“Restauri d’Arte”: il nuovo reportage dedicato a Palazzo Dal Pozzo della Cisterna

Riceviamo e pubblichiamo
Protagonista del nuovo reportage della serie “Restauri d’Arte” la sede aulica della Città Metropolitana di Torino.

La serie di reportage televisivi che la Direzione comunicazione e rapporti con i cittadini e il territorio della Città Metropolitana di Torino  dedica ai “Restauri d’Arte”  prosegue questa settimana con il filmato dedicato alla sede aulica della Città MetropolitanaPalazzo Dal Pozzo della Cisterna.
I filmati vengono messi in onda dall’emittente televisiva locale GRP sul canale 13 del digitale terrestre, il venerdì alle 19,45, il sabato alle 13,30 e la domenica alle 22,30.
Per visionare la playlist dei reportage video sinora pubblicati sul canale YouTube della Città Metropolitana di Torino e le fotogallery basta accedere al portale Internet della Città Metropolitana di Torino (cliccare qui).

Palazzo Dal Pozzo della Cisterna è iniziato un importante intervento di risanamento conservativo della facciata sul giardino:  un cantiere da tempo atteso e che ora entra nel vivo con un lavoro accurato su intonaci, cornicioni, cornici, altorilievi, timpani e altri elementi architettonici, nel pieno rispetto del valore storico e artistico dell’edificio. Il nucleo originario del palazzo, di proprietà del conte Flaminio Ripa di Giaglione, risale al 1675. Tre anni dopo, per desiderio della secondaMadama Reale, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, venne allestito il giardino interno. Nel 1685 il Palazzo passò alla famiglia Dal Pozzo della Cisterna, che diede avvio a grandiosi restauri.  Risalgono alla seconda metà del Settecento la ristrutturazione e  l’ampliamento, svolti per volontà del principe-mecenate Giuseppe Alfonso, con il coordinamento dall’architetto regio.
Venne ampliata la manica di ponente, furono costruiti gli appartamenti,  fu  risistemata la facciata, vennero costruite le scuderie e le divisioni murarie.  Vennero inoltre eseguite decorazioni in legno, stucco e ferro. Il barocco piemontese finì per convivere con il neoclassicismo, soprattutto negli interni.

Seguì un periodo di interruzione delle opere di decoro, che ripresero  solo nella seconda metà dell’Ottocento, in vista e a seguito del  matrimonio  tra  Maria Vittoria – figlia di Carlo Emanuele della Cisterna e ultima discendente della famiglia – e Amedeo di Savoia Duca d’Aosta,  celebrato il  30 maggio 1867. Il Palazzo diventò una vera e propria casa di rappresentanza, molto sfarzosa: vennero aggiunte nuove sale, i soffitti a cassettoni, le vetrate, le dorature, le tappezzerie in seta e le decorazioni delle stanze ad opera del pittore Augusto Ferri. Dopo la morte della principessa Maria Vittoria, Amedeo d’Aosta volle comunque completare il Palazzo.
Venne approvato il progetto per la costruzione della cancellata che circonda il giardino sulla via Carlo Alberto (che sostituì il vecchio muro di cinta) e quello per la ricostruzione dello scalone d’onore. Sempre a quel periodo risalgono alcune migliorie tecnologiche, come l’illuminazione a gas nell’ingresso e la sopraelevazione del terrazzo fra il cortile principale e il giardino. Negli anni successivi agli inizi del ‘900 furono effettuati solo interventi minori e nel 1940 i Savoia-Aosta vendettero l’edificio, ormai scarsamente utilizzato, alla Provincia di Torino, che ne fece la sua sede ufficiale a partire dal 1945. 

Gli architetti Claudio Schiari e Laura Garavoglia, rispettivamente dirigente e responsabile del procedimento del Dipartimento Territorio Edilizia e Viabilità della Città Metropolitana, stanno seguendo i lavori di restauro, che dovrebbero concludersi nel prossimo mese di ottobre.
Le fasi dell’intervento consistono in: analisi e rilievi preliminari degli intonaci e delle cromie originali, mappatura del degrado, razionalizzazione di tutte le canalizzazioni degli impianti,  realizzazione di protezioni di vetri, serramenti e pavimenti,  demolizione di intonaci, ricucitura delle murature, pulitura di tutte le superfici,  ripristino di tutti gli intonaci, iniezioni di maltine consolidanti, sostituzione di davanzali ammalorati, revisione di serramenti esterni e gelosie,  revisione di  parapetti e grigliati in ghisa, impermeabilizzazione e risanamento delle balaustre in conglomerato cementizio del terrazzo e del balcone.

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