“Cordiale e Cortese”, il drink d’autore di Giovanni Torre

Riceviamo e pubblichiamo
Giovanni Torre, proprietario e bar manager di Circus Cocktail Bar a Catania ha pensato questo drink per il periodo che stiamo vivendo che ha reso tutti vulnerabili, ma con una grande voglia di uscirne e di non mollare.

Il cocktail Cordiale e Cortese nasce dall’esigenza di adattarsi a questo periodo, che ha reso tutti vulnerabili, ma con una grande voglia di uscirne e di non mollare. Per questo e senza la possibilità di aprire, come di consueto, durante la notte, lo stesso bartender catanese Giovanni Torre, come tanti altri colleghi lungo tutto lo Stivale, ha aperto il suo cocktail bar dalla mattina al pomeriggio. Il drink altro non è che una rivisitazione del classico Gin Tonic, pensato in una variante ‘mattutina’, con un cordiale poco alcolico a base di mela verde e alloro al posto del gin e la Cortese Pure Tonic, prodotta in Italia da Bevande Futuriste, tonica naturale che contiene solo acqua, sali minerali, zucchero e autentico chinino naturale.
Drink: CORDIALE E CORTESE
Bartender: Giovanni Torre, proprietario e bar manager di Circus Cocktail Bar, a Catania

Ingredienti
60 ml cordiale homemade alcolico chiarificato di mela verde e alloro
Top Cortese Pure Tonic
Bicchiere: highball
Garnish: foglia di alloro
Preparazione
Per il cordiale homemade: mettere sottovuoto zucchero, mela verde e alloro per un paio di giorni, ottenendo così uno sciroppo, quindi aggiungere del London Dry Gin e acido citrico. Il drink si prepara con la tecnica build: versare il cordiale homemade filtrato, quindi il top di Cortese Pure Tonic direttamente in un bicchiere highball ‘panciuto’, con un grosso cubotto di ghiaccio, miscelare delicatamente e servire. Decorare con una foglia di alloro.

Lunedì Rai: Tolstoj, Catania e Parma

Riceviamo e pubblichiamo
Domani, lunedì 19 aprile, tra i programmi Rai: “Passato e Presente” ci propone grandezza e tormento dello scrittore russo Tolstoj. “Storie delle nostre città” ci porta a Catania. Parma e la food valley protagonisti a "Italia. Viaggio nella bellezza".

“Passato e Presente”: Lev Tolstoj, la grandezza e il tormento 
Erede di una delle più importanti famiglie dell’aristocrazia zarista, quando, nel maggio 1851, il ventiduenne Lev Tolstoj parte per il Caucaso per arruolarsi nell’esercito, mostra già quell’inquietudine e quel profondo sentimento religioso che saranno i due caratteri più riconoscibili della sua vita e della sua opera di scrittore. A “Passato e Presente”, in onda lunedì 19 aprile alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli ne parla con il professor Alessandro Barbero. Grazie all’esperienza militare, Tolstoj entra a contatto con un mondo fino a quel momento per lui sconosciuto. Il mondo dei contadini, dei cosacchi, delle persone umili nelle quali intravvede l’essenza stessa dell’anima russa. Per il resto della sua vita si batterà instancabilmente in difesa di queste moltitudini e dei valori di un cristianesimo povero, vicino agli umili. In nome di questi principi scriverà anche molti suoi grandi capolavori, tra cui Guerra e pace, Anna Karenina, La Sonata a Kreutzer. 

A “Storia delle nostre città” c’è Catania
Catania
, una delle perle del Mediterraneo, la città nera costruita con la scura pietra lavica dell’Etna, il vulcano che veglia sul territorio da millenni. Una città con una storia tutta da scoprire nell’ultimo appuntamento con “Storia delle nostre città”, in onda lunedì 19 aprile alle 21.10 in prima visione su Rai Storia. La città venne fondata dai greci nel 729 a.C., e ha una storia intensa come pochi altri luoghi al mondo. In ogni angolo è possibile ammirare la ricca eredità culturale lasciata da greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi, angioini, aragonesi e spagnoli. La città, oggi, ha un’impronta prevalentemente settecentesca, frutto della ricostruzione dopo il terremoto del 1693, ma mantiene intatti i tanti monumenti che hanno scandito la sua storia, dalla cattedrale di Sant’Agata al castello Ursino o la fontana dell’elefante. 

