rubrica a cura di Fabrizio Capra
Laura Pausini candidata agli Oscar per la miglior canzone originale. Cmqmartina: esce "se mi pieghi non mi spezzi" il nuovo singolo della regina della nu-dance italiana. È uscito il primo disco da solista di Marcello De Carolis. Luaz pubblica "Justink", il suo album d'esordio.

LAURA PAUSINI
Con il brano Io sì/Seen (Atlantic/Warner) Laura Pausini è candidata dall’Academy Awards agli Oscar 2021, il premio del cinema più ambito del mondo. A quindici giorni esatti dalla vittoria dei Golden Globes, riconoscimento celebrato con una straordinaria esibizione sul palco del 71° Festival di Sanremo, è di poco fa la notizia della nomination del brano agli Oscar 2021 nella categoria Best Original Song. Ancora una volta un incredibile traguardo per la regina indiscussa della musica italiana e per il brano. Io sì/Seen, nato dalla collaborazione con la pluripremiata compositrice statunitense Diane Warren (undici nomination agli Oscar), Bonnie Greenberg (music supervisor di film come Tutto può succedere, Il matrimonio del mio migliore amico, What women want e The Mask) e, per il testo italiano coscritto con Niccolò Agliardi. Io sì/Seen è l’original song del film prodotto da Palomar per Netflix The life ahead/La vita davanti a sé con la regia di Edoardo Ponti, pellicola incentrata sul tema dell’accoglienza, dell’integrazione e della condivisione che segna il grande ritorno alle scene di Sophia Loren. “Da Agosto 2020 ad oggi sono entrata a far parte di una grande famiglia che non mi ha solo chiesto di essere la voce della canzone principale, ma ha creato un gruppo di persone che si sono dedicate con passione e dedizione nella creazione artistica di questo film. Tutti ci siamo messi a disposizione del messaggio che vogliamo portare dall’Italia nel resto del mondo. Voglio ringraziare Sophia, Edoardo, Diane, Niccoló, Bonnie e tutto il team di ‘La vita davanti a sé’ perché ho scoperto un nuovo modo di scrivere e di essere diretta nell’interpretazione del canto che normalmente faccio per mia scelta in completa solitudine. Ringrazio anche Palomar e Netflix che mi hanno accompagnata in questo sogno. Questa nuova nomination, stavolta è più travolgente che mai a livello emotivo, perché è molto importante anche per il nostro paese e per la cultura italiana – ha dichiarato Laura PausiniLa canzone e il film sono dedicati alle persone che si sentono perse, abbandonate, senza protezione. Stato d’animo che conosco e che oggi più che mai vive in molte persone a causa della pandemia. Ma la speranza è l’insegnamento che questa canzone e questo film si sono proposti di dare come tema principale. Anche per questo, in maniera particolare, ringrazio l’Academy”. Oltre al Golden Globe Award, ottenuto proprio nella categoria Best original song, Io sì (Seen) ha conquistato anche l’Hollywood Music in Media Awards, e il Satellite Award, importanti riconoscimenti che si aggiungono al fenomenale palmares dell’artista italiana più riconosciuta e stimata al mondo, già vincitrice di un Grammy Award (2006) e di quattro Latin Grammy Awards (2005, 2007, 2009, 2018).

foto Jessica De Maio

cmqmartina
Esce il 19 marzo per Sony Music Italia “se mi pieghi non mi spezzi”
il nuovo singolo tra elettronica, dance e songwriting di cmqmartina. Dopo un debut album che si chiama Disco, come la spensieratezza al neon degli anni 80, dopo una carriera sempre in salita, in un solo anno e mezzo  cmqmartina ha fatto tanta strada, a soli vent’anni, superando i 10 milioni di streams e i 160mila followers. Il primo singolo di successo, lasciami andare!, un tour a fine 2019 con i rovere, la partecipazione a X Factor 2020 (nell’attesa di tornare vivi, o live), una crescita interiore ed esteriore. e ora, con il nuovo singolo “se mi pieghi non mi spezzi” è qui per tornare a“far ballare di sé”. cmqmartina è la giovanissima regina della nu-dance italiana, quella che tutti stavano aspettando, e che arriverà su tutte le piattaforme il 19 marzo con “se mi pieghi non mi spezzi“, brano che vede la collaborazione, alla composizione del brano, di Riccardo Zanotti e Giorgio Pesenti. “Mi è sempre piaciuto credere che le cose che accadono non lo fanno per caso. Che il destino, per quanto le scelte contribuiscano a crearlo, appartiene a tutti da sempre. E ci si può provare, nel tempo, a cercare di fare qualcosa di diverso, di più facile o che piace agli altri, ma la verità è che non puoi sfuggirgli mai. Mia nonna canta sempre ‘La senti questa voce? Chi canta è il mio cuore’, e ha tanta ragione.” (cmqmartina)

