Il fluido equilibrio dei Gaze of Lisa

di Giulia Quaranta Provenzano
Vi presentiamo oggi i Gaze of Liza, detti “Gheiz ov Lisa” in quanto il nome di questo gruppo italiano si riferisce al noto quadro di Leonardo da Vinci. A seguire la nostra intervista alla band, in occasione dell’uscita del singolo dal titolo “Bilancia”.

Gaze of Lisa, come nasce e perché questo nome per la vostra band? Il nome Gaze of Lisa fu scelto da un vecchio componente del gruppo e fa riferimento allo sguardo della Monna Lisa…

Come band, quale pensate sia la vostra peculiarità e “punto di forza”? Oltre ad essere “amici di band” siamo anche amici nella vita reale Pierdomenico e Damiano sono persino fratelli! e questo è molto importante perché crea un’“atmosfera” tra di noi di estrema serenità, sintonia e affiatamento. Proprio quest’anno, dopo quasi sei anni, ritorneremo a vivere tutti e tre nella stessa città… Nonostante tutto siamo sempre stati attivi e abbiamo dedicato tanto al gruppo, senza mai dubitare di nulla. Musicalmente parlando, penso che il nostro punto di forza sia il cantare in italiano a dispetto di un genere che generalmente è inteso “all’inglese”.

Cosa rappresenta per voi la Musica in generale e come descrivereste il vostro fare musica in particolare? Potrebbe sembrare una supercàzzola di Tognazzi, tuttavia il fatto stesso di fare musica è una dimostrazione grande di cosa per noi significa la Musica… Non è una cosa spiegabile a parole, diventerebbe banale.

Quale ritenete essere il potere della Musica nonché il suo principale pregio, valore e finalità? Ritenete che nell’arte sia “preferibile” focalizzarsi sul piacevole o che, invece, non sia da disdegnare neppure la riflessione su tematiche scottanti e dolorose, al fine magari di sensibilizzare e migliorare il migliorabile? L’arte, a nostro parere, può essere e deve altresì essere piacevole – che [l’arte piacevole ] non è migliore o peggiore di quella “impegnata” …Nonostante ciò, se si opta appunto per la musica impegnata è fondamentale, secondo noi, che susciti nello spettatore delle domande ma che non sia il musicista a fornire le risposte, altrimenti diviene religione.

Dal 30 marzo è in radio e nei digital store “BILANCIA” [https://youtu.be/d-Wz6UhA_Zh], il vostro nuovo singolo pubblicato dall’etichetta Terzo Millennio. Ebbene con quale aspettativa ed intenzione è venuto alla luce questo brano, e qual è il messaggio che vorreste trasmettere con esso? Non c’è un messaggio preciso che vorremmo trasmettere con “Bilancia” …il brano può essere letto sotto diversi punti di vista, ed anzi, ci piacerebbe che ognuno interpretasse la canzone a suo piacere. Abbiamo scelto tale singolo come primo perché ha, a nostro avviso, un testo interessante – a tratti esplicito, in altri tratti molto meno. “Bilancia” è un brano fortemente ironico e, tutto sommato, orecchiabile… una sorta di dimostrazione del nostro essere passati a scrivere in italiano.

E a proposito di bilancia, qual è il vostro interiore ago della tanto famosa bilancia? …ovvero anche, quali sono le vostre priorità e necessità imprescindibili ad oggi? Nel quotidiano siete, più spesso e per la maggiore, più istinto o ragione e vi sentite “spettatori” od “attori” della realtà quotidiana? Dipende dalle situazioni, certamente se siamo sul palco a suonare ci sentiamo più attori.

