di Giulia Quaranta Provenzano
Oggi vi presentiamo Meazza, giovane cantautore milanese, che ci ha parlato di “Le Parti Peggiori”. Titolo, questo, del suo recente singolo dall’atmosfera elettro-pop che tratta degli aspetti più imi delle relazioni amorose. 

Jacopo Pagani all’anagrafe, come nasce e perché il tuo nome d’arte Meazza? Ho scelto il mio nome d’arte affidandomi al destino… ho aperto a caso un libro sul calcio e, imbattendomi in Peppino Meazza, è stato amore a prima vista. Sono un appassionato di calcio nonché tifoso interista, dunque portare il nome di Meazza mi completa. Il mio sound, invece, è nato dalla mia tastiera e dalla collaborazione con il mio produttore Ioska Versari.

Vi è qualcosa che vorresti rivelare ai nostri lettori che, magari, non hai mai condiviso prima con alcuno? Il ritornello di STRxxxO, cioè «sono lamponi o fragole?» è anche l’ultimo messaggio che ho inviato alla persona per la quale ho scritto la canzone [https://youtu.be/3Q8kwOHbE-o].

Quale ritieni essere il potere della Musica e dell’arte tutta nonché il suo principale pregio, valore e finalità? Per me, la musica ha valore terapeutico, fa stare meglio chi l’ascolta e chi la crea.

Vi è qualche persona ed artista al quale ti ispiri nel tuo fare musica e con il quale vorresti collaborare? Ho un approccio eclettico alla musica, ascolto di tutto e da ogni ascolto traggo qualche insegnamento. In particolare, però, mi ispiro a cantautori come De Gregori, Guccini e De Andrè …Ma anche a qualche mio collega, perché no.

Dal 19 marzo è in radio, su tutte le piattaforme digitali e su YouTube il videoclip “Le Parti Peggiori”, il tuo nuovo singolo, prodotto da Ioska Versari per l’etichetta Flebo e distribuita da Artist First [https://youtu.be/eOr0lOC_iO8]. Con quale intento ed aspettativa viene alla luce questa canzone? Le Parti Peggiori” tratta un argomento che considero parecchio importante, cioè l’aspetto “black” dell’amore. Il brano è nato, come sempre per le mie canzoni, di getto. Mi sono trovato a fare i conti in prima persona con tale tematica soltanto dopo averla trattata in musica e, di conseguenza, a fare i conti proprio con quanto stavo vivendo nel quotidiano. Ciò mi ha permesso di vivere i miei rapporti successivi con più consapevolezza.

Con il tuo singolo “Le Parti Peggiori” – il terzo dopo i precedenti “STRxxxO” e “Mari Stregati” [https://youtu.be/J4m0j9HsrTU], vincitore del Festival di Sannolo 2020 – hai affermato di aver inquadrato il progetto in un’atmosfera elettro-pop grazie ad un testo che tocca il lato oscuro delle relazioni amorose. Ebbene a cosa fa riferimento e cos’è, da cosa è generato, appunto questo “lato oscuro delle relazioni” a tuo parere? Direi principalmente dalla manipolazione, dall’ego e dalle insicurezze – elementi che portano a condurre relazioni “tossiche”.

E hai poi spiegato, a proposito di “Le Parti Peggiori”, che codesto brano «parla di relazioni travolgenti, di quei rapporti in cui il dolore è grande tanto quanto il sentimento» …perché allora non si riesce, spesso, a dimenticare chi fa soffrire? Di che sentimento si tratta se si prova dolore, ovverosia un qual certo sentimento è realmente amore allorché provoca sofferenza? A mio avviso, nei detti casi, si tratta di amori immaturi. Vivendoli si impara a gestire i propri sentimenti con più esperienza. Ad ogni modo, non penso si possa fare una vera distinzione tra amore e non amore …Inoltre, a tutte le età è concesso sbagliare.

