Barolo Città Italiana del vino 2021: sabato 15 maggio il taglio del nastro

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foto Pierangelo Vacchetto
Taglio del nastro per Barolo Città Italiana del vino 2021 che sarà inaugurata sabato 15 maggio alle 10,30 nel Tempio dell’Enoturista del WiMu di Barolo.

Con una cerimonia semplice e strettamente riservata, nel pieno rispetto delle normative anti-Covid, il Comune di Barolo dà ufficialmente il via a“Barolo2021. Racconto infinito”.Il piccolo comune delle Langhe ha scelto questo slogan per presentarsi come prima “Città Italiana del Vino”,la nuova iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Città del Vino e patrocinata dal Mipaaf, in un anno che sarà scandito da una serie di attività, eventi, mostre e conferenze che si terranno principalmente a Barolo, ma con diramazioni anche in altri comuni delle Langhe e del Roero.
In occasione della cerimonia sarà inaugurata l’esposizione temporanea “Vigna magica a Barolo” ospitata nella sala degli Stemmi del castello Falletti, lungo il percorso del Museo del Vino che ha riaperto i battenti dopo la lunga chiusura per pandemia ed è visitabile – per il momento – ogni fine settimana.
La candidatura a “Città Italiana del Vino 2021” è nata un anno fa come naturale proseguimento di una storia importante e si inscrive in un contesto locale e nazionale dinamico. Il Comune di Barolo ha riunito soggetti istituzionali, associazioni di categoria, fondazioni culturali e movimenti locali, invitandoli a una stagione di confronto e iniziative intorno ai temi enologici più attuali e presentando la candidatura.

«Quando nell’estate scorsa abbiamo abbracciato l’idea della candidatura al primo riconoscimento di questo tipo dell’Associazione nazionale Città del Vinodice il sindaco di Barolo,Renata Bianco–, lo abbiamo fatto con spirito di intraprendenza e voglia di ripartire dopo essere stati travolti dalla pandemia e dal primo, doloroso lockdown. Mai avremmo potuto pensare a quanto sarebbe accaduto dopo e che questo momento che arriva oggi avrebbe davvero significato un nuovo inizio. Confidiamo che questa ripartenza sia quella definitiva e, nel rispetto di tutte quelle che sono oggi le normative di sicurezza, inauguriamo Barolo Città Italiana del Vino 2021 dando un segnale di ottimismo e condivisione di una nuova e dinamica stagione di eventi, cultura e turismo».
Alla stesura del dossier di candidatura di Barolo Città Italiana del Vino hanno partecipato 12 tra fondazioni culturali, consorzi, strade del vino e istituzioni territoriali. Il Comune di Barolo ha avuto la meglio su altre 6 città italiane in lizza per il riconoscimento: Bianco (Reggio Calabria), Duino Aurisina (Trieste), Montepulciano (Siena), Montespertoli (Firenze), Taurasi (Avellini) e Tollo (Chieti). Protagonista del taglio del nastro di Barolo Città Italiana del Vino 2021 sarà anche la comunità locale. Il sindaco Bianco: «Questo riconoscimento va condiviso soprattutto con i barolesi. Ed è per questo che i residenti, non potendoli avere in presenza all’inaugurazione per le rigide misure anti-contagio, saranno invitati a partecipare a un’anteprima a loro riservata, quando giovedì 13 e venerdì 14 maggio saranno coinvolti in una serie di tour del castello, a cui già normalmente hanno accesso gratuito secondo l’accordo stipulato all’apertura del Museo del Vino nel 2010, per vedere il nuovo allestimento nella sala degli Stemmi».

Un ruolo decisivo in questo 2021 lo giocherà proprio il WiMu Barolo, il Museo del Vino firmato dallo scenografo svizzero François Confino. Il museo, gestito dalla Barolo &Castles Foundation e ospitato all’interno del castello Falletti, di proprietà comunale dal 1970, sarà per tutto l’anno osservatorio privilegiato e cabina di regia per le nuove tendenze in atto nel mondo del vino italiano. In questo tempo sospeso e di passaggio, la Città Italiana del Vino si farà capofila di una fitta e variegata rete di soggetti e istituzioni per immaginare il futuro dei piccoli borghi, del dialogo città-campagna, del racconto rurale, della civiltà contadina e della prossima sfida ambientale.
«Siamo felici e orgogliosi di essere il braccio operativo di questa nuova avventura e di poter contribuire così alla ripartenza dell’economia turistica del nostro territorio – aggiunge il presidente della Barolo &Castles Foundation, Claudio Bogetti–. Il riconoscimento di Barolo Città Italiana del Vino 2021 è frutto di un lavoro corale, per cui la Fondazione ha messo a disposizione il suo comitato scientifico articolando un dossier qualificato e un programma all’altezza delsuo nome. Questa è una grande opportunità per Barolo e l’intero territorio di Langhe, Roero e Monferrato che, con il suo comparto vinicolo, paesaggistico e turistico,ha dimostrato di sapersi posizionare ai primi posti sul mercato nazionale e internazionale e allo stesso modo saprà affrontare il futuro del post-pandemia».
http://www.barolo-piemonte2021.it

