Riceviamo e pubblichiamo
Un film che analizza gli effetti sociali, interpersonali e psicologici del Coronavirus sui cittadini di tutto il mondo.
Edoardo Viterbori

Il regista Edoardo Viterbori (Le storie di via Carnia, Oltre il ponte!, Acquamara), dirige il docufilm “Contactus”. Il film analizza gli effetti sociali, interpersonali e psicologici del Coronavirus sui cittadini di tutto il mondo.
I creatori hanno chiesto a persone in diverse parti del mondo di testimoniare i cambiamenti dovuti alla pandemia sotto forma di interviste, vlog e riprese delle loro città. Nel periodo di massime restrizioni richiesto dal governo italiano nella prima metà del 2020, il regista ha colto l’occasione per cimentarsi in un film che non comprendesse la fase di ripresa, usando le tecniche di montaggio non come ultima fase della lavorazione artistica, ma come il momento stesso di scrittura del film.
Federico Bosi ha montato il materiale raccolto e Chiara Mastroianni e Valentino Guglielmetti, creatori del format, si sono occupati dei rapporti con i contatti raggiunti e della supervisione narrativa al montaggio. L’obiettivo del regista è realizzare un film che possa rimanere negli anni a testimonianza di quanto accaduto nel 2020.

Valentino Guglielmetti, anche produttore esecutivo, afferma che è stato difficile trovare persone in tutto il mondo disposte a filmare la propria vita: “All’inizio abbiamo provato con i nostri amici residenti all’estero, poi amici di amici e successivamente abbiamo iniziato a creare una rete di contatti attraverso Instagram, Facebook e altri social network”.
Uno degli obiettivi di Contactus è fare un film mettendo in dialogo nazioni socialmente contrastanti tra loro, a volte storicamente rivali, ora alle prese con la stessa lotta, quella al virus –  dice Chiara Mastroianni, sceneggiatrice – è stato interessante avvicinarle più volte in fase di montaggio”.
Il film mostra riprese eterogenee nel genere e nella forma, realizzate da professionisti e amatori, accomunati dall’avere una storia da raccontare, personale o della propria comunità.
Il film, che comunica tramite lingue diverse, mostra come la quotidianità sia cambiata durante la pandemia da Covid-19, negli ospedali, nelle strade e ovviamente nelle case.
Il regista vuole ringraziare pubblicamente Valentino Guglielmetti, Chiara Mastroianni, Valerio Tedeschi (produttore associato), Federico Bosi, Filippo Valentini e Alda Gambino, senza i quali non sarebbe stato possibile realizzare il film.