Forza Milan: la passione ed il tifo per i colori rossoneri

di Jacopo Scafaro
Oggi il nostro caporedattore ci racconta di Fosco Riccorutti, Alberto Bianchini e Marcello Russo che con la loro pagina 
Facebook “Forza Milan” sono diventati per migliaia di tifosi rossoneri un punto di riferimento.

“Alcuni credono che il calcio sia una questione di vita o di morte. Posso assicurarvi che è molto di più”. Probabilmente quella dello storico giocatore e allenatore scozzese Bill Shankly è la definizione che più si avvicina all’esaustività. La perfezione però non esiste. Perché il pallone, e soprattutto la passione che muove i suoi tifosi, contempla dinamiche ben lontane dall’essere definitivamente esplorate. “Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo”, chiosava Pier Paolo Pasolini.
Ecco, si badi bene, è proprio la parte sacra che qui si vuol prendere in considerazione: la parte vera, quella pura e nobile, è intramontabile.
Si può chiamare in mille modi: tifo, passione, fede, amore.
La passione che accomuna Fosco Riccorutti, Alberto Bianchini e Marcello Russo, che con la loro pagina Facebook “Forza Milan” sono diventati per migliaia di tifosi rossoneri un punto di riferimento, ed io ho avuto il piacere d’intervistarli.

Cos’è per voi il Milan?
Alberto: “Il Milan è una ragione di vita, una passione senza confini e un amore che ci unisce e che contribuisce a farci sentire amici. E per lo stesso motivo il vero senso della Pagina è unire tutti nel segno del Milan. Il Milan da sempre rappresenta la Squadra del popolo, è nato per unire i tifosi che appartenevano al ceto medio-basso, i “Casciavit” e la sua anima non si è mai persa. Per questo FORZA MILAN è una Community dove tutti i fratelli rossoneri devono convivere in amicizia, con rispetto l’uno dell’altro e con la voglia di tifare il Milan senza imporre le proprie idee e senza mai prevaricare nessuno… certo è che se c’è da difendersi, soprattutto dalle altre tifoserie che vengono a “disturbare” sulla nostra Pagina, i nostri Followers hanno tutto il diritto di prendere le loro contromisure”.


Raccontateci di voi, chi siete, cosa fate nella vita…

Fosco: Sono nato a Milano ma vivo a Roma da quando avevo 7 anni, sposato con due figli, sono laureato in lettere e comunicazioni di massa. Oggi di anni ne ho 47 e nella vita sono un Social Media Manager, mi occupo di pubblicizzare e sviluppare idee sui Social, curare Siti, Pagine social e Profili personali. Mi occupo della gestione, dell’editing e della pubblicazione di contenuti e informazioni digitali su commissione. Ho lavorato e lavoro anche in Radio e in TV, occupandomi della parte tecnica di post-produzione. Mi piace molto scrivere, ho giocato a calcio da ragazzo senza molto successo, amo immensamente il Milan ed il calcio a 360 gradi. Abbiamo anche due collaboratori saltuari che non sono amministratori ma che scrivono per noi, Carmen Pupo che si occupa della rubrica tutta al femminile sulle Pagelle (mal)educate come le chiama lei, e l’ultimo arrivato Stefano Sconamila, Presidente del Milan Club Cagliari, che scrive per noi dei meravigliosi articoli prima delle partite, con ricordi molto belli legati ai precedenti degli anni ’80 e ’90”.
Marcello: “Mi chiamo Marcello Russo, sono un amico di Fosco di vecchia data. Ho 45 anni, sono di Milano, ex calciatore in Serie D, oggi alleno i ragazzi in una scuola calcio e faccio il giornalista free lance… Fosco mi ha chiesto una mano per aiutarlo in questo progetto ed io gliel’ho data volentieri. Mi piace scrivere di calcio, è un mondo in cui sono nato e cresciuto, ho molti amici che lavorano in questo mondo e qualcuno in particolare per il Milan”.
Alberto:“Mi chiamo Alberto Bianchini, ho 44 anni e sono di Ancona, mi sono unito a Fosco e Marcello soltanto da Novembre del 2021, ero un semplice Follower della Pagina ma ne sono rimasto affascinato immediatamente, ho smesso di seguire tutte le altre inutili Pagine che parlano di Milan e ho adottato FORZA MILAN come unico organo informativo sui Social, poi ho contattato Fosco e sono entrato nella sua “squadra” come amministratore. Sono laureato in storia contemporanea e sono un grande tifoso rossonero, al momento lavoro per una banca on line ma ho diversi progetti. Nella Pagina curo la la parte che “guarda” alla storia del Milan e ai racconti del passato, senza disdegnare quando occorre… qualche “fuga d’opinione” su temi extracalcistici”.


