rubrica a cura di Fabrizio Capra
È uscito “Alta Marea”, il primo lavoro discografico di Zoë. “Scivolerai leggera” in radio e sulle piattaforme digitali il singolo tanto atteso di Mirco Salerni. Federica Pinto “Io te vurria vasà” è l’esordio discografico della giovane interprete romagnola. Moriel e il lusso di contraddirsi: “Segni Opposti” è un EP breve quanto sfaccettato.

ZOË
È uscito Alta Marea, il primo lavoro discografico di Zoë. Dopo alcune anticipazioni nelle scorse settimane ed un videoclip suggestivo e intrigante, è finalmente disponibile su tutte le piattaforme di streaming e digital store, Alta Marea, il lavoro d’esordio della cantautrice torinese Zoë. Pubblicato da Native Division Records e prodotto da Alessandro Liccardo (Hangarvain, Boogie Bombers, Valerio Bruner), Alta Marea è un ep contenente tre tracce delicate e intime, che accendono i riflettori su di un’artista giovanissima ma già convinta dei propri mezzi espressivi. Tra echi indie, jazz e suggestioni elettroniche, le tre canzoni di Zoë ci regalano un momento di pace e serenità, in un viaggio fatto di suoni ed emozioni sincere in cui la voce della cantautrice torinese fa da guida e suggerisce sussurrando con delicatezza la strada verso la scoperta di un’anima sensibile e leggera. Alta Marea è l’incipit di una carriera, quella di Zoë, che promette grandi cose a patto di essere sostenuta con costanza e dedizione nel tempo. Una gemma sonora da non lasciarsi scappare.

MIRCO SALERNI
Scivolerai leggera in radio e sulle piattaforme digitali il singolo tanto atteso di Mirco Salerni. È una canzone dalle sonorità pop-rock scritta da Mirco Salerni in collaborazione con Andrea Di Giambattista. Il brano arriva di stomaco dopo una lunga riflessione che ha portato l’artista a cambiamenti drastici nel cammino della sua carriera, aiutato, se così si può dire, dal lungo periodo d’emergenza dovuto alla pandemia Covid 19. “Ho avuto la mia prima forte sensazione di fragilità interiore, così grande che solo una donna potrebbe capire” dice l’artista. Il brano viene fuori con una potenza rilevante, palesemente dedicata a se stesso se pur al femminile, proprio per coerenza viscerale. “Questa canzone è nata dalla mia parte femminile – dice ancora Mirco – sarebbe soffocata con la mia virilità se non avessi avuto l’umiltà e la sensibilità di sentirmi donna”. Mirco descrive “Scivolerai leggera ” come una canzone “fragile ma potente, come una donna” e infatti leggendo il testo ci si rende subito conto che al maschile non avrebbe lo stesso effetto. Il brano punta di forza all’orecchio di tutti con melodia e arrangiamento fluidi e radiofonici, nulla di troppo complicato seppur costruito con molta cura. Gli strumenti principali sono rigorosamente reali: batteria, basso, chitarre e tastiere sono suonati e ai musicisti è stata data la possibilità di proporre personalizzazioni studiate e perfezionate a tavolino da tutta la produzione. Ne viene fuori un lavoro di grande coordinazione, un testo riflessivo ed un arrangiamento gradevole all’ascolto, ma con una energia da stadio… Pronta, si spera presto, per il ritorno ai live.  

FEDERICA PINTO
Io te vurria vasà” è l’esordio discografico della giovane interprete romagnola Federica Pinto. Uno dei classici della canzone napoletana diventa strumento per parlare ai giovani della bellezza della tradizione musicale italiana. Il videoclip di “Io te vurria vasà” verrà integralmente girato a Procida che sarà Capitale della Cultura nel 2022. L’Isola diventa cornice perfetta per ambientare questa delicata storia d’amore. Il progetto vanta il patrocinio dei comuni di Procida e Bertinoro. “Io te vurria vasà” nasce per cantare l’amore infelice dell’autore Vincenzo Russo, un modesto calzolaio, per Enrichetta Marchese. L’unione tra lo spiantato poeta e la ragazza, figlia di un gioielliere, era fortemente osteggiata dalla famiglia di lei, nonostante l’amore di Russo fosse corrisposto. I versi, composti sul finire del 1899 da Russo, furono musicati da Eduardo di Capua, famoso autore di “’O sole mio”. Secondo quanto riporta la tradizione, il foglio con i versi fu consegnato da Russo a Di Capua la sera del primo gennaio 1900. Il testo della canzone, di grande delicatezza, descrive un momento di intimità tra i due amanti. La scena è quella di un giardino profumato di malvarosa, poco prima dell’alba, attraversato da un refolo di vento. Il poeta veglia la propria donna addormentata, combattuto tra il desiderio di svegliarla con un bacio e la mancanza del coraggio necessario a rompere quel momento d’incanto. Con nessun’altra compagnia se non i propri pensieri, viene colto da momenti di gelosia e di dubbio su chi sia al centro dei sogni dell’amata; subito sopraffatti dall’amore e dal desiderio di baciarla e di trovare anch’egli pace nel sonno. “Io te vurria vasà” non ebbe immediato successo, ma negli anni successivi, il brano incontrò una grandissima diffusione e fu interpretato da numerosi artisti napoletani, italiani ed internazionali. «Questo brano è uno dei più dolci che abbia mai ascoltato e avuto la bellezza di interpretare, cantarlo mi illude di aver vissuto l’amore che Russo racconta, pur non avendolo nemmeno sfiorato, e nonostante il testo non sia del tutto positivo, la musica mi calma e mi coccola, mi si apre un po’ il cuore ad ascoltarla. La apprezzo tanto e penso che ad oggi (soprattutto da chi ha la mia età) sia molto sottovalutata solo perché di un secolo fa» afferma Federica Pinto. Il brano nasce dalla collaborazione con il Maestro Roberto Bonaventura, compositore, autore e produttore napoletano, esperto della canzone napoletana classica e inedita. Sua, per esempio, la canzone “Neapolis”, scritta per Pavarotti ed esemplificativa del repertorio originale composto e prodotto nel rispetto dell’autentica tradizione partenopea.

MORIEL
Moriel
 e il lusso di contraddirsi, Segni Opposti è un EP breve quanto sfaccettato in uscita il 23 aprile 2021. Segni Opposti è il nuovo EP dell’artista modenese Moriel, un lavoro eterogeneo in cui l’autore sorprende variando fra diversi registri, generi, mood. Estremi polarizzati, lontani e a prima vista incompatibili ma che in realtà convivono armoniosamente in questi brani perché presenti nella ricerca artistica come nelle personalità stessa dell’autore. Questo dualismo è stato rappresentato anche graficamente attraverso le due costellazioni presenti all’interno dell’artwork: toro e scorpione, segno e ascendente, letteralmente i due Segni Opposti che danno il nome all’EP e al brano omonimo. Le due costellazioni e il loro principio di attrazione incarnano così alla perfezione il concetto di equilibrio e complementarietà tra due mondi diversi. Quest’ultima sottolineata ulteriormente anche dalle scelte dei colori rosa e blu. Un concetto intimo quanto basilare con cui si tenta di riappropriarsi delle infinite sfumature del proprio carattere, simboleggiate e semplificate da 5 brani che esplorano varie declinazioni di un personale Pop contemporaneo con cui l’autore lascia dietro di sé ogni timore per accettare la propria contraddizione che altro non è se non la propria umanità.