Palladio, Bassano e il Ponte. Invenzione, storia, mito

Riceviamo e pubblichiamo
Dal 29 maggio al 10 ottobre 2021 i Musei civici di Bassano del Grappa (Vi), ospiterà la mostra dedicata al Palladio e al Ponte.
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Dal 29 maggio al 10 ottobre, i Musei Civici di Bassano del Grappa propongono “Palladio, Bassano e il Ponte. Invenzione, storia, mito”, mostra a cura di Guido Beltramini, Barbara Guidi, Fabrizio Magani e Vincenzo Tiné.
L’esposizione è stata promossa dall’Amministrazione Comunale di Bassano del Grappa per celebrare la conclusione del lungo restauro del Ponte Vecchio conosciuto anche come il Ponte degli Alpini.
Attendiamo con gioia l’apertura di questa importante mostra – dichiara il Sindaco Elena Pavan –, una mostra che, oltre a farci ripercorrere l’affascinate storia di questo singolare monumento divenuto simbolo di Bassano, rappresenta il primo di una ricca serie di appuntamenti volti a festeggiare la sua restituzione alla città”.

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A differenza della maggior parte degli architetti cinquecenteschi, Palladio è un architetto di ponti: ponti di pietra, di legno e di carta.
Questi ultimi sono senza dubbio quelli che avranno un impatto più marcato sulla cultura figurativa dei secoli successivi: pubblicati sulle pagine dei Quattro Libri, il trattato edito a Venezia nel 1570, diventeranno i protagonisti dei sogni degli artisti del Settecento.
Algarotti chiederà a Canaletto di fargli vedere il ponte di Rialto come lo aveva pensato Palladio, ma anche Bellotto, Carlevarijs e Piranesi faranno dei ponti uno dei soggetti privilegiati delle loro vedute.
La mostra racconterà il mito del ponte, ma contemporaneamente parlerà di un ponte concreto e reale da 500 anni, il ponte di Bassano, disegnato da Palladio, distrutto e ricostruito più volte in un’epopea che dal Settecento del Ferracina giunge al presente del ‘Ponte degli Alpini’.
Il racconto della mostra si snoderà a partire da disegni originali di Palladio, libri cinquecenteschi, mappe antiche, dipinti del Settecento, fotografie di fine Ottocento, modelli di studio contemporanei.

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La mostra è frutto di una sinergia fra il Museo Civico di Bassano, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Verona, Rovigo e Vicenza e il Centro Studi Internazionali di Architettura Andrea Palladio-Palladio Museum di Vicenza.
La mostra sarà accompagnata da un volume scientifico, in grado di fornire gli strumenti di lettura della storia del ponte di Bassano e dei suoi secoli di storia.
Il volume è articolato in tre sezioni.
La prima, di taglio storico, contestualizza la fase di costruzione cinquecentesca del ponte all’interno dell’economia, politica e società bassanese dell’epoca, senza trascurare anche la “preistoria” del ponte, con i diversi attraversamenti dal medioevo in avanti.

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La seconda sezione, di tema palladiano, renderà conto delle novità nelle ricerche su Palladio e i ponti in pietra e in legno, con particolare attenzione al ponte nella città di Bassano e a quello a Cismon del Grappa.
Una terza sezione riguarderà la “vita materiale” e le trasformazioni del ponte in un arco cronologico che va dalla sua costruzione sino al recente restauro, nonché alla forza del suo mito nelle arti figurative.
Info, orari e modalità di accesso
info@museibassano.it – T. +390424519901 – http://www.museibassano.it

Didascalie
immagine 1 - Roberto Roberti, Il Ponte di Bassano, 1807, Olio su tela, 845x530 mm. Museo Civico, Bassano del Grappa
immagine 2 - Andrea Palladio, I Quattro libri dell’Architettura di Andrea Palladio, Venezia, 1570 Appartenuto ad Antonio Canova Biblioteca Civica, Bassano del Grappa
immagine 3 - Antonio Canaletto, Capriccio con edifici palladiani, 1750 ca. Olio su tela, 580x820 mm. Complesso monumentale della Pilotta, Parma
immagine 4 - Sebastiano Lovison, Ponte Vecchio di Bassano, 1826 Incisione a bulino, 330x430 mm. Museo Civico, Bassano del Grappa

