di Fabrizio Capra
Il sottosuolo di Torino sembrerebbe celare le tanto citate e mai scoperte Grotte Alchemiche: verità o leggenda. Nell’articolo raccontiamo quel poco che si sa di queste misteriose presenze torinesi, informazioni che infittisco il mistero, un mistero senza risposta.
immagine dal web

Il sottosuolo di Torino ospiterebbe le “tre grotte alchemiche”, che sono considerate delle “porte interdimensionali”.
Sulla loro esistenza non vi sono dubbi visto che a Lione e Praga, altri due vertici del triangolo “bianco”, sono esistenti.
Le tre grotte sono considerate dei veri e propri luoghi di potere, luoghi in cui si può passare da una dimensione corporea, che noi ben conosciamo, a una sconosciuta, probabilmente immateriale: un mondo parallelo mai esplorato, forse il mondo del pensiero o quello che c’è oltre la morte?
Pare che fossero luogo di ritrovo di vari parapsicologi, esoterici e alchimisti nei secoli, da cui il nome.
Nessuno sembra mai aver attraversato le tre grotte ed essere potuto tornare indietro per raccontarlo.
Dove sono esattamente queste grotte nessuno lo sa o meglio, la loro ubicazione è conosciuta  soltanto da tre persone in tutta Europa, che si conoscono tra loro e si comunicano notizie riguardo a chissà quanti altri misteri legati a queste tre grotte.

Giardini Reali

Le grotte sono accessibili da sei ingressi ma tre non portano a niente, quasi a sviare eventuali “curiosi” mentre gli altri tre porterebbero effettivamente alle grotte alchemiche: probabilmente questi tre luoghi di potere sono situati nei sotterranei di Piazza Castello o di Palazzo Madama o nei Giardini Reali (vicino alla fontana).
La prima grotta sarebbe situata nei sotterranei del Palazzo Reale, secondo l’esoterismo il “cuore magico bianco” della città (vertice del “triangolo bianco” con Praga e Lione), e connessa a sua volta con Piazza Statuto, presunto “cuore magico nero” (vertice di un “triangolo nero” con Londra e San Francisco). Voci non confermate affermerebbero che questa grotta-tunnel sarebbe stata larga quanto una carrozza, permettendo un collegamento segreto dei vari sovrani sabaudi che, dalla loro residenza, raggiungevano amanti e collaboratori fin verso il lontano Castello di Rivoli, posto a occidente.

Porta Fibellona
Palazzo Madama
foto Enrico Lusso

La seconda grotta, invece, collegherebbe l’antica Porta Fibellona (Piazza Castello), ingresso orientale della città, con i sotterranei di Via Garibaldi, in direzione Piazza Palazzo di Città, e di Via Po, almeno fino alla Chiesa della SS. Annunziata e fu costruita, probabilmente, per fini strategico-militari. Per altri ancora, essa proseguirebbe ancora più a oriente, addirittura passando sotto il Po, per giungere nei sotterranei della Chiesa della Gran Madre, oltre le rive del fiume, dove sarebbe esistito un antico culto egizio legato a Iside.
La terza grotta, infine, sarebbe inespugnabile e nota soltanto a pochissimi al mondo e conserverebbe la pietra filosofale come leggerete qualche riga sotto.
Molte persone che attraversano quei luoghi, sostengono di “sentirsi meglio” cioè di provare una sensazione di benessere.
Si racconta che il principe Umberto riuscì a penetrare casualmente nella prima e alcuni giorni dopo fu assassinato a Monza: la grotta aveva materializzato le sue paure.
A dimostrare che proprio sotto Palazzo Madama potrebbero esserci le tre grotte, sono le biografie dei grandi maghi, filosofi ed alchimisti che si sono susseguiti nel corso di tutta la storia.

Apollonio di Tyana

Ad abitare o almeno passare, rimanere, soggiornare nella stessa zona di Palazzo Madama furono Nostradamus, (astrologo, scrittore e farmacista francese), Paracelso (alchimista, astrologo e medico svizzero), Cagliostro (alchimista, esoterista e avventuriero italiano), il Conte di Saint German (astrologo, scrittore e farmacista francese).
Va citato anche il grande mago Apolonnio di Tyana, esperto conoscitore dell’arte occulta dei talismani che sembrerebbe aver nascosto un potentissimo talismano ovvero la “pietra filosofale” in una delle tre Grotte, la terza in particolare.
Sembra che la pietra filosofale fosse molto ambita e molto ricercata in quanto dotata di tre proprietà  straordinarie: la prima era quella di produrre l’elisir di lunga vita in grado di conferire l’immortalità, la seconda di far acquisire una conoscenza assoluta del passato e del futuro, del bene e del male e la terza consisteva nella possibilità infine di trasformare in oro i metalli vili.
La prima grotta sembrerebbe nascondere una dimensione molto simile alla nostra, legata quindi alle leggi della fisica.

Palazzo Reale

La seconda invece, come se fosse un grado intermedio, aumenta il senso d’immaterialità e si distacca dal mondo tipico che conosciamo.
Gli alchimisti sostengono che dalla seconda, se la si attraversa, si possa uscire. Dalla terza no, se si entra, si finisce in un alto mondo e non si torna più.
Si muore? Si finisce solo in un’altra dimensione? Cosa succede all’anima?
Nei sotterranei sotto Palazzo Reale è comprovata l’esistenza di un antico laboratorio alchemico sabaudo dove furono ritrovati reperti strettamente legati all’esoterismo.
Una prova che lascia spazio solo a ipotesi occultistiche.
Ancora un meraviglioso mistero senza risposta, un mistero che rimane con tutta la bellezza del suo dubbio, dei suoi perché e contornato dall’alone di leggenda e nello stesso tempo di verità.