Hai poi continuato «Quando dico “abbiamo dato il meglio per fare del peggio” intendo raccontare quelle storie in cui ci mettiamo d’impegno per ferire l’altro in un gioco di potere che finisce per far male anche a noi stessi». Se si ferisce chi si ha accanto, si può parlare di amore autentico? Dal mio punto di vista anche quando si ferisce l’altra persona potrebbe, e può, essere davvero amore. L’amore è sempre tale persino quando ci si comporta in modo immaturo. Se il sentimento è vero, pure lo sporco più sporco si può lavare via.

E non per niente, avevi già accennato come il presente da te trattato in “Le Parti Peggiori” «È un tema su cui vale la pena soffermarsi e che, con il mio produttore, abbiamo voluto vestire con un sound più leggero: ci piaceva l’idea di mettere in contrasto l’atmosfera elettro-pop con una tematica scomoda, desiderando accogliere con il suono e tuttavia scuotere con le parole. Nel video queste dinamiche sono rappresentate dagli oggetti e dai liquidi che mi travolgono, in un crescendo che simboleggia l’escalation di certe discussioni. Alla fine, comunque, altresì lo sporco più sporco, se l’amore c’è, può essere lavato via». Per te, qual è lo “sporco più sporco”? Le persone imparano dai propri errori e possono avere comportamenti del tutto differenti nel tempo per cui, per esempio, vale la pena perdonare un tradimento cioè credi nelle seconde possibilità con la medesima persona e che si possano smussare lati del carattere, determinate attitudini oppure, prima o poi, ricompariranno inevitabilmente? Penso che non ci siano regole precise, ogni storia ha una vita a sé e non saprei darti una risposta valida per più casi. Credo, comunque, che lo sporco più sporco in un rapporto sia, in via generale, la negatività. Ed ecco che non c’è limite al peggio. Tutto è possibile.

Come e quando si arriva ad un punto di non ritorno, di sfaldamento irreversibile e non superabile della coppia? E tu, almeno ipoteticamente, credi all’Amore eterno? Tu sei un ragazzo fedele e saresti capace di perdonare un’omissione, una bugia, un tradimento? Sì, io sono fedele! Sono una persona limpida e che mette le cose in chiaro. A volte soffro, altre volte no. Non so cosa sarei capace di fare in amore, dipende dalla situazione. Il punto di non ritorno, secondo me, è quando non si ha più voglia di stare insieme.

Cosa consiglieresti a chi è stato tradito per scordare chi ha stilettato il cuore – e perché alcune persone tradiscono? Tu sei più istinto o ragione? Io sono più istinto. A chi è stato tradito consiglio di concentrarsi su ciò che rende felice, pertanto di spostare l’attenzione su altro rispetto a chi ha tradito.

A riguardo di relazioni, amore e relative sovrastrutture sociali ed ereditate dall’educazione ricevuta, ritieni che vigano nel presente alcuni tabù a cui, chissà, neppure tu sei “immune”? Ed eventualmente quali sono i tabù che in prima linea desidereresti cercare di abbattere con urgenza e per quale motivo, eventualmente, ti è caro neutralizzarli? Io non ho grandi tabù onestamente, vivo la mia vita molto liberamente …Al massimo fumo un paio di sigarette in più quando la mia compagna è già andata a dormire. Non saprei cosa è giusto abbattere o no, sinceramente. Mi sento semplicemente di suggerire di vivere la propria vita in maniera libera. Se si è liberi dentro di sé, non si hanno tabù, né tantomeno li si soffre.

Credi che sia possibile essere veramente liberi? Tu ti senti ossia in grado di autodeterminati e timonare la tua esistenza dove maggiormente aneli? Ti senti quindi “spettatore” od “attore” del tuo agire o di mancate reazioni, decisioni sincere e non indotte dall’esterno rispetto alle tue autentiche emozione? Io mi sento assolutamente padrone di me stesso ed attore della mia vita …Spesso è una dura battaglia esserlo, ma è tutto necessario.

Infine, quali le tue priorità e quali i tuoi prossimi progetti artistici e personali a breve e a più lungo termine? Suonare e tornare, spero presto, a fare live. Inoltre ho nuovi brani che aspettano solo di uscire. Col mio produttore valuteremo quale sarà la migliore strategia di lancio, non vedo l’ora di pubblicare le nuove canzoni!