Riceviamo e pubblichiamo
Domani, lunedì 3 maggio, tra i programmi Rai: a “Passato e Presente” la via della seta. “Geo – A spasso con te” ci porta nei Musei Vaticani. Il Marchese Donatien-Alphonse-François de Sade protagonista a “Travelogue. Destinazione Italia”.

“Passato e Presente”. La via della seta e delle idee
Non una strada, ma una rete di collegamenti per terra e per mare, che, percorsi per secoli dagli eserciti in marcia e dalle carovane di mercanti, hanno collegato Oriente e Occidente sin dall’antichità, permettendo la circolazione di prodotti, idee, invenzioni. A “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura, in onda lunedì 3 maggio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli ripercorre le tappe della reciproca conoscenza tra l’Europa e la Cina insieme alla sinologa Tiziana Lippiello, Rettrice dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. La via della Seta è stato un ponte culturale tra popoli e civiltà diverse, che ha permesso nei secoli il diffondersi del pensiero da un estremo all’altro del mondo. A partire da Zhang Qian, l’ambasciatore cinese che viaggia verso Occidente all’epoca della prima dinastia imperiale cinese, al monaco cinese Xuanzang, che arriva in India e traduce i testi buddhisti che verranno diffusi in tutta l’Asia, fino ai viaggi di Marco Polo e Matteo Ricci. 

I Musei Vaticani al centro di “Geo – A spasso con te. Insieme a Fiamma Satta la direttrice Barbara Jatta
I Musei Vaticani sono i protagonisti della nuova puntata di “A spasso con te”, in onda lunedì 3 maggio alle 16, all’interno di Geo, il programma pomeridiano di Rai3 condotto da Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi. È la direttrice Barbara Jatta, dal 2017 alla guida di uno dei più grandi e importanti complessi museali del mondo, a spingere la sedia a rotelle della giornalista Fiamma Satta alla scoperta dei tesori conservati e custoditi dal Papa. In questa passeggiata, la prima delle due realizzate considerata la vastità delle opere da ammirare, la studiosa illustra la Cappella Sistina con la Volta e il Giudizio Universale di Michelangelo restituiti all’originario splendore dal restauro tra il 1980 e il 1994 del maestro Gianluigi Colalucci recentemente scomparso. E poi le sale del Pio Clementino, il museo dei musei ora finalmente accessibile ai disabili, con il Laocoonte, il gruppo statuario cuore dei Musei Vaticani e fulcro della collezione di Giulio II e infine la Pietà di Van Gogh, unica opera presente a Roma del pittore olandese. Le riprese sono state realizzate durante l’ultima chiusura al pubblico e in ottemperanza alle norme Covid al momento della registrazione.

Travelogue. Destinazione Italia: il Marchese de Sade
Innegabile centro gravitazionale di ogni pellegrinaggio – vero e proprio o inteso come “viaggio” in senso generale – è sempre stato la città di Roma, anche durante l’epoca del Grand Tour. Ma pochi sanno che ne fu attratto anche il controverso scrittore e filosofo libertino Donatien-Alphonse-François de Sade, il Marchese De Sade, il quale divenne scrittore proprio al rientro dal suo Grand Tour d’Italia, intrapreso per conoscere la cultura e le bellezze italiane ma anche per fuggire dall’imminente condanna a morte che pendeva sulla sua testa in patria, la Francia. Lo racconta “Travelogue: Destinazione Italia”, in onda lunedì 3 maggio alle 22.10 su Rai Storia. L’Italia all’epoca del Grand Tour viene vista attraverso gli occhi di De Sade che è anche testimone dell’avvento al soglio pontificio di Papa Pio VI, destinato a confrontarsi con uno dei momenti più complessi della storia: la Rivoluzione Francese. Lo scrittore britannico Tobias Jones, attraverso le pagine del Travelogue e delle opere letterarie dello scrittore francese, segue le sue tracce a Roma nell’anno giubilare 1775. Qui il Marchese fa i conti con la Chiesa, la religione cattolica e il Barocco, distanti dalla sua Weltanshauung illuminista, ma anche con le innumerevoli attrazioni della Città Eterna: dai “ruderi” romani (Terme di Diocleziano – Porta Asinaria) alle splendide Ville che all’epoca costellavano Roma, alla intatta e selvatica campagna che si estendeva oltre le Mura Aureliane (Parco della Caffarella).