a cura della Redazione
Il noto giornalista, già direttore del Corriere della Sera e de Il Sole 24 Ore, in dialogo con Michela Bompani presenterà online, domani, domenica 18 gennaio, il libro “Le cose che non ci diciamo (fino in fondo)” .

Domenica 10 gennaio 2021, ore 18 sul canale YouTube di Palazzo Ducale di Genova e sulla pagina Facebook e sul canale yotube del Centro culturale Primo Levi, Ferruccio de Bortoli presenterà, dialogando con Michela Bompiani, il suo libro “Le cose che non ci diciamo (fino in fondo), Edizioni Garzanti.

Nel dibattito pubblico italiano sem­bra sempre mancare un pezzo di ve­rità: pur di raggranellare qualche bri­ciola di consenso e soddisfare gli appetiti di lobby e gruppi di pote­re, avanza inesorabile una narrazione di comodo che ci esenta da qualsia­si responsabilità personale e colletti­va.
Per questa ragione Ferruccio de Bortoli, con lucidità impietosa, sot­tolinea quelle storture e quei peri­coli che troppo spesso in Italia ven­gono sottaciuti.
Perché non ci diciamo fino in fondo che spendiamo più di quanto dovremmo, senza preoccuparci della crescita del debito pubblico; che non possiamo vivere di sussidi statali sen­za creare reddito; che è illusorio voler difendere l’occupazione finanziando con i soldi dei contribuenti aziende senza futuro.
La crescita del capitale umano viene spesso trascurata, la cultura scientifica è poco diffusa, e dilaga un antieuropeismo populista privo di solide ragioni economiche.
Ma è solo recuperando lo spirito migliore che da nord a sud abbiamo dimostrato nelle dure settimane di autoreclusione che possiamo affrontare una volta per tutte le no­stre lacune per tornare ad avere fidu­ciaC nel domani, autentico propel­lente per una forte ripresa nazionale.
In collaborazione con Centro culturale Primo Levi.

Ferruccio De Bortoli è nato a Milano il 20 maggio 1953, si è avvicinato al giornalismo nel 1973 quando è stato assunto come praticante al Corriere dei ragazzi. Una lunga esperienza che lo ha portato a ricoprire ruoli importanti in quasi tutti i giornali italiani. Nel 1997 è stato nominato direttore del Corriere della Sera. Un incarico avuto fino al 2003 quando ha lasciato per restare in ambito editoriale Rcs con il ruolo di amministratore delegato prima di diventare direttore de Il Sole 24 Ore. Anche questa una breve esperienza (2003-2009) prima di ritornare ‘a casa’ al primo quotidiano italiano. Un grande amore che lo ha portato a rifiutare presidente della Rai. Al termine di questa esperienza è rimasto in redazione come editorialista e contemporaneamente è stato nominato presidente della casa editrice Longanesi e dell’associazione Vidas. È oggi editorialista del «Corriere della Sera» e, in Svizzera, del «Corriere del Ticino».