Riceviamo e pubblichiamo
Domani, domenica 7 febbraio, tra i programmi Rai: puntata speciale di "Paesi che vai..." dedicata ai Grandi Maestri dell’arte. “Linea Verde” ci porta in Sabina alla scoperta dell’olio extravergine d’oliva. Misteri e ghiacci in Val Senales per la serie “Di là dal fiume e tra gli alberi”.

I Grandi Maestri del colore: puntata speciale di “Paesi che vai…”
Hanno lasciato la loro indelebile impronta nella Storia dell’Arte: Caravaggio, Raffaello, Perugino, Antonio Vassilacchi, Federico Zuccari, Giotto, Leonardo, Correggio, Giorgio Vasari, Giambattista Tiepolo.  “Paesi che vai…” dedica ai Grandi Maestri del colore una puntata speciale in onda domenica 7 febbraio, alle 9.40, su Rai1. La narrazione si snoda attraverso un percorso ad episodi che comincia nel cuore di Roma sulle tracce di Caravaggio. Il viaggio di Livio Leonardi, ideatore e conduttore del programma, prosegue poi nel medioevo per parlare di Giotto, nel rinascimento per raccontare di Raffaello, di Leonardo e di altri artisti straordinari che, grazie ai loro capolavori, hanno reso celebre e immortale la pittura italiana nel mondo. La trasmissione, con il consueto racconto appassionante e la capacità di far rivivere il passato sul piccolo schermo, fa un “salto” indietro nel tempo, e riavvolgendo il nastro si sposterà all’inizio del 500, negli anni in cui si afferma, sempre a Roma, un altro grande della pittura, Raffaello Sanzio. Si va poi a Perugia sulle tracce del Perugino, considerato uno dei grandi maestri del 500 e si prosegue, sempre a Perugia, alla scoperta de “Il trionfo benedettino”, una fra le tele più grandi del mondo. Il dipinto, realizzato verso la fine del 500 da Antonio Vassilacchi detto l’Aliense è custodito nella Basilica di San Pietro. L’approdo successivo è a Firenze per vedere la cupola di Santa Maria del Fiore del Brunelleschi: un capolavoro assoluto di architettura, affrescato all’interno da Federico Zuccari dopo la morte del Vasari che aveva iniziato i lavori. Il tema, voluto da Cosimo I de’ Medici, è quello del giudizio universale. Salvezza e dannazione eterna sono raffigurate anche a Padova in un celebre ciclo pittorico realizzato da Giotto nei primi anni del 1300, che narra, in 38 riquadri, la storia della salvezza umana. Da Padova a Parma, patria artistica di Antonio Allegri, detto il Correggio, dal paese che gli ha dato i natali. Prendendo a modello la cultura del 400 e ispirandosi a Leonardo, a Raffaello e al Mantegna, il Correggio sviluppa ben presto un originale percorso artistico, che lo collocherà tra i grandi pittori del Rinascimento italiano. Nel 1520 porta a compimento, a Parma, la sua prima grande opera pittorica: “La camera della Badessa” nel Monastero di San Paolo, mentre “L’assunzione della vergine” è custodita nella cupola della Cattedrale di Parma. Si arriva poi ad Arezzo, per parlare di Giorgio Vasari e quindi a Udine sulle tracce di Gianbattista Tiepolo, uno dei più grandi artisti del 700. La narrazione si chiude con la morte di Raffaello, Leonardo e quindi di Caravaggio.

“Linea Verde” va in Sabina alla scoperta dell’oro verde
L’olio extra vergine d’oliva fa parte della tradizione italiana ed è riconosciuto come un’eccellenza, un tesoro da custodire, alla base della “dieta mediterranea”. Beppe Convertini, Ingrid Muccitelli e Peppone Calabrese, con la puntata di “Linea Verde”, in onda domenica 7 febbraio, alle 12.20, su Rai1, faranno un viaggio alla scoperta dell’oro verde italiano. I conduttori si muoveranno nel territorio della Sabina, una terra fin dall’antichità vocata alla coltivazione dell’olivo, che per il suo prezioso olio ha ottenuto il riconoscimento della D.O.P. Gli ulivi in questa zona sono testimoni della storia di borghi antichi come quello di Fara in Sabina e di Farfa che ancora oggi risplende per il fascino della sua Abbazia e delle vecchie botteghe, che non senza difficoltà cercano di resistere. Uova, latte, formaggio, pasta, pane, tessuti, mobili antichi: sono i prodotti di uomini e donne che mantengono viva la storia e la tradizione di queste terre.  I loro racconti arricchiranno la puntata e il tutto sarà condito con un filo d’olio extra vergine d’oliva al 100% italiano.

“Di là dal fiume e tra gli alberi”: misteri e ghiacci in Val Senales
In Alto Adige, dall’ingresso di Juval, dove Reinhold Messner vive nel suo antico castello, fino al Gruppo di Tessa, si distende la Val Senales, uno dei luoghi più affascinanti delle Alpi. Proprio in questi luoghi fu trovato Ötzi, l’uomo preistorico riaffiorato pressoché intatto dai ghiacci in scioglimento. Lo racconta il documentario di Gianfranco AnziniMisteri e ghiacci in Val Senales”, in onda domenica 7 febbraio alle 22.10 su Rai5 per la seconda stagione della serie “Di là dal fiume e tra gli alberi”. La geografia tenderebbe a fare della Val Senales, in Alto Adige, un luogo appartato. Ma a dispetto di questo, la valle da molto tempo riesce a far parlare di sé. Ad esempio, ci vive Reinhold Messner, mito vivente dell’alpinismo mondiale. È lui ad accogliere idealmente il visitatore, dato che Messner risiede nel castello Juval, antica fortezza trasformata in avamposto dell’accoglienza turistica. E una volta entrati nella valle, ecco i verdissimi prati, dove troneggiano imponenti i caratteristici masi, antiche fattorie di alta quota. Oggi si aprono ai turisti, offrendo loro la prelibatezza dei piatti e dei prodotti tipici. Ma appartiene alla Val Senales anche il monte Similaun, luogo di un mistero di fama mondiale: è qui che è avvenuta la morte di Ötzi, l’uomo preistorico riaffiorato pressoché intatto dai ghiacci in scioglimento. Un caso poliziesco di migliaia di anni fa, oggi sulla bocca di tutti i valligiani, e anche sulle pagine di alcuni originali libri gialli. La Val Senales è costellata di piccole e struggenti località. Offre al visitatore la medievale Certosa, ma anche la moderna Maso Corto, pionieristico insediamento nato ai piedi di quel ghiacciaio che, a 3200 metri d’altezza, ha inaugurato negli anni Settanta la stagione dello sci estivo. 
Oggi con il cambiamento climatico il ghiacciaio corre un grave pericolo. I valligiani, preoccupati, hanno convinto Olafur Eliasson, uno dei più prestigiosi artisti contemporanei, a installare sulla cresta che domina il ghiacciaio, una sua opera: “Il Duomo del Sole”.