“Italia. Viaggio nella bellezza”: Il patrimonio in tavola. Parma e la sua valle
Parma
, capitale della cultura 2020/2021, e il suo territorio hanno una fortissima vocazione l’alimentazione e la produzione di eccellenze gastronomiche. Una vocazione che ha radici antichissime, raccontata da “Il patrimonio in tavola. Parma e la sua valle” di Massimiliano Griner, con la regia di Marzia Marzolla, in onda lunedì 19 aprile alle 22.10 su Rai Storia per “Italia. Viaggio nella bellezza”. Fin dall’epoca romana, l’intraprendenza degli uomini che hanno abitato questo territorio fertile ha favorito la nascita e lo sviluppo di prodotti alimentari oggi noti in tutto il mondo. Come i prosciutti stagionati, i salumi, il formaggio Parmigiano, il cui processo di produzione è stato messo a punto, già in epoca alto-medievale, dai Monaci Benedettini del parmense. Ma c’è anche la grande industria alimentare di trasformazione del pomodoro, che nasce a Parma nell’Ottocento. “Il patrimonio in tavola. Parma e la sua valle” racconta le ragioni storiche e culturali di questo primato nel settore del patrimonio gastronomico. Un primato che ha raggiunto il culmine proprio in questo secolo: nel 2003 Parma è stata scelta quale sede dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, e nel 2015 l’Unesco l’ha dichiarata “Città creativa della gastronomia”. Tra coloro che sono intervenuti, Carlo Mambriani, storico dell’architettura dell’Università di Parma; Massimo Montanari, storico dell’Università di Bologna; Aldo Tagliaferro, giornalista della Gazzetta di Parma; Simone Verde, direttore del Complesso monumentale della Pilotta.

Martedì Rai: la storia dei Farnese e i sotterranei di Catania

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Domani, martedì 12 gennaio, tra i programmi Rai segnaliamo: a “Passato e Presente” Paolo Mieli e Alessandro Barbero dialogano sulla storia dei Farnese. Per la serie “Under Italy” l’archeologo Darius Arya ci accompagna nei sotterranei di Catania.

A “Passato e Presente” la storia dei Farnese: una grande famiglia rinascimentale
Durante il Medioevo sono esperti militari al servizio del papato o dei comuni. Nel 1400 riescono ad inserirsi nelle file dell’aristocrazia romana ed entrare nella Curia, trasformandosi da soldati in cortigiani. Comincia così la storia dei Farnese che Paolo Mieli e il professor Alessandro Barbero ripercorrono a “Passato e Presente”, in onda martedì 12 gennaio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Una storia che riassume in maniera esemplare le caratteristiche delle grandi famiglie rinascimentali italiane. Un Farnese, nel 1534, viene eletto papa col nome di Paolo III e per contrastare la riforma luterana convoca il Concilio di Trento, sostiene il nuovo ordine dei gesuiti per difendere la fede cattolica e istituisce la congregazione del Santo Ufficio per combattere gli eretici. Come molti papi del Rinascimento ha una visione nepotista del potere, nomina cardinali i suoi nipoti e crea per il figlio un nuovo ducato, il ducato di Parma. La famiglia di guerrieri si trasforma così in una dinastia di principi. I suoi eredi, entrambi di nome Alessandro, il primo cardinale, il secondo condottiero al servizio del re di Spagna, determineranno i destini della Chiesa e dell’Europa. 

“Under Italy”: Darius Arya nei sotterranei di Catania
Un viaggio alla scoperta dei sotterranei di Catania in compagnia dell’archeologo Darius Arya. È l’ultimo appuntamento con la serie “Under Italy”, in onda martedì 12 gennaio alle 20.30 su Rai5.
In una delle città più belle e caratteristiche della Sicilia, Arya vista il sito neolitico della grotta di Petralia in piena città, una galleria di scorrimento lavico che si è formata nel corso di una eruzione vulcanica di età preistorica, circa 5000 anni fa, che si è mantenuta quasi inalterata nei secoli. Arya si cala poi in un altro sotterraneo tipico della città: una delle numerose cave di ghiara del XVII secolo, ormai in disuso e lunghe diversi chilometri e scavate al di sotto delle colate laviche. Dagli ipogei “geologici”, Arya passa a quelli “religiosi” visitando un ipogeo paleocristiano del III secolo nella Necropoli di Catania e la Cripta cappuccina del V-IX secolo d.C.

Mercoledì Rai: Abramo Lincoln e l’opera “La battaglia di Legnano”

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Domani, mercoledì 2 dicembre, a “Passato e Presente” si parla di Abramo Lincoln e l’abolizione della schiavitù mentre dal Teatro Bellini di Catania andrà in onda l’opera di Giuseppe Verdi “La battaglia di Legnano”.