Avete affermato come «Non tutto è estremo, esistono anche le vie di mezzo». Dal vostro punto di vista, ossia, una persona non deve necessariamente abbracciare in toto un solo “colore”… Avete difatti ripetuto più volte che«Le idee, il modo di fare e di vivere possono essere un connubio di tante cose, un “equilibrio” tra aspetti diversi». Quali sono le apparenti antitesi del vostro vivere e che percepite, chissà, presenti non di meno nella vostra arte? PIERDOMENICO – All’interno del testo c’è un verso che si rifà ad alcune situazioni che mi sono capitate davvero. Amo molto il gruppo CCCP e, in auto avendo un loro disco, molti dei miei amici mi dicevano «Ma ché, sei diventato comunista?» perché la gente dà per scontato che se si ascolta certa musica allora essa ti rappresenta, che se ci si veste in un certo modo è perché l’indossato ti piace, che se si ha un pensiero X allora appartieni per forza al partito X e così via. Altra mia antitesi riguarda proprio l’approccio alla musica in quanto, pur essendo da sempre immerso nelle note musicali, mi infastidisce quando c’è chi suona di continuo mentre si sta parlando (ad esempio, all’interno di comitive di amici, mi infastidisce chi appena vede uno strumento si mette a suonare per forza …ho tanti cari amici che lo fanno, un po’ per prenderci in giro a vicenda). Penso che tutta la nostra musica [la musica dei Gaze of Lisa] sia in antitesi con se stessa… Ci piacciono i groove funky, ma con chitarre eteree e distese e ci piacciono i riff distorti, però con atmosfere ambient e drums machine. CARMELO – Mi piace vivere di estremi, i cambi repentini e le emozioni forti che questi portano con sé. Antitesi è il semplice rispondere alla propria identità, cosa che forse esternamente è vista come disordine. In realtà, ognuno ha il proprio concetto di equilibrio… il mio è inteso come un continuo oscillare, una risposta dinamica alle pulsioni della vita, i cui effetti finiscono per annullarsi tra loro e raggiungere dunque una qual certa forma di equilibrio. È giusto avere delle proprie idee, tuttavia senza dimenticare che si può poi pensare pur l’esatto contrario. È giusto tutto questo, se fatto in maniera matura e consapevole. È giusto cambiare le proprie opinioni, non di meno con il vincolo di rimanere di continuo fedeli a se stessi.Solo così si può raggiungere realmente un equilibrio, interiore e no. DAMIANO – La mia vita è in costante antitesi. Essendo una persona “ibrida”, che ama fare, pensare e sperimentare cose molto diverse fra loro (che magari non hanno nulla in comune) spesso vengo considerato un giorno un determinato tipo di persona e il giorno successivo l’esatto opposto.

Avete spiegato inoltre che «“BILANCIA” è un brano contro le omologazioni, che si propone di raccontare la “triste” sorte di chi non riesce a riconoscersi all’interno di un unico gruppo di appartenenza e a vivere, quindi, nella cosiddetta zona grigia» …Il non omologarsi, talvolta, porta al venir discriminati. La discriminazione di genere, per citare uno dei vergognosi temi di cronaca sovente derivanti da preconcetti infondati, è una bruta realtà che purtroppo investe molti tra i quali per esempio anche le donne o all’opposto non riscontrate tutto questo? Donne, e non soltanto, vittime di violenza come se il sesso di nascita comportasse doverose peculiarità, categoriche e categorizzanti, di genere; donne perseguitate da imposizioni secolari e non ancora desuete e da restrizioni, tanto per dirne una, in ambito lavorativo pertanto discriminazione che riporta il nostro discorso all’oppressione e ai maltrattamenti in nome di sovrastrutture che fanno forza sul mancato diritto che ogni persona dovrebbe effettivamente avere di manifestare, sviluppare e mostrare se stessa senza per questo venir appellata quale spregevole e violentata nella personale libertà da una morale immorale o non convenite con me su ciò? Come anticipato prima, “Bilancia” può essere letto in differenti maniere, anzi auspichiamo che ognuno possa trovarvi – all’interno del brano – un proprio significato, che lo renda personale. Detto ciò, siamo onorati che una nostra canzone ti abbia rimandato ad una tematica estremamente importante come quella dei ruoli sociali legati al genere. A riguardo, crediamo che negli ultimi anni ci siano stati notevoli progressi. Questa è la via giusta da proseguire a percorrere, cercando però di non perdere l’obiettivo finale [ancora lontano] perché non siamo giunti alla fine dell’iter. Tuttavia, ci sembra comunque che spesso queste tematiche vengano affrontate con superficialità, banalizzando e pensando che basti una foto sui social con una didascalia piena di retorica per porre termine a tutto e sentirsi apposto con la coscienza. Aprendo i social, la maggior parte della gente sembra che sia di grandi paladini della giustizia, ma nella vita reale sono tante meno le persone che fanno qualcosa di concreto.