È Barolo la Città Italiana del Vino 2021

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Una sfida culturale e ambientale per la prima “Capitale della Cultura Enologica” del Belpaese. Un nuovo concorso tra Città del Vino con uno sguardo al domani e alla ripresa economica ed enoturistica, duramente colpita dal Covid 19: per tutto l’anno mostre d’arte contemporanea nelle cantine, gemellaggi internazionali, convention, seminari e tanto altro. Con il Patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Il riconoscimento di “Città Italiana del Vino 2021” è stata assegnato ieri, sabato 7 novembre, a Barolo (Cuneo). Insieme al Comune delle Langhe gareggiavano per il titolo i territori di Bianco (Rc), Duino Aurisina (Ts), Montepulciano (Si), Montespertoli (Fi), Taurasi (Av) e Tollo (Ch). A Duino Aurisina e Montepulciano, la commissione ha riconosciuto però una menzione speciale per la validità del progetto culturale che sostenuto le rispettive candidature.

Il programma vincitore di Barolo, che prevede vari eventi come mostre, seminari, Lectio magistralis, installazioni artistiche e tanto altro, è stato sviluppato dal Comune in collaborazione con la Barolo&Castle Foundation, che è anche il braccio esecutivo del calendario di appuntamenti della Città Italiana del Vino 2021.
Siamo molto contenti che sia stato premiato il nostro dossier e lo sforzo di coinvolgimento del territorio e delle istituzioni locali e regionali, che ci supporteranno nel programma di appuntamenti ed eventi previsti per il 2021 – ha dichiarato Renata Bianco, sindaco di Barolo -. Il 2020 è stato un anno molto difficile e crediamo che questa iniziativa sia un forte messaggio di speranza e ripartenza”.
Questo concorso tra i Comuni a vocazione vitivinicola ed enoturistica intende mettere in risalto l’influenza della cultura del vino nella società, nel paesaggio, nella cultura e nell’economia locale – sottolinea il Presidente di Città del Vino, Floriano Zambon -. È un’occasione per promuovere modelli virtuosi di gestione del territorio e valori culturali e di sostenibilità che da sempre contraddistinguono la nostra Associazione. Insignire Barolo del titolo di Città Italiana del Vino 2021 è un riconoscimento del lavoro e dell’impegno di un Comune che ha saputo valorizzare il legame del territorio con il vino e l’enoturismo, al centro di un’area, le Langhe, che è anche Patrimonio Unesco”.

Barolo&Castles Foundation e in particolare il WiMu-Museo del Vino di Barolo (gestito dalla Fondazione) sono gli organi tecnici che supervisioneranno un articolato programma d’iniziative che mette a sistema tanti enti e istituzioni locali: l’Unione dei Comuni “Colline di Langa e del Barolo”, l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, la Strada del Barolo e grandi vini di Langa, l’Enoteca Regionale del Barolo, Slow Food, ma anche Artissima, la Film Commission Torino Piemonte, Opera Barolo, l’Associazione Culturale Castello di Perno, la Fondazione Bottari Lattes; il tutto con il sostegno della Regione Piemonte.
Complessivamente sono previste 24 grandi iniziative nell’ambito del programma di “Barolo Città Italiana del Vino 2021”. Tra queste, per i temi della “memoria” e della “comunità”, la Hall of Fame, cioè la cerimonia d’ingresso nel Museo del Vino delle grandi personalità del vino italiano. Inoltre gemellaggi internazionali tra realtà museali e territori del vino; iniziative di avvicinamento tra campagne e città; la Convention d’Autunno delle Città del Vino; ma anche mostre d’arte contemporanea in alcune cantine del Barolo, in collaborazione con Artissima, la principale fiera italiana di settore.
E naturalmente, se la situazione sanitaria lo consentirà, grandi degustazioni di Barolo.