Com’è nata l’idea di aprire una pagina dedicata al Mondo Milan?
Fosco: “Nel 2018 abbiamo saputo che la mitica rivista FORZA MILAN dopo decenni di pubblicazioni chiudeva definitivamente e non sarebbe più esistita. Così da grandi tifosi milanisti legati soprattutto alla storia del Milan, alle curiosità sulla squadra e avendo la possibilità di avere qualche aggancio importante sulle notizie di calciomercato in casa Milan, io Fosco Riccorutti, assieme ad altri amici, Marcello Russo prima e poi anche Marcello Russo e successivamente con altri collaboratori, abbiamo deciso di creare una sorta di “richiamo” Social che raccogliesse soltanto idealmente le ceneri di quella indimenticabile rivista (che peraltro esiste ancora come “match preview” sul sito dell’AC Milan ed è consultabile nella sua edizione digitale)”.
Marcello: “Abbiamo ideato questa Pagina improntandola non solo sulle notizie legate all’attualità, ma anche sugli articoli che ognuno di noi scrive, sulle foto e i video delle partite giocate giorno per giorno, sugli aneddoti del passato, sulle curiosità e ovviamente sul calciomercato, che ci ha permesso di ottenere grande successo, anticipando operazioni come quella del ritorno di Paolo Maldini da dirigente, dell’acquisto di Rebic, del ritorno di Ibra, degli acquisti di Paquetá, Tonali (quando tutti lo davano per già fatto all’Inter) e Giroud. Ci tengo a precisare che la nostra Pagina non è legata alla Società AC Milan e alla rivista FORZA MILAN. È una Pagina non ufficiale che non ha alcuno scopo di lucro”.


State cercando di aprire un App di “Forza Milan”, come mai?
Fosco: Si vorremmo creare una nostra App ufficiale al di là della Pagina Facebook, del profilo Twitter e del sito della nostra web Radio (Radio Forza Milan). Questo perché Facebook è un social particolare e per certi verso poco equo, dove un algoritmo limita l’interazione e il coinvolgimento dei post… è vero quindi che abbiamo un bacino d’utenza molto importante (quasi 41000 Followers) ma a causa di questo algoritmo coloro che ci seguono non riescono a leggere e a vedere tutti i nostri post quotidiani. Con una App sarebbe diverso e tutto ciò che realizziamo potremmo condividerlo in modo molto più diretto e coinvolgente. Per questo stiamo raccogliendo delle donazioni attraverso un link che pubblichiamo sulla nostra Pagina Facebook https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=WXVJ7BKQ6FG68, le donazioni sono assolutamente libere, quello che proponiamo su Facebook e sulla nostra web Radio resterà sempre gratuito e pubblico, ma ecco poter realizzare questa App sarebbe importante per la nostra Community. C’è da dire che noi ci autofinanziamo in tutto e per tutto, paghiamo di tasca nostra la piattaforma Spreaker che ospita i nostri Podcast all’indirizzo spreaker.com/user/radioforzamilan, ci autofinanziamo per produrre i video, per contattare le nostre fonti, paghiamo le connessioni internet per lavorare sulla Pagina, su Twitter (dove abbiamo un profilo dedicato) e appunto sulla Radio pubblicando le varie trasmissioni audio. I proventi in realtà non esistono, non monetizziamo nulla su Facebook perchè veniamo continuamente bloccati, non monetizziamo su Youtube perché non ci interessa un canale di quel tipo dove tutti fanno disinformazione o utilizzano il tifo per i propri interessi e non monetizziamo attraverso la web Radio perchè viene purtroppo ascoltata da pochi e dovrebbe appunto essere sostenuta attraverso una App che la rendesse facilmente fruibile”.


