Oggi per la rubrica “Racconti e Poesie” ospitiamo la prima parte di un racconto scritto da Roberta Pelizer.
Denaro, segreti e bugie…
di Roberta Pelizer

L’asta dei quadri a Londra stava procedendo bene: Miriam sin da bambina era appassionata d’arte, una volta terminate le scuole medie si era subito iscritta al liceo artistico e una volta arrivata a Venezia si era laureata con la lode all’Università internazionale d’arte.
Durante uno stage presso una famosa galleria di Londra conobbe lui, Filippo, un uomo affascinante, misterioso e molto ammaliante, era un commerciante di coralli molto famosi in Italia ma soprattutto stimato in tutto il mondo ed in particolar modo in Giappone. Lei era giovane bella con la luce negli occhi di colei che sa cosa vuole dal suo futuro e lui era lì in piedi proprio davanti a lei, colui che sarebbe diventato suo marito.

Un ultimo messaggio prima di alzare l’offerta “amore che cifra posso spendere per il mio quadro?” Amore rispondimi perché non ho più tempo, non c’è più tempo… Sbrigati… Filippo, Filippo ma dove sei?…
“Filippo perso il quadro”: Miriam rimase delusa come una bambina quando non vince il pelouche alle giostre, ma così era successo? Era la prima volta che suo marito assumeva un atteggiamento di menefreghismo nei suoi confronti perché lui viveva per lei e lei viveva per lui, lui esaudiva ogni suo desiderio perché era pazzo di questa donna che incarnava il suo ideale di perfezione.
Il volo Londra –  Napoli sembrava interminabile e Miriam continuava a chiedersi perché il suo Filippo avesse fatto così, non era da lui e questo voleva dire soltanto una cosa, ossia, qualcosa non quadrava e sicuramente qualcosa era successo, la mente può fare brutti scherzi quando si è da soli, quando ci si trova con le spalle al muro e non si sa che cosa potrà accadere nel futuro prossimo.
In aeroporto, come sempre, c’era ad aspettare Miriam il fidato autista, colui che l’aveva anche accompagnata all’altare, nel giorno delle loro nozze in uno dei posti più magici al mondo della costiera amalfitana, a Sorrento, dove la loro favola era iniziata.
Non appena sali in macchina Miriam si accorse immediatamente che qualcosa turbava il fidato autista perché nell’accoglierla non l’aveva degnata nemmeno di uno sguardo e soprattutto non l’aveva salutata con il solito modo garbo che lo contraddistingueva da tutto il resto della servitù. Ma perché, perché questo silenzio? Perché tutti questi misteri? La risposta era una sola e tutti gli indizi portavano a lui, al suo amatissimo Filippo…
(fine prima parte)