Il programma sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito internet ufficiale, in fase di realizzazione.
Il tema di fondo della candidatura è un grande viaggio tra tradizione e modernità, che racchiude l’anima stessa del Barolo, un vino dalla storia antica che ha saputo rinnovarsi e aprirsi al mondo – spiega Tiziano Gaia, referente della Fondazione Barolo&Castle e del comitato tecnico scientifico del WiMu Museo del Vino -. Sarà una sorta di viaggio nel tempo attraverso riti e feste tradizionali, stagionalità e recupero della memoria dei personaggi che hanno fatto la storia del vino. In questo lavoro di ricerca e approfondimento saremo accompagnati da antropologi e storici, ma non mancheranno i tributi ai grandi scrittori del territorio, Pavese e Fenoglio su tutti, intorno ai quali costruire un percorso di valorizzazione dei luoghi raccontati nelle loro opere, nelle quali il vino e la cultura contadina avevano un’importanza centrale”.

È stato difficile giungere alla scelta finale – conclude il presidente di Città del Vino, Floriano Zambona conferma della validità dei dossier presentati dai sette Comuni. Abbiamo comunque colto gli obiettivi che avevamo con l’avvio di questa prima edizione: mettere in risalto la cultura enologica ed enoturistica di un territorio, la sua influenza nella società e nell’economia locale; inoltre vogliamo promuovere quelle buone pratiche che valorizzano la biodiversità, la tutela dell’ambiente e che possano portare benefici permanenti in termini di servizi, infrastrutture, eventi”.
Secondo lo spirito per cui è stato ideato dall’Associazione Città del Vino il concorso della “Città Italiana del Vino” tra i progetti e i territori deve fare da stimolo per le comunità locali, incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini, delle categorie sociali ed economiche e del volontariato, con uno sguardo oltre i propri confini, consolidando legami con altri territori vitivinicoli italiani.

I Grandi Terroir del Barolo: le cantine partecipanti al banco d’assaggio

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Sabato 24 e domenica 25 ottobre Go Wine organizza a Monforte d’Alba “I grandi terroir del Barolo”, banco d’assaggio con la presenza delle cantine.

“I grandi terroir del Barolo”, evento ideato da Go Wine, torna a Monforte d’Alba sabato 24 e domenica 25 ottobre, dopo i rinvii della scorsa primavera, dettati dall’emergenza Covid.
Sede dell’evento le eleganti sale del Moda Venue (Via Cavour, 10), nel centro storico del paese.

Il programma prevede banchi d’assaggio alla presenza delle cantine, esclusive masterclass e visite cantina: una formula che consentirà in un week-end di approfondire “sul campo” la conoscenza della nuova annata di uno dei più grandi vini del mondo.
L’evento si svolge in sicurezza e nel rispetto delle normative in corso per il contenimento del Covid-19.
Pertanto, al fine di contingentare gli ingressi, il banco d’assaggio si svolge su 3 turni, con prenotazione obbligatoria scaricando il modulo al presente link.

LE MASTERCLASS
Il programma prevede oltre alle degustazioni al banco d’assaggio tre appuntamenti di approfondimento condotti dal giornalista Gianni Fabrizio (curatore della guida ai vini del Gambero Rosso), articolate a loro volta in due turni.
Sabato 24 ottobre – ore 15.30 e 16.30 (su due turni):
I percorsi nei terroir del Barolo: da Verduno a Barolo”.
Domenica 25 ottobre – ore 11.00 e 12.00 (su due turni):
I percorsi nei terroir del Barolo: da Barolo a Serralunga”.
ore 15.30 (SOLD-OUT) e 16.30 (su due turni): “Barolo e Pinot Noir di Borgogna” vini e terroir a confronto.
È obbligatoria la prenotazione inviando il coupon scaricabile al presente link.