Sono cambiati i tempi, non è più il Milan di Berlusconi e soprattutto dei grandi campioni. Ma c’è una figura che tiene legato tutto il mondo Milan e quello è Paolo Maldini. Che differenza c’è per un tifoso tra quel Milan e quello di adesso? Fosco: “Be’ noi per l’età che abbiamo siamo sicuramente tutti e tre in grado di fare un confronto tra le due epoche e tutti e tre abbiamo sempre convenuto che la differenza è purtroppo enorme. Paolo Maldini però è il ponte che lega due epoche totalmente diverse e rappresenta esattamente quello che la nostra Pagina fa ogni giorno cercando di coinvolgere chi viene dal “nostro” Milan, nel quale Maldini era uno di quei fantastici campioni e chi come i più giovani viene da un Milan ben diverso… fatto di pochi fenomeni e pochissimi successi. Così come Maldini si è portato dietro i segreti di un Milan che probabilmente non ritornerà più, ma che deve essere un simbolo e un esempio da perseguire almeno per quello che fece sul campo, così noi ci portiamo dietro i segreti di un tifo, quello per il Milan che fu, che ci ha insegnato ad essere ambiziosi, convinti di dover perseguire il meglio e di accostare al Milan sempre e soltanto la vittoria, anche quando questa è difficile da raggiungere come capita ormai da più di dieci anni!”.


Ognuno di noi ha un ricordo speciale a riguardo della propria squadra del cuore, qual’è il vostro che riguarda il Milan?
Fosco: “Il mio primo indelebile ricordo è legato al mio esordio allo Stadio per vedere il Milan, era il 19 Dicembre 1983, avevo 9 anni e andai all’Olimpico di Roma per vedere il big match del campionato di Serie B, Lazio-Milan. Era il Milan di Castagner, con Baresi, Evani, Jordan, Serena, Damiani, Battistini, Cuoghi, Verza… contro la Lazio di Giordano, D’Amico e Manfredonia, finì 2-2 con una doppietta di Damiani e l’amarezza del pareggio biancoceleste all’ultimo minuto. Ricordo l’atmosfera come fosse adesso, eppure il Milan giocava in trasferta. Poi ne ho viste tantissime, a San Siro e altrove e i ricordi sono tantissimi, ma la prima volta non si scorda mai. Al termine di quel Campionato tornammo in Serie A e dopo 5 anni eravamo Campioni d’Italia e iniziava un’era nella quale i ricordi sono talmente tanti che sceglierne uno in particolare (a parte la Finale di Barcellona contro lo Steaua Bucarest vinta 4-0) diventa anche difficile…”
Marcello: “Il mio ricordo più intenso quando penso al mio tifo per il Milan è sicuramente legato a Milan-Barcellona ad Atene nel 1994. Ero innamorato pazzo di Dejan Savicevic e lui in quella stagione fu davvero il più grande calciatore del mondo, assurdo che non gli venne riconosciuto il pallone d’oro e che venne dato a Hristo Stoickov solo perché aveva giocato un buon Mondiale. Savicevic aveva trascinato il Milan alla conquista dello Scudetto e della Champions League, segnando in quella finale il goal più bello mai realizzato nella Coppa più importante d’Europa… fu una scelta assurda e senza senso. Tuttavia il ricordo di quella vittoria mi inorgoglisce ancora oggi, il Milan di Capello fu perfetto, senza Baresi e Maldini fu capace di non sbagliare niente e di giocare una partita incredibile. Io ero lì con mio fratello Marco, avevo 18 anni e l’emozione che ho vissuto la porterò nel cuore fino all’ultimo dei miei giorni”.
Alberto: “Sono molto legato al ricordo dello Scudetto del 1998-’99, uno Scudetto incredibile… io credo che ad oggi sia la vittoria meno scontata e quindi la più bella che un tifoso milanista della generazione Berlusconiana e post Berlusconiana possa aver vissuto. Nessuno poteva immaginare che quella Squadra risorgesse dalle proprie ceneri come l’araba fenice e dopo due stagioni così complicate come quelle dei fallimentari ritorni di Sacchi e Capello, potesse conquistare lo Scudetto. Ricordo che la Lazio, la Juventus, l’Inter, il Parma, la Fiorentina erano tutte corazzate anche più forti di noi… ma quel Campionato fu la testimonianza che a volte le motivazioni, l’organizzazione e la forza di volontà possono andare oltre ogni cosa, certo fummo anche fortunati, ma l’emozione vissuta alla penultima giornata a San Siro quando il Milan battè l’Empoli 4-0 e la Lazio pareggiò a Firenze 1-1 e quelle dell’ultima partita a Perugia, dove vincemmo 2-1 non le ho provate mai più… nemmeno quando abbiamo vinto la Champions nel 2007. Quello che accadde in quelle ultime 7 Giornate e la rimonta che riuscimmo a completare ai danni della Lazio, rappresentano un’impresa pari alla vittoria di dell’ultima Champions… anche nel 2007 nessuno ci considerava in grado di vincere ma ci riuscimmo. Chissà magari succede anche ques’anno…”