“Passato e Presente”: Lincoln e l’abolizione della schiavitù
Quando Lincoln viene eletto alla presidenza degli Stati Uniti d’America, nel novembre del 1860, la questione della schiavitù – del suo possibile rafforzamento o della sua graduale estinzione – divide il paese da anni e il neo-presidente è a capo dello schieramento che si oppone all’estensione territoriale della schiavitù.  A “Passato e Presente”, in onda mercoledì 2 dicembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia la professoressa Raffaella Baritono e Paolo Mieli ripercorrono i passi che portarono all’abolizione della schiavitù. Sebbene quella di Lincoln sia una posizione moderata, che non mette in discussione l’esistenza costituzionalmente garantita dello schiavismo negli stati che già lo praticano, larga parte del Sud del paese respinge la sua vittoria come una minaccia esistenziale e sceglie la secessione. La guerra è inevitabile ma, tanto per Lincoln quanto per la maggioranza del Nord, si tratta di una guerra da combattere per ripristinare l’unione, non per abolire la schiavitù. Sarà la logica interna al conflitto a imporre una radicalizzazione degli obiettivi bellici che, nel gennaio del 1863, porterà al proclama di emancipazione e, tre anni più tardi, alla ratifica del XIII emendamento della Costituzione americana, quello che vieta la schiavitù nell’intera giurisdizione degli Stati Uniti.  

“La battaglia di Legnano” dal Bellini di Catania: Nello Santi dirige l’opera patriottica di Verdi
Racconta la lotta tra i comuni riuniti nella Lega lombarda e Federico BarbarossaLa battaglia di Legnano” di Giuseppe Verdi, che Rai Cultura propone in prima serata mercoledì 2 dicembre alle 21.15 su Rai5. Lo spettacolo è stato registrato nel 2001 al Teatro Bellini di Catania, uno dei gioielli più preziosi tra i teatri italiani, costruito in stile neobarocco tra il 1870 e il 1890 su progetto degli architetti Andrea Scala e Carlo Spada. L’opera invece, dalle inconfondibili tinte patriottiche, fu ultimata da Verdi nel 1849, ed è diretta da Nello Santi, “grande vecchio” della musica italiana, scomparso lo scorso febbraio all’età di ottantanove anni. L’allestimento è firmato da Walter Pagliaro. Protagonisti sul palco sono Manrico Signorini, Luciano Leoni, Angelo Nardinocchi, Ezio Maria Tisi, Giorgio Cebrian, Elisabete Matos, Cesar Hernandez, Francesco Palmieri, Pina Sofia, Paolo Zizich. Regia televisiva di George Blume.

FAI – Luoghi del Cuore: Porta Garibaldi, Catania

a cura della Redazione

Porta Garibaldi, Catania – 28° classificato con 14060 voti
catania porta garibaldi 4Porta Garibaldi
, il fortino – per i catanesi ‘U Futtinu – è un imponente arco trionfale costruito nel 1768 per commemorare le nozze di Ferdinando I delle Due Sicilie con Maria Carolina d’Asburgo Lorena.
A questo si deve l’altro suo nome, Porta Ferdinandea, rimasto in uso fino al 1860 quando assunse l’attuale nome.
La porta è stata realizzata su progetto di Stefano Ittar e Francesco Battaglia e si trova tra piazza Palestro e piazza Crocifisso, alla fine di via Giuseppe Garibaldi, nel quartiere Fortino.
catania porta garibaldi 2La zona venne chiamata in questo modo in ricordo di un fortino fatto costruire dal viceré principe di Ligne dopo l’eruzione lavica del 1669 che colpì Catania su tutto il lato occidentale, annullandone le difese medievali.
La porta distingue l’ingresso d’onore dalla zona ovest della città di Catania. A indicare la forza di volontà della città, distrutta e ricostruita più volte, sull’arco svetta la frase melior de cineresurgo.
Imponente nella sua struttura, si riconosce per la sua bicromia creata dal nero della pietra dell’Etna e dal bianco di quella altrettanto famosa di Lentini.
catania porta garibaldi 5Alcuni palazzi collegati alla porta furono demoliti negli anni trenta, altri oggi sono abbastanza poveri e tutt’altro che simmetrici.
La riqualificazione della piazza ha dato sicuramente un altro aspetto alla porta, ma è comunque tutt’altro rispetto ai progetti originari.

