di Giulia Quaranta Provenzano 
“La casa dei viventi” è una splendida fotografia d’arte di GPQ, al secolo Giulia Quaranta Provenzano, che attraverso questo articolo ci racconta di questo suo scatto.

La mia Fotografia d’Arte, quella che realizzo con il mio nome d’arte GQP rispecchia un animo complesso e profondo che è quale un libro infinito le cui pagine d’origami si stagliano su uno sfondo primario dalle mille sfaccettature e pieghe sottili. Il nero è costante, specie laddove della vivida luminosità del ciano, magenta, giallo, verde ed indaco è spesso compagno silenzioso quanto onnipresente – tanto da farsi vago ma persistente ricordo del principio come appunto dell’ineluttabile fine. Ciò è con ogni evidenza il caso, per esempio, dell’opera “La casa dei viventi”.
La detta Fotografia d’Arte, “La casa dei viventi”, vuol rappresentare proprio la casa… secondo una visione del mondo di forte impatto simbolico, com’è usuale per GQP, che qui ha immortalato il profilo di un gabbiano su una porzione di costa imperiese caratterizzata dai colori peculiari della Liguria e della mia creatività. Nello scatto non si vedono infatti abitazioni concrete, non v’è alcuna dimora dell’uomo e neppure alcun ricovero per qualche animale bensì domina la Natura.

GQP

Il cielo, nello scatto, è cupo ad indicare solitudine e certo non un lieto stato ed eppure, non meno, tale scatto è semanticamente duplice: vi è un livello terrestre e terreno, immediatamente individuabile, colorato delle più belle e scintillanti cromie ed un livello oltre la lingua di mare all’orizzonte che appare nella veste del nulla al di là del confine della Terra. I colori brillanti sono sia sull’acqua, che sulla roccia e persino sul bianco piumaggio del solitario gabbiano intorno a cui le meraviglie della vita e però anche l’esposizione all’oscurità, ad inizio e fondo, sulla scena.
Da notare inoltre ed infine che non v’è una fonte di luce visibile nella tela, bensì quanto è colorato appare suggerire che è l’esistenza in sé l’unica possibile fonte di luce nel vivere e del Creato e, non per niente, i colori sono brillanti per l’appunto addirittura nella notte più scura, nell’Universo corvino. E accomunati dalla vita, nei suoi tratti fondamentali, sia l’essere umano che l’animale per i quali casa non è poi altro che quella interiore, il solo riparo per sempre mentre molto altro è invece in balia degli eventi esterni.