Il calcio moderno è cambiato rispetto al passato?
Marcello: “E’ cambiato di molto. E’ cambiato nella sua essenza tattica e tecnica, nella sua preparazione fisica, nella sua fruizione, è cambiato perché è diventato un business, uno spettacolo che va oltre il fine percui è nato. Il calcio moderno è sempre più simile a quello dei videogiochi, che infatti sembrano sempre più realistici… i giovani tifosi mischiano la realtà con la fantasia e non sanno più dove inizia una e finisce l’altra. Mi viene “l’orticaria” quando sento certi ragazzi definire un calciatore della vita reale, nel suo “prime”, come se quello reale fosse la copia esatta di quello che utilizzano nel videogioco. Una roba pazzesca! Il calcio italiano sta peggiorando anche perché l’approccio dei ragazzi è prima verso il joypad e poi verso il pallone. Il calcio giocato con i polpastrelli anziché con i piedi, non c’entra assolutamente nulla con il calcio. Per quanto riguarda poi tutto il discorso attorno ai giocatori, bisognerebbe scrivere un poema sulla vita che fanno quelli di oggi, sul peso assurdo della comunicazione nei confronti di questo sport e di quanto gli interessi, i compromessi, un certo sistema del “dare-avere” abbia contaminato tutto, in primis il giornalismo, incapace di avere quell’imparzialità che un tempo esisteva nei “Signori della penna”. Oggi questi Signori non esistono più e come detto la fruizione del calcio giocato è diventata esasperata e incontenibile, si gioca troppo, si gioca tutti i giorni, non c’è più l’emozione dell’attesa, la bellezza di certe competizioni di un tempo è esaurita. Non ci sono più trasmissioni che ancora oggi andrebbero fatte in un certo modo ma per soddisfare i bisogni del tempo sono diventate inguardabili, i servizi di giornalisti come Beppe Viola, Gian Piero Galeazzi, Franco Zuccalà, Gianni Vasino, Gianfranco De Laurentiis, Claudio Icardi, Carlo Nesti, Ignazio Scardina erano poesia al servizio del calcio, non saranno mai più realizzati e aver tolto quel tipo di racconto ai tifosi di oggi è un delitto. “Tutto il calcio minuto per minuto” aveva ad esempio un valore non solo passionale cioè legato al risultato della propria squadra, costringeva l’ascoltatore a “immaginare”, a mettere in moto la propria mente e quindi a fare qualcosa di “attivo”… oggi il calcio viene subito passivamente, si gioca troppo ed in continuazione, resta la bellezza di andare allo Stadio e tifare veramente, ma anche qui le possibilità sono state ridotte dal costo assurdo dei biglietti”.
Fosco: “Il calcio è diventato un business insopportabile, tutto viene organizzato in funzione dei guadagni, la FIFA è diventato un organo governativo controproducente, la UEFA è anche peggio e le Società hanno dichiarato guerra ad un sistema che le sta indebolendo ogni giorno sempre di più, credendo di poter continuare per la loro strada, ma non capiscono che la Superlega e progetti simili, vanno bene per la battaglia politica contro le istituizioni del calcio che a loro volta guardano ai loro interessi economici, ma non servono ad uscire da una situazione economica impossibile… a parte il Covid, la strada imboccata era già quella sbagliata da prima che scoppiasse la pandemia. E’ un cane che si morde la coda… i Club continuano ad indebitarsi regalando soldi a calciatori, allenatori e procuratori. Poi pensano che con nuovi progetti di spettacolo e business, sempre più artefatti e ingiusti, si possa risolvere tutto e che il calcio possa dar loro la soluzione alle perdite. Non è così, un tempo era il calcio a produrre spettacolo, oggi attraverso lo spettacolo si vuole fare calcio. Il Milan con la sua politica societaria sembrerebbe che stia andando controcorrente ma non mi fido, Elliott è un fondo speculativo e come tale non ha nessuna intenzione di cambiare le regole del calcio, quanto piuttosto di immergersi dentro di esso e da “volpone “ qual è, capirne le nuove dinamiche per puntare, come sta facendo, al raggiungimento dei propri interessi. Per ora la strada intrapresa sembra stia dando dei risultati soprattutto economici, per quelli sportivi stiamo ancora attendendo, una qualificazione in Champions League in tre anni è francamente poco. Il Milan deve vincere ed avere ambizioni vere, non vivacchiare e barcamenarsi alla meglio facendosi andare bene il fatto di “partecipare alla battaglia”. Dunque ben venga un modo diverso di fare business introno ad un calcio ormai diverso, ma che non lo si faccia sulla pelle del Milan e della sua storia!”


