Riceviamo e pubblichiamo
Domani, martedì 15 dicembre, i canali Rai propongono a “Passato e Presente” la storia di Toro Seduto mentre “Ghost Town” ci porta ad Apice, paese del beneventano distrutto dal terremoto del 1962.

“Passato e Presente” racconta Toro Seduto, il grande capo Sioux
Sono passati 130 anni dalla morte di Toro Seduto, capo della tribù Unkpapa, della nazione Lakota Sioux. Condottiero in battaglia e guida spirituale del suo popolo, Toro Seduto è uno dei più famosi tra i nativi americani della storia. Per raccontarne l’affascinante storia a “Passato e Presente” – in onda  in onda martedì 15 dicembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai StoriaPaolo Mieli ospita il professor Franco Cardini e propone anche il contributo filmato del professor Alessandro Martire, rappresentante della nazione Lakota Sioux in Italia e presso l’Alto Commissariato dei diritti dell’Uomo. Al nome di Toro Seduto si associa la più grande e famosa vittoria in battaglia degli indiani contro l’esercito degli Stati Uniti: quella di Little Bighorn, per la quale il grande capo riuscì a riunire una coalizione di Sioux, Cheyenne, Arapaho e altre tribù native, radunando oltre 3500 uomini. Al comando dell’esercito degli Stati Uniti, in quell’occasione, un’altra figura leggendaria dell’epopea del West: il tenente colonnello George Armstrong Custer, che in quella sanguinosa battaglia troverà morte e sconfitta.

Ghost Town ad Apice
Una Pompei del ‘900. Così Apice, un paesino in provincia di Benevento, è stata ribattezzata dopo il terremoto del 1962 che l’ha spopolata. L’allora primo cittadino, vista l’impossibilità economica di rimettere in piedi il proprio comune, decise di ricostruire la città a pochi chilometri di distanza, sulla collina di fronte. Ad Apice nuova, la cittadina che sostituì, negli anni ’60, la vecchia Apice vivono ancora oggi i terremotati dell’epoca, costretti ad abbandonare le proprie case in fretta e furia, quando il 21 agosto del 1962 il terremoto fece scappare tutti. Sandro Giordano esplora questo borgo che è rimasto pressappoco lo stesso, dai tempi del terremoto, in “Ghost Town”, in onda martedì 15 dicembre alle 20.15 su Rai5. Un paese, oggi, inaccessibile eppure “vivo”, nel ricordo dei suoi abitanti, e negli edifici che ancora risuonano della vita di un tempo che non tornerà più. Nella zona che interessò tra gli altri anche il borgo di Apice si contarono “solo” 17 vittime e i rimanenti 6.500 abitanti furono prontamente evacuati, lasciando dietro di sé un panorama desolato e “spettrale” ancora oggi visibile: mobili, auto intrappolate fra le macerie di un meccanico, riviste di cucito, insegne “fai da te” di negozianti. Taluni abitanti rimasero nel vecchio abitato, chi ad esercitare la propria funzione pubblica, chi a far sopravvivere la propria bottega e chi semplicemente ad abitarci. Tra questi, Tommaso Conza, il barbiere, che tenne la sua bottega aperta fino al 2007: in un paese fantasma.