MARCELLO DE CAROLIS
È uscito “The eclectic beating – Contemporary music for chitarra battente”,  primo disco da solista (ascolta qui) di Marcello De Carolis, pubblicato  dall’etichetta Da Vinci Classics, che raccoglie il lavoro fatto in questi ultimi anni dal chitarrista lucano per la chitarra battente solista: «con questo disco assistiamo alla nascita, non di un nuovo strumento, ma di una sua rigenerazione che salda un passato remoto e “orale” a un presente vivo e garantito dalla scrittura.», scrive il Maestro Angelo Gilardino nelle note di copertina. L’album, il cui titolo è stato scelto dallo stesso De Carolis con il fondatore, Presidente e direttore artistico della Da Vinci Publishing Edmondo Filippini, è eterogeneo e vuole rappresentare le diverse sfaccettature  della  Chitarra Battente moderna. Così si passa dalla musica colta di, il primo compositore colto che abbia mai composto per chitarra battente, passando dalle musiche di Francesco Loccisano, l’innovatore della chitarra battente che ha creato uno stile del tutto personale che ha rivoluzionato il suono della chitarra battente solista, fino ad arrivare al jazz con una trascrizione di Marcello De Carolis  di  Spain di Chick Corea.

foto di Annamaria Marazia

LUAZ
È disponibile su tutte le piattaforme digitali “Justink” (Artist Development  Cosmophonix Production), l’album d’esordio del cantante, direttore artistico, fotografo e videomaker mantovano Luaz, pseudonimo di Andrea Luani. Anima, suono e grazia: l’armonica fusione di questi tre elementi, unita ad immagini che corroborano la mente di raffinatezza ed eleganza, ha portato alla creazione di un  concept album unico nel suo genere, ricco di contaminazioni e sfumature melodiche e canore. “Justink” è un memorandum, un monito in musica per tornare alla pura essenza della bellezza, nella sua autenticità, dissociandosi completamente da vacue e frivole ideologie, da barriere ed idiomi che nascono ed esistono solo nella nostra mente e da sterili e banali definizioni, catalogazioni, etichette, che troppo spesso permeano la società contemporanea. Il focus dell’intero concept è centrato sulla natura dell’esistenza, su ciò che conta davvero e resiste al tempo, alle avversità, alla mutevolezza e volubilità della vita: proprio per questo, l’artista ha deciso di privare la sua musica di qualsiasi orpello estetico legato alla propria immagine, mettendo ben in evidenza che nella musica, l’unica estetica che conta è quella del suono e delle emozioni. In una società frenetica, esibizionista ed ostentatrice, in cui tutto è incentrato sul fare sfoggio non tanto dei traguardi raggiunti con sana ambizione, determinazione, impegno e senso del dovere, ma sull’imperativo categorico dell’apparire, che non lascia spazio a fragilità, riflessioni e ripensamenti, privandoci della nostra meravigliosa natura umana, con pregi e difetti, puntando a renderci sempre più simili a macchine, o ad esseri sterili nell’anima e nei sentimenti, l’artista, attraverso questo disco, vuole proporre delle alternative all’ “anomala anormalità” che sta prendendo sempre più spazio e piede nella collettività. Fil rouge del progetto è un’attenta e minuziosa ricerca sonora che porta l’ascoltatore ad immergersi completamente nella sua unica, personalissima ed intima introspezione. Come se ci osservassimo, attenti e scrupolosi dall’esterno di noi e suonassimo al campanello delle nostre coscienze, allo stesso modo, le nove tracce che compongono il disco, suonano per risvegliare la percezione che abbiamo di ciò che siamo e del mondo in cui viviamo. Un progetto accurato ed attento, dai suoni ai testi, dalle immagini evocate ai colori della voce utilizzata da Luaz, che nasce da una serie di domande che l’artista ha posto a se stesso e che non si erge a manifesto di una nuova corrente di pensiero, ma si pone l’obiettivo di risvegliare il pensiero individuale per sanare il pensiero comune.