Elenco cantine che partecipano
ANNA MARIA ABBONA  Farigliano
BATASIOLO – La Morra
BOASSO – Serralunga d’Alba
BOGLIETTI ENZO – La Morra
BOLMIDA SILVANO – Monforte d’Alba
BRICCO MAIOLICA – Diano d’Alba
DOSIO VIGNETI – La Morra
MANZONE GIAN PAOLO – Serralunga d’Alba
MONCHIERO F.LLI – Castiglione Falletto
MORRA DIEGO  Verduno
PALLADINO - Serralunga d’Alba
SAN BIAGIO – La Morra
SORDO – Castiglione Falletto
PIAZZO COMMM. ARMANDO  Alba
PIO CESARE Alba
PORRO GUIDO - Serralunga d’Alba
VIETTI - Castiglione Falletto
Il programma
Dove:
Ristorante MODA VENUE di Palazzo Martinengo - MONFORTE D'ALBA,Via Cavour, 10
Quando: SABATO 24 ottobre 2020
Orario dalle 11 alle 18.30:
 banco d’assaggio, articolato su 3 turni
Masterclass 
DOMENICA 25 ottobre 2020
Orario dalle 11 alle 18.30: 
banco d’assaggio, articolato su 3 turni
Masterclass 
Modalità di partecipazione
Per garantire la sicurezza dell’evento e un ordinato afflusso, la degustazione al banco d’assaggio si articolerà su tre turni con prenotazione obbligatoria:
primo turno: ore 11.00-13.30 - secondo turno: ore 13.30-16.00 - -terzo turno: ore 16.00-18.30
Per prenotare la degustazione al banco d’assaggio scaricare il modulo al presente link
Il costo della degustazione euro 20 (riduzioni euro 18 per Soci Associazioni di settore e euro 15 per i soci Go Wine) e comprende la degustazione illimitata dei Barolo al banco d’assaggio.
Le masterclass si svolgono su prenotazione: costo della degustazione euro 25/30 - riduzioni euro 20/25 (Soci Go Wine). Per prenotare le masterclass scaricare il modulo al presente link

Collisioni annuncia Brunori Sas al festival agrirock di Barolo (Cn)

Rubrica a cura di Fabrizio Capra
Dopo Williw Peyote, Collisioni annuncia l’altro protagonista della della lunga notte di sabato 18 luglio 2020: Brunori Sas.  

Dopo il sold out del Brunori Sas Tour 2020 al Mediolanum Forum di Milano, al Mandela brunori e ioForum di Firenze e al Palazzo dello Sport di Roma, Brunori Sas sarà protagonista della lunga notte di musica di Collisioni sabato 18 luglio, nel weekend principale del festival agrirock di Barolo, in un doppio concerto con Willie Peyote.
Brunori Sas è, da 10 anni, uno dei principali cantautori italiani ed è arrivato al cuore di tanti con la sola forza della sua musica e delle sue parole. Esordiva nel 2009 con “Vol.1”, un vero e proprio canzoniere italiano fatto di brani semplici e diretti. Da quel momento, non ha mai smesso di toccare le corde giuste mettendo in fila piccoli inni generazionali: La verità, Come stai, Arrivederci tristezza e Tra milioni di stelle.

Brunori 3_cr.Leandro Emede

foto Leandro Emede

Il suo nuovo disco ‘Cip!’, uscito per Island Records il 10 gennaio, ha debuttato direttamente al primo posto della classifica FIMI//Gfk degli album e dei vinili più venduti, dove vi è rimasto per due settimane consecutive.
I biglietti per il doppio concerto di Brunori Sas e Willie Peyote a Collisioni sono disponibili da ora su Ticketone e nei negozi autorizzati al prezzo popolare di 26 euro + diritti di prevendita del gestore. Il biglietto garantisce l’accesso a entrambi i concerti.
www.collisioni.it

Barolo (Cn): anche Willie Peyote a Collisioni 2020

rubrica a cura di Fabrizio Capra
Annunciato il terzo protagonista di Collisioni, il festival che si svolgerà in estate a Barolo (Cn). Sabato 18 luglio si esibirà in piazza Colbert Willie Peyote.

