravidanza? Lo svela un’indagine del CREA

Riceviamo e pubblichiamo
 Il CREA partner italiano di uno studio internazionale sull’alimentazione delle donne in dolce attesa. Dai primi di ottobre è online il sito “Mamma in forma”.

donna gravidanza alimentazione 2Non mangiano più per due come una volta, ma ancora troppo spesso sono lontane da un’alimentazione adeguata al loro stato. È quanto emerge da un’indagine effettuata sulle donne italiane in gravidanza dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione, nell’ambito del progetto multicentrico Europeo SUPRE (International Survey on Food Supplements: Consumption, Attitudes and Understanding of the Health Effects by PREgnant) a cui partecipano, oltre all’Italia, anche l’Inghilterra, la Polonia e la Finlandia. I risultati sono stati presentati al congresso Shaping the Future of Pediatrics, organizzato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Un campione di 557 donne italiane incinte ha risposto su una pagina Facebook a un dettagliato questionario di 45 domande sull’uso dei supplementi, le abitudini alimentari e gli stili di vita.
donna gravidanzaDai dati è emerso che l’89,8% delle intervistate non consuma le 5 porzioni raccomandate di frutta e verdura, l’83% non consuma le porzioni settimanali adeguate di pesce (2-3) per coprire i fabbisogni di DHA e il 15 % non usa supplementi vitaminici.
Stefania Ruggeri e Laura Censi, le ricercatrici del CREA Alimenti e Nutrizione coordinatrici dello studio, spiegano che “i dati sono preoccupanti perché, anche un in momento importante come quello della gravidanza, le donne non si alimentano in modo corretto. La buona alimentazione in questo periodo della vita è fondamentale non solo per l’esito della gravidanza ma anche per le basi della salute del bambino e dell’adulto”. Continua Stefania Ruggeri, che è anche nutrizionista “È molto importante in questo periodo mantenere sempre un buono stato di idratazione, non solo bevendo una buona quantità di acqua ma anche con un consumo quotidiano di verdure (3-4 porzioni al giorno) e di frutta (2 3 porzioni) alimenti molto ricchi di vitamine e minerali, fondamentali donna gravidanza alimentazioneper la crescita del bambino. Non devono mai mancare nella dieta della futura mamma cereali di tipo integrale e legumi, fonti di folati di energia e fibre. Pesce 2-3 volte alla settimana, importante per assicurare l’apporto del DHA, un acido grasso essenziale per lo sviluppo cerebrale del feto. Inoltre, va assolutamente evitato l’alcol durante la gravidanza”
Proprio per aiutare le donne in dolce attesa a gestire al meglio questa fase, verrà messo on line nella prima settimana di ottobre il sito “Mamma in forma”, ideato dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma con la collaborazione delle ricercatrici del CREA Alimenti e Nutrizione, nell’ambito del progetto EPI1000 finanziato dal Ministero della Salute.

Rete MoMu (Monferrato Musei): le aperture durante le festività

Riceviamo e pubblichiamo

gipsoteca2Resi noti giorni e orari di apertura nelle prossime festività dei Musei facenti parte del circuito MoMu (Monferrato Musei).

Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi – Casale Monferrato
Aperto venerdì, sabato, domenica e festivi (inclusi Lunedì dell’Angelo (Pasquetta) e 25 aprile): 10.30 – 13.00 / 15.00 – 18.30.

Cattedrale di Sant’Evasio e Sacrestia Aperta – Casale Monferrato
Venerdì 19 aprile: 15.00 – 18.00
Sabato 20 aprile:  9.00 – 12.00 / 15.00 – 18.00
Domenica 21 aprile (Pasqua): 16.00 – 18.00
Lunedì 22 aprile (Pasquetta) e giovedì 25 aprile: chiuso

Sinagoga e Musei Ebraici – Casale Monferrato
Chiusi per la festività di Pesach dal 19 al 22 aprile compreso
Aperti il 25 aprile:10.00 – 12.00 / 15.00 – 17.00

Museo San Giacomo di Lu
Aperto ogni fine settimana: sabato dalle 14.30 alle 18.00; domenica (inclusa Pasqua) dalle 10.00 alle 12.30. Chiuso lunedì di Pasquetta e giovedì 25 aprile

Ecomuseo della Pietra da Cantoni – Cella Monte
Apertura su prenotazione, tel. 3393429481 – 0142488161

Museo Etnografico Coniolo, il paese che visse due volte – Coniolo
Apertura su prenotazione, tel. 320.4916362

Centro Interpretazione Paesaggio del Po – Frassineto Po
Aperto solo il 28 aprile dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00

Cappella del Paradiso di Crea – Serralunga di Crea
Chiuso il 21 e 22 aprile (visitabile solo esternamente)

Casale Monferrato: la Rete MoMu (Monferrato Musei) si consolida

Riceviamo e pubblichiamo

Momu ConvenzioneTramite un’apposita convenzione valida fino al 2021, si è recentemente consolidata e rinnovata la realtà della Rete MoMu – Monferrato Musei (che racchiude Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi, Sacrestia del Duomo, Sinagoga e Musei Ebraici a Casale Monferrato, il Parco del Sacro Monte di Crea con la Cappella del “Paradiso”, Centro di Interpretazione del Paesaggio del Po a Frassineto Po, Museo Etnografico “Coniolo il paese che visse due volte”, Ecomuseo della Pietra da Cantoni a Cella Monte e Museo San Giacomo a Lu).
La rete si potenzia attraverso la convenzione: si fortifica l’identità comunicativa per aumentarne la visibilità e conoscenza nei confronti dei turisti (di prossimità ma anche da fuori regione e stranieri) e al contempo, attraverso un tavolo di coordinamento fisso cui parteciperanno i suoi aderenti, si definiscono comuni strategie e iniziative per migliorare gli aspetti qualitativi delle offerte presentate agli utenti per costituire sempre più un polo turistico – culturale di riferimento.
Con la convenzione sono meglio specificate le competenze dei singoli aderenti alla rete e i suoi obiettivi comuni. Inoltre, sono definiti i criteri di appartenenza per nuovi, possibili ingressi: (rilevanza culturale, appartenenza geografica e identitaria al Monferrato, fruibilità, impegno sulle politiche di accessibilità, disponibilità all’apertura al pubblico).
È quindi stato sancito un modello di governance; attraverso un format di immagine coordinata ogni aderente comunicherà la sua appartenenza alla rete, promuovendo la sottoscrizione della tessera e i suoi vantaggi (costo 10 euro intero, 8 ridotto con la quale per un anno si possono visitare tutti i musei aderenti).