Riceviamo e pubblichiamo

Oggi iniziamo un viaggio tra le cupole e gli affreschi delle più straordinarie chiese

di Parma, Piacenza e Reggio Emilia: nella seconda parte andiamo a Piacenza.

Le chiese sono da sempre custodi di eccezionali opere d’arte. E spesso è proprio guardando in alto, nell’immensità delle loro cupole che si svelano capolavori meravigliosi, affreschi realizzati da grandi artisti del passato. Questo è il periodo ideale per scoprire tali espressioni del genio umano racchiuse nelle più belle chiese di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, avvicinandosi all’anima creativa e spirituale di Visit Emilia. Oggi andiamo alla scoperta delle chiese di Piacenza.

Cattedrale di Piacenza – foto di Relazioni Pubbliche – credit Visit Emilia

L’opera di Guercino nella cupola della Cattedrale di Piacenza
Lo sguardo resta totalmente affascinato dalla grande cupola ottagonale affrescata dal Guercino (Giovanni Francesco Barbieri, 1591 – 1666) e dal Morazzone (Pier Francesco Mazzucchelli, 1573 – 1626) nella Cattedrale di Piacenza. Qui si delineano le figure dei profeti, sospesi tra le nuvole portando cartigli e con il volto rivolto verso l’alto, verso la divinità. Sono Davide, Isaia, Aggeo, Osea, Zaccaria, Ezechiele, Michea e Geremia, ognuno racchiuso nella propria vela. Inizialmente l’opera fu commissionata nel 1625 al Morazzone, ma l’artista lombardo morì dopo aver terminato le vele di Davide e di Isaia. L’anno successivo il lavoro fu affidato al Guercino, che realizzò tra il 1626 e il 1627 le altre sei vele e affrescò anche le lunette, in cui si possono osservare quattro episodi dell’infanzia di Gesù – l’annuncio ai pastori, l’adorazione dei pastori, la presentazione al tempio e la fuga in Egitto – e quattro rappresentazioni di sibille, in ideale dialogo con i profeti per il compito simile di predire il futuro.

Chiesa di San Francesco
a Piacenza
credit Visit Emilia

La cupola affrescata della Chiesa di San Francesco di Piacenza
In Piazza Cavalli di Piacenza spicca la Chiesa di San Francesco. Costruita tra il 1278 e il 1363 per volontà del ghibellino Umbertino Landi, è in stile gotico lombardo con facciata in cotto. Presenta in facciata due contrafforti, rosone, cuspide e guglie, nonché un portale mediano quattrocentesco (più tardi i laterali), e sui fianchi poderosi archi rampanti. Sul lato destro si trova il chiostro, di cui è rimasto solo un porticato. La chiesa conserva all’interno sepolture di uomini illustri, dipinti, sculture e resti di affreschi del XIV e XV secolo. Da notare la scultura posta nella lunetta del portale, con le Stigmate di San Francesco (1480 circa). La cupola della cappella dell’Immacolata, con la grandiosa pala, è affrescata da Giovanni Battista Trotti detto “Il Malosso” (1597), per la cui commissione i francescani elaborarono una iconografia originale e curiosa. L’artista qui raffigura l’Assunzione al cielo della Vergine.

Basilica di Santa Maria
in Campagna (PC)
credit Visit Emilia

Il complesso ciclo pittorico della Basilica di Santa Maria in Campagna di Piacenza
Stupiscono anche gli interni della Basilica di Santa Maria in Campagna impreziosita dal complesso ciclo pittorico della cupola realizzato da Antonio Sacchi detto “Il Pordenone”. A lui si deve sulla parete d’ingresso la raffigurazione di Sant’Agostino e le opere della cappella dei Re Magi interamente affrescata dall’artista, come anche la successiva cappella di Santa Caterina. La bellissima cupola, i cui affreschi sono stati realizzati dal Pordenone e da Bernardino Gatti detto il Soiaro in un periodo compreso tra il 1530 ed il 1543, si erge nel mezzo della croce greca e domina tutta la struttura. Nella lanterna è raffigurato Dio padre sostenuto da una gloria di angeli da cui discendono personaggi e storie della cristianità. Appena sotto, infatti, si aprono gli otto spicchi e altrettanti costoloni della cupola popolati di profeti e sibille, putti, personaggi dell’Antico Testamento e simboli vari. Subito dopo si può notare il fregio, dove ci sono gli eroi e gli dei dell’antichità classica, poi gli apostoli, come colonne portanti della struttura ed infine il tamburo che illustra alcune scene della vita di Maria.

Chiesa di San Cristoforo
Piacenza

La cupola della Chiesa di San Cristoforo di Piacenza affrescata da Bibbiena
Capolavoro di arte barocca, la Chiesa di San Cristoforo di Piacenza stupisce per la sua cupola, affrescata da Ferdinando Galli Bibbiena (1657-1743). L’artista seppe trasferire la prospettiva, patrimonio della speculazione matematica e filosofica, nel campo della prassi della quadratura, disegnando nella cupola finte colonne che la sostengono, dando così una sensazione di spazi più ampi di quello che sono in realtà, una caratteristica peculiare del barocco locale. Considerata una meraviglia del quadraturismo e della pittura illusionistica, la cupola ha una copertura ad ombrello con lanternino superiore con lesene e aperture rettangolari. La decorazione fa emergere un effetto di grandiosità e di artificio scenografico molto particolare, donando una visione celebrativa e teatrale di grande effetto. Oggi l’edificio ospita anche il Piccolo Museo della Poesia, il primo in Europa.
Destinazione Turistica Emilia
Parma – Piacenza – Reggio Emilia
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