Si entra nel vivo della line-up di Collisioni, con l’annuncio del primo artista che animerà la lunga notte del sabato di Collisioni. Dopo l’annuncio di Coez e Frah Quintale (protagonisti della domenica), ecco il primo artista che calcherà il main stage del festival Willie Peyoteagrirock di Barolo sabato 18 luglio 2020.
Willie Peyote sarà infatti protagonista della serata del sabato di Collisioni in double bill con un altro artista ancora da annunciare.
Willie Peyote è un nome d’arte che unisce Wile E. Coyote con il peyote, pianta allucinogena proveniente dall’America settentrionale. È considerato una delle figure più interessanti e innovative della scena Indie italiana contemporanea. Autore di canzoni indimenticabili come “Non sono razzista ma…” e “Metti che domani”, è reduce dal sold out del suo ultimo tour invernale. Il suo ultimo progetto, “Sindrome di Tôret”, pubblicato nel 2018, è subito entrato nella Top 10 della classifica FIMI degli album più venduti.
Con 4 album all’attivo, Willie Peyote negli anni ha ottenuto sempre più consensi da parte del pubblico ma anche della critica, che loda la sua capacità di fondere l’energia e la padronanza tecnica della musica rap con testi che guardano alla canzone d’autore per come affrontano le tematiche sociali e attuali, il tutto con un’ironia tagliente e divertente.

Biglietti
I biglietti per il concerto di Collisioni sono già disponibili da oggi su ticketone.it  e in tutti i punti vendita Ticketone da mercoledì 26 febbraio alle ore 11:00. Il biglietto per assistere al concerto di Willie Peyote in double bill con un artista ancora da annunciare a Collisioni avrà un costo di 26 euro più diritti di prevendita dei gestori.
www.collisioni.it

Coez a Collisioni: annunciato il primo concerto in programma a Barolo

rubrica a cura di Fabrizio Capra
Annunciato il primo concerto del weekend di Collisioni. A Barolo, in piazza Colbert, domenica 19 luglio ci sarà Coez.

Torna come ogni estate il festival Agrirock di letteratura e musica in collina, che da oltre dieci anni raduna in Piemonte nelle Langhe decine di migliaia di persone per Coez_2assistere agli incontri e ai concerti nelle diverse piazze di Barolo.
Quest’anno l’appuntamento sarà per sabato 18 e domenica 19 luglio: un ricco programma di incontri, concerti e spettacoli terrà impegnato il popolo dell’agrirock che da tutta Italia e dall’estero raggiungerà il piccolo borgo piemontese.
Sarà il cantautore italiano COEZ a salire sul palco di Collisioni domenica 19 luglio, nella sua unica data in Piemonte. Consacrato l’anno scorso come uno degli artisti di maggior successo in Italia, nel gennaio 2019 ha presentato in anteprima il nuovo singolo “È sempre bello” a Milano e Roma. Il brano è stato il singolo italiano più ascoltato su Spotify Italia nel 2019, nel gennaio 2020 è stato quindi scelto dalla piattaforma streaming come primo artista italiano per lanciare il format Spotify Singles, occasione che lo ha portato a registrare nei prestigiosi studi di Abbey Road una versione inedita di “La tua canzone” e una cover di “Via” di Claudio Coez_1Baglioni. È stato ospite durante la quarta serata del 70° Festival di Sanremo insieme a Gianna Nannini, con cui ha cantato il brano “Motivo”.
Biglietti in vendita da lunedì 10 febbraio.
Il biglietto per assistere al concerto di Coez e degli altri artisti in programma che presto verranno annunciati sul main stage della domenica di Collisioni avrà un costo di 30 euro più diritti di prevendita dei gestori.
Sarà disponibile sul sito www.ticketone.it da lunedì 10 febbraio alle ore 11 e nei negozi autorizzati da sabato 15 febbraio alle ore 11.
http://www.collisioni.it

L’importante è non lasciarsi infinocchiare…

La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Per l’articolo di oggi prendiamo spunto da un modo di dire, farsi infinocchiare, e il suo collegamento con il mondo del vino… condito con qualche ricordo e qualche considerazione.