Mostre e musei ai blocchi di ripartenza

Riceviamo e pubblichiamo
Forlì, Padova, Monza, Torino, Bassano del Grappa, Rovigo, Faenza, Urbino, Venezia... Sono diverse in Italia le mostre pronte ai blocchi di partenza, mentre altre stanno scaldandosi i muscoli.

Com’è noto, per mostre e musei, il via ufficiale è ipotizzato per lunedì 18 di maggio.
E la volontà di molte organizzazioni, pubbliche e private, è di rispettare questa data ma appare non improbabile che, per diversi motivi, tale attesa riapertura possa subire qualche ritardo.

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Giambattista Piranesi – Arco di Costantino

Mostre e Musei, per poter aprire i loro battenti, debbono infatti ottemperare alle prescrizione di sicurezza negli accessi, nella sanificazione, nelle distanze tra visitatori all’interno delle sale per tutelare il proprio personale e il pubblico. Interventi e strategie che sono ancora allo studio e che dovranno essere approvati dalle istituzioni competenti, azione che richiede del tempo. A questo si aggiunga la necessità di rinegoziare i prestiti delle opere per le mostre che si vorranno prorogare.
A lavorare per una riapertura“più veloce tecnicamente possibile, sono alcune delle grandi mostre della stagione, mostre avviate e poi chiuse, e mostre che dovevano inaugurare all’inizio del lockdown e che sono state ovviamente bloccate.
Una ampia campagna di affissioni con la scritta “prossima apertura” annuncia, a Palazzo Sturm a Bassano del Grappa, l’attesa monografica su Piranesi, mostra che celebra i 300 anni della nascita del famoso incisore. Salvo cambiamenti (avvertenza che vale per tutte le sedi e musei), l’apertura è ipotizzata per il 20 giugno sino al 19 ottobre. Dal 20 maggio invece riapriranno le collezioni permanenti dei Musei Civici di Bassano nelle loro varie sedi.

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Gustave Dor – Divina Commedia Inferno canto V

Rovigo, in Palazzo Roncale, si lavora per la riapertura de La quercia di Dante, mostra inaugurata a marzo e chiusa dopo sole 48 ore. Slitta invece a metà settembre, sempre a Rovigo, Chagall, che sarà proposta in Palazzo Roverella, originariamente prevista nella stagione primaverile.
Via libera anche per Picasso. La sfida della ceramica, la grande esposizione proposta dal MIC Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, con proroga prevista fino al 2 giugno. Con orario ridotto dalle 9 alle 14, tutti i giorni (eccetto il 25 maggio) ad ingressi gratuiti e contingentati, preferibilmente su prenotazione.
Ad Urbino Baldassare Castiglione e Raffaello. Volti e momenti della vita di corte”(Sale del Castellare, in Palazzo Ducale), non potrà prendere il via prima del 16 luglio. Lo slittamento di un mese è stato obbligato dalla oggettiva difficoltà di far viaggiare i capolavori concessi alla mostra da musei di altri paesi. La data di chiusura è stata, a sua volta, rimodulata al primo novembre.
I Musei Civici di Venezia, da parte loro, preventivano la riapertura graduale dal primo di giugno, cominciando da Palazzo Ducale e Museo Correr con giorni e orari di apertura ridotti. Date le regole sulla mobilità, si presuppone che i primi a varcare le porte saranno i cittadini veneziani, che hanno da sempre accesso gratuito, e i residenti in Veneto, per accogliere poi i cittadini del mondo in tutte le 11 sedi museali, man mano che si concretizzerà la libera circolazione.