Ultima domanda, cosa vi differenzia dalle altre pagine? Ho notato che molti vi copiano ed addirittura vi segnalano per farvi chiudere la pagina. Questo vuol dire che ad alcuni date davvero fastidio…
Fosco: “Ci differenzia quasi tutto. Siamo una Pagina che si occupa del Milan a 360 gradi. Di attualità innanzi tutto, con la pubblicazione non soltanto dei soliti post informativi, ma anche degli Editoriali, così facendo facciamo più di quanto fanno i giornali, dando a tutti la possibilità di commentarli e di discutere delle idee e dei concetti che vengono espressi. Le altre Pagine operano in funzione dei guadagni oppure si limitano a postare link di altri siti e notizie riportate. Molte Pagine copiano le nostre notizie di calciomercato, riportando il testo delle notizie senza nemmeno preoccuparsi di cambiarne almeno le parole, ogni giorno tanti nostri Followers ci inviano messaggi per avvisarci di plagi che avvengono continuamente e ovunque, su Facebook e non. Quando andiamo a far notare che è stata commessa un’infrazione, la risposte sono insulti o ancora peggio segnalazioni a Facebook contro di noi… e la cosa incredibile è che Facebook invece di prendere provvedimenti contro chi segnala (anche i tantissimi tifosi di altre Squadre, soprattutto Juventini e Interisti) innesca una procedura contro di noi! Facebook infatti in automatico sostiene qualsiasi segnalazione e senza valutare la veridicità di ciò che riceve, bloccando o limita temporaneamente chi amministra la Pagina. Spesso quindi siamo costretti a fare “salti mortali” per pubblicare l’uno con l’altro attraverso i nostri diversi profili. Insomma è una “giungla” con al quale ogni giorno dobbiamo fare i conti. Ma non molliamo mai”.
Marcello: C’è anche la questione prettamente comunicativa… ci sono Pagine, siti, profili Twitter, giornali on line importanti o meno… ai quali cominciamo a dare fastidio perché abbiamo un bacino d’utenza che coinvolge non solo il tifo per il Milan ma anche quello di altri, le notizie che riportiamo sono più veloci di quelle di altri sulle questioni di casa Milan, ma soprattutto molti sono terrorizzati dal nostro modo di sferrare attacchi a tutto quel mondo della comunicazione sportiva che vive di interessi e compromessi… ci sono giornalisti, anche famosi che non ci amano”.
Alberto: “Il successo di FORZA MILAN sta in gran parte nella nostra capacità di unire il presente ed il futuro con il passato. Il calcio nel corso dei decenni è stato una delle strade della storia, ripercorrerlo al contrario, per chi è un vero tifoso, non è solo un tronare indietro e rivivere attraverso i ricordi le emozioni legate al Milane  alle sue vittorie, è soprattutto legare quei ricordi ai ricordi della propria vita. Così ogni Followers quando guarda un video di una partita o di un campione del passato, rivive anche accadimenti legati al proprio vissuto personale, che nessuno conosce, che nessuno può sapere… guardare quel video diventa un momento intimo, l’idea di legare la pubblicazione dei video nello stesso giorno in cui le partite del Milan sono state giocate ma negli anni passati, ha avuto un successo unico e nessuno lo ha mai fatto, in nessuna Pagina su Facebook, è un lavoro enorme e continuo ma che ci appaga ogni giorno per la particolarità e i riconoscimenti che ottiene. Ogni giorno ci sono tifosi, persone, amici che ci ringraziano perché attraverso i video, ricordano momenti della loro vita legata ad un Padre, una Madre, un figlio, un amore, una situazione difficile o una piacevole… è la forza del tifo che va oltre il tifo!”

Già il tifo, il tifo, quello vero, è così.
Lo trovi negli occhi di un ragazzo che esulta, nelle lacrime di una delusione, nel pallone che sfonda la rete e fa gonfiare il cuore, nella passione che ci mettono questi “tre ragazzi” nel raccontare il mondo del Milan.
Inarrestabile anche quando si ferma.
Perché, come disse Jorge Luis Borges: “Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada, lì ricomincia la storia del calcio”.

Forza Milan, sempre!

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