Quanti di voi sanno che il modo di dire “Non facciamoci infinocchiare” deriva dal finocchimondo del vino?
E senza andare velocemente a fare la ricerca su Google! Intanto tra poche righe ve lo svelo.
Notoriamente il termine “infinocchiare” significa raggirare, fregare, imbrogliare.
E che cosa centra con il vino? Centra, centra!
La parola “infinocchiare” deriva proprio dal connubio tra il vino e il finocchio.
Un tempo, nei secoli passati, quando gli osti volevano rifilare vino rancido o molto cattivo agli avventori, lo accompagnavano con piatti a base di finocchio, che, consumato crudo, addolcisce la bocca e altera la capacità di riconoscere i sapori e la percezione di quelli sgradevoli.
Pertanto attenzione: ancora oggi potrebbe succedere, anche se, in certi locali, quando vino cattivochiedi del vino sfuso della casa ti arriva una porcheria imbevibile e dal sapore indefinibile al punto che anche l’acqua di sciacquatura dei piatti diventa qualcosa di eccelso… e non ti abbinano nemmeno un pezzettino di finocchio crudo.
E poi scopri, casualmente, che il vino della casa è contenuto in quella dame da cinque litri che nei discount acquisti a poco prezzo e che nel locale te lo propongono nei menu a cifre sbalorditive se rapportate alla qualità del prodotto poi propinato in caraffa.
Allora meglio andare sul sicuro e scegliere una buona bottiglia perché non esistono più gli osti di una volta, quelli che allungavano il vino con un po’ di acqua oppure ti abbinavano, appunto, il finocchio per nascondere la schifezza che ti rifilavano, quegli stessi osti che stavano molto attenti nell’aprire la bottiglia: il caraffecavatappi doveva arrivare solo a metà del tappo, poi si infilava la bottiglia tra le gambe e si tirava facendo si che il tappo rimaneva bucato da una sola parte e poteva essere riutilizzato in un’altra bottiglia.
Al giorno d’oggi, nel bene e nel male, non c’è più pudore e proporti a tavola una bottiglia di Barolo o una caraffa di vino in scatola è la stessa cosa, anzi… meglio il vino in scatola perché si ha un maggior ricarico sulla spalle e, soprattutto nel portafoglio, del cliente.
Ho scritto Barolo? Il re dei vini?
bartolo mascarelloRisolleviamo le sorti del buon bere proprio con questa eccellenza, un capolavoro della vitivinicoltura.
Tempo fa ho avuto la fortuna di conoscere un grande della viticoltura piemontese: Bartolo Mascarello, uno dei padri del Barolo, il Barolo degli intellettuali.
Anziano, sulla sedia a rotelle è rimasto sempre attivo e battagliero, una di quelle figure che hanno messo in campo tutto per affermare il buon nome del vino, un impegno portato avanti ancora oggi dagli eredi senza snaturare quello che la famiglia ha portato etichetta mascarelloavanti fin dal 1918.
Per queste vere chicche della viticoltura italiana non serve di certo il finocchio: il sapore del vino buono non ha paragoni e questi produttori non lavorano per infinocchiarti perché amano il loro prodotto e conoscono i sacrifici che si celano dietro a ogni bottiglia.
E allora quando siamo davanti allo scaffale dei vini di un supermercato, per una volta, non guardiamo soltanto il prezzo perché dietro a pochi euro di differenza si aprono due mondi differenti e sinceramente non ho voglia di farmi infinocchiare da chi specula sui produttori che credono nel loro lavoro e nel prodotto che propongono.

Alba (Cn) si prepara a Grandi Langhe 2020

Riceviamo e pubblichiamo
Il 27 e 28 gennaio nella capitale delle Langhe, Alba (Cn), sono attesi buyer e giornalisti provenienti da oltre trenta paesi del mondo. Due giorni di degustazioni nel Palazzo Moste e Congressi. Duecentosei produttori presenteranno le nuove annate di Barolo, Barbaresco, Roero e delle altre DOCG e DOC di Langhe e Roero.

