Riceviamo e pubblichiamo
Raffaele Sari Bozzolo racconta il ‘900 non attraverso la sequenza delle sue barbarie, si chiamino guerre o fanatismi, speculazioni o discriminazioni, ideologie perverse o regimi dittatoriali, ma parlando semplicemente di storie d’amore, iconiche al punto tale da riassumere in sé le storie di tutti coloro che quel secolo l’hanno vissuto.

II ’900 raccontato non attraverso la sequenza delle sue barbarie, si chiamino guerre o fanatismi, speculazioni o discriminazioni, ideologie perverse o regimi dittatoriali, ma parlando semplicemente di storie d’amore, iconiche al punto tale da riassumere in sé le storie di tutti coloro che quel secolo l’hanno vissuto.
Questo è il libro di Raffaele Sari Bozzolo dal titolo “L’illusione che tu m’abbia amato – Un secolo di storie d’amore” (Bertoni Editore).

Da Dino Campana e Sibilla Aleramo, da Joe Di Maggio e Marylin Monroe, fino a Francesca Morvillo e Giovanni Falcone o Giulietta Masina e Federico Fellini, 28 storie d’amore che ci portano dal primo all’ultimo anno del XX secolo, il più sanguinoso e irrazionalmente violento di tutta la storia umana, dove però non si è mai smesso di innamorarsi ed amare. Per questo e solo per questo l’umanità ha raggiunto il secolo successivo. L’amore, più d’ogni altra cosa, salva, conserva, vivifica.
Se dai libri di storia togliessimo la narrazione delle guerre, delle rivoluzioni, degli attentati e dei fatti di sangue, quante pagine resterebbero? Eppure noi oggi non siamo figli di quelle violenze, semmai siamo ed esistiamo nonostante quelle. Siamo ed esistiamo perché i nostri genitori si sono amati nel secolo scorso e prima di loro i nostri nonni; eppure raccontiamo ai nostri figli la storia come un susseguirsi, senza quasi soluzione di continuità, di disgraziatissimi eventi, dove l’oppressione ed i soprusi si ergono a metodo, a ineluttabile normalità, educandoli ad accettare che il loro tempo ed il loro futuro non debba essere diverso, non possa ambire ad altro.
Forse non solo raccontiamo la storia in modo sbagliato, ma raccontiamo le storie sbagliate.
Se raccontassimo l’amore potremmo far capire che da esso si generano il tempo e i destini di tutti e che solo conservando, difendendo, perseguendo questo possiamo conservare e difendere il nostro mondo e perseguirne un vero miglioramento futuro.
In questo libro dunque si sceglie di raccontare l’amore dunque e attraverso questo un secolo, per parlare dell’uno e dell’altro, attraverso una Storia fatta di storie o di storie che hanno fatto la Storia. Si racconta l’amore tutto, per assolverlo sempre e comunque, per celebrarlo in ogni sua espressione, vicissitudine, declinazione o presunta devianza.
Forza invincibile, destino ineluttabile, battaglia folle senza vinti o vincitori, dolcissima ebbrezza d’immortalità, irrinunciabile illusione, a volte fatale maledizione, ma sempre, dal primo all’ultimo, ogni amore, degno d’essere vissuto, diventa anche letteratura e dunque va raccontato.
Così, attraverso le storie di coppie che sono state loro stesse icone, alle cui vicende si sono appassionate intere generazioni, in cui molti si sono identificati o persino immedesimati, si può insegnare ciò che del passato può realmente servire a costruire il futuro.