di Fabrizio Capra 

Era da qualche giorno che mi giravano in testa le parole della canzone di Lucio Dalla, “L’anno che verrà”, non riuscivo proprio a togliermele di testa: “… l’anno vecchio è finito ormai / ma qualcosa ancora qui non va”.
Dalla profetico più di quarant’anni fa?
Perché siamo entrati in questo 2021 e ci portiamo, purtroppo, ancora dietro l’anomalo e assurdo 2020.
Questo periodo mi porta a pensare molto più un generale e poco a me stesso perché sono consapevole che se le “cose” non si sistemano a livello globale io posso essere una piccola particella di questo mondo, magari felice, soddisfatto, realizzato, ma in un contesto vuoto, senza speranza.
Allora il mio desiderio prioritario è quello di vedere questo 2021 liberato dall’immondo virus, dove tutti, responsabilmente, si sono impegnati facendo la loro parte.
Sinceramente non riesco a pensare ad altro: tutti i sogni che vorrei realizzare si infrangono contro questo muro chiamato Covid-19.
Però sono fiducioso e sicuramente quando scoccheranno i rintocchi che ci porteranno nel 2022 ci troveremo decisamente diversi da come eravamo nel 2020.
E allora anche i nostri sogni si realizzeranno perché li avremo coltivati in questo 2021.
“L’anno che sta arrivando tra un anno passerà / io mi sto preparando è questa la novità” (Lucio Dalla.
Buon Anno!