È tutto pronto per Grandi Langhe 2020, la due giorni di degustazione delle nuove annate di Docg e Doc di Langhe e Roero in programma il 27 e il 28 gennaio ad Alba. Da grandi langhe (2)quest’anno, il primo appuntamento nell’eno-calendario delle anteprime del vino in Italia diventa annuale e vedrà 206 aziende espositrici impegnate a presentare i propri vini a buyers, ristoratori, enotecari, sommeliers e giornalisti, tutti operatori professionali provenienti da oltre 30 Paesi europei ed extra europei.
Il focus di questa edizione è sugli importatori: Grandi Langhe 2020 accoglie quasi 50 buyer da tutta l’Europa, interessati a introdurre nel loro portfolio vini di Langhe e Roero. Arriveranno da Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Polonia, Lituania, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania, Russia, Inghilterra, Spagna e Austria.
In cabina di regia ci sono il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e grandi-langhe (1)Dogliani e il Consorzio Tutela Roero, coadiuvati da Regione Piemonte, Ente Turismo Langhe Monferrato e Roero e Ubi Banca.
Grandi Langhe sarà in un’unica location, il Palazzo Mostre e Congressi. Più di 1500 le etichette in degustazione: quest’anno si potranno assaggiare le nuove annate di Barolo 2016, Barbaresco 2017 e Roero 2017, e delle altre denominazioni di Langhe e Roero.
Gli spazi espositivi saranno suddivisi in base ai Comuni di provenienza delle cantine. Un’occasione per cogliere a fondo il valore delle Menzioni Geografiche Aggiuntive (MeGA) di Barolo, Barbaresco, Roero, Dogliani e Diano e di conoscere gli altri vini del territorio. Alle MeGA saranno anche dedicati dei seminari di approfondimento, condotti da Alessandro Masnaghetti con lezioni in italiano e in inglese.
Non solo: di Menzioni Geografiche Aggiuntive si parlerà anche oltreoceano il 4-5 grandi-langhefebbraio, quando il Consorzio presenterà le nuove annate a New York al primo Barolo & Barbaresco World Opening – BBWO con oltre 200 produttori nel cuore di Manhattan.
Anche nel 2020, Grandi Langhe si allea e segue a ruota Nebbiolo Prima, l’anteprima organizzata dall’Albeisa (Unione Produttori Vini Albesi presieduta da Marina Marcarino) per la stampa specializzata, in modo da facilitare la partecipazione della stampa estera a entrambe le manifestazioni.
Gli orari della manifestazione: 10,00-17,00. È possibile accreditarsi direttamente sul sito www.grandilanghe.com. L’ingresso è gratuito e riservato agli operatori professionali.

Il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani in numeri
521 aziende vitivinicole associate
10 mila gli ettari di vigneti delle denominazioni tutelate così suddivisi: Barolo 2149 ettari; Barbaresco 763; Dogliani 846; Diano d’Alba 236; Barbera d’Alba 1610; Nebbiolo d’Alba 949; Dolcetto d’Alba 1092; Langhe 1905 ettari (di cui 606 Langhe Nebbiolo)
60 milioni di bottiglie
10 denominazioni tutelate (Barolo, Barbaresco, Dogliani, Dolcetto di Diano d’Alba, Barbera d’Alba, Langhe, Dolcetto d’Alba, Nebbiolo d’Alba, Verduno Pelaverga, Alba)
II Consorzio del Roero in numeri
310 aziende vitivinicole associate  
1300 ettari di vigneti 
7 milioni di bottiglie  
2 denominazioni tutelate (Roero e Roero Arneis)

 

Grandi Langhe 2020: aperte le iscrizioni per degustare le nuove annate

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Aperte le iscrizioni per Grandi Langhe 2020. Il 27 e 28 gennaio ad Alba si degustano le nuove annate delle DOCG e DOC di Langa e Roero. L’evento dedicato agli operatori di settore e firmato dai Consorzi di Tutela si prepara alla quinta edizione.

grandi langhe (2)Sono aperte le iscrizioni per partecipare a Grandi Langhe 2020, la due giorni di degustazione delle nuove annate di Docg e Doc di Langhe e Roero in programma il 27 e il 28 gennaio ad Alba. Da questa edizione, la quinta, l’evento diventa annuale e sarà sempre a fine gennaio, diventando di fatto il primo appuntamento nell’eno-calendario delle anteprime del vino in Italia. In regia due Consorzi di tutela: il Consorzio del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e il Consorzio Tutela Roero.
Dal 2013, Grandi Langhe è un evento riservato agli operatori professionali: l’edizione 2019 ha registrato oltre 2000 ingressi di buyers, ristoratori, enotecari, sommeliers, da oltre 30 paesi europei ed extra europei. Parteciperanno 200 cantine con oltre 1500 etichette in degustazione. Quest’anno si potranno assaggiare le nuove annate di Barolo 2016, Barbaresco 2017 e Roero 2017, e delle altre denominazioni di Langhe e Roero.
grandi langhe (3)«Grandi Langhe è un evento imperdibile ed essere i primi sul calendario delle degustazioni ci porta indubbiamente dei vantaggi. Spostare la manifestazione a fine gennaio e renderla annuale sono state senz’altro scelte vincenti» ha dichiarato il Presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani Matteo Ascheri.
«Nel 2020 poi, dopo aver ‘giocato in casa’ con Grandi Langhe, presenteremo le nuove annate di Barolo e Barbaresco a New York. Con il Barolo & Barbaresco World Opening – BBWO porteremo infatti 200 produttori nel cuore di Manhattan per una grande degustazione dedicata alle Menzioni Geografiche Aggiuntive».
«La grande forza del nostro territorio risiede anche nella capacità dei Consorzi di fare squadra come accade per Grandi Langhe. Come Consorzio del Roero, il nostro focus per il 2020 sarà l’Italia: il 5-6 aprile i nostri produttori saranno alla Reggia di Venaria per i Roero Days», ha aggiunto il Presidente del Consorzio Tutela Roero Francesco Monchiero.
grandi langhe (1)Anche nel 2020, Grandi Langhe si allea e segue a ruota Nebbiolo Prima, l’anteprima organizzata dall’Albeisa – Unione Produttori Vini Albesi per la stampa specializzata, «facilitando la partecipazione della stampa estera ad entrambe le manifestazioni» ricorda il direttore del Consorzio Barolo Barbaresco Andrea Ferrero.
Grandi Langhe sarà in un’unica location, il Palazzo Mostre e Congressi, e gli spazi espositivi saranno suddivisi in base ai Comuni di provenienza delle cantine. Un’occasione per cogliere a fondo il valore delle Menzioni Geografiche Aggiuntive (MeGA) di Barolo, Barbaresco, Roero, Dogliani e Diano e di conoscere gli altri vini del territorio. Alle MeGA saranno anche dedicati dei seminari di approfondimento, condotti da Alessandro Masnaghetti.
È possibile accreditarsi direttamente sul sito www.grandilanghe.com. L’ingresso è riservato agli operatori professionali.