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Luca Giordano, Ulisse e Calipso, olio su tela. Rovigo, Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi

Civici Musei di Verona con le loro 9 sedi – tutte molto diverse tra loro e ciascuna con caratteristiche specifiche stanno programmando il calendario delle varie aperture. Entro la prima metà di giugno, la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti riaprirà al pubblico, presentando la mostra La mano che crea. Ugo Zannoni 1836-1919 scultore, collezionista e mecenate.
Sin qui le decisioni già delineate.
Stanno ancora valutando normative e situazione, altre realtà italiane che accolgono mostre importanti nelle loro sedi, mostre inaugurate prima del lockdown.
Tra esse, al San Domenico di Forlì la grande mostra su Ulisse, considerata con Raffaello alle Scuderie, nel meglio del meglio della stagione. Si sta valutando la possibilità di prorogare la mostra per l’estate.
Medesima situazione per A nostra immagine. Scultura in terracotta nel Rinascimento: da Donatello a Riccio, allestita al Museo Diocesano di Padova.

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Mario De Biasi, Gli italiani si voltano, Moira Orfei, 1954 © eredi di Mario De Biasi

Così come Giappone. Terra di geisha e samurai alla Villa Reale di Monza.
Memoria e la passione. Capolavori della collezione Bertero, a Torino, a Camera Centro Italiano per la fotografia.
Non ultima, la mostra Tra Simbolismo e Futurismo. Gaetano Previati al Castello Estense di Ferrara.
Va chiarito che le date qui ipotizzate potrebbero essere ridefinite in relazione all’interpretazione delle diverse normative e dell’andamento della situazione post lockdown. Così come è probabile che talune sedi osservino orari particolari. È quindi consigliabile controllare i siti aggiornati delle singole mostre ed istituzioni.

Giambattista Piranesi: dal 20 giugno in mostra a Palazzo Sturm a Bassano del Grappa

Riceviamo e pubblichiamo
Dopo Albrecht Dürer, le sale restaurate di Palazzo Sturm a Bassano del Grappa (Vi) accolgono, dal 20 giugno al 19 ottobre 2020, un altro tra i giganti dell’incisione mondiale: Giambattista Piranesi (1720-1778).

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Giambattista Piranesi – Isola Tiberina

La mostra “Giambattista Piranesi. Architetto senza tempo” — a cura di Chiara Casarin e Pierluigi Panza — propone tutti i capolavori grafici di Giambattista Piranesi patrimonio delle raccolte bassanesi. Un corpus completo che comprende incisioni
sciolte e molte altre racchiuse in volumi ai quali si aggiunge la serie completa delle Carceri d’Invenzione proveniente dalle collezioni della Fondazione Giorgio Cini di Venezia.
La città di Bassano del Grappa ha scelto di omaggiare il grande genio di Piranesi in occasione del terzo centenario della sua nascita (4 ottobre 1720).
«Il patrimonio conservato nei nostri Musei Civici non cessa di stupirci – dichiara Elena Pavan, Sindaco di Bassano del Grappa – il desiderio di aprire i nostri archivi e di valorizzare le nostre collezioni nascoste ci permette ora, per la prima volta nella storia dei nostri musei, di ammirare i capolavori grafici di Piranesi e di coglierne il genio artistico e la straordinaria abilità nella tecnica incisoria».

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Giambattista Piranesi – Tempio della Sibilla a Tivoli

