di Giulia Quaranta Provenzano

La mia speranza per il 2021? È con in bocca un gusto un po’ amaro che, eppure, mi rendo conto di come non sia vivere non nutrire più alcuna attesa fiduciosa dacché, per contro, ogni moto ed ogni gesto quotidiano – dall’alzarsi al mattino all’andare a dormire a notte inoltrata, con tutto ciò che vi scorre nel mezzo – necessita ed implica un atto di fede nel ricorrente ed eterno presente, in noi stessi e parimenti (se non assai di più) negli altri.
Preferisco tuttavia cogliere tale gradito invito alla scrittura e alla condivisione rivelando i miei propositi – anche, poiché sono da tempo i medesimi! – per il nuovo anno in quanto trovo per la maggiore auto-motivante nonché auto-stimolante ed auto-incentivante (se non altro all’amor proprio che, non per qualche riga, spesso invece trascuro) una sorta di memo e coscienza delle ferme progettualità a determinare la volontà e il comportamento per questi neonati dodici mesi.
Ecco dunque la mia intenzione: scegliermi  e divenire, sorprendente, testimonianza di come il non arrendersi all’evidenza e al contrario d’ogni pronostico e probabilità possa regalare MERAVIGLIA – quella capacità di meravigliarsi appunto, che è forte nei bambini, loro di continuo ricettivi e curiosi verso l’esistere che la fretta, il disincanto e l’assuefazione purtroppo mortificano sovente negli adulti. Desidero, cioè, più di ogni altra cosa al mondo riconoscermi voce ascoltata e penna seguita per una vita vera, migliore… Che dunque il 2021 sia canovaccio di quel potere propulsore di un’occasione all’amare che per me, da quando ne ho memoria, significa poter fare della Cultura, dello Spettacolo e dell’Arte tutta la mia professione. Cultura, Spettacolo ed Arte tutta quale magia a colorare e a dare forma, consistenza e rilievo all’esistenza, ad un’esistenza in cui “impossibile” sia ovvero solamente piatta parola priva di reale contenuto. Una vita, la mia, che sento effettivamente pulsare se a loro dedicata poiché sono per questa giovane donna quell’ossigeno che – in base proprio al di loro abbraccio o no – mi restituisce ogni staffettista istante nella veste di veleno o medicina.
Per coloro che sentissero echeggiare codesti pensieri, comuni, nel proprio cuore, il mio contatto WhatsApp è 3334035044. Regalate attimi a ciò che la mortalità terrena vorrebbe ingabbiare in uno spazio limitato mentre, all’opposto, l’Amore è radice e seme che germoglia oltre ogni confine e tempo. Ci si alleni alla serenità, e che la sua mancanza sia piuttosto bussola per quando vi e ci sentiremo persi e soli a pesare le emozioni davvero importanti.