Giovedì Rai: la corsa delle bighe seconda parte e il docufilm su Alessandra Appiano

Riceviamo e pubblichiamo
"a.C.d.C." ci propone il più grande spettacolo di Roma introdotto dal prof. Alessandro Barbero. “Amica di Salvataggio”, il docufilm su Alessandra Appiano.

“a.C.d.C.” e la grande corsa: il più grande spettacolo di Roma
L’ascesa dell’auriga Scorpus che, scelto dallo stesso imperatore Domiziano, entra a far parte di una delle quattro scuderie, dette Fazioni, che controllavano le corse delle bighe. Lo racconta il secondo ed ultimo episodio di a.C.d.C.Le corse dei carri nel circo”, introdotto dal professor Alessandro Barbero, in onda giovedì 17 giugno alle 21.10 su Rai Storia. Il giovane Scorpus colleziona vittorie su vittorie, ma il suo destino, come quello di altri grandi aurighi, è indissolubilmente legato a quello stesso circo di gara che ne ha fatto uno degli idoli del suo tempo. Scorpus condividerà una sorte analoga a quella di Domiziano, l’imperatore che lo sostenne e che sarà ucciso poco tempo dopo la sua scomparsa.

Rai Documentari e Rai per il Sociale presentano “Amica di salvataggio”, il docufilm su Alessandra Appiano
Scrittrice, giornalista, autrice televisiva, attivista nel volontariato: Alessandra Appiano è stata tutto questo prima di vedere interrotta la sua corsa a 59 anni, nel giugno 2018, mentre era ricoverata in un ospedale milanese per una grave depressione. La sua figura e la sua storia rivivono in “Amica di salvataggio“, il docufilm presentato da Rai Documentari e Rai per il Sociale, in onda il 17 giugno alle 23 su Rai2 e disponibile su Rai Play. Diretto dal marito Nanni Delbecchi, scritto da Nanni Delbecchi con Vito Oliva, prodotto da Kimera Produzioni di Chiara Salvo, il docufilm è affidato alla voce narrante di Lella Costa, che ci conduce per mano a casa di Alessandra: è lei stessa a ricevere gli amici a casa sua, a discutere con loro, a rievocare le tappe della sua vita, i traguardi e le delusioni. Ma Alessandra confessa anche la sua battaglia contro la depressione e la sindrome bipolare, cominciata quando era ancora una ragazzina piena di sogni che, nonostante le difficoltà, si sarebbero realizzati. Depressione che l’ha portata ad un gesto estremo le cui circostanze sono ancora da chiarire e che ha lasciato un’onda di dolore in chi le è stato vicino.  “Invecchiare è come salire su una collina, solo da un certo punto in poi si vede il panorama sotto di noi e si vede – o ci sembra di vedere – il senso della nostra vita. E anche il non senso” racconta Alessandra, alle cui parole si alternano le testimonianze degli amici, persone più o meno note con cui ha condiviso il suo percorso, da Renzo Arbore a Monica Leofreddi, da Diego Dalla Palma a Don Antonio Mazzi, che ricorda come dentro ad Alessandra ci fosse un mondo, una ricchezza che non è stata capita.

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