Alessandria: venerdì 6 settembre Giovanni Negri presenta “Il Mistero del Barolo”

a cura della Redazione
Nel mese di settembre riprendono, in Alessandria, le attività dell’associazione culturale Libera Mente – Laboratorio di Idee. Venerdì 6 settembre verrà presentato il libro “Il Mistero del Barolo” di Giovanni Negri.

mistero del baroloVenerdì 6 settembre, alle ore 18, nel Salone di Rappresentanza della Basile in Alessandria (via Tortona 71), l’associazione cultura Libera Mente – Laboratorio di Idee presenterà il libro di Giovanni NegriIl Mistero del Barolo. Ma è il Nebbiolo che conquisterà il mondo” (UTET).

Introduce e modera l’incontro Fabrizio Priano, presidente dell’associazione.
C’è stato un tempo in cui per comprare un ettaro di terra nel fazzoletto di Langhe dove si produce il Barolo bastavano cinquemila lire. Oggi lo stesso ettaro può valere dai due ai quattro milioni di euro: dalla “malora” alla speculazione, la vigna è diventata un caveau di oro nero. Com’è successo? Perché il valore di questo vino si moltiplica in modo esponenziale, più di ogni altro? Quali segreti nasconde?
Giovanni Negri, scrittore e imprenditore vinicolo, ci guida in un curioso viaggio nel giovanni negritempo e nello spazio per risolvere Il mistero del Barolo: dalla preistoria enologica delle legioni romane alle più avanzate tecniche di analisi del Dna, dal Medioevo caldissimo e fecondo alla temibile Piccola era glaciale del Seicento, dai roghi degli eretici di Monforte al climate change dei nostri giorni, dalle profondità giurassiche di Eurafrica all’Atlantide di vigne che un tempo ricoprì – e che potrebbe tornare a ricoprire – il Piemonte…
Come nel più classico dei gialli arriveremo, indizio dopo indizio, a svelare il passato, capire il presente e immaginare il futuro di un vino che conta solo 14 milioni di bottiglie l’anno ma contiene dentro di sé un mistero assai più profondo.
Perché l’autentico protagonista non si chiama Barolo ma ha un’identità assai più antica e nobile, che dai tempi di Dante e san Francesco arriva fino a noi, pronta a conquistare il mondo, anche grazie alla sua peculiarità: a differenza di ogni altro vitigno, non è mai copertinastato e mai sarà riproducibile o clonabile, né si può trasferire dalle terre che all’ombra delle Alpi ne furono la culla e ne sono, tuttora e forse per sempre, l’unico regno.

Giovanni Negri, giornalista e scrittore, è stato segretario e parlamentare radicale prima di dedicarsi all’azienda di famiglia. Ha pubblicato romanzi e saggi con Piemme, Mondadori, Einaudi, Ponte alle Grazie, Feltrinelli, alcuni dei quali dedicati al mondo del vino – tra cui Vinosofia (2010) e Roma Caput Vini (2011). Vive fra Roma e Serradenari (frazione de La Morra).
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