Come descrivereste la libertà? È possibile essere veramente liberi, la libertà ha cioè una fattibile declinazione concreta? Libertà, a nostro parere, è prendersi la responsabilità delle proprie azioni e delle proprie idee. Insultare mezzo mondo nascondendosi dietro a «Vi è libertà di parola, posso dire quello che voglio!» e poi non affrontare le conseguenze di quello che si è detto è assolutamente ridicolo. Parlare per frasi fatte e per sentito dire, e non avere idee personali su ciò di cui si sta discutendo è la morte della libertà. La nostra vita è un ago della bilancia, che oscilla tra l’essere attori e spettatori, è come il freno e l’acceleratore di un’auto, il giorno e la notte, tutto va avanti e cammina grazie all’equilibrio dei due. Pretendere di voler vivere sempre da “attori” o da “spettatori” non è essere liberi, paradossalmente si è schiavi di una propria imposizione, si sta dando per scontato che in ogni situazione ci si debba comportare sempre e solo in quel modo ovvero non valutando le circostanze e, di conseguenza, non essendo più responsabili di se stessi.

Per affinità tematica, circa l’argomento relazioni con sé e con gli altri, comportamenti manifesti o no e sovrastrutture sociali ed ereditate dal contesto e dall’educazione ricevuta etc., notate che vigano nel presente alcuni tabù a cui, chissà, neppure voi siete “immuni”? Inoltre, per quel che concerne schemi e pregiudizi vigenti in società, qualcuno di questi vi ha – anche soltanto per un certo lasso di tempo – toccato da vicino e condizionato in prima persona? Se sì, su quale fronte e a riguardo di cosa? DAMIANO – Penso che nessuno sia immune dai tabù, e credere che ci sia una categoria di persone che lo sia significa cadere nella trappola “banalizzare il mondo” …certamente alcune categorie possono “subire” meno di altre, in determinati contesti. PIERDOMENICO – Non ho mai subito un pregiudizio eccessivamente forte nei miei confronti, fortunatamente… però da meridionale emigrato posso dire che, molto velatamente, se c’è l’occasione di fare la battuta sul “meridionale sempliciotto” di certo nessuno se la lascia sfuggire. CARMELO – È difficile crescere in un ambiente senza pregiudizi, velati o meno. Una delle cose che mi rende maggiormente felice è abbatterli, capendo in prima persona, grazie ad esperienze, racconti, viaggi, interazioni, quanto spesso ci si lascia condizionare dai pensieri altrui tanto da finire per agire in modo sbagliato, senza esserne consapevoli. La soluzione, probabilmente, è non smettere mai di imparare. Il risultato sarà vivere meglio con gli altri, e soprattutto con se stessi.    

Quali sono i tabù che desiderereste cercare di abbattere e neutralizzare con urgenza? E secondo voi, com’è possibile riuscire a non sopprimere mai la propria voce interiore per codardia, abbagliante convenienza materiale, paura dei giudizi altrui e dare, all’opposto, libera espressione ai propri pensieri e alle proprie sensazioni senza sentirsi, pur e per quanto sol inconsciamente, tiranneggiati da schemi e pregiudizi di varia natura? Prima di rispondere seriamente, abbiamo notato che un tabù  che è molto presente è il denaro. Quando capita di fare dei lavori per dei clienti o quando siamo noi i clienti arriva sempre quel momento imbarazzante in cui si deve chiedere il prezzo o dire qual è la cifra da ricevere, e non capiamo mai il perché! In ogni caso, seriamente, i tabù sono qualcosa di parecchio personale e non sappiamo neanche noi se effettivamente riusciamo ad essere ogni volta noi stessi al 100%; visti dal di fuori, con ogni probabilità, no.

Quali i vostri prossimi progetti artistici e personali, a breve e a più lungo termine? E a quale inedita cognizione vi ha, se vi ha, condotto il 2020 e vi sta conducendo il 2021? Il 2020 è stato un anno intenso per noi, abbiamo terminato le registrazioni del disco e pianificato progetti per il futuro sia come gruppo, che come singoli. Il 2021 sarà ricco di uscite… ad aprile il videoclip di “Bilancia” [https://youtu.be/d-Wz6UhA_Zk],e una live session chiamata “Pigiama Session”, organizzata da «L’angolo di MuMa», durante la quale abbiamo eseguito quattro dei brani presenti nel disco (con addosso il pigiama). Poi ci sarà un secondo singolo e a settembre finalmente il disco “Sinonimi Contrari” …Dopo di che speriamo di poter ritornare a fare concerti.

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