Riceviamo e pubblichiamo
Sempre alta l’attenzione sulla problematica relativa all’individuazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi: in Alessandria il comitato costituitosi per dire no sta raccogliendo le firme per dire no al deposito in provincia mentre a Torino la Città Metropolitana ha inviato una lettera ai parlamentari.
Fabrizio Priano al banchetto raccolta firme

Il comitato “Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi in provincia di Alessandria, no Grazie”, oltre a preparare le osservazioni e i possibili ricorsi legali, sta conducendo un opera di informazioni e sensibilizzazione della popolazione.
Dichiara Fabrizio Priano Presidente del comitato: “Sabato scorso dalle 10 alle 18 il gazebo che abbiamo allestito in Alessandria per raccogliere le firme e far conoscere il nostro punto di vista e la nostra contrarietà al progetto è stato frequentato da centinaia di persone. Devo ringraziare di cuore tutti i volontari che incuranti del freddo intenso hanno lavorato alacremente per aiutare tutte le persone che ci hanno avvicinato, a capire le problematiche che un simile insediamento porterebbe nel nostro territorio. Venerdì 19 febbraio vede la nostra presenza a Quargnento all’incontro pubblico organizzato dal Comune e Sabato 20 febbraio dalle 10 alle 18 in Alessandria Via dei Martiri angolo Piazza della Libertà ci sarà nuovamente un banchetto per la raccolta firme e invitiamo la popolazione a venire a firmare perché il nostro è un Comitato spontaneo e tante più firme di sostegno avremo, tanto più forti e rappresentativi saremo.
La battaglia è solo all’inizio ma la prima scadenza di sessanta giorni per presentare le osservazioni si avvicina velocemente e nonostante i buoni propositi esposti da molti, il termine non è stato allungato e quindi non c’è tempo da perdere.

Marco Marocco

Scorie nucleari: la Città metropolitana di Torino scrive ai parlamentari del territorio: “le consultazioni pubbliche di Sogin rischiano di trasformarsi in una beffa”.
In una lettera inviata oggi ai parlamentari eletti nel territorio, la Città metropolitana di Torino denuncia il rischio che le consultazioni pubbliche di Sogin si trasformino in una beffa.
Mentre tecnici ed uffici sono al lavoro fin dall’inizio di gennaio per produrre il materiale necessario a dimostrare sia gli errori compiti da Sogin nella valutazione che ha portato alla redazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee, ma anche l’assoluta inadeguatezza dei Comuni individuati, Città metropolitana in stretto raccordo con i Comuni di Carmagnola, Caluso, Mazzè e Rondissone evidenziano ai parlamentari un aspetto tecnico non irrilevante contenuto nella piattaforma predisposta per raccogliere le osservazioni durante la fase di consultazione pubblica in chiusura il 5 marzo.
Ogni contributo caricato in piattaforma infatti non potrà superare i 1500 caratteri con la possibilità di inserire un solo allegato di dimensione contenuta entro 20 MB.

Barbara Azzarà

Sogin impone consultazioni pubbliche pressochè simboliche, con regole che non consentono alle nostre amministrazioni di esprimersi a pieno e nel merito – commentano il vicesindaco metropolitano Marco Marocco e la consigliera delegata all’ambiente Barbara Azzarà. – Nella lettera si chiede che i parlamentari eletti sul nostro territorio facciano sentire la loro voce a livello nazionale per evitare che questa consultazione pubblica si trasformi in una beffa a danno delle nostre comunità, di fatto impossibilitate a far valere le proprie ragioni. Siamo certi che accoglierete il nostro appello e contiamo sul Vostro sostegno sia per ottenere la proroga necessaria alla presentazione delle osservazioni, sia per far modificare la tecnicalità della piattaforma di Sogin che ci impedisce di produrre contributi approfonditi“.
Proprio nei giorni scorsi, la Città metropolitana di Torino aveva ricevuto da Sogin il diniego ad estendere la scadenza dei 60 giorni indicati per le osservazioni alla Carta dei siti potenzialmente idonei.