Il patrimonio grafico dell’artista di origini venete, che conta a Bassano circa 570 opere, viene esposto nel quarto e quinto piano di Palazzo Sturm, spazi destinati alle esposizioni temporanee, inaugurati dopo l’ultima campagna di restauro, con la mostra Albrecht Dürer.  La collezione Remondini.
L’esposizione, che ha riscosso un gran successo di pubblico e di critica, ha inaugurato il filone dedicato all’arte incisoria — di cui Palazzo Sturm conserva uno dei patrimoni più importanti al mondo — esponendo all’interno di teche in acciaio e vetro quelle opere che per motivi conservativi non sono tradizionalmente esposte al pubblico. L’allestimento è costituito da cinquantasei teche progettate dallo studio APML architetti, strutture pensate per preservare le condizioni ottimali di conservazione delle opere sia da un punto di vista microclimatico che luministico.
«Giambattista Piranesi. Architetto senza tempo è la mostra completa delle incisioni piranesiane conservate a Bassano – afferma Chiara Casarin, curatore della mostra – una mostra che risponde alla volontà di esporre al pubblico i tesori conservati nella sala stampe e negli archivi della Biblioteca e che conferma, ancora una volta, quanto l’insegnamento degli antichi sia vivo nell’arte contemporanea».

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Giambattista Piranesi – Arco di Tito

«La mostra che i Musei Civici di Bassano dedicano al genio di Piranesi – dichiara Pierluigi Panza, curatore della mostra – testimonia un importante progresso nello studio delle collezioni permanenti della città e consente di sottolineare alcune precisazioni sulle vicende biografiche dell’artista e della sua famiglia».
Disegnatore, incisore, antiquario e architetto, Giambattista Piranesi è considerato il più grande esponente dell’incisione veneta del Settecento.
La sua attività ha influenzato non solo architetti ma anche scenografi e pittori oltre che lasciare un forte impatto anche sulla fantasia letteraria. Veneto di nascita ma romano d’adozione, Piranesi si presenta in questa mostra con tutta la sua incredibile potenza grafica.

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Giambattista Piranesi – Arco di Costantino

Giunto a Roma appena ventenne, decide di trasferirvisi definitivamente a partire dal 1746, iniziando la produzione delle celebri Vedute di Roma: raccolte di tavole raffiguranti ruderi classici e monumenti antichi, tra cui quelle presenti nelle collezioni di Bassano del Grappa. Architetto di un unico edificio, la chiesa di Santa Maria del Priorato a Roma, Piranesi diede vita nelle sue incisioni ad architetture che stupirono il mondo, magnificamente oniriche ma al contempo potentemente concrete e per questo destinate a colpire la fantasia di molti. Di lui parlarono con ammirazione sconfinata non solo esperti d’arte e di architettura ma anche poeti e scrittori; tra i molti Marguerite Yourcenar volle dedicargli una biografia dove, a proposito delle Carceri – l’opera forse più famosa di Piranesi – scrive trattarsi di «una delle opere più segrete che ci abbia lasciato in eredità un uomo del XVIII secolo».
Per la prima volta nella loro storia i Musei Civici di Bassano del Grappa espongono al pubblico il corpus completo di incisioni piranesiane presenti nelle collezioni permanenti cittadine. Un corpus completo che comprende le più celebri Vedute di Roma: tavole raffiguranti i monumenti antichi realizzate dall’artista nell’intero arco della sua vita.

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Giambattista Piranesi – Mausoleo Santa Costanza

A queste si aggiungono i quattro tomi delle Antichità Romane, preziosi volumi che costituiscono il fulcro della visione archeologica di Piranesi. Fondamentali per l’intera opera piranesiana e, allo stesso tempo, punto di partenza per le opere successive di argomento analogo e complementare, queste tavole forniscono un quadro unitario organico della città di Roma attraverso l’individuazione dei monumenti, delle zone e degli spazi, della cinta muraria, della rete degli acquedotti e delle porte urbane.
La mostra gode dell’importante collaborazione della Fondazione Giorgio Cini di Venezia per il prestito delle 16 tavole tratte dalla celebre serie delle Carceri d’Invenzione. Pubblicata una prima volta nel 1748, l’opera completa viene data alle stampe nel 1761, diffusa con il titolo Carceri d’Invenzione di G. Battista Piranesi archit. vene. Per la loro straordinaria libertà di immaginazione e per la capacità di trasferire nel segno grafico una sensibilità pittorica, le incisioni rivelano l’influenza dei Capricci di Giambattista Tiepolo, incontrato da Piranesi presumibilmente nel 1745, poco prima della sua ripartenza per Roma. Assieme alle Vedute, le Carceri d’Invenzione costituiscono l’opera più famosa della produzione piranesiana e testimoniano la grande abilità nell’uso della tecnica incisoria da parte dell’artista.

