Lunedì Rai: i volti di Agrippina, Caterina Sforza e Storie di falsi nel Novecento

Riceviamo e pubblichiamo
“Cronache dall’Impero” racconta Agrippina Minore. A “Cronache dal Rinascimento” protagonista Caterina Sforza. “Italia. Viaggio nella bellezza”: La bottega del falsario. Storie di falsi nel Novecento.

A “Cronache dall’Impero” una donna al comando: i volti di Agrippina
Sorella, nipote, moglie e madre di imperatori, Agrippina Minore non ha paura di assumere su di sé il peso del potere. Tra gli splendori della villa imperiale di Oplontis e i paesaggi marini di Baia, Cristoforo Gorno racconta l’avventura tragica di Giulia Agrippina Augusta, una donna al comando, nell’appuntamento con “Cronache dall’impero” in onda lunedì 21 giugno alle 21.10 su Rai Storia.

Le Cronache dal Rinascimento: Caterina Sforza, la tigre
Quando Luigi XII sale al trono di Francia, vanta diritti sul Regno di Napoli e sul Ducato di Milano. Si assicura innanzitutto l’alleanza dei Savoia, di Venezia e di papa Alessandro VI. Questi trova l’alleanza conveniente alle sue mire di costituire per il figlio Cesare un dominio in Romagna, sotto il potere temporale pontificio. Una volta caduto il Ducato di Milano di Ludovico il Moro, la via per la Romagna è aperta. Il 9 marzo 1499 attraverso una bolla pontificia dichiara decadute tutte le investiture di quei territori, compresa quella di Caterina Sforza. Cesare Borgia la assale con le armi francesi. Al 25 novembre 1499 risale la resa di Imola, mentre il 19 dicembre dello stesso anno il Valentino entra a Forlì. Ad attenderlo c’è Caterina Sforza che a 36 anni ha la fama di coraggiosa e spietata guerriera. È lei la protagonista di “Cronache dal Rinascimento”, in onda lunedì 21 giugno alle 21.40 su Rai Storia. La donna dirige la difesa della rocca di Ravaldino, che viene assediata dagli avversari. I due rivali pongono entrambi una taglia di diecimila ducati l’uno sull’altro. La rocca cade il 12 gennaio 1500. Caterina Sforza viene consegnata a Cesare Borgia, portata a Roma e incarcerata dal papa. Sarà liberata il 30 giugno 1501 per volere dei Francesi. Alessandro VI le impone la definitiva rinuncia alle sue terre. Si ritira in Toscana e muore a Firenze il 28 maggio 1509.

Italia. Viaggio nella bellezza. La bottega del falsario. Storie di falsi nel Novecento
Chi è il falsario? È un romantico sovvertitore della gerarchia dell’arte? O un delinquente incallito, che disprezza quel mondo perché, in fondo, non è capace di farne parte? Rovistando nelle storie dei falsi del Novecento, “Italia: viaggio nella bellezza”, in onda lunedì 21 giugno alle 22.10 su Rai Storia, prova a tracciare un profilo del falsario. Le vicende di Alceo Dossena, le cui ‘false’ sculture antiche e rinascimentali hanno turbato il sonno dei grandi direttori dei Musei d’oltreoceano, negli anni Venti del secolo scorso. E quelle di Icilio Federico Joni, il falsario senese che opera più o meno negli stessi anni e si rivela al mondo scrivendo una autobiografia nella quale racconta i segreti della sua ‘arte’. Lo scandalo dei falsi tondi dipinti di Centuripe, che da un piccolo paesino della Sicilia scatena un vero e proprio terremoto nell’archeologia italiana di metà Novecento. Arrivando a coinvolgere persino il Duce, in un vero e proprio intrigo degno di una spy story. E infine lo scandalo delle false teste di Modigliani, una delle vicende di smascheramento di falsi che ha avuto più eco nella stampa e nella televisione. Con questa celebre beffa di trent’anni fa, il pubblico italiano si è improvvisamente accorto della fallibilità del giudizio degli esperti d’arte, dei luminari dell’autenticità. E si è lasciato trasportare da una certa simpatia per quei ragazzi che, in diretta televisiva, hanno dimostrato – con trapani e blocchi di marmo – di essere i veri autori delle teste alla Modigliani. Nella puntata intervengono Marcello Barbanera, archeologo, Ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana alla Sapienza Università di Roma e Direttore del Museo dell’Arte Classica (il Museo dei Gessi) di Roma; ed Enzo Borsellino, storico dell’arte, Professore Associato di “Museologia” presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Roma Tre. 

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