di Fabrizio Capra
È di Valentina Bini la centoquarantunesima “Foto della Settimana” uno scatto che riporta ai tempi di quando si era bambini ma che ci porta a un ragionamento sul mondo di oggi. 
foto di Valentina Bini

Quando ho visto questo scatto di Valentina Bini mi si sono accavallati nella mente alcuni pensieri.
Il primo mi ha riportato quando ero bambino, ahimè tempi lontani.
Nei prati si potevano vedere distese prima di fiori gialli che poi si trasformavano in questi che vengono chiamati soffioni, questa palla fatta di tanti piccoli semi.
Mi piaceva soffiare su questa palla per vedere volare via tanti piccoli “paracadutini” che svolazzando si andavano a depositare sul terreno… e inconsapevolmente aiutavamo il propagarsi di questa pianta.
Così come ero inconsapevole di quanto mi circondava.
Oggi, anche se ogni tanto mi piace ancora soffiarci sopra, ci vedo un qualcosa che lo accomuna al genere umano e che questo splendido scatto di Valentina Bini mi ha fatto venire in mente.
Vedere questa palla così perfetta che soffiandoci sopra inizia a disperdersi nel vento mi fa pensa alla precarietà della nostra vita.
Possiamo essere un qualcosa di perfetto però, purtroppo, non lo siamo.
E in un istante, proprio come il soffione, dimostriamo la nostra fragilità e le nostre sicurezze tendono a scomparire, rapidamente.
Un esempio è questo lungo periodo di emergenza sanitaria che ci ha reso ancora più fragili di quanto possiamo credere o, meglio ancora, di quello che vogliamo far vedere.
Allora basta un alito di vento, un gesto, un comportamento, una parola e ci disperdiamo come i semi contenuti nel soffione.
Grazie Valentina Bini per la tua foto che mi ha permesso di esprimere questa mia riflessione.