“Storia di Tich” il nuovo album di inediti di Andrea Tich

rubrica a cura di Fabrizio Capra
foto Marzia Di Legge Benigna
Venerdì 23 aprile esce in fisico “Storia di Tich” il nuovo album del cantautore disordinario Andrea Tich. L’album sarà disponibile in tre versioni: CD Digipack, Vinile Nero e Vinile special packaging, picture disc & gadgets.

Venerdì 23 aprile esce in versione cd digipack, vinile nero e vinile special packaging, picture disc & gadgets “STORIA DI TICH” (Freecom / ZDB), il nuovo album di inediti del cantautore disordinario ANDREA TICH.
Storia di Tich”, già disponibile in digitale (clicca qui), è un disco fatto di paesaggi sonori e di ricordi in cui l’alter ego Tich ripercorre la sua vita e si racconta con maturità e consapevolezza.

Compagni di viaggio in questo itinerario onirico fatto di reminiscenze sono la MAGISTER ESPRESSO ORCHESTRA, il musicista e scrittore  ALESSANDRO SBROGIÒ e il fedele collaboratore CLAUDIO PANARELLO.
«Da tempo volevo registrare un album in cui le canzoni fossero legate l’una all’altra, come i giorni, i mesi, gli anni che mi hanno portato fino qui – afferma Andrea Tich – Un viaggio a ritroso nelle visioni, sapori, odori e sensazioni che ho sotto la pelle».

Questa la tracklist di “Storia di Tich”: “Viaggiare”, “Il mio acquario”, “La finestra”, “I sogni”, “Questo angolo di mondo”, “Megavita Megamore”, “Racconto in treno”, “Sotto un albero”, “Meduse in amore (il canto)”, “Pensa se noi avessimo le ali”, “Riavremo le ali” (bonus track cd version).
L’album è pubblicato da una cordata collettiva nata sul modello dell’etichetta CRAMPS, in cui ZDB ha uno storico di collaborazioni con gli artisti della militante etichetta milanese, mentre Freecom sviluppa contenuti creativi ed aggrega progetti ed etichette tematiche.

L’artwork e lo special packaging con il picture disc da collezione è stato realizzato dall’artista e storico del costume italiano Matteo Guarnaccia, che con il suo stile grafico fa un chiaro omaggio al mondo della psichedelia degli anni ’70.
L’album contiene il nuovo singolo “MEGAVITA MEGAMORE”, ballad che, con flashback visivi e astratti, ripercorre il passato del cantautore. Il video, diretto da Jacopo Tich, è l’espressione di come i ricordi, le attese, i sogni e l’inconsapevolezza che abbiamo vissuto ci facciano continuare a credere che ci sia un futuro florido. Le immagini, con la loro patina tipica degli anni ’70 nonché degli stessi anni del debutto del cantautore, riprendono parte della registrazione del brano in studio e mostrano i processi di making of di tutto il disco insieme alle persone coinvolte nel progetto.

Cantautore disordinario, musicista e cantante, Andrea Tich nasce in una famiglia cosmopolita (padre fiumano e madre tedesca) e nel 1977 si trasferisce da Augusta (SR) a Milano insieme al fidato batterista e consigliere musicale Claudio Panarello. I due artisti si trovano immediatamente tra i protagonisti della scena musicale alternativa milanese insieme a Franco Battiato, Claudio Rocchi, Eugenio Finardi e Alberto Camerini e l’anno seguente esce, per la storica etichetta discografica CRAMPS (fondata da Gianni Sassi e conosciuto come Frankenstein), il disco di debutto “Masturbati”, prodotto da Claudio Rocchi: un album di cantautorato psichedelico, permeato da un'ironia gentile, che suscita immediatamente non poche polemiche per la maniera esplicita con cui affronta determinate tematiche e argomenti. Dopo l’uscita del 45 giri “Sono Tich” (Polygram), uscito nel 1982, il cantautore si dedica ad un’intensa attività live e colonne sonore come “Milano città nella città” (1992), alla sonorizzazione di film e documentari, tra cui “Stereo” di  David  Cronenberg, oltre a tante collaborazioni per i dischi di altri autori, compilation come BAU Contenitore di Cultura Contemporanea, curata da Vittore Baroni, e produzione di altri artisti. Nel 2010 torna con un nuovo progetto solista, “Siamo Nati Vegetali”, e nel 2014 pubblica “Una cometa di sangue”. Il suo ultimo lavoro solista risale al 2018 con l’album “Parlerò dentro te”, prodotto insieme ai CAMILLAS per la loro etichetta “Dischi di plastica”.

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