Il gruppo di amici che ha formato un comitato a sostegno di Porta Garibaldi ne auspica il restauro della facciata e il ripristino del grande orologio che svetta sulla cima dell’arco trion

Il ritorno di Cristina Russo e la sua band NeoSoulCombo: Energy il nuovo singolo

rubrica a cura di Fabrizio Capra 

03CristinaRussoLiveQuando si parla di Cristina Russo, sembra di entrare nel mondo di Alice nel paese delle Meraviglie, un mondo particolare ed affascinante, contaminato da diversi stili, da atmosfere forti e ribelli come quelle del territorio catanese, incastonato tra l’odore del mare e il fuoco della terra dominata dall’Etna.
In questo contesto di elementi così forti e creatività si è arrivati alla nascita del nuovo progetto, l’album “Energy” dal quale è stato estratto il primo singolo omonimo appena uscito.
Affiancata dalla sua band, i NeoSoulCombo, il nuovo disco dall’animo neo-soul, è prodotto, suonato e arrangiato interamente da Marco Di Dio (producer/autore e compagno della cantante) e registrato nello studio dell’etichetta indipendente Roccascina Audio Produzioni di Catania.
Cristina ci ha abituato alla non banalità, lei stessa è un concentrato degli elementi della sua terra, bravura allo stato puro, cantante ed autrice tra le più apprezzate nel panorama indipendente musicale italiano. Un immagine senza fronzoli e l’atteggiamento schietto, fanno intuire la grande stoffa di un artista che ha macinato anni di gavetta, nel territorio catanese e non solo, dove trionfa la sostanza e non l’apparenza. Cristina canta in italiano, altre volte in inglese perché  come lei stessa dichiara “La musica è tutto ciò che vuoi e puoi scegliere di esprimerti come desideri”.
Parliamo di un sound unico, forse di nicchia definito neo soul,una fusione di stili che parte dalla più autentica base soul della black music americana, la musica dell’anima per eccellenza, contaminato dal blue eyed soul, urban fusion e new reggae.D’altronde la sua voce al primo ascolto ci lascia rapiti, ipnotizzati come se fossimo davanti ad un mix tra Amy Winehouse e Macy Gray, in un solo colpo.
Voce “nera” calda ma ciuffo e pelle bianca, rimandano appunto all’identificazione del cosi detto soul bianco, il blue-eyed soul già citato prima, termine coniato negli anni sessanta che definiva l’interpretazione di artisti e band bianche che si ispiravano al Soul e al Rhythm and Blues dell’epoca. Molti grandi nomi della musica mondiale hanno fatto di questo stile il loro successo: Eric BurdonDusty Springfield Van Morrison, e successivamente nomi del calibro di The Box TopsHall & Oates, David BowieJoe Cocker, Tom Jones.
01CristinaRussoGli esordi di Cristina sono anch’essi vere perle di sonorità alternative ancora inesplorate nel panorama musicale italiano;dal mix di sonorità lounge-fusion nasce il progetto Siculounge Project, idea inedita che rivisita attraverso nuovi arrangiamenti in chiave funk-jazz-fusion, le canzoni siciliane più popolari, frutto della tradizione antica di una terra solare e piena di contrasti come la Sicilia.
Le diverse sonorità proposte dai musicisti coinvolti nel progetto, e il nuovo sound danno frutto al primo album “Sciuri Sciuri” (Aprile 2009) che registra dopo poche settimane dall’uscita il tutto esaurito alla Ricordi di Milano, e subito dopo viene presentato dal vivo a Catania.
Ancora nell’Ottobre 2010, con il nome Crista E’ DiDio, Cristina Russo ed il compagno  produttore con l’album “Confluenza” propongono sonorità indie-wave e rock-funk; dieci brani cantati sia in italiano che in inglese, dove le contaminazioni di vari generi, commistioni, immagini si fondono in un alternative-indiesound di grande effetto.
Nel 2014 con l’album “A modo mio” Cristina si confronta ambiziosamente con il grande Fabio Concato, interpretando con il suo stile dieci grandi successi del cantautore milanesecon il quale duetta nel brano “Ti ricordo ancora”. Nel 2106 un passo importante sarà la selezione dei primi 60 finalisti di Sanremo Giovani, dove Cristina approda con il brano “La barca blu”, canzone dal sound raffinato e colto, dove il testo porta all’attenzione il tema immigrazione con uno sguardo malinconico ma deciso, senza retorica e falsi moralismi.
L’incontro con il giovane rapper catanese Mirko Miro, dà vita l’anno dopo ad un brano in inglese molto singolare, “Gravity” che racconta l’amore visto con gli occhi di Cristina. Un brano dal sound new reggae,con arrangiamenti soul dal respiro esterofilo, sempre prodotto con l’etichetta Roccascina Audio Produzioni, dove la voce graffiante e nera di Cristina, si fa intensa e coinvolgente.
In ultimo citiamo alcuni dei principali Festival dove Cristina e la NeoSoulCombo hanno partecipato con performance live molto apprezzate, tra i quali il Porretta Soul Festival (BO) a Luglio 2017, e Suoni di Marca Festival (Treviso) con Nina Zilli (Luglio 2018).