Martedì Rai: i ballerini della natura e le Storie della TV al femminile

Riceviamo a pubblichiamo
Domani, martedì 8 dicembre, sui canali Rai la danza dell’amore dei grandi ballerini della natura e per Storie della TV si parla di televisione al femminile.

I grandi ballerini della natura: la danza dell’amore
Gli animali e la danza
: senso del ritmo invidiabile, tempi perfetti e grazia innata. Lo racconta il documentario in due parti “I grandi ballerini della natura”, in onda da martedì 8 dicembre alle 15.00 su Rai5. Al centro del primo episodio sono le danze come strumento di espressione e di corteggiamento nel mondo animale. I massimi ballerini sono senz’altro gli uccelli, con fenicotteri rosa e uccelli del paradiso, ma non mancano interpreti meno famosi ma altrettanto spettacolari, come il Kagu della Nuova Caledonia, lo svasso cigno e il gallo della salvia. Anche i mammiferi non mancano di esibire i loro numeri, con l’ipnotica danza di corteggiamento delle megattere e la schermaglia bellicosa dei bighorn maschi. C’è posto anche per le creature più piccole, come il sorprendente ragno pavone australiano. Il tutto scandito da un repertorio musicale di eccezione, che spazia da Tom Jones ai Queen a Whitney Houston. 

Storie della TV: dalla tv delle signore alla tv delle ragazze
La tv per le donne e fatta dalle donne
: nel tempo, la televisione – e la Rai in particolare – ha dedicato spazio sempre maggiore a questa realtà, a volte “rivoluzionaria”. Lo racconta il nuovo appuntamento con “Storie della TV”, la serie di Rai Cultura con la consulenza di Aldo Grasso, in onda in prima visione martedì 8 dicembre alle 21.10 su Rai Storia. La riforma Rai del 1975 – con due reti e due testate in concorrenza – porta, nella laica Seconda Rete, alla nascita della Struttura 5, diretta da Marina Tartara, completamente dedicata alla questione femminista. La produzione di programmi come “Marisa della Magliana”, su una ragazza madre, e la rubrica come “Si dice donna” (1 febbraio 1977, autrice Tilde Capomazza) contribuisce a far sì che la Struttura 5 abbia un proprio spazio nel palinsesto della Rete 2. La televisione delle origini aveva riservato pochi spazi alle donne. Elda Lanza, al contrario delle annunciatrici, era più di un volto e una voce, veniva dal giornalismo, scriveva e conduceva trasmissioni. Insieme a lei, si stava facendo avanti un’altra giovane donna: Bianca Maria Piccinino. Laureata in biologia, si vorrebbe occupare di temi scientifici, ma si ritrova ad assistere l’”Amico degli animali”, Angelo Lombardi. Con l’arrivo di Enzo Biagi al Telegiornale, nel ’61 passa al giornalismo e si occuperà di moda per un trentennio e conduce per anni il telegiornale. L’unica donna “da ridere”, attrice-autrice è Franca Valeri: nel ’57 è protagonista in TV con Nilla Pizzi in “La regina ed io”, sorta di varietà “al femminile”. Nel ’59 è mattatrice in “Le Divine”, e per tutti gli anni ‘60 anima con le sue donne gli show del sabato sera. Nel frattempo, spunta un altro nome nel limitato cielo delle donne conduttrici e autrici. È Enza Sampò, torinese del ’39, che dopo l’esperienza a “Campanile Sera”, nel 1964 che inizia la conduzione di un programma dedicato alle donne, “Cordialmente”. È un settimanale con spazi dedicati alle lettere degli spettatori e servizi filmati, come quelli di TV7. Tendenzialmente è tutto a carattere femminile, ed Enza Sampò diventa l’idolo di milioni di ragazze e inizia quel dialogo ininterrotto con gli spettatori. Negli anni Sessanta partecipa anche ad altre rubriche e addirittura Alberto Sordi la vuole nel ruolo di se stessa in “Scusi Lei è favorevole o contrario” (1966). Dal 1970 presenta la rubrica per ragazzi “Spazio”, e altre rubriche per giovani o culturali. Dopo la riforma, Sampò presenta la rubrica dello spettacolo “Scena contro Scena” e il festivo “Insieme, facendo finta di niente”, che in qualche modo anticipa “Domenica In”. Gli anni ‘80 vedono altre novità: al Tg2 fanno capolino molte giovani conduttrici anche nell’edizione serale (la prima fu Piera Rolandi nel 1980). Con il cambio di direzione della Terza Rete nel 1987 si respira aria nuova. E ironica. È del 1988 la prima stagione de “La TV delle ragazze” registrata a Torino. Ne seguirà una seconda, poi il curioso “Scusate l’interruzione” e le tre edizioni di “Avanzi”. Le “ragazze” sono trentenni consapevoli di sé, fanno satira di costume e soprattutto politica, in una fase storica di “ritorno al sociale”. Trent’anni dopo festeggiano in “Stati Generali”.