di Jacopo Scafaro
Fabiana Cadeddu è stata insignita del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Di Fabiana ce ne parla Jacopo Scafaro e lei stessa rispondendo alle domande del nostro redattore.

Che cos’è la gentilezza?
Essere gentili è un gesto di rispetto per se stessi e per gli altri.
Essere gentili vuol dire positività.
La gentilezza è un esercizio e la vita giornaliera ne è la palestra.
La gentilezza è parte di vita, deve essere parte integrante del comportamento,  avere continuità non bisogna confinarla a occasione.
Una volta che ci si è abituati alla gentilezza, la si porta ovunque.
Fabiana Cadeddu, rappresenta la parola gentilezza.
Fabiana è un OSS (operatore socio sanitario) lavora presso il pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria e durante l’emergenza Covid ha svolto la sua professione con dedizione totale alla causa, donando tutta se stessa, ammalandosi anche di covid, ma appena guarita  è tornata subito li, tra i pazienti e i colleghi, per non lasciarli mai da soli.
Proprio i suoi pazienti, hanno notato e apprezzato questa sua gentilezza, amore, rispetto verso di loro ed hanno più volte segnalato alla Direzione dell’ospedale la sua professionalità, la sua accorta condotta sociale.
Tale segnalazione ha portato i dirigenti stessi a proporre Fabiana, al Presidente della Repubblica, come Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il Presidente, preso atto del lavoro svolto, l’ha nominata e conferito l’onorificenza di CAVALIERE dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” in una cerimonia che si é svolta stamattina, 2 giugno 2021, presso la Prefettura di Alessandria, alla presenza del Prefetto.
La lotta al Covid-19, ai suoi temibili riflessi sanitari e sociali, fa dunque il pieno nelle onorificenze assegnate dal Capo dello Stato, le vicende dipingono un quadro di impegno strenuo, non solo di medici e ricercatori, ma anche infermieri e Oss.
Fabiana per prima cosa complimenti per il riconoscimento, hai reso un’intera Città fiera di te, cosa significa per te ed a chi lo vuoi dedicare?
“Per me significa aver compiuto il mio dovere nei migliori dei modi con umiltà e passione, dedico questa mia onorificenza a tutte le persone che hanno perso qualcuno a causa del covid 19 ed alla mia famiglia“.
Un episodio di cui non ti dimenticherai legato a questa emergenza in ospedale?
“Non potrò mai dimenticare di questo triste periodo le tante persone di diverse età che morivano spaventate, sole tra gente sconosciuta che non erano i loro cari. Un episodio in particolare che mi ricordo è stato quello di un signore di 60 anni circa, molto grave, che aveva il casco con l’ossigeno perché non riusciva a respirare. Aveva lo sguardo spaventato e come ultimo suo desiderio voleva parlare con i suoi figli per salutarli, poterli sentire ancora un ultima volta.

Ci siamo attivati e riusciti a fargli fare questa telefonata, ho ancora scolpite nella mia mente le sue ultime parole: ‘VI VOGLIO BENE,HO PAURA,NON CE LA FACCIO’ poco dopo, purtroppo, è deceduto. Questo episodio mi ha profondamente colpita ed è stato purtroppo uno dei tantied, ogni volta, era un dolore immenso sentire anche la disperazione dei parenti, che non avevano nemmeno potuto vederli un ultima volta o potergli anche solo stringere loro la mano in questo momento così tragico. Non potrò mai dimenticare gli sguardi, ci sono sguardi che ti colpiscono di più e sono quelli degli anziani che, essendo più indifesi,trasmettono tanta tenerezza”.
Tornassi indietro ripeteresti la scelta professionale che ti sei scelta?
“Se tornassi indietro rifarei la stessa scelta non una, ma cento volte.Il mio percorso mi ha portato ad entrare a lavorare al Pronto Soccorso, dove sono a stretto contatto con i pazienti e posso essere d’aiuto per loro e con i colleghi tutti, che sono ormai la mia seconda famiglia. Per me essere un Oss è motivo di grande orgoglio, è una figura centrale che coadiuva con il medico e l’infermiere per le cure e il benessere del paziente”.

Un tuo messaggio per il futuro?
“Il mio messaggio per il futuro è speranza e coraggio, che non si debba mai più affrontare un mostro del genere e che tutto torni alla normalità. Abbiamo dimostrato di essere forti e che questo serva anche per essere migliori nell’avvenire”.
Conosco Fabiana fin da quando eravamo piccoli e posso affermare, senza farmi condizionare dall’affetto profondo che mi lega a lei, che il suo modo d’essere, così gentile e premurosa, non è solo un dovere professionale, ma è proprio la filosofia del suo modo di vivere.
I malati di Covid-19 si sono ritrovati da soli, nelle corsie d’ospedale o in quelli delle strutture che li ospitavano, senza avere contatti col mondo esterno,il personale sanitario é diventato la loro famiglia, con loro hanno pianto, con loro hanno sperato e tanti, grazie a loro, hanno potuto riabbracciare i loro cari.
E noi non possiamo che ringraziarli, unendoci alla gratitudine che ha mostrato il Presidente Mattarella, insignendo Fabiana Cadeddu del titolo di CAVALIERE dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”.
Buon 2 Giugno a tutti.
Viva l’Italia.
Viva la Repubblica Italiana.
Viva la Libertà e la Solidarietà.