a cura della Redazione
È stata assegnata alla trentunenne Giulia Quaranta Provenzano, dalla Aletti Editore, la menzione di Merito al Concorso per poesie d’Amore “Verrà il mattino e avrà un tuo verso”. A seguire la lirica ed un breve commento della nostra giovane collaboratrice, premiata ancora una volta.

Un’ennesima menzione di Merito per l’imperiese Giulia Quaranta Provenzano che, in occasione del Concorso per poesie d’Amore “Verrà il mattino e avrà un tuo verso”, è stata premiata dalla Aletti Editore. Aletti Editore che con i suoi ventisette anni di cultura, dopo aver visionato i componimenti giunti in redazione, ha selezionato la giovane poetessa per il volume antologico, con la poesia Tempo D’ossimori.
L’omonimo libro “Verrà il mattino e avrà un tuo verso – poesie d’Amore”, che rimarrà negli annali del Premio, sarà messo in commercio da fine novembre 2021 così da essere disponibile per il mese di dicembre e poterlo utilizzare anche come strenna di Natale. La raccolta poetica sarà impreziosita dalla firma di Giuseppe Aletti, poeta, editore, docente di scrittura poetica, ideatore di numerose manifestazioni di valenza internazionale e dalla firma di Caterina Aletti, sociologa, giornalista, critica letteraria.
Verso la fine di ottobre, invece, si svolgerà la premiazione del concorso durante la quale saranno indicati i primi dieci classificati. Se le condizioni sanitarie lo permetteranno, inoltre, avrà luogo una manifestazione pubblica. Adesso, a seguire, la lirica “Tempo D’ossimori” di Giulia Quaranta Provenzano.
«Tempo D’ossimoriOcchi/ che piangono/ stelle,/ lacrime e _/ rimpianti/ che si baciano/ nel freddo più buio/ dell’inverno.// Labbra e veleno/ questi; non averti vicino/ Quando non so d’allora/ farne a meno// E pur anelo a te/ Soltanto// …La luna presto/ abbraccerà di nuovo il sole,/ un giorno, forse, ancora – ed io/ stringerò così te nel tepore d’un dì/ di primavera, mentre anche i ciliegi/ vestiranno la terra dei figli// finalmente».

È poi Giulia a dichiarare: “Le contraddizioni, le antitesi, la tensione fanno da sempre ed immancabilmente parte di me che sono un «caos» totale, a trecentosessanta gradi dacché non seguo leggi prestabilite se non quelle dell’interiori sentire (che è dunque, almeno in parte, in continua evoluzione) …Non sono una persona che sa stare ferma, senza fare o pensare a nulla; la mia testa è senza sosta una fucina di idee e nuovi progetti come se la vita non mi bastasse mai, come se nulla potesse appagarmi tanto da desiderare una sorta di staticità quieta. Nulla mi conforta davvero, niente mi dà pace ed anzi se dovessi dipingermi probabilmente sarei un’intrepida equilibrista senza il senso della misura perché non riesco a concepire impossibile o compromesso a snaturarmi… Arrendermi mi pare in un certo qual senso morire e sprecare occasioni, che quello che non è accaduto in una vita magari succede in un attimo – ed ogni agire o meno nell’attimo potrebbe cambiare l’intera esistenza, con il suo «effetto farfalla»”.
La Quaranta Provenzano ha infine continuato e concluso: “Diverse sono state le delusione, gli schiaffi presi nel quotidiano e tanto più quando meno me lo sarei aspettato e non lo meritavo, ma alla fine va bene ugualmente in quanto sono proprio questi che mi hanno spronata a cercare di evolvermi, di osservare ogni situazione da più punti di vista, insegnandomi concretamente la tenacia, la determinazione, il valore dell’impegno, la fedeltà ed il bene innanzitutto alla prima persona. La disciplina fornisce un metodo ipoteticamente applicabile e finalizzato all’obiettivo, ma senza una buona dose di fantasia non c’è unicità e quindi notevole differenza. Questo bisogna tenerlo di conto specie quando sembra di essere arrivati in fondo ad un vicolo cieco, o almeno tale è la mia esperienza”.