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Giambattista Piranesi – Resti Domus Aurea di Nerone

In mostra due video approfondiscono il percorso espositivo e narrano il successo di Giambattista Piranesi all’estero, i punti salienti della vita dell’artista a partire dal ritrovamento dell’atto di battesimo. Si tratta di The Lumière Mystérieuse, scritto e diretto da Massimo Becattini e Giovan Battista Piranesi 1720-1778, realizzato in occasione della grande mostra dedicata all’artista nel 1978 dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia.
Giambattista Piranesi. Architetto senza tempo si completa con il film che Factum Arte ha realizzato in occasione della mostra Le arti di Piranesi. Architetto, incisore, antiquario, vedutista, designer, organizzata dalla Fondazione Giorgio Cini nel 2010. Il video di animazione, creato da Grégoire Dupond per Factum Arte, ricostruisce tridimensionalmente ogni ambiente delle 16 tavole delle Carceri, dando allo spettatore la sensazione di poter camminare all’interno di questi spazi contraddittori e visionari.
Nelle Carceri così come in tutte le sue acqueforti la decadenza di Roma viene esaltata nella sua terribile bellezza con una carica visionaria che ha saputo esercitare un importantissimo riferimento artistico per la cultura contemporanea. In mostra sono esposte anche le lettere tra il conte Remondini di Bassano del Grappa e Francesco Piranesi, figlio di Giovambattista e continuatore dell’attività. Nel catalogo sono inoltre presentati nuovi documenti relativi alla genealogia di Piranesi e ai suoi rapporti con Venezia.

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Giambattista Piranesi – Piramide di Caio Cestio

Luca Pignatelli è l’artista contemporaneo con il quale i curatori della mostra vogliono testimoniare quanto, ancora una volta, l’insegnamento artistico degli antichi sia vivo nella produzione artistica del presente. Come in Piranesi, anche nei lavori di Pignatelli la storia è assoluta protagonista e diventa di volta in volta quella che lo stesso artista definisce una “rappresentazione stratificata del tempo”. Gli orologi inseriti nella Veduta del Castello dell’Acqua Felice di Pignatelli, oggi, raccontano questa storia e lo fanno mostrandosi in qualità di piccoli oggetti perfetti che hanno scandito il passato e determinato la vita di molti uomini.
Il catalogo scientifico della mostra edito da Silvana Editore, a cura di Chiara Casarin e Pierluigi Panza, presenta tutte le opere e le incisioni di Piranesi esposte a Palazzo Sturm con i testi di Chiara Casarin, Pierluigi Panza, Luca Massimo Barbero, Enzo Di Martino, Manlio Brusatin e Stefano Pagliantini.
In attesa dell’apertura delle porte al pubblico il prossimo 20 giugno, i Musei Civici raccontano la mostra nei canali social con video d’approfondimento e incursioni nel backstage, dettagli e curiosità sulle opere.

Musei Civici Bassano del Grappa
Giambattista Piranesi. Architetto senza tempo
A cura di Chiara Casarin e Pierluigi Panza
Palazzo Sturm 20.6—19.10.2020
Salvo diverse e successive indicazioni sulle modalità di accesso e date le vigenti restrizioni relative al contenimento del Covid-19 e riferibili all’accessibilità degli spazi museali, il giorno 20 giugno alle ore 18 sarà possibile accedere alla mostra solo previo invito personale da esibire all’ingresso e dal giorno 21, in orario museo, preferibilmente prenotando l’ingresso a fasce orarie mediante mail o telefono alla biglietteria del Museo Civico.